Ciaspole e valanghe. Consigli ad un novizio

a me non sembra che qualcuno abbia detto "comprate un kit aps e andate tranquilli" ma piuttosto "la dotazione standard per affrontare la neve è il kit aps che poi bisogna essere in grado di usare".
e certamente è meglio dire "statevene a casa" piuttosto che "andate tranquilli anche senza niente".
 
Aggiungo un pensiero sul bollettino Meteomont.
Senza volerlo demonizzare, la settimana scorsa sono andato per canali al Terminillo. Sul bollettino dava rischio 3/4 (il Terminillo è "accorpato" al Gran Sasso e ai monti della Laga).
A Terminillo non c'erano accumuli, nei canali solo neve pressa e ghiaccio, i pendi scarichi, perfino il Canale Centrale, di solito con neve in abbondanza era magro e con neve durissima, tanto che i soci in qualche tratto sono scesi faccia a monte.
Il bollettino è un'indicazione talmente approssimativa che perde completamente di senso: mettere insieme la nord del Corno Piccolo, la sud del Corno Grande, i fossi della Laga o i suoi versanti esposti a est e il Terminillo è una stupidaggine.
appunto, il bollettino è come dire "nel bosco non c'è problema".
sono indicazioni di massima che vanno lette da "esperti" e interpretate... ma qui qualcuno ha proposto di fare somme e sottrazioni sui livelli di pericolo come fosse matematica.
 
Non sono esperto di elettronica, ma non si potrebbe creare una sorta di artva con un cellulare o radio? In fin dei conti è un trasmettitore e un ricevitore. O sbaglio?
ne avevamo parlato tempo fa sul forum, senza inventare nulla esiste il "sistema recco" (trovi info in rete), non so bene però quanto possa essere utilizzato dai soccorritori. uno strumento che potrebbe eventualmente agevolare i soccorsi potrebbe essere un comune gps che ti permette di comunicare le coordinate, qui in piemonte è stato più volte utilizzato in tal senso.

e non abbiamo ancora parlato dello zaino abs!! :lol:
 
D'accordo, ma dire che per andare su neve è necessario un kit e dirlo ad uno che si professa perfettamente inesperto è abbastanza inutile.
Ovvio che non lo sappia usare.
Il recco rischia di essere più fuorviante di un artva analogico e non è più facile da usare per l'individuazione fine.

Personalmente credo che l'unica cosa utile sia andare, all'inizio con qualcuno più esperto, poi da soli, prendendosi i propri rischi.
 
dire che è necessario il kit aps e saperlo usare è il primo passo per far alzare le orecchie a chi ha fatto la domanda, stante anche il costo del kit.
poi da lì si può cominciare a discutere di rischio, pericoli ecc ecc.
se parti subito dicendo "state a casa" non hai risposto a nessuna domanda e stai pur tranquillo che la tua risposta, al posto di creare dubbi, viene automaticamente scartata.
infatti vedi bene che la seconda domanda è stata "non si può usare il cellulare o la radio?", che è ancora una volta pensare di bypassare il problema che hai detto anche tu e che rimane: in ambiente innevato bisogna prendersi i propri rischi oppure trovi una persona che se li prende per te.
 
poi anche dire "persona esperta" ha un significato troppo ampio.
come ho scritto prima (e come ha scritto speleoalp) la valanga non riconosce gli esperti ossia siamo tutti esperti finchè non andiamo sotto.
a questo punto, parafrasando quanto hai detto sul kit, ti chiedo: come fa un inesperto a riconoscere un esperto?
c'è tanta gente che va su neve e sembra esperta ma che esperta non è... la differenza è alla domanda: ti prendi la responsabilità di accompagnare un gruppo? e questo in verità può farlo e ne ha le competenze solo una guida o uno del cai (all'interno della sezione e con i giusti crismi).
oppure può farlo un amico ma senza prendersi la responsabilità... e a quel punto torniamo da capo: la montagna innevata è una brutta bestia, è pericolosa e chi ci va (non accompagnato da un esperto certificato) lo fa a proprio completo rischio.
 
