Trekking Cammino Primitivo

Il Cammino Primitivo a Santiago di Compostela è così chiamato per essere stato storicamente il primo percorso di pellegrinaggio verso la tomba dell'Apostolo, effettuato all'inizio dal Monarca delle Asturie Alfonso II nel secolo IX.
Parte dalla città di Oviedo ed è lungo 320 km per 8000 metri di dislivello. E' considerato un cammino duro per i continui saliscendi e per i tratti montani, ma se fatto con il dovuto tempo è fattibile a tutti.
Il mio cammino è stato particolarmente perfetto sotto ogni punto di vista. Avevo a disposizione 10 giorni pieni di cammino. Dopo le prime due tappe un po' forzate e in solitaria (84 km in totale) in giornate calde e torride, ho abbassato decisamente la media giornaliera ed è diventato per me un cammino di condivisione con gli altri viandanti fino a Santiago. La particolarità di questo cammino è che non è così affollato come il francese e che ha diverse tappe obbligate, quindi dopo un po' ci si conosce tutti. Gli ostelli hanno una qualità elevata, sia i municipali che i privati.
Qui la traccia completa del percorso da me effettuato (nella descrizione, troverete il link delle singole tracce): https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/camino-primitvo-completo-con-la-rutas-des-hospitales-37595986

Ora le foto:
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La cattedrale del Salvador di Oviedo, dove ufficialmente inizia il cammino Primitivo

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Ruta des Hospitales

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Ruta des Hospitales

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Ruta des Hospitales

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Ruta des Hospitales

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Ruta des Hospitales

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Ruta des Hospitales

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Lugo: le mura romane sono patrimonio dell'Unesco, poiché sono le uniche intatte nella loro circonferenza.

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Le mie scarpe a Santiago... circa 1500 km percorsi (forse sono da buttare)
 
Ecco dove eri, che non ti si sentiva da un po'...
Fra bici, piedi e cammini alternativi, sei diventato uno specialista di Santiago. Sembra molto bello e più intimo rispetto all'itinerario principale.
Io non sono mai arrivato a tanto: come ci si sente dopo 40 km in una giornata?
 
Ecco dove eri, che non ti si sentiva da un po'...
Fra bici, piedi e cammini alternativi, sei diventato uno specialista di Santiago. Sembra molto bello e più intimo rispetto all'itinerario principale.
Io non sono mai arrivato a tanto: come ci si sente dopo 40 km in una giornata?
Camminare in continuità per più giorni, mi riconcilia col mondo vero. E penso che questo stato sia condiviso con tutte le persone che ho incontrato lungo i cammini.
So che anche tu apprezzi molto il pensiero di Bruce Chatwin. Lui non aveva dubbi, l'uomo è nato nomade e la sua natura è il movimento perpetuo, la condizione stanziale ha creato in lui una crescente aggressività e insoddisfazione. Mai come nei cammini ho visto persone rilassate, aperte verso il prossimo e la condivisione, autentiche e senza filtri.
Come hai accennato tu il Primitivo è molto più intimo rispetto al francese. Ne troppa e ne poca gente, ci s'incontra sempre con tutti, o negli ostelli o nei bar. E' un cammino da intenditori e duro rispetto agli altri, quindi frequentato da veterani dei cammini o veri appassionati di natura.
Camminare oltre i 40 km? Se non fa caldo e ho le scarpe giuste, non riscontro problemi, vado in una specie di loop. La prima tappa è stata di 39 km e 750 mt di dislivello circa, la seconda di circa 45 km e 1430 mt di dislivello... ho sofferto molto più la prima a causa del caldo, nonostante la lunghezza e la stanchezza del giorno prima.
Tu mai oltre i 40 km? ... non ci credo!
 
