Trekking Cammino del Gran Sasso

Parchi d'Abruzzo
  1. Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Dati

Data: dal 29/06/23 al 02/07/23
Regione e provincia: Abruzzo - L'Aquila
Località di partenza: Fonte Cerreto (AQ)
Località di arrivo: Fonte Cerreto (AQ)
Tempo di percorrenza: circa 27 ore soste incluse, circa 18 di marcia.
Chilometri: 68 (5 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Grado di difficoltà: E/EE
Descrizione delle difficoltà: Alcuni passaggi con segnaletica scarsa e sentieristica non mantenuta. Traversata di Campo Imperatore
molto logorante a livello climatico e psicologico.

Periodo consigliato: Primavera e autunno tenendo d'occhio l'innevamento
Segnaletica: CAI, Cammino del Gran Sasso. Spesso poco chiara o con attraversamento di sezioni senza sentiero.
Dislivello in salita: 2340 m (1000 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Dislivello in discesa:
Quota massima:
Accesso stradale:
Traccia GPS: [puoi caricare la tua traccia GPS nella Mappa Escursioni ed inserire il link permanente al posto di questo testo]


Descrizione

Giorno 1
: da Fonte Cerreto al Piazzale di Campo Imperatore (Tappa 0) - 4.90 Km / 1030 D+
Giorno 2: dal Piazzale di Campo Imperatore a Castel Del Monte (Tappa 1) - 23.95 Km / 215 D+
Giorno 3: da Castel Del Monte a Barisciano (Tappe 2-3-4) - 20.80 Km / 745 D+
Giorno 4: da Barisciano a Fonte Cerreto (Tappa 5) - 18.25 Km / 615 D+ (allungo di un km per errore di percorso)


Per una volta non me la sento di realizzare il report con sensazioni, emozioni, descrizioni di incontri e paesaggi ma preferisco concentrarmi su cosa significhi oggi "costruire" un Cammino.
Il Cammino del Gran Sasso si è affacciato prepotentemente sulla scena italiana: pubblicizzato in ogni dove, con un sito ben fatto, video promozionali, conferenze di presentazione, un logo attuale e graficamente accattivante. L'operazione ha funzionato bene, tanto che a pochissime settimane dal lancio abbiamo incontrato, durante il nostro percorso, diversi gruppi intenti a percorrerlo sia a piedi che in bici.
Può bastare quanto sopra esposto per dire di aver realizzato un Cammino?

Veniamo ai fatti e alle problematiche, impossibili da trascurare nonostante la bellezza dell'esperienza nel suo complesso.
Intanto la traccia GPS "ufficiale" (scaricabile dal sito) è molto imprecisa e addirittura fuorviante suggerendo passaggi improponibili (epico l'arrivo a Castel del Monte in cui ci si dovrebbe gettare di sotto da un guard rail), inoltre è spesso non coincidente con la segnaletica sul posto tanto da sembrare fatta con un software in quanto oggettivamente alcuni passaggi non possono essere stati realizzati in loco.

Se ci vuole poco a capire che la traccia è inaffidabile veniamo alla sentieristica e alla segnaletica.
Premesso che quest'ultima si limita a delle targhette sui preesistenti segni CAI e su qualche albero o sasso (mancano totalmente segnalazioni a cavallo degli incroci e in molti punti è talmente rarefatta da chiedersi se sia sulla strada giusta ma pazienza), ci sono alcuni passaggi semplicemente inaccettabili: in alcuni punti la presunta "via" consiste nel passare in mezzo a tratti di erba alta per centinaia e centinaia di metri (ripetutamente a Campo Imperatore e follemente prima del rifugio di Montecristo) sperando di essere nella direzione giusta oppure seguire degli omini di pietra in vertiginosa discesa (ultimo tratto dal rifugio di Montecristo a Fonte Cerreto) o magari passare letteralmente dentro un acquitrino (nella Piana del Filetto), oppure a pochi metri da una decina di arnie (prima di Rocca Calascio).
Strepitosa anche la partenza dove non si trova alcuna indicazione per almeno un km in cui si deve scendere in mezzo alle seggiovie senza capire dove andare e come farlo, praticamente a sentimento.

La mia impressione è che chi l'ha disegnato si sia limitato a collegare alcuni sentieri CAI, esistenti a volte solo su carta però perché ormai in disuso, senza porsi minimamente il problema delle condizioni del territorio (emblematico l'acquitrino che si attraversa per centinaia di metri quando si poteva tranquillamente prendere una sterrata adiacente oppure prima del rifugio di Montecristo dove secondo gli organizzatori si dovrebbe passare in mezzo a colline con erba alta un metro e mezzo e segnali inesistenti invece di usare la strada).

