Che cosa mettete nella fiaschetta?

La fine della testa è il collo e l’inizio della coda è in mezzo alle chiappe… :lol::rofl::lol::rofl::rofl::lol:

Scusate, non ho resistito…
paris_tuileries_garden_facepalm_statue.jpg
 
Pura curiosità, come si dterminano i vari momenti della distillazione, ossia come si capisce la fine della testa ed l'iniziodella cooda?
Un tempo andavano a occhio l' esperienza aveva un ruolo determinate comunque la grappa oscilla sui 60 gradi ora per chi vuole cimentarsi nell' arte di fare la grappa ci sono strumenti che indicano la percentuale alcolica come l' alcolimetro.
Giusto una considerazione pratica la testa alle prime goccie si aggira sui 90 gradi la coda e acqua sporca l abilità del distillatore e di capire quando intervenire con i due processi e la temperatura ha un ruolo determinate che deve essere intorno agli 80 gradi.
 
La mia famiglia fa Grappa e Slivovitz da piu' di cento anni l' ultima l' ho distillata con mio Papà quattro anni fa e penso che non ne farò più sono l' unico a berla in famiglia e dopo averne bevuto e apprezzato parecchi litri ora che non sono più un giovincello non riesco più a digerirla comunque nello zaino c'è sempre e ogni tanto nel bosco mi concedo un sorsetto perche da buon Friulano ogni tanto bisogna rinnovare i voti.
Slivovitz? Distillato di prugna?Di dove sei? Qui da me in Repc. Ceca si usa la Slivovice (appunto distillato di prugna) che è comune come la nostra grappa...
 
Slivovitz? Distillato di prugna?Di dove sei? Qui da me in Repc. Ceca si usa la Slivovice (appunto distillato di prugna) che è comune come la nostra grappa...
Io sono della provincia di Pordenone sono di un paesino in mezzo alle montagne tra Piancavallo e Piancansiglio e la vicinanza al confine jugoslavo ci ha influenzato (e quando si parla di beverage il Friuli ha un' antica tradizione )
e quindi da noi si produce il Slivovitz da sempre
 
Io sono della provincia di Pordenone sono di un paesino in mezzo alle montagne tra Piancavallo e Piancansiglio e la vicinanza al confine jugoslavo ci ha influenzato (e quando si parla di beverage il Friuli ha un' antica tradizione )
e quindi da noi si produce il Slivovitz da sempre
Slivovitz, nelle varie forme ortografiche, è un distillato di prugne conosciuto e riconosciuto in un'area vastissima.
 
Un tempo andavano a occhio l' esperienza aveva un ruolo determinate comunque la grappa oscilla sui 60 gradi ora per chi vuole cimentarsi nell' arte di fare la grappa ci sono strumenti che indicano la percentuale alcolica come l' alcolimetro.
Giusto una considerazione pratica la testa alle prime goccie si aggira sui 90 gradi la coda e acqua sporca l abilità del distillatore e di capire quando intervenire con i due processi e la temperatura ha un ruolo determinate che deve essere intorno agli 80 gradi.
Ecco, è quello che ho grassettato che mi fa paura...

Per uno come me che ha una formazione scientifica, "andara a occhio" non si può sentire :rofl:
 
Ecco, è quello che ho grassettato che mi fa paura...

Per uno come me che ha una formazione scientifica, "andara a occhio" non si può sentire :rofl:
Sono con te Wombat, la sicurezza prima di tutto.
Il mio problema è che quando vedo una boccia, non ci penso e l'istinto di assaggiare qualcosa di nuovo non mi rende prudente.
Dopo tutto se la boccia è avviata la cavia non sono io... :lol:
A parte gli scherzi, un paio di anni fa ho ritrovato in cantina 3 boccioni da 2 litri di " grappa/brandy ", fatta fare da mio suocero circa 30 anni fa, ottenuta non da vinacce ma da vino rosso toscano ormai già svanito per la partita di tappi difettosa o per qualche errore nell'imbottigliarlo
Quando venne fatta non gli prestai attenzione e visto che non beveva nessun'altro rimase lì.
Essendo tappate con tappi a vite, dei tre, soltanto una aveva perso pochissimo livello, mentre le altre due erano decisamente calate...
Risultato che quella più integra è risultata uno spettacolo dopo 30 anni, le altre due le ha bevute tutte il lavandino...Dovrei avere una foto.
Mia suocera era esperta nel Nocino(io non lo bevo), tutti gli anni per San Giovanni il 23 di giugno, metteva nei vasi, noci con mallo, alcool, zucchero e qualcos'altro che non diceva neanche a sua figlia.... per un mese stavano su un davanzale esposti a sud giorno e notte, poi gelosamente le nascondeva... :wall:
 
Ecco, è quello che ho grassettato che mi fa paura...

