chiusura cordino

salve a tutti
perdonate se magari riapro un argomento dibattuto, ma con la funzione cerca non ho trovato quello che mi interessava
la questione che vi pongo è la seguente:
secondo l'ortodossia alpinistica un anello di cordino per fare sosta si crea mediante un doppio inglese, triplo addirittura se il cordino è di kevlar, così:
giusto?
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giusto?
tuttavia dopo essersi appesi alla sosta o peggio nell'eventualità aver sostenuto un "volo" il triplo inglese non si scioglierà mai più..

allora mi chiedevo è altrettanto sicuro formare anelli con un nodo doppio delle guide per attrezzare una sosta? così SAM_1650.JPG

o addirittura un otto che si scioglie molto più facilemnte
SAM_1652.JPG

qualora questi ultimi due fossero nodi che in caso di volo non si sciolgono al 100% sarebbero preferibili dal mio punto di vista, altrimenti triplo inglese e via.. lo lascerò chiuso il cordino...
grazie a chiunque voglia darmi un consiglio
 

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il doppio inglese lavora fa lavorare i capi in asse; il nodo delle guide va bene per far lavorare la gassa in asse con i capi che escono, quindi meglio se fai il primo.
considera poi che: col doppio inglese hai una resistenza residua di circa 70%, mentre col nodo otto o nodo fettuccia, che va benone per chiudere i cordini, anche se pure loro se sottoposti a carichi faranno fatica a sciogliersi , avrai una resistenza residua nferiore al 55% del carico di rottura della fune.
 
per completezza, puoi anche usare del cordino da 8-9 mm per fare un garda per la sosta, e chiuderlo con un nodo galleggiante tensionando bene per 2 volte, ogni singolo capo che esce dal nodo, e lasciando capi morti di 40 cm, però capisci che ti con questo sistema ti serve ogni volta un cordino molto più ingombrante di un pratico kevlar. noi usiamo cordini da 5 mt ed a volte bastano a mala pena ( ovviamente dipende dalla distanza degli attacchi da concatenare )

esempio:
 

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le ho già, due da 120 cm, solo che il kevlar mi fa sentire più sicuro, lo so che è solo psicologico!!

le userò entrambe per accumulare esperienza

anche se quel cordino da 5,5 mm che mi è stato venduto mi sembra così... sottile! è come un un 4mm di nylon
 
Ma gli anelli in cordino per le soste non devi mica annodarli tutte le volte che fai sosta ! Te li porti dietro gia fatti e li usi quando vanno usati ! Altrimenti vai di anelli in fettuccia omologati...
 
tuttavia dopo essersi appesi alla sosta o peggio nell'eventualità aver sostenuto un "volo" il triplo inglese non si scioglierà mai più..
Solitamente quando fai un anello di cordino è "per sempre", non lo fai per disfarlo e rifarlo, lo fai bene una volta e non ci pensi più.

Poi se ricevono una sollecitazione importante è meglio cambiarli non si sa mai. Ma non dovrebbero riceverne, se li usi per le soste al massimo cade il secondo, per cui sollecitazioni limitate; se li usi per fare il machard anche li sono limitate.
 
nel ringraziarvi delle delucidazioni vi mostro nell'ordine

kevalr chiuso
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sosta semi-mobile sul vertiginoso strapiombo del mio lavello
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infine sosta fissa in altrettanto austero ambiente
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accetto consigli!
 
La fissa non mi torna molto, e comunque la giunzione non dovrebbe stare lì, ma sui rami esterni.
Preferisco quella dove si legano i due rami di cordino insieme.
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ghiere moschettoni sempre dal lato opposto alla parete

phantom, ottimo ma io non farei un'asola fissa sulla sosta, è sufficiente un anello intorno al moschettone di modo che resti fisso ma con possibilità di caricare dinamicamente entrambi gli ancoraggi

magari stasera a casa, se mi ricordo, faccio una foto

ma che moschettoni nuovi che avete, i miei sono un po' graffiati

@cavaliereyeti gli anelli di cordino che ti prepari per le soste in genere non li apri mai più e il nodo da utilizzare è almeno il doppio inglese o a contrasto
 
La sosta proposta da Phantom è valida solo se si è sicuri che la corda lavori perfettamente verticale a questa, diversamente potrebbe tirare più su un chiodo che sull'altro, e questo non deve mai accadere.
La sosta più usate è la mobile ( foto ). Questa sosta garantisce una trazione perfettamente divisa tra gli ancoraggi, che potrebbero essere anche più di 2, anche in calate e/o recuperi particolari.
Sosta mobile.jpg
 
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