Chiudo poi con una critica di natura progettuale: la prima tappa che attraversa l'intera piana di Campo Imperatore è, a parere di chi scrive, totalmente inadatta per un Cammino per varie ragioni. Intanto è super monotona, con avanzamento difficile per il fondo erboso e spesso senza sentieristica (sotto Vado di Corno si attraversano per metri e metri ortiche fino al ginocchio), totalmente esposta con conseguenze facilmente intuibili in caso di temporale o di eccessivo assolamento. Inoltre il Canyon dello Scoppaturo quando è allagato non è attraversabile: noi ce la siamo cavata con un paio di passaggetti di primo grado sulle rocce laterali ma in altre situazioni si rischia di doverlo guadare per km (cosa accaduta ad alcuni gruppi nei giorni scorsi per come mi è stato riferito). Ho poi già detto nel topic dedicato cosa penso della partenza in funivia, nel nostro caso era chiusa e abbiamo fatto il sentiero dei Valloni cosa che alla fine ho preferito ma per molti può diventare un ostacolo non da poco.

Chiudo facendo presente che le lamentele sopra esposte sono state condivise da tutti i gruppi che abbiamo incontrato e che da escursionista di montagna sono abituato a ben altre difficoltà ma un cammino, se così lo si definisce, non può per nessun motivo presentare delle criticità del genere una volta che viene inaugurato.
Torno quindi alla domanda iniziale: basta mettere su un bel sito, fare pubblicità e piazzare delle rastrelliere griffate per e-bike per costruire un cammino?

Mi dispiace molto aver dovuto trascurare la meraviglia di alcuni paesaggi e i bei momenti passati con le persone con cui ho percorso questa via, così come mi duole trascurare l'intensità delle sensazioni provate a cui hanno anche contribuito le "disavventure" ma credo che sia più importante sottolineare gli aspetti sopra esposti anche per preparare futuri avventori di questo Cammino che, per merito dei territori che attraversa, è comunque splendido.
Lascio alla foto il compito di descriverne la bellezza.
 

Allegati

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Ultima modifica:
Ce l'hai fatta, dunque! Ero da quelle parti il 27 giugno e ho parlato con un gruppo lombardo molto deluso... e lo avevano fatto anche con la guida. Si lamentavano delle scarse indicazioni (anche io ne ho viste poche) e dei lunghi tratti monotoni.

Probabilmente già l'ho scritto da qualche parte, ma mi sembra che ora qualsiasi regione, amministrazione locale o associazione di guide voglia il suo Cammino, come panacea per risolvere i problemi di scarso afflusso turistico. Così lo finanziano riccamente e poi si dimenticano di promuoverli, di manutenerli e, in questo caso, anche di realizzarli decentemente.
 
Ce l'hai fatta, dunque! Ero da quelle parti il 27 giugno e ho parlato con un gruppo lombardo molto deluso... e lo avevano fatto anche con la guida. Si lamentavano delle scarse indicazioni (anche io ne ho viste poche) e dei lunghi tratti monotoni.

Probabilmente già l'ho scritto da qualche parte, ma mi sembra che ora qualsiasi regione, amministrazione locale o associazione di guide voglia il suo Cammino, come panacea per risolvere i problemi di scarso afflusso turistico. Così lo finanziano riccamente e poi si dimenticano di promuoverli, di manutenerli e, in questo caso, anche di realizzarli decentemente.

Sì ce l'ho fatta alla fine, finalmente dopo vari piani saltati ho concluso il primo Cammino dell'anno.
Che dirti la tua sensazione è anche la mia anche se in questo caso devo dire che il territorio coinvolto non ha proprio alcun bisogno di incrementare l'afflusso turistico e, non per voler fare il bacchettone, ma anche questo contribuisce a non far sentire in cammino. Voglio dire: a Campo Imperatore sei solo una delle millemila persone con lo zaino in spalla, a Santo Stefano e a Rocca Calascio attraversi posti iper-turistici nei quali sei solo uno dei tanti paganti in circolazione. Gli unici luoghi che realmente potrebbero trarre qualche beneficio dal Cammino sono Barisciano e, in misura minore, Castel del Monte.
Secondo me questo Cammino avrebbe avuto molto più senso se avesse proprio evitato Campo Imperatore limitandosi a riconnettere i borghi al di sotto di esso e inglobando magari anche Filetto oppure Castelvecchio Calvisio. Perché per come è concepito si percepisce proprio che la prima tappa con le altre non c'entra nulla, è solo un trasferimento. Poi diciamocela tutta: la traversata intera della Piana può essere una bella sfida come "escursione pazza", tipo come andare da casa propria al Monte Cavo, ma che senso ha lungo un Cammino di borgo in borgo?
Inoltre sono convinto che i cammini funzionino quando partono dal basso e riescono a far partecipare la comunità (Borghi silenti è un grande esempio) ma in questo caso ai ristoratori della leccatissima Santo Stefano di Sessanio o della costosissima Rocca Calascio cosa vuoi che importi del camminatore che magari si fa un panino in piazza?
 
Ultima modifica:
Per una volta non me la sento di realizzare il report con sensazioni, emozioni, descrizioni di incontri e paesaggi ma preferisco concentrarmi su cosa significhi oggi "costruire" un Cammino.

