Proposta Cerco ragazzi under 25 di Roma per sviluppo gruppo amatoriale di ciclismo/trekking/sci

Buongiorno a tutti,
Mi chiamo Andrea e vi scrivo perché sto portando avanti un progetto giovanile nato a Roma con l’obiettivo di avvicinare ragazzi e ragazze al trekking, alle escursioni in bici e alla scoperta del territorio, unendo attività outdoor, cultura e socialità.
Il progetto è totalmente gratuito e senza fini commerciali: organizziamo uscite, perlustrazioni e camminate con l’idea di creare una comunità di giovani che riscopra la natura, il paesaggio e la storia dei luoghi che attraversiamo.
Al momento sto seguendo quasi tutto da solo (organizzazione delle uscite, contatti con enti, comunicazione) e mi piacerebbe confrontarmi o ricevere una mano da persone con esperienza in:
-ciclismo ed escursionismo
-organizzazione di attività outdoor
-gestione di gruppi o progetti simili
-divulgazione ambientale/culturale
Anche solo un consiglio, un confronto o un affiancamento occasionale sarebbe per me preziosissimo.
Se qualcuno fosse interessato a saperne di più, collaborare o semplicemente scambiare due parole sul progetto, sarò felice di raccontarlo meglio.
Grazie davvero per lo spazio e per il lavoro che fate nella comunità.
Un saluto,
Andrea
 

NOTA AMMINISTRATORE: gli eventi proposti sono regolati dall'articolo 7 del regolamento, prendine visione. Richiedi la compilazione del modulo informativo per chiarire: le difficoltà dell'evento, l'equipaggiamento, le capacità e l'esperienza necessaria.
Organizza e partecipa agli eventi in sicurezza, con criterio, umiltà e competenza, qualità fondamentali per praticare le attività outdoor.
Anche solo un consiglio, un confronto ...
Come saprai l' iniziativa non è nuova se non per il vincolo sull' età, che è un po' il problema di tutti i gruppi, che spesso tendono ad invecchiare insieme ai propri iscritti.

Purtroppo il bacino di potenziali utenti è quello che è, i giovani nella società sono sempre meno e la propensione a dedicare il week end ad aperitivi, balli e sballi non è affatto in diminuzione, anzi.

Se un suggerimento posso dare è di non dare troppa enfasi ai temi (che poi sono quelli imposti dalla politica già nel secolo scorso per rientrare in certi parametri che non so se siano ancora validi) socio-culturale-ambientalista, la gente si vuole divertire, come ebbi anni fa a dire ad una allibita accompagnatrice che che ci stava attaccando un pippotto sulla presunta presenza di fauna selvatica nella zona: "facce camminà, se ci interessava GEO & GEO ce ne stavamo a casa davanti alla TV".
 
E' confortante vedere che ci sono giovani che ancora rivolgono la propria attenzione ad interessi diversi da social, discoteche apericene e moda. Fa ben sperare per il futuro...

Mi permetto di darti un paio di suggerimenti se non l'hai già fatto:

1) crea un punto di riferimento virtuale: un forum, un gruppo FB o o almeno Whatsapp dove gli appartenenti al gruppo possano confrontarsi, scambiarsi suggerimenti, opinioni e feedback sulle attività vissute.

2) informati bene sulle responsabilità giuridiche legate alla creazione di un gruppo e all'organizzazione di uscite e attività. Paradossalmente se uno cerca di fare qualcosa per creare collettività e divertimento, può finire nei guai. Se organizzi un uscita di gruppo in bicicletta e uno cade e si fa male, potrebbe addirittura farti causa perchè magari il percorso che hai scelto non era adatto o cavolate simili...

3) preparati a dedicare un sacco di tempo alla tua iniziativa, se vuoi che funzioni bene e preparati comunque a ricevere la tua buona dose di critiche. ;)

good luck.
 
Concordo sul punto della responsabilità civile (al limite penale ma questa ovviamente non è automatica) in caso di incidente.

L' adesione, eventualmente quando i tempi saranno maturi e previa conoscenza reciproca, ad una federazione come Federtrek (o altre) consentirebbe di aderire ad una polizza collettiva il cui costo viene recuperato dalla federazione stessa con le iscrizioni annuali dei soci alle singole associazioni.

La partecipazione sarebbe aperta a tutti gli iscritti delle varie associazioni aderenti, sul vincolo di età potrai sentire cosa ti consente il regolamento ma mi sembra che gruppi di giovani ne ho visti ed in qualche modo una selezione si riesce a fare.

