Informazione Carta Parco delle Foreste Casentinesi

Parchi della Toscana
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna
Buongiorno,
vorrei passare un paio di giorni a Camaldoli in agosto e sono alla ricerca di un po' di informazioni.
Innanzitutto, volevo acquistare una carta escursionistica del Parco ma ho visto che ce ne sono diverse, quindi volevo avere un suggerimento su quale sia la migliore. Mi servirebbe una carta dettagliata, con indicazione affidabile della difficoltà dei percorsi segnati (vengo da un periodo di scarsa attività causa infortunio al ginocchio e vorrei dosare bene l'impegno per non avere ricadute).
Poi volevo sapere se avete qualche percorso da consigliare, in particolare per le foreste della Lama e di Sasso Fratino. Cercando un po' su wikiloc ho trovato tutti percorsi molto impegnativi (800-1000 m di dislivello o oltre) che non posso ancora arrischiarmi a fare, quindi mi chiedevo se ci sono bei percorsi da fare tenendosi entro i 4-600 m di dislivello (la lunghezza è indifferente, non mi crea problemi).

Grazie in anticipo! ;)
 
Ciao, io ti consiglio questa dell'Istituto Geografico Adriatico, http://www.escursionistaeditore.com/cartografia/istituto-geografico-adriatico/italia-foreste-casentinesi-1-25-000-cai60.html.
Come sentieri consiglio fortemente gli Scalandrini che per me è il più bello di tutto il parco. Sali da Camaldoli a lasciare la macchina al Prato alla Penna, scendi a visitare la Lama dagli Acuti e poi risali per gli Scalandrini fino alla carrozzabile, dovrebbero essere circa 600m di dislivello. E' ripido e c'è qualche tratto leggermente esposto ma siamo sempre ampiamente sull'E come difficoltà.
 
Grazie mille, sì il giro Scalandrini-Lama volevo farlo ma lo trovo sempre incluso in anelli monto più lunghi e impegnativi, partendo da Prato alla Penna è sicuramente fattibile. Grazie anche per la carta, questa non l'avevo trovata!
 
Poi volevo sapere se avete qualche percorso da consigliare, in particolare per le foreste della Lama e di Sasso Fratino.
Occhio che Sasso Fratino è riserva integrale e vi si può accedere SOLO con particolari permessi i quali vengono dati solo per ragioni di studio scientifico, in questi casi si entra accompagnati da personale come i Forestali o i "Carabinieri verdi" (come sono ora diventati).
Se vieni beccato anche accidentalmente dentro la foresta di Sasso Fratino, sono multe di centiania di euro.
 
ma c'è scritto sul posto, vero?
Certo, sui sentieri principali di accesso ci sono dei cartelli belli evidenti che avvisano essere una riserva integrale, divieto di accesso se non autorizzati ecc. ecc. ma non essendo ovviamente l'area recintata, può succedere che ci si addentri anche da percorsi secondari...
E' bene avere una carta aggiornata e seguire i percorsi giusti.
 
Occhio che Sasso Fratino è riserva integrale e vi si può accedere SOLO con particolari permessi i quali vengono dati solo per ragioni di studio scientifico, in questi casi si entra accompagnati da personale come i Forestali o i "Carabinieri verdi" (come sono ora diventati).
Se vieni beccato anche accidentalmente dentro la foresta di Sasso Fratino, sono multe di centiania di euro.
Grazie ma tranquillo, lo so benissimo, tra l'altro sono "del mestiere" (sono ecologa vegetale e lavoro in una Università), conosco bene cosa implica una riserva integrale e sarei la prima a "sparare a vista" a chiunque la violasse senza autorizzazione, mi sono solo espressa male nel primo post ;) Mi riferivo ovviamente a percorsi che costeggiano la riserva integrale, come il periplo di sasso fratino (che però purtroppo non sono abbastanza in forma per affrontare), o il sentiero che va dall'Eremo a Passo della Calla (se non ricordo male). Questo percorso è descritto nel bellissimo libro "La Via del Lupo" di Marco Albino Ferrari, dalla cui lettura l'anno scorso mi è venuta una voglia irresistibile di visitare queste zone.

Allora prenderò la carta del parco. Il libretto "A piedi nel Parco" lo conoscete? Me lo consigliate?
 
