Escursione Cima Vall'Organo - M. Sassetelli - M.Terminillo - Cresta Brecciaro - M. Elefante e Valloni: doppio anello dal rif. Sebastiani

Parchi del Lazio
  1. Monte Terminillo
Data: 21/11/2021
Regione e provincia: Lazio - Rieti
Località di partenza: Rifugio Sebastiani
Località di arrivo: Rifugio Sebastiani
Tempo di percorrenza: 5 h 30 minuti comprese le pause
Chilometri: 13
Grado di difficoltà: difficile
Descrizione delle difficoltà: Creste esposte ed aeree con passi obbligati senza appoggio di mani
Periodo consigliato: Quando non c'è neve, ghiaccio, pioggia e vento forte
Segnaletica: Buona, tranne dal Brecciaro al monte Elefante che è assente
Dislivello in salita: 950 mt
Dislivello in discesa: 950 mt
Quota massima: Monte Terminillo 2217 mt
Accesso stradale: Salaria
Traccia GPS:
https://it.wikiloc.com/percorsi-esc...efante-e-valloni-doppio-anello-dal-r-89432963


L'itinerario di questo doppio anello, penso che sia l'escursione più bella ed esaustiva che si possa fare in quota nel gruppo montuoso del Terminillo.
Conoscevo già la bellissima cresta Sassatelli che dalla Cima Vall'Organo porta al Terminillo, ma mi mancava la parte sottostante che passa proprio sotto le pareti strapiombanti, ma soprattutto mi mancava tutta l'altra parte del secondo anello con i Monti Elefante e Valloni e la famigerata ed aerea cresta del Brecciaro.
Ne uscita fuori un'escursione superlativa con partenza e ritorno dei due anelli dal rifugio Sebastiani.
Il primo anello è abbastanza tranquillo, ci sono giusto dei piccoli passaggi in cresta lievemente esposti nei pressi del Monte Sassetelli. Anche sulla discesa dal Terminillo bisogna prestare un minimo di attenzione, si mettono le mani qualche volta su roccia. Ragione per cui consiglio forse di fare questo anello in senso orario a differenza nostra.
Mentre per il secondo anello il senso orario dell'escursione è più una forte raccomandazione che un consiglio. Infatti una volta risaliti su un ripido pendio che taglia in diagonale la parete Nord del Monte del Elefante e poi del Brecciaro vi trovate davanti una cresta molto affilata e aerea con spesso terreno instabile e friabile, che affronterete quindi in salita e non in discesa.
All'inizio della cresta vi troverete a camminare come su una tavola rocciosa ampia e comoda, ma con lo strapiombo su tutti e due i lati. Poi ad un certo s'interrompe equi c'è il passaggio critico, poichè il piede deve poggiare su un piccolo pezzo di roccia a strapiombo prima di poter utilizzare le mani in appoggio sulla cresta che risale. Passato questo punto si sale su cresta più ambia ma con terreno marcio, cercando di passere per le parti meno esposte si risale fino alla vetta dell' Elefante e poi ai pratoni che giungono al monte Valloni e quindi di nuovo al rifugio Sebastiani.
Un po' di foto:
 

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...molto bello! E la quest’ultima foto (la camminata sul profilo della cresta) abbastanza “inquietante”, almeno per un boscaiolo come
Me
 
La parte più bella di questo troppo antropizzato territorio. A onor del vero io davanti al famigerato passaggio non me la sono sentita e rinunziai.

Anche io porto le castagne in busta. Sono cotte al vapore e le trovo al Todis.
 
...molto bello! E la quest’ultima foto (la camminata sul profilo della cresta) abbastanza “inquietante”, almeno per un boscaiolo come
Me
In realtà quella cresta non era affatto esposta (gioco della prospettiva). Molti anni fa quest'effetto mi ingannò anche a me nelle creste dei Sibillini.
La parte più bella di questo troppo antropizzato territorio. A onor del vero io davanti al famigerato passaggio non me la sono sentita e rinunziai.

Anche io porto le castagne in busta. Sono cotte al vapore e le trovo al Todis.
Quel passaggio l'ho fatto in quella occasione e penso che possa bastare.
Grazie per la dritta delle castagne al Vapore, erano veramente buone. Quelle in foto provenivano da Tokio, dono del mio amico assistente di volo.
(Certo che il Todis andrebbe boicottato solo per il fatto che vende 3 banane di numero dentro una vaschetta di polistirolo e cellophane.)
 
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