Il primo passo, se non lo hai già fatto e non hai titoli equivalenti, è la partecipazione ai loro corsi di formazione per accompagnatore, con il conseguimento di una attestazione che almeno nel Lazio mi sembra essere accettata (verifica i dettagli con loro!) per accompagnare anche in zone di "mezza montagna" (un po' tutto l'Appennino).
 
per un anno circa ho dato una mano ad accompagnare gite di un gruppo di giovani iscritti al CAI...

sicuramente, come dice anche @appenninocentrale , occorre fare un corso (se non già fatto) per regolarizzare la cosa, più che altro e soprattutto dal punto di vista della sicurezza, che non ci vuole niente che uno degli iscritti si faccia male (anche solo una storta) e poi vengono a chiedere chi era il responsabile della gita...

dopodichè, vuoi o no, i social aiutano molto a farsi pubblicità, oppure anche solo affiancarsi a un'associazione (CAI o altre) che ti sponsorizzi sui vari canali dedicati così da allargare il giro

paradossalmente la gita in sè forse è la parte più facile, rispetto al lavoro che c'è dietro :)
 
Più fai le robe organizzate e più ti prendi responsabilità e più ti costa oltre all' impegno organizzativo minimo, nel senso che dovrai fare pure pagare l'assicurazione oppure non dormire per i rischi legali che ti prendi.
Eventualmente costituire pure un'associazione, ma bisognerebbe scoprirne il senso visto che ce ne sono già un'infinità.
La burocrazia tende ad infinito.
Quindi scappa finché sei in tempo.
 
Più fai le robe organizzate e più ti prendi responsabilità e più ti costa oltre all' impegno organizzativo minimo, nel senso che dovrai fare pure pagare l'assicurazione oppure non dormire per i rischi legali che ti prendi.
Eventualmente costituire pure un'associazione, ma bisognerebbe scoprirne il senso visto che ce ne sono già un'infinità.
La burocrazia tende ad infinito.
Quindi scappa finché sei in tempo.
Si infatti quindi tanto vale o appoggiarsi ad un'associazione già esistente, che ce ne sono a migliaia, e sottostare alle loro regole ovviamente... oppure diventa un secondo lavoro
 
Grazie a tutti per le risposte,ci tengo a precisare che sarebbe un gruppo di amici che esce il fine settimana,nulla in più,pertanto non deve diventare un lavoro ne il progetto è volto a diventare un associazione.
 
Grazie a tutti per le risposte,ci tengo a precisare che sarebbe un gruppo di amici che esce il fine settimana,nulla in più,pertanto non deve diventare un lavoro ne il progetto è volto a diventare un associazione.
Sì ma il problema è che se tu "decidi" la gita ti pigli anche la responsabilità di tutto quello che può succedere.
Feriti, dispersi, morti, parenti incaxxati, ritardi, intoppi, malattie, danni a cose e persone...
Quindi meno "decidi" e meglio è.
 
Grazie a tutti per le risposte,ci tengo a precisare che sarebbe un gruppo di amici che esce il fine settimana,nulla in più,pertanto non deve diventare un lavoro ne il progetto è volto a diventare un associazione.
Fai comunque attenzione.
Questo è quello che dice l'IA riguardo alla responsabilità anche tra gruppi di amici e più o meno concorda con quello che ne sappiamo in questo forum:

La questione della responsabilità nelle gite tra amici (il cosiddetto "accompagnamento per amicizia o per cortesia") è un tema delicato che la giurisprudenza italiana ha affrontato più volte, cercando di bilanciare la libertà individuale con la tutela della sicurezza.

Ecco come i giudici analizzano queste situazioni.

1. Il principio della "Autoresponsabilità"
In linea di massima, chi pratica la montagna accetta il cosiddetto rischio elettivo. Se un gruppo di amici decide di fare un'escursione, ognuno è considerato responsabile della propria incolumità. La partecipazione è volontaria e presuppone che ciascuno abbia valutato i rischi intrinseci dell'ambiente montano.

Tuttavia, questo principio non è assoluto.
2. La figura dell'"Accompagnatore di Fatto"
Sì, è possibile che il "più esperto" venga ritenuto responsabile. Giuridicamente si parla di accompagnatore di fatto.

La responsabilità scatta quando tra i membri del gruppo si instaura un affidamento incolpevole. In pratica, se un soggetto assume la direzione della gita e gli altri si rimettono totalmente alle sue decisioni, sorge in capo a quest'ultimo una posizione di garanzia.