Grazie ma tranquillo, lo so benissimo, tra l'altro sono "del mestiere" (sono ecologa vegetale e lavoro in una Università), conosco bene cosa implica una riserva integrale e sarei la prima a "sparare a vista" a chiunque la violasse senza autorizzazione, mi sono solo espressa male nel primo post ;) Mi riferivo ovviamente a percorsi che costeggiano la riserva integrale, come il periplo di sasso fratino (che però purtroppo non sono abbastanza in forma per affrontare), o il sentiero che va dall'Eremo a Passo della Calla (se non ricordo male). Questo percorso è descritto nel bellissimo libro "La Via del Lupo" di Marco Albino Ferrari, dalla cui lettura l'anno scorso mi è venuta una voglia irresistibile di visitare queste zone.

Allora prenderò la carta del parco. Il libretto "A piedi nel Parco" lo conoscete? Me lo consigliate?
Bene, mi fa piacere che tu sia "del mestiere":).

Ti racconto un aneddoto: l'anno scorso un mio amico ittiologo ha ottenuto il permesso di andare nella riserva integrale di Sasso Fratino per pescare delle trote con l'elettrostorditore al fine di raccogliere degli esemplari veramente autoctoni nell'ambito di un progetto scientifico di ricerca e allevamento in cattività per il recupero delle popolazioni di trote italiane, ovviamente accompagnato dai Forestali.
Quando ci ha detto questa cosa, tutti noi eravamo profondamente invidiosi di quell'attività e della sua possibilità di entrare nelle riserva.

Il sentiero che va dall'Eremo di Camaldoli al Passo della Calla è uno dei miei percorsi preferiti e per un buon tratto costeggia la riserva.
 
Ultima modifica:
Posso sommessamente azzardare un piccolo consiglio? Dici di non essere "in forma". Ok.
Se hai una bicicletta, anche non mtb, ma con le ruote non troppo sottili, puoi lasciare l'auto in località Cancellino e prendere la strada forestale che ti porta fino alla casermetta della Lama. Di lì puoi costeggiare tutto il lato nord della riserva di Sasso Fratino. Tieni conto che la strada ha fondo naturale (cioè non è asfaltata), ma è costruita sul sedime di una ex ferrovia forestale, quindi ha pendenze minime. Basta essere capaci di stare in piedi su una bici su una strada bianca ed il gioco è fatto. In giornata si va e torna agevolmente. E... si, ne vale proprio la pena!
https://www.avventurosamente.it/xf/media/albums/foreste-casentinesi-mtb-7-e-17.1316/
Tant'è vero che il mio "avatar" (la fotina qui a sinistra) mi ritrae alla sbarra in località Cancellino. Nel link trovi più foto e più grandi.
Un ultimo consiglio, a proposito della mappa. Nutro un profondo rispetto per la DeAgostini. Ma la mappa che ho usato io è quella ufficiale del Parco.
http://emporio.parks.it/product_info.php?manufacturers_id=75&products_id=4866
Io ho l'edizione prima, che secondo alcuni è migliore e più completa. Però questa è del 2015, quindi sicuramente aggiornata, a meno di qualche accidente recente, sempre possibile. Sul sito Parks.it ci sono anche i numeri di telefono dell'Ente parco, cui rivolgersi per gli ultimi aggiornamenti, prima di partire.

Che ne dici? ti piace l'idea???:)
 
Posso sommessamente azzardare un piccolo consiglio? Dici di non essere "in forma". Ok.
Se hai una bicicletta, anche non mtb, ma con le ruote non troppo sottili, puoi lasciare l'auto in località Cancellino e prendere la strada forestale che ti porta fino alla casermetta della Lama. Di lì puoi costeggiare tutto il lato nord della riserva di Sasso Fratino. Tieni conto che la strada ha fondo naturale (cioè non è asfaltata), ma è costruita sul sedime di una ex ferrovia forestale, quindi ha pendenze minime. Basta essere capaci di stare in piedi su una bici su una strada bianca ed il gioco è fatto. In giornata si va e torna agevolmente. E... si, ne vale proprio la pena!
https://www.avventurosamente.it/xf/media/albums/foreste-casentinesi-mtb-7-e-17.1316/
Tant'è vero che il mio "avatar" (la fotina qui a sinistra) mi ritrae alla sbarra in località Cancellino. Nel link trovi più foto e più grandi.
Un ultimo consiglio, a proposito della mappa. Nutro un profondo rispetto per la DeAgostini. Ma la mappa che ho usato io è quella ufficiale del Parco.
http://emporio.parks.it/product_info.php?manufacturers_id=75&products_id=4866
Io ho l'edizione prima, che secondo alcuni è migliore e più completa. Però questa è del 2015, quindi sicuramente aggiornata, a meno di qualche accidente recente, sempre possibile. Sul sito Parks.it ci sono anche i numeri di telefono dell'Ente parco, cui rivolgersi per gli ultimi aggiornamenti, prima di partire.

