Recensione Cold Steel SRK cpm3v un anno dopo

Circa un anno fa, era proprio fine agosto 2020, comprai in coltelleria, da un amico, un cold steel srk in cpm3v, made in Italy, ovviamente nuovo in scatola, per la modica cifra di 240 euro. Sono sempre stato incuriosito da questo coltello e da tempo volevo una delle versioni in san mai, poi l'uscita di questa versione made in Italy, mi ha portato a fare questo acquisto. Pubblico questa recensione perchè penso sia interessante per alcuni aspetti che vedremo, tra cui come è cambiato il coltello in un anno e perchè; inoltre avevo promesso a Giuseppe Lovaglio di pubblicare una recensione dell'RS7 e dell'SRK, quindi eccoci con il cold steel SRK, sarà una lunga e dettagliata recensione, che abbraccerà un anno, diverse prove, una customizzazione al manico, un nuovo fodero... partendo dalla storia di questo modello.

Il coltello lo conoscete tutti, a grandi linee... scrivo a grandi linee perchè la storia di questo coltello, come di tutta la produzione cold steel non è proprio chiara. Il motivo è semplice, cold steel non ha una vera e propria fabbrica, un sito di produzione, ma è nata nel 1980, facendo produrre a terzi i loro prodotti in varie parti del Mondo. Ovviamente la progettazione e la ricerca è in mano alla parte USA di cold steel, quella e il magazzino, ma la produzione è sempre stata altrove. Poichè non hanno mai tenuto un registro preciso di queste run prodotte da terzi, o della loro produzione, in realtà neanche loro hanno informazioni precise su ogni singola versione dei loro coltelli, tiratura e dettagli tecnici spesso si perdono. Va detto che molto spesso una azienda faceva una cosa, magari la lama, una il manico, una il fodero, una la scatola e l'assemblaggio ecc. Quindi le informazioni sono disperse e a volte i cold steel hanno qualche imperfezione sull'assemblaggio, appunto perchè fatti a volte anche in anni diversi e run diverse. Hanno sempre lavorato così per tenere solamente il magazzino, per avere meno costi di produzione e meno costi sul personale, non avendo difatti la produzione. Di conseguenza i loro prodotti sono sempre stati interessanti come rapporto qualità-prezzo, ricercando spesso il prezzo più competitivo possibile, sono fatti spesso per essere utilizzati, anche duramente, hanno acciai e materiali spesso semplici ma sufficienti al compito... Il tutto è stato poi esaltato dal marketing aggressivo e colorato, e da alcune versioni più ricercate dei loro prodotti.

Ma torniamo a noi, il cold steel SRK, dove il nome sta per Survival and Rescue Knife, nasce nel 1990, la prima versione, prodotta fino al 1993 circa, era in Carbon V, sabrè piano rivestito, con fodero in cordura e Nylon. Esistono poi moltissime varianti, con acciai diversi, biselli diversi, full flat... concavo, sabrè ecc. foderi e scatole diverse, le cui informazioni dettagliate spesso sono andate perse. I collezionisti hanno cercato spesso di fare il punto della situazione e le informazioni più precise a riguardo le troverete nei forum americani.

Riporto, per i più curiosi, una piccola lista delle varianti di questo coltello e delle varie run fatte, per far capire quanto sia caotica e incasinata la produzione cold steel, è aggiornata ad inizio 2018. Trovate la fonte qua, con tanto di foto di alcune versioni, la lascio sia per correttezza, sia per chi vuole approfondire: https://www.bladeforums.com/threads/mini-history-of-cold-steel-srk-and-recon-tanto.1567867/

Introduced in 1990...I have a copy of the "New Products for 1990" flyer that announces it. Early models had markings on one side of blade only, then it changed to have SRK on one side, and COLD STEEL, CARBON V, and MADE IN USA on the other. Not exactly sure when this change was made.