Quando scatta la responsabilità?
Il "più esperto" può essere chiamato a rispondere (civilmente o penalmente) se:

  • Ha commesso imprudenza: ha scelto un percorso palesemente superiore alle capacità dei compagni.
  • Ha commesso negligenza: non ha controllato il meteo o l'attrezzatura degli altri.
  • Ha commesso imperizia: ha preso decisioni tecniche sbagliate che un soggetto con la sua dichiarata esperienza non avrebbe dovuto prendere.

    3. Come si stabilisce chi è il "più esperto"?
Non esiste un albo degli "amici esperti", quindi il giudice valuta la situazione caso per caso basandosi su elementi concreti (criteri di fatto):
  • Titoli e qualifiche: Anche se non sta lavorando come guida, se un membro del gruppo è un istruttore CAI, una Guida Alpina o un esperto titolato, il suo parere ha un peso maggiore e genera più affidamento negli altri.
  • Ruolo di leader: Chi ha organizzato l'itinerario? Chi apriva la traccia? Chi decideva se proseguire o tornare indietro?
  • Dislivello di competenze: Se nel gruppo c'è un alpinista veterano e un neofita alla prima uscita, il "potere decisionale" (e quindi la responsabilità) ricade naturalmente sul veterano.
  • Comportamento pregresso: Se il soggetto si è presentato al gruppo vantando grandi capacità, inducendo gli altri a fidarsi delle sue scelte.

    4. La distinzione tra Guida e Amico
La giurisprudenza distingue nettamente tra:
  1. Accompagnamento professionale: (Guida Alpina) La responsabilità è contrattuale e molto rigorosa.
  2. Accompagnamento gratuito/per cortesia: La responsabilità è extra-contrattuale (Art. 2043 c.c.). Per condannare l'amico esperto, il danneggiato deve dimostrare che l'incidente è avvenuto per una colpa specifica dell'accompagnatore e non per una tragica fatalità o per un rischio ineliminabile della montagna.
Nota bene: Se l'amico esperto riceve un compenso (anche solo il rimborso spese maggiorato), il giudice potrebbe equiparare il rapporto a quello professionale, aggravando la sua posizione.

In sintesi

Per il diritto, la montagna non è una "zona franca". Se sei il più esperto, non sei obbligato a fare da guida, ma se accetti di guidare il gruppo e prendi decisioni per tutti, la legge si aspetta che tu lo faccia con la diligenza che la tua esperienza richiede.
 
in tal caso comunque non ho capito quindi qual è la finalità del post :rofl:
La Finalità è cercare ragazzi interessati a creare il gruppo e a collaborare con me per gestire il tutto,come collaborazioni con pagine,social ecc..
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Ragazzi ovviamente le uscite sono livello estremamente facile adatte anche a chi non è allenato e non è mai andato in montagna una volta,possono includere anche trekking nei parchi di Roma come Villa Borghese ecc..
 
Ma vogliamo proprio scoraggiarlo del tutto? :lol:
Mi sembra un'ottima iniziativa, basta partire con qualcosa di facile in cui si conoscono le altre persone e si valutano le capacità. Poi eventualmente ci si organizza con gruppi di vari livelli, senza fasciarsi la testa con responsabilità civili e paranoie eccessive. Molti di noi sono stati scout (o magari anche capi scout) e sanno di aver fatto (o fatto fare ai ragazzi) cose in modo non proprio "super-safe" (e il capo li è veramente il responsabile ultimo...), ma senza quelle esperienze noi e i nostri ragazzi non saremmo gli stessi!
 
Grazie a tutti per le risposte,ci tengo a precisare che sarebbe un gruppo di amici che esce il fine settimana,nulla in più,pertanto non deve diventare un lavoro ne il progetto è volto a diventare un associazione.
Ciao, iniziativa lodevole, già ci sono gruppi simili, io ne frequento uno ma non è under 25, ci sono tuoi coetanei, ma piu o meno l'età media è 30-35
@TheSnatch tu sei sempre a Roma o ricordo male?
yes, romano vivente a Roma
Ma vogliamo proprio scoraggiarlo del tutto? :lol:
Mi sembra un'ottima iniziativa, basta partire con qualcosa di facile in cui si conoscono le altre persone e si valutano le capacità. Poi eventualmente ci si organizza con gruppi di vari livelli, senza fasciarsi la testa con responsabilità civili e paranoie eccessive. Molti di noi sono stati scout (o magari anche capi scout) e sanno di aver fatto (o fatto fare ai ragazzi) cose in modo non proprio "super-safe" (e il capo li è veramente il responsabile ultimo...), ma senza quelle esperienze noi e i nostri ragazzi non saremmo gli stessi!
purtroppo bisogna dire le cose come stanno, è un rischio, se becchi chi si fa male sul serio ed è un piagnone, nel senso che addossa la colpa agli altri a priori, è un attimo che per la legge sei il responsabile.