si, hai ragione, ho però la sensazione che trovare l'arva in affitto sul pollino potrebbe essere dura quanto cercare le bombole da sub a courmayeur, ma magari mi sbaglio ne!
mi pare che comunque una "valangata" di consigli gli siano stati dati, a questo punto aspettiamoci una bella relazione tutta bianca :)
L'idea che ho cercato di instillare nel nostro amico (grazie per il riconoscimento, kima), è che si va a mettere in una situazione apparentemente semplice, ma in effetti oltremodo complessa da valutare.
Anche i professionisti dello studio delle valanghe litigano sui metodi migliori da usare (studio dei cristalli, no, meglio il cono, no, grafici delle temperature, abbinati alle equazioni di distacco degli strati, studio del fegato delle galline appena uccise...:rofl:), figuriamoci uno che vede la neve 2-3 volte all'anno che cosa è in grado di valutare...
Quindi: l'esperto, che potrebbe aver bisogno di essere tirato fuori dalla valanga dagli "inesperti", ha tutto l'interesse, se va a fare la gita con gli inesperti, a formarli ed attrezzarli adeguatamente. La valanga, democraticamente, non tende a seppellire solo gli inesperti...
Dove si trova un esperto? In una sezione CAI, oppure cercando una guida del posto. Guida alpina iscritta... no fai da te...:roll:

E, a proposito di fai da te: meglio usare un artva (con pala e sonda, naturalmente...) e non un "accrocchio" che ci siamo fatti noi. Magari l'accrocchio sarà perfetto, ma se a tirarci fuori dovrà essere il soccorso alpino, beh, loro usano un artva standard. Insomma: in certi casi, non conviene reinventare la ruota...;)
 
Non stavo invitando ad starsene a casa. Ho detto che se uno vuole essere sicuro al 100% è meglio starsene in poltrona. Chi vuol capire...
Il mio era un commento sul metodo e sull'approccio.
Dire servono artva pala e sonda non credo sia molto più efficace di consigliare di starsene a casa. Da un punto di vista di cultura della montagna e dei rischi ad essa connessi penso che partire sparati con aggeggi, accrocchi e robette varie sia l'equivalente di non far sviluppare la giusta sensibilità e la giusta consapevolezza ad un neofita. Cosa di cui si rendono colpevoli molte sezioni del CAI, molte GA e molti "presunti amici esperti". Secondo me è l'equivalente della falsa sicurezza instillata nell'insegnare a fare sicura col gri-gri.

Che poi gli incidenti, come ben detto, capitano a tutti indistintamente.
 
Povero jack Ryan, mi sa che le ciaspole le ha appese al chiodo prima ancora di comprarle.


Un inesperto alla prima ciaspolata va in un posto sicuro, dove non si fatica molto, capisce se l'attività può piacergli e piano piano inizia a salire di difficoltà
 
Si pero' noto da un po' che ogni volta che qualcuno chiede c'e' sempre qualcuno pronto a dissuadere..su' tutto.Propongo ad Andrea di cambiare nome del forum in Ecumenicamente, oppure Cagasottamente. Senza rancore.....
 
È interessante leggere opinioni diverse. Poi sta a me farmi un'idea. L'unica cosa di cui sono sicuro è che il buonsenso non mi manca. Poi da qualche parte bisogna pure cominciare!
 
Ma scusate, non pensate di esagerare consigliando arva, pala, sonda, guida (guida!!) professionale a uno che ha chiesto consigli per la prima ciaspolata con ragazza e amici?
Se la discussione fosse "come andare in montagna d'inverno" allora sarebbero giustificate ste tre pagine di discussione, ma il richiedente mi pare volesse consigli pratici per vedere se la cosa può piacergli o no! No?

Ti dico come farei io anche se il Pollino non ce l'ho presente neanche in foto.
Ciaspole e bastoncini li noleggi se li trovi a 10 euro al giorno, sennò vai al decathlon e compra tranquillo i primi prezzi.
Vai in una località sciistica del posto, lontano da pendii e pareti, la prima ciaspolata si fa nei boschi e con poco dislivello. L'ideale è vicino percorsi di sci di fondo o piste estive da mountain bike.
Individua il ristorante migliore del posto, entra verso le 10 e chiedi info al proprietario (dietro prenotazione del tavolo per le 14) su un giro non impegnativo da fare nei pressi, alle 12 giri i tacchi, fai la traccia a ritroso e buon appetito! :si:
 
Ciao JackRyan... io di valanghe non ci capisco nulla, ma le prime racchette da neve le ho comprate (ridete tutti, ma attenzione a non slogarvi le mandibole) al liceo, quando nel 1985 a Milano ha fatto 70 cm di neve, e pensammo che i russi avrebbero sfondato le linee (a Milano 5 cm paralizzano tutto, soprattutto le menti).

Ad utilizzarle (e a salvarmi) finora ho fatto così:
i) vado solo in posti dove so che non ci sono valanghe (esempio, almeno 3 gg dopo una nevicata, strade poderali/forestali nei boschi, quota medio-bassa);
ii) sono andato con persone più esperte (un'associazione) che ci ha portato in luoghi fuori dai boschi, ma con pendii ragionati e un profilo di rischio minimo;
iii) ho seguito degli amici esperti di scialpinismo, per cui la valutazione l'hanno fatta loro;
iv) ho comprato un paio di guide sui percorsi invernali negli Appennini (è più consono a mio parere, delle Alpi), e quando vado raccolgo info dai locali;
v) quando c'è un allarme meteo (v. burian) faccio il pesce in barile, lascio che gli eroi della domenica si cimentino e solletichino le cronache locali (passo dal supermarket e faccio scorta, dalla libreria e compro un buon libro, e poi mi abbotto di patatine guardando youtube).