1990 - ???.........#38C............Carbon V..............Parkerized.....Cordura/nylon

1993/94.............#38C............Carbon V.............Epoxy..............Cordura/nylon with 1 strap

1995 - 1997.....#38C.............Carbon V............Epoxy..............Cordura/nylon with 2 staps

1998...................#38C.............Carbon V...........Epoxy...............Leather with 2 straps

1999...................#38C.............Carbon V...........Epoxy...............Concealex

2000 - 2004.....#38CK..........Carbon V..........Epoxy................Concealex

2005 - 2006.....#38CK..........Carbon V..........Epoxy................Secure-Ex

2007 - 2010.....#38CK..........AUS 8A.............Teflon................Secure-Ex

2011 - 2016.....#38CSM......VG-1 SM III.....Satin..................Secure-Ex

2014...................#38CK..........AUS 8A.............Tuff-Ex..............Secure-Ex

2015 - 2016.....#38CKJ1......VG-1.................Tuff-Ex..............Secure-Ex

2016 - 2017.....#38CKC.......CPM 3V............DLC....................Secure-ex

2017...................#49LCKZ.....SK-5...................Tuff-Ex.............Secure-Ex


Questa è la prima versione del 1990, con le scritte solo da un lato della lama, made in Usa e il fodero cordura/nylon con lo strap singolo




Bene, ora che abbiamo inquadrato velocemente la storia del coltello, vediamo cosa c'è attualmente a catalogo cold steel. Troviamo tre versioni diverse dell'SRK, per acciaio, bisello, peso, spessore al dorso ecc. tralasciando la mini (la versione dell'srk più piccolo, che trovate in sk5, chiamata compact), le metto in ordine crescente di prezzo:

SRK in Sk5, rivestito nero, sabrè concavo, filo a V, made in Taiwan (sui 50-60 euro)

SRK in San mai Vg1, satinato, sabrè piano, filo convesso a zero, made in Japan (sui 150-180 euro)

SRK in Cpm3v, stonewashed, sabrè piano, filo a V, made in Italy (sui 200-250 euro)


Va detto che in America hanno un prezzo decisamente più competitivo e che hanno tutte e tre lo stesso identico manico, la stessa scatola, lo stesso fodero secure-ex. La cosa probabile, ma non certa, è che siano assemblati tutti nella stessa struttura sebbene le lame siano prodotte in paesi diversi. Mentre manico, fodero ecc. sono prodotti altrove in run più corpose, materiali economici (per non dire scadenti) per soddisfare le diverse versioni in produzione.


Il fatto che abbiano lo stesso manico/fodero/scatola è un punto molto molto importante, da non sottovalutare, ci tornerò più avanti nella recensione.

Andiamo al coltello, ecco com'era il mio Cold steel SRK in cpm3v da nuovo






















Le specifiche di questa versione:


Bisello: Sabrè piano, V edge
Lunghezza lama: 15.24 cm / 6.00 in
Spessore lama: 5.00 mm / 0.197 in
Materiale lama: CPM-3V, Stonewashed
Fodero: Secure-Ex
Materiale manico: Kray-Ex
Tipo di costruzione: Hidden Tang
Lunghezza totale: 27.31cm/10.75in
Made in: Italy
Peso: 247gr/8.8oz


Eccolo all'opera con accoppiato un seghetto giapponese Tajima G-saw 210 e un Bark River Bravo Survivor in cpm3v














Ovviamente nel chopping il bark river gli dà una pista, però per le dimensioni e il peso se la cava molto bene, ha una buona penetrazione, il manico lungo che permette una buona leva, con tanto di presa arretrata e delle ottime doti di taglio. Sono riuscito tranquillamente a farci dei lavori di intaglio, o delle tacche nel legno, con estrema facilità. La tenuta del filo è davvero buona, così come la riaffilabilità, ma non è al livello del cpm3v dei miei bark river. Quindi sicuramente il trattamento termico, così come il filo diverso tra i due marchi, incidono non solo sulle prestazioni, ma anche sulla tenuta del filo.

