Brand Italiani e Visione dell'Outdoor

Il tema è per quale motivo non esiste per esempio una TPT della Camp?

Perché il territorio non lo consente? Perché non hanno voglia? Perché l’acquirente medio entra da Cisalfa e non si pone mezza domanda prima di acquistare un pezzo di attrezzatura?
Perché l'acquirente medio non sa neanche cos'è un TPT...
L'acquirente medio entra al deca o da Cisalfa, compra un pile, un paio di pantaloni lunghi che diventano corti con cerniera, uno zaino di quelli esposti(sicuramente sovradimensionato per le sue esigenze), un paio di Salomon, una bottiglia in alluminio e un paio di bastoncini di primo prezzo.
 
La TPT a me sembra un prodotto di nicchia, immagino che una azienda prima di aggiungere un prodotto al suo catalogo faccia un minimo di indagine di mercato, calcoli quanti pezzi riuscirà a vendere, se sarà un problema convincere i retailer a metterselo in magazzino, a quale prezzo si venderà, quanto ci guadagnerà...

Certo Decathlon mi sembra ne abbia una in catalogo ma la politica di vendita è diversa, ho la sensazione che D. includa attrezzature particolari più che altro per far vedere che ha veramente di tutto ed anche (presumo) che abbia una gestione del magazzino che consente di riciclare le giacenze invendute nelle varie sedi magari in offerta su internet.
 
neanche cos'è un TPT
manco io so cosa è e magari la ho e non so di averla.
In ogni caso lo ho cercato adesso su internet e mi dice delle vaccate di cucina
convincere i retailer
magari fossero solo loro,spiegarlo anche a tutto l'esercito di intermediari/commissionari/faccendieri/distributori tipicamente italiota. Perchè una delle cose che sta DISINTEGRANDO il commercio reale è la mancata conoscienza di tanti oggetti.

Già nel 1986 lo avevo notato il fenomeno sebbene in un campo completamente diverso.
Sulla fabbrica di biciclette di Venaria si può dire di tutto e di più. Chi la considerava poco più che un rottamaio e chi ne faceva ponti d'oro.Erik ne ha sempre parlato bene perchè ci capiva parecchio. E al di là di tutto c'è da considerare l'importante discorso che è stato uno dei pochi che oltre a portare a casa diversi titoli mondiali nel fuoristrada ha creduto e tanto nelle ruote da 20".
Non era la stessa cosa invece per il 75% di tanti altri operatori del settore dove alla bmx si è sempre pensato come una moda che in teoria non avrebbe dovuto avere futuro. E invece per 20 anni abbondanti se ne sono vendute e usate. E ancora oggi in certe gare se ne usano.Qualcuna è pure sopravvissuta e la vedi in mano a qualche figlio di immigrati. Purtroppo il mondo bmx nel nostro paese era sempre malvisto perchè l'italiano medio è calciodipendente e spesso pure perbenista,poltronaro,tabagista e qualunque attività da fare dal vivo e non vista sul saba da 26 pollici o grundig ultracolor che sia del salotto era da evitare.Inoltre le uniche bici che concepisce sono da corsa o quelle da vecchio con ruote rigorosamente da 28 o al massimo se gli si parla di una 20" si intende una graziella e non di più.Doveva ancora arrivare il 26 delle mtb.Quindi se si cercava qualche ricambio o un mezzo intero bisognava per forza sbattersi ed andare un pò ovunque per cercare qualche ricambio o qualche pezzo in particolare. Oppure ti arrangiavi e adattavi ricambi non proprio corretti ma che comunque funzionavano.
Così per portare a casa una bici dove c'era evidentissima convenienza ci si è dovuti muovere le chiappe e darsi da fare. E paf e n'gur sono andati e tornati da venaria mettendoci quasi tre ore. E alla sera anche paf aveva una bicicletta seria.
Anche se per stare nella cifra alcuni particolari più estetici che altro erano stati evitati. A casa mia una cosa del genere non era manco da pensare perchè mia nonna teneva le parti a certi fornitori da due soldi che avevano solo porcheria.La mia la avevo presa quasi per botta di fondoschiena perchè era stata ordinata particolare e poi non ritirata per litigi su particolari e prezzo.
Anche perchè la avrei voluta nera e non rossa.

I fornitori da 4 soldi quelli che tanto per intenderci se gli si chiede qualcosa che non hanno loro dicono che non esiste ,insomma poi erano gli stessi che parlavano male della bmx.

Spesso si facevano "i viaggi della speranza" quando avevi bisogno di qualche pezzo importante per assemblarti il mezzo e ovviamente non c'era il commercio virtuale di oggi.
Magari buttavi una giornata per andare in posti come venaria o busto arsizio e tornare magari con due cerchi o un telaio appeso allo zaino. E tutta la gente che ti guardava manco fossi un corriere della droga.
 
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secondo voi, questi due Brand come fanno a sopravvivere? perchè non innovano i design? o alla peggio, perchè non prendono un design esistente, leggono le critiche che si trovano su internet, modificano, migliorano, producono comunque in Cina e rivendono?
I brand da te citati credo sopravvivono benissimo anche senza investire in quanto da te indicato, avranno sicuramente un marketing che avrà fatto ricerche di mercato e , dopo le opportune valutazioni, avranno ritenuto antieconomico investire in un qualcosa che avrebbe accontentato lo zero virgola di un determinato mercato.
Magari tu hai delle esigenze particolari e comunque ciò che ti occorre lo puoi trovare rivolgendoti ad altri brand.
Tornando al titolo i brand italiani sono ben riconosciuti nell'outdoor, basta andare in un qualsiasi rifugio svizzero, francese ecc e vedere, ad esempio, quali scarponi vengono utilizzati..............
 
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