Che ne dici? ti piace l'idea???:)
Devo dire che la bici non l'avevo considerata, ma in effetti sarebbe un'ottima scelta per non stressare troppo il ginocchio (infatti per recuperare tono muscolare mi sto allenando con la cyclette). Solo che dovremmo affittarle lì...sai se a Camaldoli c'è questa possibilità?
Grazie mille!! ;)
 
Consiglio di cercare a Badia Prataglia. Poi di li in pochi tornanti verso il passo dei Mandrioli trovi la località Cancellino. Però non ho nomi da segnalare: per me la bici è come un indumento intimo. Estremamente personale, non cedibile e non ne userei una non mia...:)
 
Bene, mi fa piacere che tu sia "del mestiere":).

Ti racconto un aneddoto: l'anno scorso un mio amico ittiologo ha ottenuto il permesso di andare nella riserva integrale di Sasso Fratino per pescare delle trote con l'elettrostorditore al fine di raccogliere degli esemplari veramente autoctoni nell'ambito di un progetto scientifico di ricerca e allevamento in cattività per il recupero delle popolazioni di trote italiane, ovviamente accompagnato dai Forestali.
Quando ci ha detto questa cosa, tutti noi eravamo profondamente invidiosi di quell'attività e della sua possibilità di entrare nelle riserva.

Il sentiero che va dall'Eremo di Camaldoli al Passo della Calla è uno dei miei percorsi preferiti e per un buon tratto costeggia la riserva.
Scusa ma non ho capito l'aneddoto, è andato e poi?o_O:eek:
 
eh ma @Wombat mica te la puoi cavare così! Ci devi anche riferire, tutto! :)
Mi ha detto che è un ambiente fantastico, sembra quelle foreste vergini temperate che si vedono nei documentari.

Come sapete, non viene fatta alcuna manutenzione e non si sposta alcun ramo caduto a terra o si taglia alcun albero secco che si schianta al suolo. Quindi ci sono grandi alberi caduti che marciscono, pieni di funghi e i sentieri quindi sono semi-scomparsi, al limite della praticabilità. Inoltre aveva con sè parecchia attrezzatura ingombrante: elettrostorditore, retini, secchi, contenitori vari ecc. ecc. ed è stata una faticaccia...

La cosa buffa è che mi ha riferito di non avere pescato delle trote veramente pure e quindi le ha lasciate lì mentre invece ha trovato degli esemplari perfetti per il progetto in altri due corsi d'acqua, appena fuori dalla riserva integrale di Sasso Fratino...
 
Mi ha detto che è un ambiente fantastico, sembra quelle foreste vergini temperate che si vedono nei documentari.

Come sapete, non viene fatta alcuna manutenzione e non si sposta alcun ramo caduto a terra o si taglia alcun albero secco che si schianta al suolo. Quindi ci sono grandi alberi caduti che marciscono, pieni di funghi e i sentieri quindi sono semi-scomparsi, al limite della praticabilità. ..
Io sono stata per lavoro in diverse foreste cosiddette "vetuste", ossia foreste che non vengono toccate dall'uomo da un numero di anni sufficiente a farle tornare "quasi" allo stato di foreste primarie (le quali sono pressoché scomparse in Europa). Bhe, vi assicuro che una volta vista una foresta vetusta, nient'altro vi sembrerà degno del nome "foresta". Queste foreste hanno il più alto grado di naturalità possibile, che implica: presenza di tutte le classi di età degli alberi, da quelli ultracentenari al novellame; presenza di legno morto a terra e alberi morti in piedi, a differenti stadi di decomposizione; alto tasso di umidità (trattenuta dal legno morto) e quindi proliferazione di funghi, licheni (anche specie rare e bioindicatrici che qui arrivano a fruttificare), altissima biodiversità sia vegetale che animale, a causa delle numerose nicchie ecologiche presenti. Insomma, tutta un'altra storia rispetto ai poveri boischi cedui a cui siamo comunemente abituati.
 
Credo che la cosa più notevole sia la presenza di "nidi" (formicai?) di formica rufa. Alti quasi due metri! :biggrin:

La disponibilità di legno marcito sul terreno evita interruzioni nella catena alimentare della zona. Consentendo la preservazione di una specie ormai molto rara. Tant'è vero che i "nidi" presenti fuori dalla riserva integrale sono protetti da robuste reti protettive.
 

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