Inizialmente ero scettico sulle dimensioni di questo coltello, perchè ho sempre pensato, sulla base della mia personale esperienza, che fosse meglio avere un bel 7 pollici, come coltello unico tuttofare. Mentre meglio avere un chopper come piacciono tanto a me, sui 10 pollici per lavori più intensi e un bel 4-5 pollici per il taglio, cibo, bushcraft, intaglio ecc.. Quindi questa dimensione intermedia, più di 5 pollici e meno di 7, l'ho sempre trovata poco adatta a me e al mio modo di usare questi strumenti. Però devo dire che il cold steel SRK è un gran bel coltello, un progetto vincente, compatto, comodo da usare, molto versatile e in definitiva adatto all'uso per cui è stato progettato, Survival Rescue Knife. Non a caso è prodotto dal 1990 ed è sempre stato molto apprezzato da diversi utilizzatori, per compiti diversi.










Bene, fin qui sembra andare tutto bene, il coltello ha ottime prestazioni e l'acciaio è buono.... ma c'è un ma, dopo pochissimi utilizzi, principalmente taglio e chopping, compresi quelli visti in foto, sono emersi due problemi. Uno peggio dell'altro: il fodero e il manico.

Ebbene si qui lo dico con forza e convinzione, (dettata ovviamente dalla mia personale esperienza con questo modello), il manico e il fodero di questo coltello sono la sua TOMBA. Sono la rovina di questo SRK e di tanti altri coltelli cold steel similari, sono una piaga da eliminare, prima che rovinino questo altrimenti ottimo coltello, portandolo nella tomba prematuramente.

Prima considerazione, il prezzo... con quanto costa, considerati i grossi problemi del manico e del fodero, che vedremo tra un attimo, è un coltello che consiglio? assolutamente sì. Come dicevo è un ottimo progetto, centra pienamente con le sue prestazioni, quelle che è la sua destinazione d'uso. Ma non la versione in cpm3v o la versione San mai giapponese. Se lo trovate prendete una delle vecchie versioni, in carbon V, o aus 8... possibilmenteuna di quelle con fodero plastico, o cordura o pelle, tutte versioni migliori di questa schifezza secure-ex. Si trovano intorno alle 100 euro e li valgono tutti.

Se invece dovessi consigliare una versione attualmente in produzione, nonostante sia concava (a me il concavo non piace) direi Sk5 tutta la vita. Inanzitutto è rivestita, il che evita in parte i problemi del manico che vedremo tra poco, poi ha una concavità con il giusto angolo per l'altezza del bisello, ovvero mantiene delle buone doti di taglio, chopping, batooning senza perdere in robustezza. Poi i difetti sul fodero e sul manico sono trascurabili, quando pago 50 euro. Ci sta che un coltello funzionale, ma economico abbia un fodero schifoso e un manico in gomma. Preferisco pagare un buon acciaio, un buon trattamento termico e una buona progettazionedella lama. Se proprio devo tagliare e risparmiare la prima cosa è sicuramente il fodero. La versione in sk5, affilata a dovere, è un ottimo acquisto, consigliata, sela gioca con la concorrenza, jakaripuukko, mora ecc. ecc.

Tuttavia se passo sopra a difetti del genere per la versione più economica, non trovo accettabile che l'srk in cpm3v, che costa quasi 200 euro in più, abbia lo stesso identico manico, lo stesso identico fodero e la stessa scatola. Tutta roba economica, fatta in larga scala in maniera approssimativa. Ma andiamo con ordine, partiamo dal primo problema:


Capitolo 1: IL FODERO

Ecco il coltello dopo alcuni giorni di utilizzo









Si nota subito come la lama sia stata graffiata al bisello dal fodero secure-ex, ci sono dei graffi longitudinali alla lama stessa (i più attenti noteranno anche un pò d'ossido all'inizio della lama,a causa del manico). Ma non solo... Il fodero fa perdere il filo al coltello, basta inserirlo e sfilarlo più volte per causare graffi e perdita di mordente al filo. Ne avevo già parlato, riprendo un mio vecchio intervento per spiegare perchè accade, il problema è noto e già conosciuto in Usa, Canada, Australia... mentre da noi se ne parla pochissimo.

