Cani da difesa del bestiame. Regole di comportamento

Posto il link alla pagina che consente di scaricare il documento redatto da una commissione di esperti capitanati dal CAI.

http://www.cai.it/index.php?id=31&L=1 //include/admin.li&tx_ttnews[tt_news]=2891&cHash=0e430f63878c8ee6bb2af4634f1ea9f7

Ne abbiamo parlato spesso. E mi sembra un documento utile, oltre che molto ben fatto.
Con l'aumento del numero di animali preda è ovviamente aumentato il numero di predatori (lupi ed orsi in primis). Quindi gli allevatori usano con sempre maggior frequenza cani da difesa delle greggi. Conoscere almeno il "galateo base" per evitare problemi indotti da nostri comportamenti errati, mi sembra una capacità che è indispensabile acquisire, per andare in montagna con serenità.
Buona lettura!
 
tutti comportamenti che personalmente conoscevo e che sono anche ragionevoli, più volte nelle mie uscite ho incontrato i maremmani e non ho mai avuto problemi anche attraversando il gregge pure con le mie figlie (anche perchè non si poteva fare altro dato che si sono messi a far pascolare le pecore in mezzo al sentiero).
si sono dimenticati tra le varie regole che si può richiamare l'attenzione del pastore, a volte in caso di problemi è la cosa migliore da fare, lui urla ai cani e se va bene offre anche un caffè
 
tutti comportamenti che personalmente conoscevo e che sono anche ragionevoli, più volte nelle mie uscite ho incontrato i maremmani e non ho mai avuto problemi anche attraversando il gregge pure con le mie figlie (anche perchè non si poteva fare altro dato che si sono messi a far pascolare le pecore in mezzo al sentiero).
si sono dimenticati tra le varie regole che si può richiamare l'attenzione del pastore, a volte in caso di problemi è la cosa migliore da fare, lui urla ai cani e se va bene offre anche un caffè
Il problema nasce appunto quando non c'è il pastore, che è una cosa anche piuttosto frequente che il CAI (del quale sono socio) ha "dimenticato" di mettere nel comunicato. Io comprendo il ruolo di mediazione che il gruppo grandi carnivori del CAI ha voluto interpretare con questo comunicato, apprezzo la pubblicazione e pubblicizzazione di un decalogo sulla questione, ma l'allevatore è stato condannato mica perché l'escursionista è rompiscatole. La legge impone la custodia dei cani, anche quelli da guardianía. È vero, fare il pastore è un lavoro duro e spesso poco remunerativo, ma la legge è uguale per tutti ed i cani non possono essere lasciati da soli a custodia delle greggi anche perché non son loro gli allevatori.
 
Il mio intento è solo di fornire (anzi: dare pubblicità, non sono neanche più iscritto al CAI) quelle 10 regolette base, facili, facili, per interagire correttamente con cani che sono stati addestrati a rispondere a minacce (lupo, orso, uomo, per loro sempre predatore è...) al gregge/armento/pecunia loro affidati.
Insomma: per non passare dalla parte del torto, ma soprattutto per non correre rischi facilmente evitabili.

Se in linea teorica quel che dici è vero, in pratica ci sono molte situazioni in cui il pastore può non essere presente. Dal classico bisogno fisiologico, alla ricerca di un capo disperso, le situazioni in montagna possono essere tante. Giusto quindi sapersela cavare almeno un po'. Anche perché ho letto cose francamente controproducenti, in questo forum. Una su tutte: agitare un bastone... che è il modo migliore per essere SICURAMENTE attaccati da un branco di cani da difesa del gregge!
 
Un cane lasciato libero DEVE essere in gradao di interagire correttamente con gli umani. PUNTO. Se non lo sa fare è un cane tirato su male, la colpa è del pastore e deve pagare.
Poi se mi trovo faccia a muso io, col cacchio che abbasso lo sguardo e arretro. IO SFIDO, e non mi ha mai morsicato nessun cane con cui mi son scontrato.
Sì, io son pronto allo scontro, all' ultimo sangue. Probabilmente lo capiscono bene e per quello finisce sempre che ci limitiamo a sguardi minacciosi e latrati.
Anche quella del non attraversare il gregge, perdonatemi ma mi pare un "se non volete essere investiti state chiusi in casa"
Che lo si debba fare con attenzione, solo se necessario ok.
 
ho letto il link... la mia domanda è sulla frase finale dello stesso.. magari mi insulterete tutti :)
"in montagna siamo solo degli ospiti" ...perchè? di chi è la montagna? io, come scursionista, pescatore o qualsiasi altra cosa... mi sento in diritto di andare in montagna.. come voglio e quando voglio, nel rispetto della montagna stessa, delle altre persone, degli animali e di tutto il resto... rispetto che ho in montagna come al mare o in città!
e chiedo di venire rispettato.... sbaglio?
 
Condivido l'opinione di JK74. Io abito vicino ad un pastore, che lascia le pecore al pascolo nei terreni limitrofi, dove spesso io vado a rilassarmi un po' camminando. Le greggi sono guardate da 7 maremmani e mai una volta (nemmeno quando non mi conoscevano: mi sono trasferito da un paio d'anni in questo posto) sono stato attaccato...al massimo abbaiano per avvertimento, ma se vedono che non hai interessi verso le pecore, si limitano a guardarti...
Certo è, che occorre che il pastore abbia fatto un buon lavoro non nell'addestrare, ma nell'educare i cani!
 
Mi sono trovato ad avere a che fare di notte con un gruppo di grossi cani pastore, non conoscevo il territorio e mi stavo dirigendo verso il gregge, mi hanno "gentilmente" accompagnato a passo di marcia, guai a fermarsi un solo attimo, su per una salita lasciandomi quando eravamo a distanza dal gregge.
Insomma un gruppo di cani convincenti ma alla fine educati.
Non ricordo di aver tenuto con lo zaino lo stesso ritmo in altre occasioni, una esperienza da raccontare ai nipoti :)

ho letto il link... la mia domanda è sulla frase finale dello stesso.. magari mi insulterete tutti :)
"in montagna siamo solo degli ospiti" ...perchè? di chi è la montagna?
Stessa perplessità, lodevole iniziativa quella del CAI di suggerire regole di comportamento, ma non condivido il finale.
 
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