Il Cammino del Gran Sasso si è affacciato prepotentemente sulla scena italiana: pubblicizzato in ogni dove, con un sito ben fatto, video promozionali, conferenze di presentazione, un logo attuale e graficamente accattivante. L'operazione ha funzionato bene, tanto che a pochissime settimane dal lancio abbiamo incontrato, durante il nostro percorso, diversi gruppi intenti a percorrerlo sia a piedi che in bici.
Può bastare quanto sopra esposto per dire di aver realizzato un Cammino?

Veniamo ai fatti e alle problematiche, impossibili da trascurare nonostante la bellezza dell'esperienza nel suo complesso.
Intanto la traccia GPS "ufficiale" (scaricabile dal sito) è molto imprecisa e addirittura fuorviante suggerendo passaggi improponibili (epico l'arrivo a Castel del Monte in cui ci si dovrebbe gettare di sotto da un guard rail), inoltre è spesso non coincidente con la segnaletica sul posto tanto da sembrare fatta con un software in quanto oggettivamente alcuni passaggi non possono essere stati realizzati in loco.

Se ci vuole poco a capire che la traccia è inaffidabile veniamo alla segnaletica e alla sentieristica.
Premesso che quest'ultima si limita a delle targhette sui preesistenti segni CAI più alcune altre su qualche albero e qualche sasso (mancano totalmente segnalazioni a cavallo degli incroci e in molti punti è talmente rarefatta da chiedersi se sia sulla strada giusta ma pazienza), ci sono alcuni passaggi semplicemente inaccettabili: in alcuni punti la presunta "via" consiste nel passare in mezzo a tratti di erba alta per centinaia e centinaia di metri (ripetutamente a Campo Imperatore e follemente prima del rifugio di Montecristo) sperando di essere nella direzione giusta oppure seguire degli omini di pietra in vertiginosa discesa (ultimo tratto dal rifugio di Montecristo a Fonte Cerreto) o magari passare letteralmente dentro un acquitrino (nella Piana del Filetto), oppure a pochi metri da una decina di arnie (prima di Rocca Calascio).
Strepitosa anche la partenza dove non si trova alcuna indicazione per almeno un km in cui si deve scendere in mezzo alle seggiovie senza capire dove andare e come farlo, praticamente a sentimento.

La mia impressione è che chi l'ha disegnato si sia limitato a collegare alcuni sentieri CAI, esistenti a volte solo su carta però perché ormai in disuso, senza porsi minimamente il problema delle condizioni del territorio (emblematico l'acquitrino che si attraversa per centinaia di metri quando si poteva tranquillamente prendere una sterrata adiacente oppure prima del rifugio di Montecristo dove secondo gli organizzatori si dovrebbe passare in mezzo a colline con erba alta un metro e mezzo e segnali inesistenti invece di usare la strada).

Chiudo poi con una critica di natura progettuale: la prima tappa che attraversa l'intera piana di Campo Imperatore è, a parere di chi scrive, totalmente inadatta per un Cammino per varie ragioni. Intanto è super monotona, con avanzamento difficile per il fondo erboso e spesso senza sentieristica (sotto Vado di Corno si attraversano per metri e metri ortiche fino al ginocchio), totalmente esposta con conseguenze facilmente intuibili in caso di temporale o di eccessivo assolamento. Inoltre il Canyon dello Scoppaturo quando è allagato non è attraversabile: noi ce la siamo cavata con un paio di passaggetti di primo grado sulle rocce laterali ma in altre situazioni si rischia di doverlo guadare per km (cosa accaduta ad alcuni gruppi nei giorni scorsi per come mi è stato riferito). Ho poi già detto nel topic dedicato cosa penso della partenza in funivia, nel nostro caso era chiusa e abbiamo fatto il sentiero dei Valloni cosa che alla fine ho preferito ma per molti può diventare un ostacolo non da poco.

Chiudo facendo presente che le lamentele sopra esposte sono state condivise da tutti i gruppi che abbiamo incontrato e che da escursionista di montagna sono abituato a ben altre difficoltà ma un cammino, se così lo si definisce, non può per nessun motivo presentare delle criticità del genere una volta che viene inaugurato.
Torno quindi alla domanda iniziale. Basta mettere su un bel sito, fare pubblicità e piazzare delle rastrelliere griffate per e-bike per costruire un cammino?

Mi dispiace molto aver dovuto trascurare la meraviglia di alcuni paesaggi e i bei momenti passati con il gruppo di camminatori con cui ero, così come mi duole trascurare l'intensità delle sensazioni provate, a cui hanno anche contribuito le "disavventure" ma credo che sia più importante sottolineare gli aspetti sopra esposti anche per preparare chi volesse in futuro percorrere questo cammino che, per merito dei territori che attraversa, è comunque splendido.
Lascio alla foto il compito di descriverne la bellezza.
Ero da quelle parti il 27 giugno e ho parlato con un gruppo lombardo molto deluso... e lo avevano fatto anche con la guida. Si lamentavano delle scarse indicazioni (anche io ne ho viste poche) e dei lunghi tratti monotoni.
Giudizi veramente senza appello :(

Speriamo ci mettano mano per migliorare la cosa...
 