La teoria alla base è che sono foderi troppo stretti e toccano il bisello graffiandolo e il filo causando una rapida perdita del mordente, inoltre il materiale in se, di cui è fatto il fodero è proprio sbagliato. Chiaramente i modelli rivestiti si salvano almeno dai graffi sul bisello. Il problema oltre che alla forma è dovuto proprio al materiale come dicevo, è una plastica fortemente rinforzata con la fibra di vetro. La fibra di vetro è silicio, principale componente del quarzo, minerale estremamente interessante per la sua diffusione sulla Terra, e per le sue proprietà tra cui ricordo la piezoelettricità (che fa funzionare gli orologi al quarzo, alcuni microfoni, le sonde ecografiche ecc. cc.) La piezoelettricità è la capacità di un materiale di trasformare una forza che subisce, sia essa vibrazione o meccanica, in energia elettrica e viceversa, effetto piezoelettrico inverso. Un impulso elettrico è trasformato in energia meccanica, suono o vibrazioni. La proprietà è dovuta al reticolo cristallino del quarzo, che trasforma una energia che subisce in un altro tipo di energia, evitando deformazioni alla sua struttura, ovviamente entro un certo range. La forma del cristallo è molto importante nello sfruttare questa proprietà. L'energia non crea e non si distrugge, ma si trasforma. Fu scoperta dal professor Pierre Curie (marito di Marie Curie) e da suo fratello nel 1880.

Ma sto divagando.. il quarzo ha formula chimica SiO2, contiene quindi Silicio e Ossigeno, appartiene alla famiglia dei silicati. Lo stesso possiamo dire del vetro, che è un silicato a grande contenuto di silicio. Il silicio lo possiamo trovare di conseguenza nelle pietre per affilare, carta vetrata, nella sabbia ecc. è uno dei componenti principali di questi materiali. Ma perchè è uno dei componenti principali?

Perchè Il quarzo ha una durezza sulla scala mohs superiore all'acciaio, per questo riesce a scalfirlo senza esserne a sua volta scalfito. Questo vuol dire che il quarzo riga l'acciaio ma anche che una punta d'acciaio non può rigare il quarzo, secondo gli esperimenti di mohs. Quindi il quarzo, il silicio, o pietre e composti che ne contengono una grande quantità sono ottimi materiali, per affilare un coltello, appunto perchè il quarzo è più duro dell'acciaio.





Questo vuol dire anche che mettere un materiale più duro dell'acciaio stesso, dentro un fodero è una idea di merda. La fibra di vetro inserita nel fodero secure-ex, stretto ecc. non può fare altro che graffiare il coltello e fargli perdere il filo. Insomma, il problema è proprio il materiale di cui è fatto, che contiene grandi quantità di fibra di vetro. il fatto che sia anche stretto, è solo un bonus, è la perfezione assoluta per togliere velocemente il filo ad un coltello. Poi alcuni modelli hanno una forma più generosa e di conseguenza meno problemi. Ma di base il materiale è sbagliato. Anche il cpm3v non può competere con la fibra di vetro. Lascio dei video, che avevo già postato altrove per chi vuole approfondire.

Qua il grande virtuovice, (che è giapponese, e ricordo che i giapponesi sono patiti di affilatura, per cui potete immaginare cosa ne pensano loro dei foderi cold steel, praticamente odio puro), prova il filo di un coltello su un fodero in kydex, su uno in plastica e su un secure ex cold steel. Il risultato è chiaro, il kydex e la plastica difficilmente tolgono il filo, il secure ex con la sua fibra di vetro è un disastro.


