Escursione Breve (e faticosa) incursione nella zona Z del PNALM

#1
Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
Data: 30.12.2017
Regione e provincia: L'Aquila
Località di partenza: Fontana della Padura (1278 m)
Località di arrivo: Idem.
Tempo di percorrenza: 3h 30'
Chilometri: 7.5
Grado di difficoltà: EEA
Descrizione delle difficoltà: Neve non portante per tutto il percorso, segnavia coperti, navigazione ''a vista''
Periodo consigliato: Sempre ma valutare le condizioni della neve
Segnaletica: Buona (ove non coperta dalla neve)
Dislivello in salita: 600 m
Quota massima: 1870 m (nei pressi del Coppo dell'Orso)
Accesso stradale: Percorrendo la SS 83 Marsicana si devia per Bisegna (SP 17) e dopo qualche curva si la parcheggia in corrispondenza della Fontana della Padura, in prossimità di un tornante.
Traccia GPS:
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/vallone-bruciato-21780566


Descrizione

Avevo in mente di esplorare il settore Z del Parco (che non conoscevo affatto) ed avevo quindi pianificato un giro in questo ameno territorio che sarebbe stato impreziosito dalla presenza della neve copiosamente caduta nei giorni precedenti. Doveva perciò essere una piacevole e facile passeggiata in uno dei quadranti meno frequentati del PNALM, ambiente incontaminato e regno di orsi, cervi e camosci.
In realtà ho sottovalutato sia le criticità insite del territorio (trattasi sempre di ambiente montano con dislivelli importanti e difficoltà di orientamento), sia le condizioni del manto nevoso che si è rivelato l'ostacolo più duro.
Eppure avevo monitorato le condizioni meteo, i vari portali davano temperature minime di 7°C sotto zero alle quote più basse e mi aspettavo quindi di trovare neve più assestata. Invece la candida visitatrice era fresca e farinosa come se fosse caduta mezz'ora prima ed io, nonostante le ciaspole, affondavo di 30 cm e la mia progressione si è rivelata una immensa e interminabile sfacchinata.
Detto questo, la mia passeggiata ha comunque avuto elementi piacevoli e spunti interessanti: camminare nel bosco imbiancato per quei sentieri che anche in estate sono scarsamente battuti mi ha fatto immergere nella completa simbiosi con la Natura.
Il candido e intonso manto nevoso assorbiva tutti i rumori, ascoltavo soltanto il mio respiro e il battito del mio cuore; ogni tanto osservavo la traccia lasciata da qualche animale che era passato di là prima di me, tentando di riconoscere dalla forma dell'impronta di cosa si trattasse.
Arrivato in prossimità del Coppo dell'Orso alla quota di 1870 m ho trovato un ambiente completamente ovattato dall presenza di nebbia; inoltre il sottobosco era pieno di arbusti (credo si trattasse di ginepri) che mi facevano sprofondare fino all'inguine. Camminare così è per me impossibile, i tempi si stavano allungando eccessivamente e, preoccupato di esaurire le energie e di beccare una nevicata che avrebbe cancellato la mia traccia, ho deciso di fare ritorno all'auto.
Allego qualche foto, tanto per dare un'idea delle condizioni che ho trovato.
La Fontana della Padura:
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Il primo tratto di sentiero, ancora umanamente percorribile:
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Gli alberi carichi di neve all'interno del vallone Bruciato:
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Questa esperienza è stata comunque formativa per me che non gradisco le ''ciaspolate'' e che prediligo le vie a quote più alte dove è più facile trovare neve ghiacciata. Ho avuto modo di conoscere aspetti e sfaccettature naturalistiche che in genere, camminando in cresta, non apprezzo.
Oltretutto questa uscita mi ha insegnato che le condizioni ambientali non vanno mai sottovalutate: le intense nevicate dei giorni precedenti lasciavano presagire questo tipo di difficoltà, accentuate dal fatto che sono andato in un territorio a me sconosciuto.
Forse in questi casi è più conveniente starsene a casa ed attendere che la neve si assesti a sufficienza.
 