Per uno come me che ha una formazione scientifica, "andara a occhio" non si può sentire :rofl:
Giusto a Venezia si dice " A OCIO NO SE VA NEANCA IN MONA
Daltro canto c'è da dire che nel periodo post bellico della prima guerra mondiale non si badava tanto alle sottigliezze al mio paese come tanti altri la gente moriva per l' acqua contaminata quindi se sbagliavano di qualche grado nel distillare la grappa era il male minore
 
Giusto a Venezia si dice " A OCIO NO SE VA NEANCA IN MONA
Daltro canto c'è da dire che nel periodo post bellico della prima guerra mondiale non si badava tanto alle sottigliezze al mio paese come tanti altri la gente moriva per l' acqua contaminata quindi se sbagliavano di qualche grado nel distillare la grappa era il male minore

Noto con piacere che ti sei naturalizzato ;)
 
Ieri giro in MTB dalle parti della Calla/Camaldoli (sentiero 00 Giogana strepitoso) avevamo salcicce per brace e vino negli zaini ma mi ero scordato la fiaschetta con il digestivo...
All'Eremo di Camaldoli abbiamo rimediato subito !!!!
Vedi l'allegato 255962
Buonissimi!!! :sbav:

Li ho tutti e due, nelle bottiglie grandi, a casa nella vetrinetta dei liquori :D

Quando passo per Camaldoli ne faccio sempre scorta e consiglio anche, per gli amanti del miele, di acquistare quello che in etichetta è descritto come "Miele di foresta": si tratta di una melata di abete STREPITOSA!!! :woot:
E' raccolta nella fantastica foresta di abeti bianchi che i monaci hanno piantato in quella zona ;)
 
Ultima modifica:
Buonissimi!!! :sbav:

Li ho tutti e due, nelle bottiglie grandi, a casa nella vetrinetta dei liquori :D

Quando passo per Camaldoli ne faccio sempre scorta e consiglio anche, per gli amanti del miele, di acquistare quello che in etichetta è descritto come "Miele di foresta": si tratta di una melata di abete STREPITOSA!!! :woot:
E' raccolta nella fantastica foresta di abeti bianchi che i monaci hanno piantato in quella zona ;)
tra i due (che conoscevo perchè presi varie volte in bottiglie grandi) fatico ancora a decidermi quale preferisco...;)
 
Ciao, se non lo conoscete e vi trovate a passar per Camaldoli, vi suggerisco il loro Cerotto: "balsamo vulnerario", serve a curare piaghe, ferite infette e con proprietà cicatrizzanti molto rapide.
Potrebbe tornare utile anche in outdoor(io me lo porto di solito), la scatolina di latta peserà 10g. e come dimensioni 3/4cm di diametro, inoltre non ha bisogno di essere conservato in ambiente a temperature controllate.
Se ne prende una piccola quantità con la punta di un temperino, si scioglie con un accendino e si spalma in una pezza pulita di cotone quindi si mette a contatto con la ferita, si ripete l'operazione una volta al giorno.
In caso di ferite infette, ad ogni cambio pezza troverete del puss sul cotone a conferma della sua efficacia.
Provato personalmente fin da bambino è un portento.
Lo si può ordinare anche tramite alcune farmacie. ;)
 
Pura curiosità, come si determinano i vari momenti della distillazione, ossia come si capisce la fine della testa ed l'inizio della coda?
per eliminare testa e coda (rettificazione) si tengono monitorate le temperature di ebollizione. il cuore del distillato è quello che esce dall'alambicco quando l'ebollizione in caldaia è indicativamente tra gli 80°C e i 120°C. Prima degli 80°C esce la testa, dopo i 120°C esce la coda.

si possono poi fare rettificazioni successive per rifinire ulteriormente il prodotto
 
Più che le temperature di ebollizione non si dovrebbe parlare delle temperature dei vapori ? Nel senso che la distillazione, ovvero la separazione, avviene in funzione delle diverse temperature di ebollizione dei vari componenti, ma è la temperatura dei vapori che determina effettivamente ciò che poi verrà condensato e, di conseguenza, ottenuto dalla distillazione ed è quella che andrebbe controllata.

Io potrei avere una miscela alla temperatura di 80°C, che porta all'evaporazione di quanto ha una temperatura di ebollizione inferiore agli 80°C, ma i vapori potrebbero, vuoi per un difetto di costruzione o altro, ritornare alla miscela se durante la salita si condensi non nello scambiatore, magari non completamente ma una frazione potrebbe.

Ciao :si:, Gianluca
 
per eliminare testa e coda (rettificazione) si tengono monitorate le temperature di ebollizione. il cuore del distillato è quello che esce dall'alambicco quando l'ebollizione in caldaia è indicativamente tra gli 80°C e i 120°C. Prima degli 80°C esce la testa, dopo i 120°C esce la coda.

si possono poi fare rettificazioni successive per rifinire ulteriormente il prodotto
Ecco chiarito l'arcano, ma poi arriva Gianluca a mettere dubbi nuovi. :D.
 
Pura curiosità, come si determinano i vari momenti della distillazione, ossia come si capisce la fine della testa ed l'inizio della coda?

LoZarro ha scritto:


per eliminare testa e coda (rettificazione) si tengono monitorate le temperature di ebollizione. il cuore del distillato è quello che esce dall'alambicco quando l'ebollizione in caldaia è indicativamente tra gli 80°C e i 120°C. Prima degli 80°C esce la testa, dopo i 120°C esce la coda.

si possono poi fare rettificazioni successive per rifinire ulteriormente il prodotto


Allora, ho fatto una piccola riflessione:
  • il metanolo ha punto di ebollizione a 64,7 °C
  • l'etanolo ha punto di ebollizione a circa 80°C (78,4 per la precisione)

Allora penso che basti controllare la temperatura della caldaia: arrivata a 65°C inizia a distillare il metanolo e va scartato; raggiunti gli 80°C tutto il metanolo "dovrebbe" essere già evaporato e dovrebbe iniziare ad evaporare l'etanolo, che si raccoglie, e una volta raggiunti i 90-95°C è inutile continuare la dstillazione perchè tutto l'etanolo "dovrebbe" essere già stato raccolto e arrivati a 100°C, come è noto, evapora l'acqua.

Potrebbe essere?
 
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