Escursione Cima Manera / Cimon del Cavallo (BIS)

Stavolta è stato un veloce tour da Sky runner per testare un po’ gli ultimi sei mesi di HIIT!
Di solito il tempo è spesso traditore perché quasi sempre la cima viene avvolta improvvisamente da nebbie e nuvoloni dato che è la prima cima prossima alla pianura verso il mare! Ma stavolta sono stato fortunato, partito presto e arrivato subito su con condizioni meteo ottimali e ho potuto godere di un panorama a 360° spettacolare:
A sud dalle Istrie alle Venezie con la costa adriatica, a nord le Dolomiti e le punte ghiacciate degli Alti Tauri austriaci, e ad est le Giulie Italo-Slovene!:pio:

Regione e provincia: Friuli - Pordenone
Località di partenza: C.ra Capovilla 1300m
Località di arrivo: Cima Manera
Tempo di percorrenza: 2,15h (circa un’ora e mezza in meno rispetto alle normali indicazioni CAI)
Grado di difficoltà: EEA
Descrizione delle difficoltà: Sentiero alpinistico con tratti attrezzati ed esposti (parte dell’ Alta Via n.7 e Alta via dei Rondoi)
Periodo consigliato: giugno-ottobre
Segnaletica: CAI 924
Dislivello in salita: 951m
Dislivello in discesa: 951m
Quota massima: 2251m
Accesso stradale: da Pordenone - Aviano e poi su per la località sciistica di Piancavallo... dietro il Palaghiaccio c’è il parcheggio con l’inizio dei sentieri accanto alla Casera Capovilla.


Descrizione

Si inizia la salita all'interno di una bella faggeta disseminata di affioramenti rocciosi, dapprima a comode svolte, poi con pendenza più decisa. Usciti dalla vegetazione arborea si rasenta un ghiaione, poi si prosegue su prati in corrispondenza di una radura inclinata sulla destra che viene risalita per un costone erboso a ridosso delle rocce. A luglio su queste macchie prative volano diverse vanesse e numerose specie di satiridi tra cui l’erebia euriale e la maera. La fioritura comprende epilobio, aconito giallo, rododendro irsuto e qualche vistoso giglio martagone. Si procede alternando punti ripidi e brevi tratti più riposanti tra roccette e terrazzamenti erbosi fino a raggiungere l’orlo inferiore della Val Sughet, in corrispondenza di un panoramico spallone (m 1675). Bellissimo il colpo d’occhio sull’ampio arco montuoso che racchiude la valle, di cui possiamo distinguere tutte le principali elevazioni.
Dal ripiano si guadagna presto un crocevia: da sinistra proviene il sentiero Gerometta (collegamento con il segnavia CAI n.993) mentre a destra si stacca il sentiero per l'Alta via dei Rondoi.
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Noi proseguiamo diritti, contornando sulla destra il bordo del vasto catino erboso sottostante. La traversata avviene dapprima su prati costellati di rododendro irsuto, poi su un ghiaione grossolano che scende dalle pendici del Cimon dei Furlani. Dopo poco il sentiero riprende a salire lungo il pendio di destra su terreno meno agevole fino a raggiungere un catino superiore invaso da detriti. Lo si attraversa rimontando faticosamente le ghiaie. Continuando a restare alti sulla valle, si oltrepassa un grande dosso carsico, avvicinandosi alla base delle pareti rocciose. Su queste fiorisce la veronica gialla mentre le zolle erbose ospitano il lino delle Alpi, la pedicularia e l’erba cipollina. Le conoidi detritiche che scendono dalle pareti sono colonizzate invece dall’aconito giallo. Sempre su sfasciumi si perviene all'imbocco di un incassato canale dove evidenti segnalazioni rosse indicano a destra la deviazione per la via attrezzata alla Cima Manera (data l’inclinazione del pendio soprastante e la presenza di attrezzature si raccomanda di effettuare la salita solo con condizioni di tempo sicuro e terreno ben asciutto).
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Si entra nel canalino ma lo si abbandona subito per uscire a destra su una cengetta. Da qui la traccia risale faticosamente il ripido pendio erboso fino a raggiungere il filo di cresta in corrispondenza della panoramica forcella dei Furlani (m 2110), vertiginosamente affacciata sui dirupi dell’opposto versante. Qui giunge da destra anche l’Alta Via dei Rondoi proveniente dal Cimon dei Furlani di cui si può ammirare la verticale parete orientale.
Il sentiero traversa ora verso sinistra su una cengia erbosa protetta da un primo tratto di cavo metallico laddove l’esposizione si fa più decisa. Raggiunta una stretta fascia rocciosa che si innalza tra le erbe, ha inizio il tratto più impegnativo della salita (consigliabile l’uso della autoassicurazione). Aiutati dal cavo metallico si sale per gradini rocciosi seguendo la linea di massima pendenza. Più in alto il canale si fa più incassato ed articolato così da offrire buoni appigli per la progressione. Ancora un ripido pendio a gradoni erbosi facilitato dal cavo e si raggiunge la cupoletta sommitale della Cima Manera, punto di maggior elevazione del gruppo del monte Cavallo (m 2251). Il tondeggiante ripiano prativo che costituisce la cima è coperto a luglio dalla splendida fioritura del geranio argentino.

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La discesa verso valle può avvenire lungo lo stesso itinerario dell'andata, oppure, optare come ho fatto io (avendo dimestichezza con l'esposizione e piede sicuro su terreno friabile) per la discesa lungo la cresta ovest che presenta difficoltà di I/II grado su roccette esposte (qualche cavo fisso).
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TASSATIVO IL BIRROZZO una volta giù!!;) 2A361CC4-E71B-43D1-8408-2FC714D7A8CE.jpeg
 

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