Qua il re dei test sula tenuta del filo Cedric ada outdoor prova a rispondere alla domanda "se i foderi cold steel fanno perdere il filo" e fa una serie di test di 10, poi 30 e infine 100 estrazioni ecc dal fodero, controllando il filo al microscopio e controllando l'affilatura di un cold steel in sk5. Anche qua i risultati sono pietosi e abbastanza chiari. Il filo ne esce male.



Test similare, stesso risultato




Come se non bastasse il fodero è anche quello vecchio. Come vecchio? starete pensando... si purtroppo è quello vecchio. Le vecchie versioni del cold steel SRK, avevano il ricasso più grande, come ricorderete. Basta vedere la foto di quello sopra in Carbon V. Il ricasso era usabile come una sorta di finger choil, molti lo adoravano. Ma ad altri non piaceva perchè allontanava troppo il filo dal manico e dalla normale presa del coltello, rendendolo meno controllabile nel taglio e intaglio. Quindi nella nuova versione è stato ridotto, rimpicciolito di molto, così è aumentato il filo utile, tra le altre cose, ed il coltello è più versatile e controllabile. Ovviamente avendo forma diversa, vi aspetterete che il nuovo SRK abbia anche il fodero aggiornato, per combaciare al meglio. Invece no. Hanno lo stesso fodero di prima con il ricasso grande, del vecchio SRK. Questo vuol dire che hanno vagonate di questi foderi, da usare, prodotti anni fa, da qualche altra azienda. La foto, con il dettaglio sul ricasso cerchiato, è evidente




Per concludere questo capitolo sul fodero, penso sia la ciliegina sulla torta. Questo fodero Secure-ex, è un incubo.


Capitolo 2: IL MANICO

Nel frattempo sono continuati i test del cold steel, qua una uscita con il fratellone Spartan, per funghi, era fine ottobre dello scorso anno






















Purtroppo già dai primi utilizzi è emerso un altro grande problema.... il manico ha preso gioco, il codolo si muoveva avanti e indietro all'interno del manico, usando il perno come punto di rotazione. Questo gioco è aumentato via via che usavo il coltello, diventando sempre più fastidioso in zona guardia. Il movimento ha creato un gioco, uno spazio, tra codolo e manico in kraton, attraverso il quale entrava acqua, sporco e umidità. Ne avevo già parlato, ma riprendo il discorso, ampliandolo e aggiungendo foto e video.

Il manico in gomma è probabilmente il peggiore problema del coltello. Le gomme varie, sono materiali economici, poco durevoli e facilmente attaccabili da sostanze chimiche e dalle alte temperature, che le fanno dilatare. Tra tutte quelle che ho provato il forprene di E.R. e il Kraton di cold steel sono di gran lunga le peggiori, più soggette a giochi e problemi. Le gomme cinesi che si degradano in un paio d'anni diventando appiccicose (a causa di un processo di degradazione chimica del materiale) e consumandosi, neanche le considero. Quella di fallkniven tiene meglio, la migliore che ho è quella del gruppo busse, il resiprene c. Sulla rete si possono trovare diversi video sui problemi dei manici in kraton. Il mio SRK in cpm3v ha preso gioco molto facilmente, già dai primissimi utilizzi, ho visto giochi anche su un trail master in O1 di un amico, comparso durante il chopping. In sostanza un unico perno alla fine del manico non basta a tenere fermo tutto il manico, quando il materiale usato non è un materiale con una certa rigidità strutturale, ma si tratta di gomma, kraton. Il materiale usato necessita di un migliore fissaggio sul codolo, oppure il codolo necessita di un materiale più resistente intorno.