Dati

Data: dal 29/06/23 al 02/07/23
Regione e provincia: Abruzzo - L'Aquila
Località di partenza: Fonte Cerreto (AQ)
Località di arrivo: Fonte Cerreto (AQ)
Tempo di percorrenza: circa 27 ore soste incluse, circa 18 di marcia.
Chilometri: 68 (5 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Grado di difficoltà: E/EE
Descrizione delle difficoltà: Alcuni passaggi con segnaletica scarsa e sentieristica non mantenuta. Traversata di Campo Imperatore
molto logorante a livello climatico e psicologico.

Periodo consigliato: Primavera e autunno tenendo d'occhio l'innevamento
Segnaletica: CAI, Cammino del Gran Sasso. Spesso poco chiara o con attraversamento di sezioni senza sentiero.
Dislivello in salita: 2340 m (1000 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Dislivello in discesa:
Quota massima:
Accesso stradale:
Traccia GPS: [puoi caricare la tua traccia GPS nella Mappa Escursioni ed inserire il link permanente al posto di questo testo]


Descrizione

Giorno 1
: da Fonte Cerreto al Piazzale di Campo Imperatore (Tappa 0) - 4.90 Km / 1030 D+
Giorno 2: dal Piazzale di Campo Imperatore a Castel Del Monte (Tappa 1) - 23.95 Km / 215 D+
Giorno 3: da Castel Del Monte a Barisciano (Tappe 2-3-4) - 20.80 Km / 745 D+
Giorno 4: da Barisciano a Fonte Cerreto (Tappa 5) - 18.25 Km / 615 D+ (allungo di un km per errore di percorso)


Per una volta non me la sento di realizzare il report con sensazioni, emozioni, descrizioni di incontri e paesaggi ma preferisco concentrarmi su cosa significhi oggi "costruire" un Cammino.
Il Cammino del Gran Sasso si è affacciato prepotentemente sulla scena italiana: pubblicizzato in ogni dove, con un sito ben fatto, video promozionali, conferenze di presentazione, un logo attuale e graficamente accattivante. L'operazione ha funzionato bene, tanto che a pochissime settimane dal lancio abbiamo incontrato, durante il nostro percorso, diversi gruppi intenti a percorrerlo sia a piedi che in bici.
Può bastare quanto sopra esposto per dire di aver realizzato un Cammino?

Veniamo ai fatti e alle problematiche, impossibili da trascurare nonostante la bellezza dell'esperienza nel suo complesso.
Intanto la traccia GPS "ufficiale" (scaricabile dal sito) è molto imprecisa e addirittura fuorviante suggerendo passaggi improponibili (epico l'arrivo a Castel del Monte in cui ci si dovrebbe gettare di sotto da un guard rail), inoltre è spesso non coincidente con la segnaletica sul posto tanto da sembrare fatta con un software in quanto oggettivamente alcuni passaggi non possono essere stati realizzati in loco.

Se ci vuole poco a capire che la traccia è inaffidabile veniamo alla sentieristica e alla segnaletica.
Premesso che quest'ultima si limita a delle targhette sui preesistenti segni CAI e su qualche albero o sasso (mancano totalmente segnalazioni a cavallo degli incroci e in molti punti è talmente rarefatta da chiedersi se sia sulla strada giusta ma pazienza), ci sono alcuni passaggi semplicemente inaccettabili: in alcuni punti la presunta "via" consiste nel passare in mezzo a tratti di erba alta per centinaia e centinaia di metri (ripetutamente a Campo Imperatore e follemente prima del rifugio di Montecristo) sperando di essere nella direzione giusta oppure seguire degli omini di pietra in vertiginosa discesa (ultimo tratto dal rifugio di Montecristo a Fonte Cerreto) o magari passare letteralmente dentro un acquitrino (nella Piana del Filetto), oppure a pochi metri da una decina di arnie (prima di Rocca Calascio).
Strepitosa anche la partenza dove non si trova alcuna indicazione per almeno un km in cui si deve scendere in mezzo alle seggiovie senza capire dove andare e come farlo, praticamente a sentimento.

La mia impressione è che chi l'ha disegnato si sia limitato a collegare alcuni sentieri CAI, esistenti a volte solo su carta però perché ormai in disuso, senza porsi minimamente il problema delle condizioni del territorio (emblematico l'acquitrino che si attraversa per centinaia di metri quando si poteva tranquillamente prendere una sterrata adiacente oppure prima del rifugio di Montecristo dove secondo gli organizzatori si dovrebbe passare in mezzo a colline con erba alta un metro e mezzo e segnali inesistenti invece di usare la strada).

