Escursione Cà di Janzo - Ospizio Sottile

Parchi del Piemonte
Parco dell'Alta Valsesia
26 settembre con Donatella
Che ringrazio di cuore perché ha sempre proposte interessanti

Cà di Janzo - Ospizio Sottile

Bellissima escursione in Val Vogna, laterale della Valsesia con meta l'Ospizio Sottile.

Cà di Janzo (1354 m s.l.m.) - Peccia (1529 m s.l.m.) - Bivio per Alpe Larecchio - Ospizio Sottile (2480 m s.l.m.) - Alpe Larecchio - Peccia - Cè di Janzo

Se la lunghezza (quasi 20 km) ed il dislivello (oltre 1100 metri) possono rappresentare un ostacolo per chi non è allenato l'escursione è davvero interessante e meritevole di essere fatta davvero per molti motivi.

La bellezza della val Vogna, innanzi tutto, con il fascino della natura unito ad una presenza umana perfettamente integrata dove predomina la cultura walser che costella ampiamente l'intera Valsesia; vi è poi l'interesse storico di un itinerario molto antico che metteva in comunicazione Piemonte e Valle d'Aosta con l'ospizio Sottile edificato nel 1823 ampliando ricovero e cappella di origine settecentesche posto a cavallo del territorio delle due regioni.

Dal punto di vista squisitamente “tecnico” al di là di lunghezza e dislivello l'itinerario non presenta difficoltà ed è ben segnalato; nei mesi di sabato e domenica dei mesi di giugno, luglio e settembre e tutti i giorni del mese di agosto (dalle 6.00 alle 18.00) il tratto di strada da Cà di Janzo a Sant'Antonio è interdetto al traffico e va percorso a piedi (ci vogliono circa 15 minuti).

Il percorso all'inizio è lo stesso di quello fatto per salire al rifugio Carestia: strada asfaltata da Cà di Janzo fino a Sant'Antonio poi strada sterrata fino all'incantevole Peccia dove attraversato il paese e superato il ponte napoleonico inizia la mulattiera.

Peccia merita la visita e potrebbe essere meta di una gita per chi non ama camminare troppo; regala le tipiche costruzioni walser in pietra e legno adornate di splendidi fiori, l'oratorio san Grato ed il ponte napoleonico dove, tra l'altro s'incontra il bivio per il passo del Maccagno

La mulattiera, procedendo verso destra appena dopo il ponte, comporta il primo vero e proprio tratto di salita per la nostra meta senza peraltro essere nulla di trascendentale. Sul percorso s'incontrano un paio di cappellette oltre che un piccolo nucleo fino ad arrivare in circa un'ora al bivio per l'Alpe Larecchio dove è possibile procedere in entrambe le direzioni: io proseguo verso destra continuando a salire su sentiero sempre ben evidente; usciti dal lariceto, sulla destra, si vede la cascata che si forma ai piedi del lago Bianco vista da vicino nella precedente gita. Una mezz'oretta di cammino più avanti, sulla sinistra, si stacca il sentiero che ridiscende verso l'alpe (che faremo al ritorno aggiungendo all'escursione un piccolo anello).

Il paesaggio è davvero emozionante ed offre, superata una montagnetta, la vista in lontananza del rifugio Sottile che si raggiunge con un ultimo tratto formato da alcuni tornanti.

L'ospizio rifugio Sottile, posto a 2480 m sul Colle Valdobbia, porta il nome di Nicolao Sottile che nel 1823 ampliò il ricovero settecentesco fornendo riparo ai numerosi viandanti e commercianti che varcavano il passo anche nei rigidi e pericolosi mesi invernali.

Per il rientro val davvero la pena modificare il percorso dell'andata passando per l'Alpe Larecchio
Relazione Dal web
 

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