Qua un mio video a riguardo



Già che ci sono metto anche la sfida con il Fallkniven S1, per chi vuole approfondire




Infine il manico è fatto in migliaia di pezzi in Taiwan per ridurre i costi e poi assemblato con le lame prodotte rispettivamente (sk5 Taiwan, san mai Giappone, cpm3v Italia). Il problema è che i tre acciai usati hanno biselli e spessori leggermente diversi. La prova è il peso che è diverso per le tre versioni, dal sito cold steel: in sk5 pesa 8,2 oz, in san mai pesa 8,1 oz, in cpm3v pesa 8,8 oz. Se il foro sul manico è standard, è evidente che qualche codolo (se più sottile di 0,1 mm) è facile che prenda gioco. La versione con la copertura ha uno spessore un pelo maggiore, più attrito non solo nel taglio, ma anche (e qua è positivo) tra codolo e manico; ed è più riparata dall'umidità. Probabilmente ed è quella che più difficilmente prenderà gioco. Le altre due hanno finiture stone washed e satinata, che riducono anche se di poco, lo spessore. Questa tipologia di scelta industriale, un solo manico, per tre versioni diverse, assemblato a caso con un solo perno, non è quella che definirei custom made. Trovo sbagliato usare fodero e manico identici, per versioni che hanno caratteristiche leggermente diverse, servirebbero versioni dedicate. Le tolleranze sono importanti,, sembra poco, ma c'è tutta la differenza del mondo ad avere il manico che si muove su e giù e ad avere la lama graffiata, oppure no. Anche mezzo millimetro di differenza qua e là può essere determinante. Materiali migliori, per una versione da 240 euro, comunque sia, rimaneva la soluzione più onesta di tutte.


Durante utilizzi del genere, raccolta di erbe campagnole (era novembre del 2020), sporco e umidità entrano nel codolo, facendolo poi arrugginire, questa era la mia più grande paura riguardo la durabilità di questo coltello










Capitolo 3: IL RINNOVAMENTO


Alla fine i problemi al manico sono diventati troppo importanti per lasciare perdere, così a dicembre, era alla fine dell'anno, ho deciso di contattare Giuseppe Lovaglio, per chiedere un preventivo su un nuovo manico per l'SRK. Dopo esserci accordati sul tutto, ho spedito il coltello a Giuseppe. Beh per la verità i coltelli, ho comprato ad inizio 2021 un Terawa skrama 200 full tang, che ho fatto manicare a Giuseppe, insieme al cold steel, ma questa è un'altra storia, per un'altra volta.

I coltelli sono partiti dopo l'epifania, così come li vedete qua sotto





Il manico era rovinato in zona guardia, con un gioco notevole















Le foto seguenti sono state fatte da Giuseppe, durante la customizzazione del coltello, ed ho il suo permesso per usarle in questa recensione. Giuseppe ha lavorato con una precisione e una competenza unica, ha risolto i problemi al manico con soluzioni intelligenti, in pieno accordo con le mie richieste. Spero che la sua abilità possa trasparire dalle foto. Anche le relative spiegazioni alle foto, durante le varie fasi, vengono da lui.


Questo è il coltello come gli arrivò a gennaio 2021, sul suo piano di lavoro




La prima cosa da fare era rimuovere il manico in gomma. Le mie peggiori paure si sono dimostrate realtà, umidità e sporco, in pochi mesi avevano già attaccato il codolo del coltello, causando fenomeni di ossidazione e corrosione. L'impressione è anche che l'umidità sia entrata dal foro per il perno, sempre a causa del materiale del manico. Poi l'ambiente chiuso con il ristagno di umidità ha fatto il resto.



Giuseppe ha dovuto ripulire il codolo e sabbiare tutto per eliminare per quanto possibile l'ossidazione dal codolo.















Qua possiamo vedere come gli angoli del codolo siano ben stondati, sul raccordo, senza angoli netti. Questo è molto positivo







Però possiamo anche notare un problema che può sembrare sciocco, ma che per Giuseppe è stato importante. Il codolo è asimmetrico dal lato del filo, rispetto al dorso. C'è una differenza notevole da un lato all'altro, differenza che non va sottovalutata e che complica moltissimo le lavorazioni per la guardia.