Chiudo poi con una critica di natura progettuale: la prima tappa che attraversa l'intera piana di Campo Imperatore è, a parere di chi scrive, totalmente inadatta per un Cammino per varie ragioni. Intanto è super monotona, con avanzamento difficile per il fondo erboso e spesso senza sentieristica (sotto Vado di Corno si attraversano per metri e metri ortiche fino al ginocchio), totalmente esposta con conseguenze facilmente intuibili in caso di temporale o di eccessivo assolamento. Inoltre il Canyon dello Scoppaturo quando è allagato non è attraversabile: noi ce la siamo cavata con un paio di passaggetti di primo grado sulle rocce laterali ma in altre situazioni si rischia di doverlo guadare per km (cosa accaduta ad alcuni gruppi nei giorni scorsi per come mi è stato riferito). Ho poi già detto nel topic dedicato cosa penso della partenza in funivia, nel nostro caso era chiusa e abbiamo fatto il sentiero dei Valloni cosa che alla fine ho preferito ma per molti può diventare un ostacolo non da poco.

Chiudo facendo presente che le lamentele sopra esposte sono state condivise da tutti i gruppi che abbiamo incontrato e che da escursionista di montagna sono abituato a ben altre difficoltà ma un cammino, se così lo si definisce, non può per nessun motivo presentare delle criticità del genere una volta che viene inaugurato.
Torno quindi alla domanda iniziale: basta mettere su un bel sito, fare pubblicità e piazzare delle rastrelliere griffate per e-bike per costruire un cammino?

Mi dispiace molto aver dovuto trascurare la meraviglia di alcuni paesaggi e i bei momenti passati con le persone con cui ho percorso questa via, così come mi duole trascurare l'intensità delle sensazioni provate a cui hanno anche contribuito le "disavventure" ma credo che sia più importante sottolineare gli aspetti sopra esposti anche per preparare futuri avventori di questo Cammino che, per merito dei territori che attraversa, è comunque splendido.
Lascio alla foto il compito di descriverne la bellezza.
Ciao, sono Chiara, nuova del gruppo. Ho trovato
Dati

Data: dal 29/06/23 al 02/07/23
Regione e provincia: Abruzzo - L'Aquila
Località di partenza: Fonte Cerreto (AQ)
Località di arrivo: Fonte Cerreto (AQ)
Tempo di percorrenza: circa 27 ore soste incluse, circa 18 di marcia.
Chilometri: 68 (5 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Grado di difficoltà: E/EE
Descrizione delle difficoltà: Alcuni passaggi con segnaletica scarsa e sentieristica non mantenuta. Traversata di Campo Imperatore
molto logorante a livello climatico e psicologico.

Periodo consigliato: Primavera e autunno tenendo d'occhio l'innevamento
Segnaletica: CAI, Cammino del Gran Sasso. Spesso poco chiara o con attraversamento di sezioni senza sentiero.
Dislivello in salita: 2340 m (1000 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Dislivello in discesa:
Quota massima:
Accesso stradale:
Traccia GPS: [puoi caricare la tua traccia GPS nella Mappa Escursioni ed inserire il link permanente al posto di questo testo]


Descrizione

Giorno 1
: da Fonte Cerreto al Piazzale di Campo Imperatore (Tappa 0) - 4.90 Km / 1030 D+
Giorno 2: dal Piazzale di Campo Imperatore a Castel Del Monte (Tappa 1) - 23.95 Km / 215 D+
Giorno 3: da Castel Del Monte a Barisciano (Tappe 2-3-4) - 20.80 Km / 745 D+
Giorno 4: da Barisciano a Fonte Cerreto (Tappa 5) - 18.25 Km / 615 D+ (allungo di un km per errore di percorso)


Per una volta non me la sento di realizzare il report con sensazioni, emozioni, descrizioni di incontri e paesaggi ma preferisco concentrarmi su cosa significhi oggi "costruire" un Cammino.
Il Cammino del Gran Sasso si è affacciato prepotentemente sulla scena italiana: pubblicizzato in ogni dove, con un sito ben fatto, video promozionali, conferenze di presentazione, un logo attuale e graficamente accattivante. L'operazione ha funzionato bene, tanto che a pochissime settimane dal lancio abbiamo incontrato, durante il nostro percorso, diversi gruppi intenti a percorrerlo sia a piedi che in bici.
Può bastare quanto sopra esposto per dire di aver realizzato un Cammino?

Veniamo ai fatti e alle problematiche, impossibili da trascurare nonostante la bellezza dell'esperienza nel suo complesso.
Intanto la traccia GPS "ufficiale" (scaricabile dal sito) è molto imprecisa e addirittura fuorviante suggerendo passaggi improponibili (epico l'arrivo a Castel del Monte in cui ci si dovrebbe gettare di sotto da un guard rail), inoltre è spesso non coincidente con la segnaletica sul posto tanto da sembrare fatta con un software in quanto oggettivamente alcuni passaggi non possono essere stati realizzati in loco.