domanda, ti sei appoggiato a strutture? quanto costa un percorso simile in termini economici?
C'è un buona rete di ostelli (Albergue come si chiamano in Spagna).
Sono economici, puliti, organizzati, alcuni in posizioni privilegiate. Si dividono in municipali (con costo fisso di 6 euro), privati (dai 10 ai 12 euro), religiosi (ho dormito al monastero di Cornellana per 5 euro).
Quasi tutti hanno la cucina attrezzata così da poter preparare la cena. In ogni caso in quasi tutti i paesi dove ci si ferma c'è la possibilità di cenare col menù del pellegrino (pasto completo dal primo al dolce con vino dai 10 ai 12 euro). Io ho cucinato solo per tre sere, più che altro per far conoscere la cucina italiana agli altri pellegrini.
Mi duole dirlo, ma è molto più conveniente pagare un volo A/R e camminare in Spagna, che sulla nostra Francigena.

Allego delle foto di un ostello municipale dove ho dormito:


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Questo è un asciuga scarpe in ostello privato:
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Camminare in continuità per più giorni, mi riconcilia col mondo vero. E penso che questo stato sia condiviso con tutte le persone che ho incontrato lungo i cammini.
So che anche tu apprezzi molto il pensiero di Bruce Chatwin. Lui non aveva dubbi, l'uomo è nato nomade e la sua natura è il movimento perpetuo, la condizione stanziale ha creato in lui una crescente aggressività e insoddisfazione. Mai come nei cammini ho visto persone rilassate, aperte verso il prossimo e la condivisione, autentiche e senza filtri.
Come hai accennato tu il Primitivo è molto più intimo rispetto al francese. Ne troppa e ne poca gente, ci s'incontra sempre con tutti, o negli ostelli o nei bar. E' un cammino da intenditori e duro rispetto agli altri, quindi frequentato da veterani dei cammini o veri appassionati di natura.
Camminare oltre i 40 km? Se non fa caldo e ho le scarpe giuste, non riscontro problemi, vado in una specie di loop. La prima tappa è stata di 39 km e 750 mt di dislivello circa, la seconda di circa 45 km e 1430 mt di dislivello... ho sofferto molto più la prima a causa del caldo, nonostante la lunghezza e la stanchezza del giorno prima.
Tu mai oltre i 40 km? ... non ci credo!
Dalle ulteriori foto che hai inserito si evince che è un percorso davvero piacevole. Chissà che un giorno non riuscirò a convincere la consorte a intraprendere qualcosa del genere.
Mi hai messo la curiosità è ho consultato il mio poderoso database: in effetti nel 2005 ho un 41,16 sui Simbruini. Non pensavo e non ricordavo... evidentemente lo sforzo mi bruciò le sinapsi.
 
Bello, complimenti! Mi sa che uno dei prossimi anni seguirò le tue orme, l'idea ce l'avevo già per il cammino di Santiago ma questo primitivo, che non conoscevo, mi ispira molto di più!

Qualche domandina :)

Una curiosità, le scarpe le hai ridotte così in 320 km o erano già un po' consumate?

Hai idea più o meno di quante persone hai incontrato lungo il cammino e della loro nazionalità?

Hai visto qualche pellegrino in MTB? Il percorso pensi che si presta a questo mezzo?
 
Dalle ulteriori foto che hai inserito si evince che è un percorso davvero piacevole. Chissà che un giorno non riuscirò a convincere la consorte a intraprendere qualcosa del genere.
Mi hai messo la curiosità è ho consultato il mio poderoso database: in effetti nel 2005 ho un 41,16 sui Simbruini. Non pensavo e non ricordavo... evidentemente lo sforzo mi bruciò le sinapsi.
Ecco mi sembrava strano per un camminatore come te :si:
Comunque ad onor del vero, fare 40 km e più su questi cammini, anche con dislivelli importanti, è molto molto più agevole e veloce che farli sui nostri tosti Appennini.
Dai su convinci la consorte a fare questa esperienza :)
 
Bello, complimenti! Mi sa che uno dei prossimi anni seguirò le tue orme, l'idea ce l'avevo già per il cammino di Santiago ma questo primitivo, che non conoscevo, mi ispira molto di più!

