Carte topografiche, Gps portatili o Smartphone con app?

Ciao , tutti noi facciamo affidamento sulle cartine , Tabacco, Kompass, Geo4maps, ma devo riconoscere purtroppo che non si può pretendere tanto, mi spiego. Faccio escursioni da più di 40 anni e non sono un amante dei sentieri segnati, ma mi appoggio alle carte per sicurezza, in effetti dopo due anni...possono rivelarsi già vecchie,la montagna vive le stagioni ...frane , maltempo ecc.ecc. Mi piace incrociare i dati di più carte , usando anche quelle militari sicuramente VECCHIE ma in grado di proporre una lettura in più del percorso che vado a fare. Poi ora ci aiuta il web, Open Street Map ..Trails. Ma il mio invito,per esperienza è preparare, pianificare bene il percorso a casa, saper usare una bussola...e dulcis in fondo, sgranocchiare i giornali locali del posto...per eventuali avvisi.Da sempre lascio detto a casa dove vado, ed un foglio sulla macchina visibile non guasta, porto con me una radio con identificativo radio Rete Radio Montana, ma..devo riconoscerlo, la premura non è mai troppa. Vivo la montagna possibilmente da solo e non lascio mai in macchina la paura, la porto con me .., ripeto mi piace esplorare percorsi poco noti, quindi più notizie metto nella testa...meglio è. Per ultimo, ma la più importante PREPARAZIONE FISICA e MENTALE, allenarsi..allenarsi
 
In tanti anni di girovagare, affidandomi a una cartina incrociata con dati gps, mi sono ritrovato in Valle Anzasca di ritorno dalla Croce del Cavallo, un percorso di 20km ma conosciuto, perlomeno così pensavo...ad arrivare al termine dell escursione , zona Quaggiui con le case a vista, a percorrere gli ultimi km su sentiero segnato su un sentiero che non c'era più! Tutto franato x 300 metri circa. Bene ...questo ha comportato, un ora in più per inventarmi qualcosa oltre a 2km in più! Ma è solo uno dei casi ...altre volte , scellerati disboscamenti che avevano modificato completamente la morfologia del tracciato, inventandosi discese fuori pista...o peggio , tornare su sentieri venduti come escursionistici, per poi tornare alla macchina già ad ore buie...e sapere poi da cacciatori che da lì non passa più nessuno da decenni. Ecco perché l affidamento a carte , web, gps...vale e non vale. Ma l atteggiamento mentale, i muscoli nelle gambe, non si trovano su nessuna cartina...
 
In tanti anni di girovagare, affidandomi a una cartina incrociata con dati gps, mi sono ritrovato in Valle Anzasca di ritorno dalla Croce del Cavallo, un percorso di 20km ma conosciuto, perlomeno così pensavo...ad arrivare al termine dell escursione , zona Quaggiui con le case a vista, a percorrere gli ultimi km su sentiero segnato su un sentiero che non c'era più! Tutto franato x 300 metri circa. Bene ...questo ha comportato, un ora in più per inventarmi qualcosa oltre a 2km in più! Ma è solo uno dei casi ...altre volte , scellerati disboscamenti che avevano modificato completamente la morfologia del tracciato, inventandosi discese fuori pista...o peggio , tornare su sentieri venduti come escursionistici, per poi tornare alla macchina già ad ore buie...e sapere poi da cacciatori che da lì non passa più nessuno da decenni. Ecco perché l affidamento a carte , web, gps...vale e non vale. Ma l atteggiamento mentale, i muscoli nelle gambe, non si trovano su nessuna cartina...
tutto assolutamente vero e insostituibile. Qui si parla di piccoli aiuti. Ad esempio, molte app che gestiscono le tracce gps e ne permettono la condivisione, permettono di sapere se e quando qualcuno ha fatto determinati percorsi e con quali variazioni rispetto al sentiero originale. Sono ligure, qui non abbiamo quasi nessun sentiero che è rimasto invariato, a causa delle frane e dei cedimenti. Il problema non è soltanto la sopravvivenza, a volte anche sapere di quanto allungherò un percoro, mi permette di essere più preciso sulle tempistiche del ritorno.

Si può fare senza, come per tantissime cose, ma se si vuole e se si ha la possibilità... a volte è comodo.
Con le pelli e la nebbia, certi strrumenti, mi hanno fatto tornare a casa "quasi" in orario un sacco di volte.
 
tutto assolutamente vero e insostituibile. Qui si parla di piccoli aiuti. Ad esempio, molte app che gestiscono le tracce gps e ne permettono la condivisione, permettono di sapere se e quando qualcuno ha fatto determinati percorsi e con quali variazioni rispetto al sentiero originale. Sono ligure, qui non abbiamo quasi nessun sentiero che è rimasto invariato, a causa delle frane e dei cedimenti. Il problema non è soltanto la sopravvivenza, a volte anche sapere di quanto allungherò un percoro, mi permette di essere più preciso sulle tempistiche del ritorno.