Se ci vuole poco a capire che la traccia è inaffidabile veniamo alla sentieristica e alla segnaletica.
Premesso che quest'ultima si limita a delle targhette sui preesistenti segni CAI e su qualche albero o sasso (mancano totalmente segnalazioni a cavallo degli incroci e in molti punti è talmente rarefatta da chiedersi se sia sulla strada giusta ma pazienza), ci sono alcuni passaggi semplicemente inaccettabili: in alcuni punti la presunta "via" consiste nel passare in mezzo a tratti di erba alta per centinaia e centinaia di metri (ripetutamente a Campo Imperatore e follemente prima del rifugio di Montecristo) sperando di essere nella direzione giusta oppure seguire degli omini di pietra in vertiginosa discesa (ultimo tratto dal rifugio di Montecristo a Fonte Cerreto) o magari passare letteralmente dentro un acquitrino (nella Piana del Filetto), oppure a pochi metri da una decina di arnie (prima di Rocca Calascio).
Strepitosa anche la partenza dove non si trova alcuna indicazione per almeno un km in cui si deve scendere in mezzo alle seggiovie senza capire dove andare e come farlo, praticamente a sentimento.

La mia impressione è che chi l'ha disegnato si sia limitato a collegare alcuni sentieri CAI, esistenti a volte solo su carta però perché ormai in disuso, senza porsi minimamente il problema delle condizioni del territorio (emblematico l'acquitrino che si attraversa per centinaia di metri quando si poteva tranquillamente prendere una sterrata adiacente oppure prima del rifugio di Montecristo dove secondo gli organizzatori si dovrebbe passare in mezzo a colline con erba alta un metro e mezzo e segnali inesistenti invece di usare la strada).

Chiudo poi con una critica di natura progettuale: la prima tappa che attraversa l'intera piana di Campo Imperatore è, a parere di chi scrive, totalmente inadatta per un Cammino per varie ragioni. Intanto è super monotona, con avanzamento difficile per il fondo erboso e spesso senza sentieristica (sotto Vado di Corno si attraversano per metri e metri ortiche fino al ginocchio), totalmente esposta con conseguenze facilmente intuibili in caso di temporale o di eccessivo assolamento. Inoltre il Canyon dello Scoppaturo quando è allagato non è attraversabile: noi ce la siamo cavata con un paio di passaggetti di primo grado sulle rocce laterali ma in altre situazioni si rischia di doverlo guadare per km (cosa accaduta ad alcuni gruppi nei giorni scorsi per come mi è stato riferito). Ho poi già detto nel topic dedicato cosa penso della partenza in funivia, nel nostro caso era chiusa e abbiamo fatto il sentiero dei Valloni cosa che alla fine ho preferito ma per molti può diventare un ostacolo non da poco.

Chiudo facendo presente che le lamentele sopra esposte sono state condivise da tutti i gruppi che abbiamo incontrato e che da escursionista di montagna sono abituato a ben altre difficoltà ma un cammino, se così lo si definisce, non può per nessun motivo presentare delle criticità del genere una volta che viene inaugurato.
Torno quindi alla domanda iniziale: basta mettere su un bel sito, fare pubblicità e piazzare delle rastrelliere griffate per e-bike per costruire un cammino?

Mi dispiace molto aver dovuto trascurare la meraviglia di alcuni paesaggi e i bei momenti passati con le persone con cui ho percorso questa via, così come mi duole trascurare l'intensità delle sensazioni provate a cui hanno anche contribuito le "disavventure" ma credo che sia più importante sottolineare gli aspetti sopra esposti anche per preparare futuri avventori di questo Cammino che, per merito dei territori che attraversa, è comunque splendido.
Lascio alla foto il compito di descriverne la bellezza.
Ciao sono Chiara. Appena iscritta al forum dopo aver cercato notizie sul Gran Sasso. Dovrei partire con un gruppo organizzato tra una ventina di giorni. Ma ho i miei seri dubbi su tutto. E leggere il tuo post mi hai confermato quello che già pensavo.
Cammino da diversi anni ormai, parto sempre sola. Per una volta volevo affiancarmi ad un gruppo organizzato. Ma mi sa che rinuncerò e faró qualche cammino molto più battuto. Grazie
 
Il mio Abruzzo non si smentisce. Recentemente ho trovato quella che secondo me è la definizione esatta di come viene gestito quasi tutto in questa regione: approsimativo.
Comunque, un Cammino con queste potenzialità, (che solo in questa regione poteva rimanere dormiente per cosi tanto tempo) avrà sicuramente modo di diventare ciò che merita di essere.
 
Il mio Abruzzo non si smentisce. Recentemente ho trovato quella che secondo me è la definizione esatta di come viene gestito quasi tutto in questa regione: approsimativo.
Comunque, un Cammino con queste potenzialità, (che solo in questa regione poteva rimanere dormiente per cosi tanto tempo) avrà sicuramente modo di diventare ciò che merita di essere.
Non penso sia questione di "regione" dai, il Cammino dei Briganti ad esempio mi sembra essere un'eccellenza. In questo caso non vorrei che la causa fosse che è stato promosso da ristoratori e albergatori e non da camminatori: magari si sono concentrati di più sul marketing che sul percorso in sé.
Comunque sì, se verrà sistemato a dovere il Cammino del Gran Sasso diventerà sicuramente un must.
 