Qualche domandina :)
Grazie Andrea,
Il cammino Primitivo è molto più intimo e solitario, rispetto al sempre più affollato cammino francese. Te lo consiglio vivamente.

Una curiosità, le scarpe le hai ridotte così in 320 km o erano già un po' consumate?
Quelle scarpe hanno più di 1500 km, ma le ho fatte risuolare con suola Vibram quando ne avevano circa 400 km. Con la nuova suola c'ho fatto tre cammini da circa 320/330 km l'uno + vari altri giri e mai una vescica.

Hai idea più o meno di quante persone hai incontrato lungo il cammino e della loro nazionalità?
vado a memoria di tutte le persone conosciute lungo questo cammino:
-10 spagnoli
- 5 italiani
- 5 tedeschi
- 3 russi
- 2 polacchi
- 2 lituani
- 2 belgi
- 2 argentini
- 2 sloveni
- 1 francese
- 1 brasiliano
- 1 inglese
- 1 cecoslovacco
- 1 australiano
- 1 danese

Hai visto qualche pellegrino in MTB? Il percorso pensi che si presta a questo mezzo?

forse solo un paio, anche se ho visto spesso le indicazioni a terra diversificate per la bici, mi sento di sconsigliare questo percorso alle MTB. I punti più belli, come la Ruta de Los Hospitales (24 km di percorso montano isolato che arriva fino a 1300 mt di quota) risulta molto complicato farlo in MTB.
Poi il percorso risulta comunque breve per la bici: in 4/5 tappe si potrebbe fare. Meglio comunque fare il cammino del Nord (https://www.avventurosamente.it/xf/threads/cammino-di-santiago-da-bordeaux-a-porto-attraverso-tre-vie-di-pellegrinaggio.45275/)
Evitare assolutamente il francese, troppo affollato ultimamente ed è una noia continua per chi va a piedi.
 
Camminare in continuità per più giorni, mi riconcilia col mondo vero. E penso che questo stato sia condiviso con tutte le persone che ho incontrato lungo i cammini.
So che anche tu apprezzi molto il pensiero di Bruce Chatwin. Lui non aveva dubbi, l'uomo è nato nomade e la sua natura è il movimento perpetuo, la condizione stanziale ha creato in lui una crescente aggressività e insoddisfazione. Mai come nei cammini ho visto persone rilassate, aperte verso il prossimo e la condivisione, autentiche e senza filtri.
Come hai accennato tu il Primitivo è molto più intimo rispetto al francese. Ne troppa e ne poca gente, ci s'incontra sempre con tutti, o negli ostelli o nei bar. E' un cammino da intenditori e duro rispetto agli altri, quindi frequentato da veterani dei cammini o veri appassionati di natura.
Mmmmhhh...che voglia !
Devo dire che ogni volta pensando a cammini tipo quello di Santiago tale voglia è sempre evaporata in 2 secondi, pensando all'affollamento e sovvenendomi subito in mente l'immagine della carovana simile a un enorme bruco.
Qui invece, almeno guardando le foto, sembra un grande mosaico dove tutti i tasselli si integrano e combaciano in un equilibrio perfetto : le persone (come dici tu né tante da essere soffocanti, né troppo poche da rendere viceversa soffocante la solitudine) ; la loro empatia ; i paesaggi e l'alternanza di ambienti : salite, discese, panorami, fiumi, vallate, spazi aperti, boschi, pascoli ; i centri urbani piccoli o grandi ma sempre densi di storia e a misura d'uomo ; ostelli con un' impronta quasi teutonica che sembrano fatti apposta per far riscoprire un concetto dimenticato come l'ospitalità.
E un unico filo conduttore che unisce tutto ciò : la nitidezza. Ossia quella "mancanza di filtri" che tu stesso hai citato. Nitidezza che - dalle tue descrizioni - mi è sembrata tangibile nelle persone che si incontrano, nella natura che si attraversa, nei luoghi dove ci si ferma, nell'obiettivo della meta, e che alla fine si coagula anche nella nitidezza dei sentimenti che ci si accorge di provare, simili (immagino) a quei sapori che sembrano troppo forti solo perché troppo genuini.
E' qualcosa che mi richiama un po', metaforicamente, quei cieli montani come appaiono certe mattine, al sole, dopo essere stati "lavati" a dovere da un'intera notte di temporale.
Un così stridente contrasto rispetto a quella patina appiccicaticcia di sciatteria, melmosa confusione di tanti nostri ambienti di provenienza, dove se ci si "muove" lo si fa solo per utilità, per inerzia, per costrizione, o tutt'al più per il semplice simulacro di qualche pur nobile idea. E dove il sapore di ogni cosa è in realtà "processato" per renderlo artificiosamente appetibile (nel senso di sottoposto a un qualche processo di modifica : cosa depurato, cosa insaporito, cosa integrato, cosa attenuato, cosa modificato, ecc. ecc. ).
Dopo il tuo incoraggiamento su FB col racconto del belga celiaco che si sparava 10 uova al giorno :-?
(ma come diceva Onofrio… : ci avrà mica lasciato il fegato su quel cammino ?!? :lol: ) penso, o almeno spero, che anch'io prima o poi riuscirò a trovare il colpo di reni per farlo, nonostante non sia messo bene su parecchi fronti. Anche se per altro verso il belga mi ha lasciato un po' inquieto : non è che ingurgitava tutte quelle uova proprio perché non trovava altro a cui attaccarsi ? Cosicché o ci lasciava il fegato... oppure anche tutto il resto ?!? :biggrin: Perché per il celiaco è così : spesso trova rimedi peggiori del male, e deve far buon viso a cattivo gioco, facendo finta (quando si trova con sconosciuti) che tutto vada bene per non incrinare o turbare la serenità collettiva :(