Suggerisco iniziare da strade/stradine innevate, per un semplice motivo, si fatica di meno. Facci caso che gli scarponi pesanti, pesano appunto... ecco immaginati di avere un plasticone che ti fa camminare con le gambe un po' più allargate. Nei mezza costa, la racchetta tende ad inclinarsi o meno, a seconda della consistenza della neve. Nel conteggio energetico e di sicurezza (anche dei legamenti) meglio tenerne conto.

Ghette direi proprio di sì, e bastoncini con rotella larga per la neve. Trovo comodo, ma sono poco spartano, un pezzo di materassino a cellule chiuse su cui sedermi per non congelarmi il fondoschiena, mentre bevo una tazza di tè dal thermos.

p.s. è solo un opinione, ma con il tempo ho notato che quando si avvicina il rischio valanghe alla ciaspolata, si è entrati, non invitati, a casa d'altri.
Se c'è pericolo di valanghe, sono fuori dall'habitat naturale (a mio modestissimo ed ignorantissimo parere) della racchetta. Sono entrato a casa dello sci/scialpinismo, con le logiche, le tecniche, le conoscenze, i materiali e l'addestramento dello sciatore/scialpinista. La neve ha sviluppato le racchette nei posti poco inclinati, in tutti gli altri ha sviluppato gli sci.
(su youtube "altai ski roots", su Google "birkebeiner" quadro di Knud Bergslien)
Infatti ho mollato le ciaspolate di gruppo, perché mi sembra si portino al confine di quell'ambiente.
E più che altro preferisco essere citato sull'Eco di Bergamo come sciatore, sotto una valanga, che non come ciaspolatore. Fa tanto nerd.
 
Si pero' noto da un po' che ogni volta che qualcuno chiede c'e' sempre qualcuno pronto a dissuadere..su' tutto.Propongo ad Andrea di cambiare nome del forum in Ecumenicamente, oppure Cagasottamente. Senza rancore.....
ah beh, se è per quello io noto che quando poi la notizia di un incidente va sulla stampa, qui sul forum è tutto un meravigliarsi e autoincensarsi su quello che non si dovrebbe fare, senza contare le classiche accuse di aver messo in pericolo il soccorso alpino.
io non penso ci sia un modo sicuro al 100% di andare in montagna perciò quello che trovo giusto quando si danno consigli è far alzare le orecchie a chi ha chiesto il consiglio.
 
il rischio di essere coinvolti ho una valanga può essere ridotto scegliendo un posto piuttosto che un altro ma questo è un consiglio che può dare solo una persona esperta del luogo ed esperta di neve.
Tanto per essere chiari.
Il consiglio che ho dato io, lo spiegava un alpinista famoso (peccato non ricordo il nome) su MontagneTV. L'ho fatto mio perchè, in base alla mia esperienza, mi pare ragionevole e anche troppo garantista
Col dovuto rispetto a questo forum, mi pare che quella rivista sia letta da molte più persone e chi fa gli articoli sono gente molto esperta.
E per scegliere un'esposizione anzichè un'altra non occorre essere Einstein.
Tanto per dire che non sparo cavolate a vanvera.
 
Tanto per essere chiari.
Il consiglio che ho dato io, lo spiegava un alpinista famoso (peccato non ricordo il nome) su MontagneTV. L'ho fatto mio perchè, in base alla mia esperienza, mi pare ragionevole e anche troppo garantista
Col dovuto rispetto a questo forum, mi pare che quella rivista sia letta da molte più persone e chi fa gli articoli sono gente molto esperta.
E per scegliere un'esposizione anzichè un'altra non occorre essere Einstein.
Tanto per dire che non sparo cavolate a vanvera.
il fatto che lo dica un alpinista famoso non significa che sia vero e non parliamo di montagna.tv e di quello che scrive.
io non metto parole in bocca a nessuno, e il discorso del bosco è stato fatto da più persone ma io lo ritengo sbagliato perché non si può valutare un rischio sulla base di una affermazione così semplicistica... bisogna anche vedere cosa c'è sopra questo bosco e di che tipo di bosco si tratta perché non è vero che un bosco è automaticamente un posto sicuro, al massimo è un posto meno insicuro di un pendio aperto.
 

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