Ultima modifica:
In Abruzzo la segnaletica ovunque vai è quella che è.
Ultimamente ho percorso alcuni tratti del cammino naturale dei parchi.
In alcuni punti non c'era neanche il sentiero, solo erba alta e zecche.
 
In Abruzzo la segnaletica ovunque vai è quella che è.
Ultimamente ho percorso alcuni tratti del cammino naturale dei parchi.
In alcuni punti non c'era neanche il sentiero, solo erba alta e zecche.
Dipende perché nel PNALM le segnature sono ottime, in Majella lo sono solo sui sentieri più battuti così come sul Gran Sasso.
Riguardo il CNP non è questione di Abruzzo: è un percorso nato dall'idea di alcuni amministratori ed è poco frequentato quindi all'epoca è stato segnato ma non ci gira attorno una "comunità" del cammino e si richiude spesso. Vale qui nel Lazio così come in Abruzzo, non credo sia legato a fattori regionali ma di affluenza e di mancato successo del percorso infatti se fai l'Alta Via dei Parchi in Appennino tosco-emiliano mi risulta sia la stessa cosa.
Il problema atavico dell'Italia è che c'è una proliferazione di cammini eccessiva e solo pochissimi finiscono per funzionare come ben diceva @Montinvisibili.
Nel caso del Gran Sasso è che non puoi pubblicizzarmelo in pompa magna su tutti i social della terra e poi averlo costruito completamente a cavolo sul territorio. Inoltre sono 60 km di sentieristica (nulla), non i 400 e passa del CNP.
 
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Dati

Data: dal 29/06/23 al 02/07/23
Regione e provincia: Abruzzo - L'Aquila
Località di partenza: Fonte Cerreto (AQ)
Località di arrivo: Fonte Cerreto (AQ)
Tempo di percorrenza: circa 27 ore soste incluse, circa 18 di marcia.
Chilometri: 68 (5 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Grado di difficoltà: E/EE
Descrizione delle difficoltà: Alcuni passaggi con segnaletica scarsa e sentieristica non mantenuta. Traversata di Campo Imperatore
molto logorante a livello climatico e psicologico.

Periodo consigliato: Primavera e autunno tenendo d'occhio l'innevamento
Segnaletica: CAI, Cammino del Gran Sasso. Spesso poco chiara o con attraversamento di sezioni senza sentiero.
Dislivello in salita: 2340 m (1000 in meno se si parte direttamente dal Piazzale di Campo Imperatore)
Dislivello in discesa:
Quota massima:
Accesso stradale:
Traccia GPS: [puoi caricare la tua traccia GPS nella Mappa Escursioni ed inserire il link permanente al posto di questo testo]


Descrizione

Giorno 1
: da Fonte Cerreto al Piazzale di Campo Imperatore (Tappa 0) - 4.90 Km / 1030 D+
Giorno 2: dal Piazzale di Campo Imperatore a Castel Del Monte (Tappa 1) - 23.95 Km / 215 D+
Giorno 3: da Castel Del Monte a Barisciano (Tappe 2-3-4) - 20.80 Km / 745 D+
Giorno 4: da Barisciano a Fonte Cerreto (Tappa 5) - 18.25 Km / 615 D+ (allungo di un km per errore di percorso)


Per una volta non me la sento di realizzare il report con sensazioni, emozioni, descrizioni di incontri e paesaggi ma preferisco concentrarmi su cosa significhi oggi "costruire" un Cammino.
Il Cammino del Gran Sasso si è affacciato prepotentemente sulla scena italiana: pubblicizzato in ogni dove, con un sito ben fatto, video promozionali, conferenze di presentazione, un logo attuale e graficamente accattivante. L'operazione ha funzionato bene, tanto che a pochissime settimane dal lancio abbiamo incontrato, durante il nostro percorso, diversi gruppi intenti a percorrerlo sia a piedi che in bici.
Può bastare quanto sopra esposto per dire di aver realizzato un Cammino?

Veniamo ai fatti e alle problematiche, impossibili da trascurare nonostante la bellezza dell'esperienza nel suo complesso.
Intanto la traccia GPS "ufficiale" (scaricabile dal sito) è molto imprecisa e addirittura fuorviante suggerendo passaggi improponibili (epico l'arrivo a Castel del Monte in cui ci si dovrebbe gettare di sotto da un guard rail), inoltre è spesso non coincidente con la segnaletica sul posto tanto da sembrare fatta con un software in quanto oggettivamente alcuni passaggi non possono essere stati realizzati in loco.