Si può fare senza, come per tantissime cose, ma se si vuole e se si ha la possibilità... a volte è comodo.
Con le pelli e la nebbia, certi strrumenti, mi hanno fatto tornare a casa "quasi" in orario un sacco di volte.
Alla fine chi fa montagna, arriva alle stesse conclusioni, tu lo dici in un modo io in un un altro, servono questi strumenti CERTO! Ma non vanno presi come la verità assoluta, le variabili che si possono trovare lo sai bene sono tante , sono innumerevoli le volte che ho seguito tracce da Open Street Map ed ho riposto la cartina nello zaino perché la stessa non era fedele , ma anche il contrario . Poi mi è capitato pure di improvvisare percorrendo tracce che non riportava nessuna cartina e nessuna app. , anche sentieri ben tenuti e logici. Concordo con te, un aiuto lo danno.
 
La prassi per me è, itinerario su carta, poi posiziono la traccia su cartina gps per avere altimetrie e chilometraggio corretto. poi carico la traccia gps su inkatlas e me la stampo
ad esempio https://inkatlas.com/map/xQzM3EzM
La carta mi piace di più, ma la tecnologia aiuta
Si vado in questa direzione, carta anzi incrocio i dati di più carte, qui sulle Alpi la documentazione non manca. Mi appoggio anche al Catasto Rabbini con il web, per il...cosa c'era, sempre con il web estraggo altimetrica e kilometri.Disegno su un foglio il percorso, per acuire la memoria e poi mi appoggio ad un paio di app che porto dietro,da consultare strada facendo .
 
Io porto le solite cose da cavernicolo: borsa topografica con dentro mappa, righello, goniometro, carta per scrivere, penna e bussola.
Dopo una esperienza strana in Svezia, se esco dall'Italia controllo che nella borsa (è una cartelletta piatta che protegge anche dall'acqua) ci sia anche un appunto con le formule di declinazione, variazione, convergenza e i riferimenti di latitudine e longitudine.
D'inverno una torcia frontale ed una tattica, d'estate solo la frontale.
Ma è un rito, perché mentre salgo, o comunque all'andata, controllo la posizione e prendo dei punti di riferimento più volte.
Nei bivi che incontro in salita, mi fermo, mi volto, e cerco di memorizzare come visualizzerei in discesa.
Sono solo, per cui sto attento ai tempi e non mi faccio affascinare dalle sirene ("ehi, chissà che cosa c'è da questa parte").
Se qualcosa non mi torna sul terreno, inizio a sentire troppa fatica o altro, piuttosto ripiego.
(Ho anche lo smartphone, ma in genere serve a mia moglie per cazziarmi).
 
Mi hai ricordato...di ciò che non ho detto.Il web lo uso ma da qualche anno, il gps mi ha costretto la mia famiglia, lo uso da un paio di anni per fare dormire tutti tranquilli, a causa delle diverse disavventure che inevitabilmente in 40 anni di attività mi sono capitati. Hai usato simpaticamente il termine cavernicolo ma fino ad ora si è andati in montagna così, hai giustamente rimarcato OSSERVAZIONE e MEMORIZZAZIONE, come poi il conoscere i propri limiti, ognuno di noi si è costruito un bel bagaglio di esperienza, anche io preferisco andare da solo ...o meglio ..con la montagna ,non ti nascondo inoltre che i sentieri segnati non sono il massimo per me. Gia nel 1977 essendo volontario negli Alpini ci si muoveva con la bussola e riferimenti, di mio ho imparato a segnare il passaggio nel rispetto della natura( ometti di pietre ed altro) . Insomma va tutto bene, l importante è NON IMPROVVISARE.
 