Il mio consiglio è quello di rimanere su gruppi piccoli fatti solo da persone di cui conosci temperamento e capacità
 
Sostengo sempre la libertà di fare quello che si vuole, ma con le conoscenze adeguate.

Attività organizzate appunto sono già offerte dagli Scout, al CAI, guide turistiche, accompagnatori naturali guide ambientali o come si chiamano, privati, associazioni e pure enti pubblici penso... Quindi rimane la domanda su cosa si offre che già non ci sia...

Tra amici che già ci si conosce è banale capire cosa e come differisce, banalmente già si sa come sono le dinamiche del gruppo per esempio.
 
Grazie a tutti per le risposte,ci tengo a precisare che sarebbe un gruppo di amici che esce il fine settimana,nulla in più,pertanto non deve diventare un lavoro ne il progetto è volto a diventare un associazione.
La Finalità è cercare ragazzi interessati a creare il gruppo e a collaborare con me per gestire il tutto,come collaborazioni con pagine,social ecc..
scusa ma secondo me c'è un pò di confusione o non abbiamo capito noi...
il punto è che queste due cose collidono tra di loro...

se vuoi cercare gente nuova con cui fare le uscite, questi non sono per forza tuoi amici (magari lo diventano, certo, però di fatto all'inizio sono sconosciuti) ... quindi se l'uscita la organizzi tu, per quanto facile sia, comunque la responsabilità è tua ... c'è sempre il rischio di trovarsi il piagnone come dice Snatch o il pignolo che ti chiede l'assicurazione ecc... e fare le cose un pò così alla buona..... non so... forti dubbi....

cosa diversa è se ci si mette d'accordo insieme, anche tra sconosciuti conosciuti online, ma si definisce prima che ognuno è responsabile di se stesso e si va a fare sta scampagnata insieme, allora siete tutti felici e contenti...

altra cosa è andare con gente che si conosce già, quindi davvero amici, ma che non conosce l'ambiente e allora ok ti prendi la briga di organizzare e te li prendi a fare sta uscita, perchè anche se uno si prende una storta lo sai che non ti denuncia

cioè io me ne faccio varie di uscite con gli amici anche organizzate da me ecc... anche di varia difficoltà... ma non mi prenderei la briga di potarmi degli sconosciuti
 
Il mio gruppo si differenzierebbe dalgli altri innanzitutto perchè:
1)propone solo attività gratuite
2)L'eta media è bassa(come dicevate sopra tutti i gruppi hanno membri non piu giovani di 35 anni.)
3)le attività del gruppo sono accessibili a tutti in quanto molto semplici
4)oltre ad essere un progetto sportivo è anche un progetto divulgativo culturale di fatto adatto a studenti
5)il gruppo è un punto di incontro per giovani che vogliono partare idee nel mondo di scuole e università e con la possibilita di far sviluppare ai ragazzi competenze nel mondo della comunicazione,social,turismo ecc. facendo valutare il progettto come possibile attività alternanza scuola-lavoro o comunque inserire il progetto nel proprio curriculum come percorso di crescita personale.
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scusa ma secondo me c'è un pò di confusione o non abbiamo capito noi...
il punto è che queste due cose collidono tra di loro...

se vuoi cercare gente nuova con cui fare le uscite, questi non sono per forza tuoi amici (magari lo diventano, certo, però di fatto all'inizio sono sconosciuti) ... quindi se l'uscita la organizzi tu, per quanto facile sia, comunque la responsabilità è tua ... c'è sempre il rischio di trovarsi il piagnone come dice Snatch o il pignolo che ti chiede l'assicurazione ecc... e fare le cose un pò così alla buona..... non so... forti dubbi....

cosa diversa è se ci si mette d'accordo insieme, anche tra sconosciuti conosciuti online, ma si definisce prima che ognuno è responsabile di se stesso e si va a fare sta scampagnata insieme, allora siete tutti felici e contenti...

altra cosa è andare con gente che si conosce già, quindi davvero amici, ma che non conosce l'ambiente e allora ok ti prendi la briga di organizzare e te li prendi a fare sta uscita, perchè anche se uno si prende una storta lo sai che non ti denuncia

cioè io me ne faccio varie di uscite con gli amici anche organizzate da me ecc... anche di varia difficoltà... ma non mi prenderei la briga di potarmi degli sconosciuti
Si esatto io nelle regole del gruppo sui social ho scritto che ognuno è responsabile di se stesso,l'obiettivo è appunto cercare ragazzi sconosciuti e integrarli nel gruppo in formazione
 
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