Se ci vuole poco a capire che la traccia è inaffidabile veniamo alla sentieristica e alla segnaletica.
Premesso che quest'ultima si limita a delle targhette sui preesistenti segni CAI e su qualche albero o sasso (mancano totalmente segnalazioni a cavallo degli incroci e in molti punti è talmente rarefatta da chiedersi se sia sulla strada giusta ma pazienza), ci sono alcuni passaggi semplicemente inaccettabili: in alcuni punti la presunta "via" consiste nel passare in mezzo a tratti di erba alta per centinaia e centinaia di metri (ripetutamente a Campo Imperatore e follemente prima del rifugio di Montecristo) sperando di essere nella direzione giusta oppure seguire degli omini di pietra in vertiginosa discesa (ultimo tratto dal rifugio di Montecristo a Fonte Cerreto) o magari passare letteralmente dentro un acquitrino (nella Piana del Filetto), oppure a pochi metri da una decina di arnie (prima di Rocca Calascio).
Strepitosa anche la partenza dove non si trova alcuna indicazione per almeno un km in cui si deve scendere in mezzo alle seggiovie senza capire dove andare e come farlo, praticamente a sentimento.

La mia impressione è che chi l'ha disegnato si sia limitato a collegare alcuni sentieri CAI, esistenti a volte solo su carta però perché ormai in disuso, senza porsi minimamente il problema delle condizioni del territorio (emblematico l'acquitrino che si attraversa per centinaia di metri quando si poteva tranquillamente prendere una sterrata adiacente oppure prima del rifugio di Montecristo dove secondo gli organizzatori si dovrebbe passare in mezzo a colline con erba alta un metro e mezzo e segnali inesistenti invece di usare la strada).

Chiudo poi con una critica di natura progettuale: la prima tappa che attraversa l'intera piana di Campo Imperatore è, a parere di chi scrive, totalmente inadatta per un Cammino per varie ragioni. Intanto è super monotona, con avanzamento difficile per il fondo erboso e spesso senza sentieristica (sotto Vado di Corno si attraversano per metri e metri ortiche fino al ginocchio), totalmente esposta con conseguenze facilmente intuibili in caso di temporale o di eccessivo assolamento. Inoltre il Canyon dello Scoppaturo quando è allagato non è attraversabile: noi ce la siamo cavata con un paio di passaggetti di primo grado sulle rocce laterali ma in altre situazioni si rischia di doverlo guadare per km (cosa accaduta ad alcuni gruppi nei giorni scorsi per come mi è stato riferito). Ho poi già detto nel topic dedicato cosa penso della partenza in funivia, nel nostro caso era chiusa e abbiamo fatto il sentiero dei Valloni cosa che alla fine ho preferito ma per molti può diventare un ostacolo non da poco.

Chiudo facendo presente che le lamentele sopra esposte sono state condivise da tutti i gruppi che abbiamo incontrato e che da escursionista di montagna sono abituato a ben altre difficoltà ma un cammino, se così lo si definisce, non può per nessun motivo presentare delle criticità del genere una volta che viene inaugurato.
Torno quindi alla domanda iniziale: basta mettere su un bel sito, fare pubblicità e piazzare delle rastrelliere griffate per e-bike per costruire un cammino?

Mi dispiace molto aver dovuto trascurare la meraviglia di alcuni paesaggi e i bei momenti passati con le persone con cui ho percorso questa via, così come mi duole trascurare l'intensità delle sensazioni provate a cui hanno anche contribuito le "disavventure" ma credo che sia più importante sottolineare gli aspetti sopra esposti anche per preparare futuri avventori di questo Cammino che, per merito dei territori che attraversa, è comunque splendido.
Lascio alla foto il compito di descriverne la bellezza.
condivido completamente il tuo pensiero
 
A me lascia perplesso il percorso stesso del cammino. Avrei preferito un anello di più ampio respiro che circumnavigasse effettivamente il Gran Sasso. Come è adesso lo avrei chiamato più Anello di Campo Imperatore.
 
A me lascia perplesso il percorso stesso del cammino. Avrei preferito un anello di più ampio respiro che circumnavigasse effettivamente il Gran Sasso. Come è adesso lo avrei chiamato più Anello di Campo Imperatore.
Se c'è la sentieristica sì, sarebbe la cosa più interessante girando sotto il massiccio su entrambi i versanti, magari con rientro dai Prati di Tivo per la spettacolare Val Maone.
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Ciao, sono Chiara, nuova del gruppo. Ho trovato

Ciao sono Chiara. Appena iscritta al forum dopo aver cercato notizie sul Gran Sasso. Dovrei partire con un gruppo organizzato tra una ventina di giorni. Ma ho i miei seri dubbi su tutto. E leggere il tuo post mi hai confermato quello che già pensavo.
Cammino da diversi anni ormai, parto sempre sola. Per una volta volevo affiancarmi ad un gruppo organizzato. Ma mi sa che rinuncerò e faró qualche cammino molto più battuto. Grazie
Ora però non esageriamo: il cammino è facilmente percorribile a maggior ragione con gruppo organizzato, ciò non toglie che ci siano dei problemi che ho cercato di evidenziare.
 
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