Bene, sono contento che ho inoltrato una bella discussione: alla fine, vedo che molti di noi, danno molto peso alle proprie esperienze, come è giusto che sia e, in base a queste mettono nello zaino il necessario.
Il navigare con bussola e punti di riferimento visivi, come ogni tanto voltarsi sul sentiero e "fotografare" mentalmente il panorama dietro, guardare certe case, bivacchi, casere sul sentiero e vederli anche oltrepassati, le linee elettriche salire sul monte o ridiscenderlo.....insomma la vecchia scuola di orientamento, non sbaglia mai.
Anche sul programmare un escursione con carta e bussola da casa per sapere su quel tratto di sentiero dove sarà il sole all' ora che nella tabella di marcia sarò in quel luogo.
Ma, si, nel 2020, avere delle basi solide è buona cosa di sicuro, usare la tecnologia insieme ad esse ti permette di vincere, secondo me.
A volte è più dura mentalmente imparare ad usare certi strumenti, come il gps o lo smartphone con app di trekking.
A volte è più forte la pigrizia mentale a non farci scoprire quanto in realtà è facile adoperare al meglio uno strumento che comunque ci portiamo dietro.
L' importante è comunque, nel nostro piccolo sentirci sicuri, nel possibile, e far sentire i nostri cari sicuri quando andiamo a fare le nostre amate escursioni, o meglio, quando, torneremo a farle
 
Ragazzi mi trovate d accordo su tutto, abbiamo elencato giustamente tutto quello che va messo nello "ZAINO" , per vivere al meglio un avventura, come può esserlo la montagna. Io posso parlare solo del mio, di ciò che ho vissuto...ma veramente , forse poi non penso mai che sono davvero tanti gli anni passati ad escursione, le variabili a cui uno può far fronte sono le più disparate e parecchie. Lo spopolamento della montagna ha cambiato tanto (penso all Ossola che sta dietro casa) l' interpretazione di strumenti ,cartine, che il più delle volte va verificata sul posto, nel Qui e Ora. Non è per me almeno,solo una questione di perderci del tempo in più, ma davvero a volte mi son visto a individuare, trovare o cercare qualcosa ...che non stavano da nessuna parte...se non li. Con gli anni ho carpito che tutti i diruti riportati sulle carte, oggi privi di sentiero, (nella stessa valle) un tempo si appoggiavano a una fitta rete sentieristica che li univa, penso alla ValGrande....o alla Val Bognanco. Certo di non stupire nessuno,ricordo le tante volte che mi sono ritrovato di fronte a "strade che finiscono nel nulla", non segnalate ...non viste...retaggio di soldi Comunita Europea, nascoste alle carte ? Insomma oggi la montagna è tutto e di più,forse è anche questo che mi attrae....
 
Il mio processo è il seguente. Traccio su AllTrails, scarico il file kml. e comincio a dare un'occhiata alla traccia su Google Earth cosi mi rendo conto, nei limiti del possibile, di esposizioni varie e del tipo di sentiero (e se sono in grado di farlo). Infine faccio l'upload su maps.me!
Riguardo a quello che è stato detto in precedenza penso valga sempre la idea che uno deve sperimentare e vivere la montagna secondo le proprie esigenze. Gli strumenti che abbiamo a disposizone, qualunque loro siano, sono stati concepiti con lo scopo di agevolare la nostra convivenza con la pacha mama. Allo stesso tempo non bisogna dimenticare che possiamo (quasi sempre) fare affidamento su un discreto computer centrale nella nostra testa collegato a due "lenti" che ci permettono di esaminare le situazioni che si presentano nelle nostre spedizioni.
 
Il mio processo è il seguente. Traccio su AllTrails, scarico il file kml. e comincio a dare un'occhiata alla traccia su Google Earth cosi mi rendo conto, nei limiti del possibile, di esposizioni varie e del tipo di sentiero (e se sono in grado di farlo). Infine faccio l'upload su maps.me!
Riguardo a quello che è stato detto in precedenza penso valga sempre la idea che uno deve sperimentare e vivere la montagna secondo le proprie esigenze. Gli strumenti che abbiamo a disposizone, qualunque loro siano, sono stati concepiti con lo scopo di agevolare la nostra convivenza con la pacha mama. Allo stesso tempo non bisogna dimenticare che possiamo (quasi sempre) fare affidamento su un discreto computer centrale nella nostra testa collegato a due "lenti" che ci permettono di esaminare le situazioni che si presentano nelle nostre spedizioni.
Andiamo tutti nella stessa direzione, vanno bene le app( ora ci sono, perché non usarle?), va bene la cartina (perché se non si conosce il posto, non si può andare a caso), ma poi la differenza è vivere la montagna con le sue regole e le sue logiche.Non mi sono mai sentito a posto ,solo perché ...ci pensa il GPS, la montagna quella vera è un altra cosa (idea personale),per me passa da una buona pianificazione,da un ottima preparazione fisica e mentale,da un profilo basso ma resiliente, per arrivare poi ad un immersione totale con la montagna stessa.Tutta la sana fatica profusa, è sempre compensata...
 

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