Grazie della condivisione anche da parte mia.
:)
 
Ultima modifica:
Quelle scarpe hanno più di 1500 km, ma le ho fatte risuolare con suola Vibram quando ne avevano circa 400 km. Con la nuova suola c'ho fatto tre cammini da circa 320/330 km l'uno + vari altri giri e mai una vescica.
Se tengono risuolale ancora, altrimenti appendile a un chiodo a mo' di cimelio! :)

vado a memoria di tutte le persone conosciute lungo questo cammino:
Una quarantina di persone, poco più di quelle che incontrai anni fa al cammino di San Francesco, pensavo molte di più. Bella la varietà di nazioni.

I punti più belli, come la Ruta de Los Hospitales (24 km di percorso montano isolato che arriva fino a 1300 mt di quota) risulta molto complicato farlo in MTB.
Che difficoltà ci sono?
Questo mi ispira di più del cammino del nord per l'ambiente montano e solitario che si respira.
 
@Henry Thoreau riesci sempre a dare un ottima forma letteraria a parte dei miei pensieri, grazie!
Come già accennato in altre sedi penso che la tua situazione alimentare sia facilmente superabile. Capisco che uno ha delle paranoie prima di partire, ma poi vedrai che con un minimo di accortezza risulterà più semplice di quanto si pensava. Nel tuo caso potresti già partire dall'Italia con una buone dose di prodotti ad alto contenuto calorico e privi di glutine (tipo barrette), così da fermare eventuali crisi energetiche quando ti trovi in situazioni isolate. Poi per strada si passa nei paesi e trovi di tutto come in Italia
Potresti anche tu mangiarti 10 uova al giorno come il Belga, ma lo farai solo per il tempo necessario al cammino, non per sempre (nel caso del Belga la moglie mi ha detto che fa questa colazione anche in casa).
Nel caso mio in Italia mangio la carne 2 volte all'anno, in viaggio mi capita di mangiarla anche tutti i giorni.
D'altronde i pellegrini di un tempo mangiavo una volta al giorno e quello che capitava.
 