Allegati

#4
Quanta neve! Dalle foto che vedo, comunque ne è valsa la pena.
Mi è successo due volte di ripiegare in condizioni tipo questa, per la troppa neve e soprattutto per gli arbusti che creano una sorta di bolla d'aria tra la neve, che fa sprofondare fino alla vita anche con le ciaspole. Forse con un paio di sci da escursionismo si riesce a galleggiare meglio.
Grazie per il report
 
#5
Non sapevo che ci fosse un altro (o chissà quanti altri!) "coppo dell'orso" oltre a quello vicino al rifugio omonimo in quel di Vallelonga. Complimenti, ho una vaga idea di cosa significa salire 600mt sulla neve appena caduta (intendo dire che non è il mio genere, ecco... ) dalle foto si capisce che ne è valsa veramente la pena.

Grazie per la condivisione! :)
 
#7
Tutto bellissimo. Unico neo, forse, la frase finale in cui non sono d'accordo. Queste uscite con ripiegamenti, cambi di programmi e molto esplorative sono comunque molto più appaganti che starsene a casa. Pesa, effettivamente, sul bilancio anche le odiosissime (non amo guidare) ore di macchina...... capitato di farne tre per 20 minuti di passeggiata:non ero molto contento ma ho Cmq visto un aspetto di bufera in montagna. Una sensazione stupenda camminare nei boschi dove non ci sono altri passi umani:aumenta notevolmente la percezione di isolamento. Complimenti e grazie della condivisione.
 
#10
Quanta neve! Dalle foto che vedo, comunque ne è valsa la pena.
Mi è successo due volte di ripiegare in condizioni tipo questa, per la troppa neve e soprattutto per gli arbusti che creano una sorta di bolla d'aria tra la neve, che fa sprofondare fino alla vita anche con le ciaspole. Forse con un paio di sci da escursionismo si riesce a galleggiare meglio.
Grazie per il report
Ti ringrazio, in realtà non mi è mai capitato di dover ripiegare per la troppa neve. In qualche modo sono sempre riuscito a procedere. Ma stavolta ho proprio dovuto arrendermi.
Con gli sci sarebbe stato senz'altro più agevole in quel tratto con gli arbusti, ma purtroppo questi non appartengono al mio curriculum ... ma mai dire mai:si:
 
#11
Non sapevo che ci fosse un altro (o chissà quanti altri!) "coppo dell'orso" oltre a quello vicino al rifugio omonimo in quel di Vallelonga. Complimenti, ho una vaga idea di cosa significa salire 600mt sulla neve appena caduta (intendo dire che non è il mio genere, ecco... ) dalle foto si capisce che ne è valsa veramente la pena.

Grazie per la condivisione! :)
A giudicare dalle molte impronte che ho trovato sulla neve, il nome di questo Coppo dell'Orso è davvero pertinente, anzi, ti confesso che ho avuto quasi il pensiero di poterne incrociare un esemplare.
600 m in queste condizioni non è nemmeno il mio genere, ma si, come dici tu, ne è valsa la pena.
Grazie.
 
#13
Tutto bellissimo. Unico neo, forse, la frase finale in cui non sono d'accordo. Queste uscite con ripiegamenti, cambi di programmi e molto esplorative sono comunque molto più appaganti che starsene a casa. Pesa, effettivamente, sul bilancio anche le odiosissime (non amo guidare) ore di macchina...... capitato di farne tre per 20 minuti di passeggiata:non ero molto contento ma ho Cmq visto un aspetto di bufera in montagna. Una sensazione stupenda camminare nei boschi dove non ci sono altri passi umani:aumenta notevolmente la percezione di isolamento. Complimenti e grazie della condivisione.
Hai perfettamente ragione, Leo. La mia considerazione nasceva a caldo, quando la delusione conseguente alla resa mi aveva fatto vedere vanificati sacrifici e programmi che avevo pianificato per godermi la giornata.
Mi trovi d'accordo, meglio un'esperienza così, inaspettatamente faticosa sulla neve molle e più breve delle aspettative, piuttosto che starsene sul divano.
Però ti dico che, dovendo giocarmi le mie poche chances per organizzare una giornata in montagna, e se sapessi con certezza di incontrare le stesse condizioni, onestamente non lo rifarei.
 
Autore Discussioni simili Forum Risposte Data
M Abruzzo 10

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