Escursione Ciampedie - Rifugio Vajolet

Dati

Data: 23/07/21
Regione e provincia: Tentino Alto Adige / Trento
Località di partenza: Ciampedie
Località di arrivo: Rifugio Vajolet
Tempo di percorrenza: 1h 45min
Chilometri: 5
Grado di difficoltà: E / EE
Descrizione delle difficoltà: nessuna fino al terzo chilometro, totalmente esposto con pendenza importante nei rimanenti due
Periodo consigliato: tutto l'anno
Segnaletica: ottima
Dislivello in salita: 404m
Dislivello in discesa: 145m
Quota massima: 2283m s.l.m.
Accesso stradale: parcheggio davanti all'impinto omonimo di Vigo di Fassa
Traccia GPS: Ciampedie - Rifugio Vajolet
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Descrizione

Ciao a tutti, questo che vi racconto entra di diritto nella parte altissima della mia personale classifica per quanto riguarda i percorsi più belli mai fatti! Premesso che c'è da faticare, questo è un particolare che, almeno a me, fa assaporare di più la meta raggiunta; ma non si può non rimanere estasiati da ciò che la naura è stata in grado di realizzare in questo posto: i panorami che ci accompagnano lungo tutto il sentiero sono qualcosa di meraviglioso (non riesco a trovare altri aggettivi).
Altro piccolo appunto: questo percoso lo abbiamo fatto con il nostro piccolino nello zaino porta-bimbi, alla fine vi posso assicurare che lo si accusa, pur facendo cambio ogni tot ma tutto sommato si riesce; pertanto per quel che riguarda il dato sul tempo impiegato sicuramente in condizioni "normali" risulta inferiore, tanto non avevamo fretta...
Si parte dall'arrivo della funivia del Ciampedie, presa da Vigo di Fassa e a salutarci troviamo subito un bel gruppo di rapaci
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ci dirigiamo subito verso nord/ovest dove, purtroppo, la stragrande maggiornaza delle persone va
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i panorami attorno a noi cominciano ad esser di livello altissimo e li possiamo ammirare tra gli alberi del bosco che stiamo attraversando
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si raggiunge dopo tre chilometri circa e pressochè nessuna fatica il rifugio abbandonato Catiaccio...
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...e poche decine di metri dopo...in piazza in città...no scherzo ma la massa di persone la ricorda.
Vero è che da questo punto in poi non si scherza più, tanti qua si fermano perchè per salire occorre faticare; praticamente tutto il dilivello lo si realizza da qua sino all'arrivo e di conseguenza si fa selezione
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costeggiando il ruscello cominciamo a vedere l'arrivo
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sempre più vicino
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arrivati!!!
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Purtroppo come sempre le foto non riescono a trasmettere tutte le sensazioni e il benessere che danno questi posti e quest'aria, a maggior ragione le mie che non sono certo di uno capace a farle; ma almeno spero di avervi offerto un po' di bei panorami.
Come sempre vi ringrazio per la visita e spero di aver dato spunto a qualcuno per le sue prossime uscite.

Ciao a tutti.
 
Giro di grande soddisfazione al cospetto di pareti protagoniste della storia dell'alpinismo! Ho fatto il giro ad agosto, quest'anno siamo arrivati fino al Rif. Principe e poi siamo tornati dalla Val Duron, dall'altra parte dell'Antermoia.
Sono ormai 11 anni che i miei "piccoli", ora con i loro piedi per fortuna, transitano da queste parti di Dolomiti.
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Grazie @Jack23 per il bel reportage fotografico che mi ha fatto ricordare i giorni appena trascorsi della mia vacanza: ero li un mese dopo di te, il 24 agosto :biggrin:

Non è la prima volta che ci andiamo e quando arriviamo al rifugio abbandonato Catiaccio, facciamo una piccola deviazione e andiamo a trovare una colonia di marmotte molto confidenti, che si fanno avvicinare e fotografare tranquillamente.
 
Sono ormai 11 anni che i miei "piccoli", ora con i loro piedi per fortuna, transitano da queste parti di Dolomiti.
Si dice che bisogna goderseli fin che son piccoli ma per certi versi, questo è uno di quelli, spero che il tempo passi :biggrin:
Non è la prima volta che ci andiamo e quando arriviamo al rifugio abbandonato Catiaccio, facciamo una piccola deviazione e andiamo a trovare una colonia di marmotte molto confidenti, che si fanno avvicinare e fotografare tranquillamente.
Eh nooo, queste cose le dovevo sapere prima non dopo!!! :biggrin: Peccato sarà per la prossima!
 
Totalmente esposto nel senso che non si ha in nessun modo copertura dal sole; il bosco finisce con la "parte facile" da li si fatica senz'ombra
 
In senso escursionistico-alpinistico esposto si dice di un tratto-percorso dove da un lato o da entrambi della strada c'è un precipizio-burrone-crepaccio che se ci cadi ci puoi perdere la vita, e la strada stessa non è molto larga (ci passano poco più dei tuoi piedi).
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Giusto un esempio di passaggio esposto (da un lato, strada abbastanza larga quindi "non molto esposto"):

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Esposto dai due lati (strada abbastanza stretta, direi "molto esposto"):

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