@AndreaDB la tomaia delle scarpe sta ancora abbastanza bene, ma sono diventate abbastanza rigide. Quindi penso che andranno in pensione. Tanto ne ho comprate già altre dello stesso tipo che hanno circa 350 km e ora le farò risuolare (sono scarpe comode e resistentissime, ma hanno delle suole pessime con cui si scivola)
Come difficoltà è che ci sono diversi saliscendi su sentieri montani (circa 10/15% di tutto il percorso)... per esempio la ruta des Hospitales può somigliare a come salire sul nostro Pellecchia e poi proseguire su in cresta.
 
@AndreaDB la tomaia delle scarpe sta ancora abbastanza bene, ma sono diventate abbastanza rigide. Quindi penso che andranno in pensione. Tanto ne ho comprate già altre dello stesso tipo che hanno circa 350 km e ora le farò risuolare (sono scarpe comode e resistentissime, ma hanno delle suole pessime con cui si scivola)
Insomma un paio di scarpe basta, non è che ne servono due ! Ma suola come ? Carrarmato o anche più semplice ?
GPS : ne l'ho mai avuto, né lo so usare … ma si va per sentieri ? Ci sono indicazioni ? Bastano cartine ?
Potrebbe pure essere l'occasione per comprarlo dopo anni (ma poi ci sarebbe la questione della voglia di impararlo), però d'altro canto mi chiedo : ma che razza di cammino sarebbe col GPS, che fino a 10 anni fa manco esistevano ?!? Stiamo a celebrarne tanto le antiche origini, per poi puntualmente viverlo in versione moderna ?

Come difficoltà è che ci sono diversi saliscendi su sentieri montani (circa 10/15% di tutto il percorso)... per esempio la ruta des Hospitales può somigliare a come salire sul nostro Pellecchia e poi proseguire su in cresta.
Tanto lui si porta la pieghevole Brompton dappertutto ...:D
 
Insomma un paio di scarpe basta, non è che ne servono due ! Ma suola come ? Carrarmato o anche più semplice ?
GPS : ne l'ho mai avuto, né lo so usare … ma si va per sentieri ? Ci sono indicazioni ? Bastano cartine ?
Potrebbe pure essere l'occasione per comprarlo dopo anni (ma poi ci sarebbe la questione della voglia di impararlo), però d'altro canto mi chiedo : ma che razza di cammino sarebbe col GPS, che fino a 10 anni fa manco esistevano ?!? Stiamo a celebrarne tanto le antiche origini, per poi puntualmente viverlo in versione moderna ?
Un paio di scarpe è più che sufficiente. Invece delle ciabatte da doccia, mi porto dei sandali Teva, che se serve sono utili anche per camminare in caso di vesciche. Francesco, un ragazzo simpaticissimo di Napoli al suo primo cammino, aveva con se le scarpe per la sera, fu preso in giro da tutto il gruppo (a dire il vero aveva anche un voluminoso deodorante ed accappatoio: abominio :rofl:)

Non servono scarpe tecniche, ma anche da ginnastica semplici vanno bene. Le mie avevano la suola abbastanza consumata e liscia da quando son partito.

I cammini in Spagna sono segnati benissimo e non occorre assolutamente ne cartine e ne tanto meno GPS: si va per sentieri, strade bianche e anche asfaltate.
Ho portato il GPS per gioco, per stimolo e per avere la traccia registrata alla fine. Non so voi, ma quantificare il percorso che manca in un dato punto, mi fa viaggiare con obiettivi concreti e magari mi fa prendere delle decisioni in corso d'opera. Quando ho fatto la tappa da 44 km, in realtà dovevano essere 31 km, sono arrivato alla sosta del pranzo alle 12,30, che mancavano solo 9 km alla fine. Al volo ho fatto un rapido e ho capito che se ne facevo 22 sarei arrivato a fine tappa tra le 17,00 e 17,30 e così è stato. Viaggiando poi sempre in compagnia, tutti questi calcoletti sono saltati .

Il discorso della versione moderna del pellegrino, è stata fatto più volte. Allora, non dovremmo rinunciare solo al GPS (che è tra l'altro inutile), ma alle scarpe con la suola in gomma, allo zaino, agli antinfiammatori, al goretex, alla segnaletica, etc etc
 

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