A questo punto è iniziata la lavorazione del manico, non si poteva fare tutto in micarta, perchè serviva un blocco troppo grande di micarta, per via della guardia. Quindi per evitare il problema e allo stesso tempo valorizzare ancora di più il manico abbiamo deciso con Giuseppe di fare la guardia in fibra di carbonio e di mettere uno spessore tra le due metà del manico, in modo da guadagnare spazio e giocare con i colori, creando un bellissimo contrasto. Ovviamente tutte le idee e la loro realizzazione sono merito di Giuseppe, io ho solo dato il mio consenso, in quanto committente.




La precisione di Giuseppe in questo punto è stata notevole, notate come ha recuperato la differenza sul codolo sulla guardia in fibra di carbonio, in modo che non si creassero spazi o giochi. Ha dovuto fare delle fresature asimmetriche. Un manico così preciso, riempito poi di colla, epossidica, sostanzialmente è diventato granitico. Non entrerà mai più umidità o sporco all'interno del codolo. Il gioco del manico e l'usura della gomma sono un ricordo lontano.

Incollaggio







Sagomatura del manico, diversi giorni dopo. Il coltello è stato anche passato al forno, bassa temperatura, per far asciugare bene tutta la colla all'interno. Alla fine del codolo è stato ovviamente rimesso un perno a pressione, che è un'ottima soluzione se c'è un materiale decente sul manico (e non la gomma), in quanto è più robusto di una vite. Giuseppe ha anche ampliato leggermente il salvafilo, per evitare problemi durante le future riaffilature. Ha aggiunto delle scritte al laser ed ha ovviamente riaffilato il coltello. Il resto della lama è originale, sempre stonewashed, con le scritte originali dall'altro lato, il bisello non è stato toccato.




Coltello finito










Qua vedete come Giuseppe ha mischiato della polvere di carbonio alla colla, in modo da farla diventare nera, come la guardia, una finezza notevole.



Il risultato finale, in una parola è notevole




A questo punto Giuseppe spedì il coltello da Gianluca Obe Farini, per fare un bel fodero in Kydex, con passante in cordura per la cinta



Dopo alcuni mesi, finalmente questo progetto è stato completato. Però sono serviti due professionisti e un notevole investimento monetario, per arrivare a questo risultato. Da solo, per me sarebbe stato impossibile risolvere i problemi di questo coltello, alla faccia di chi diceva che bastava un pezzo di legno e un taglierino per rifare il manico. Tanti auguri nel caso, soprattutto con le asimmetrie, l'ossido ecc. Il coltello ora è unico, customizzato e non avrà mai più problemi al manico. Tuttavia se volete il mio consiglio non conviene comprare queste versioni. Concludo con le stesse cose che avevo scritto altrove.


Per 50-60 euro, sia la versione normale, che la compact, in sk5 sono un ottimo affare. La compact si trova a 39 dollari negli Usa. La copertura fa un pò di attrito nel taglio, il bisello non è dei migliori, ma l'acciaio è davvero buono e tutti i difetti che ho elencato sono assolutamente accettabili e compatibili con il rapporto qualità- prezzo del coltello in questione. Per quella cifra non si può pretendere un manico in micarta o g10 e l'uso di materiali economici o fodero e manico scadenti prodotti su larga scala sono una necessità e servono a ridurre i costi per renderlo altamente concorrenziale, ma allo stesso tempo funzionale. Il coltello si pone come competitor dei Terawa, dei mora, dei condor, dei gerber ecc. e con successo aggiungerei.

Il problema è nelle altre versioni. Spendere 160-180 euro (san mai) e 200 -240 euro (cpm3v), circa, per le altre due versioni è un furto, visto che hanno lo stesso fodero, manico e scatola di quello economico made in Taiwan. Componenti fatte con la logica della produzione su larga scala, del contenimento dei costi e dell'uso di materiali economici, che non vanno assolutamente d'accordo con prezzi di listino del genere. La versione in san mai, per 100 euro in più di quella in sk5 doveva avere come minimo un bel fodero in cuoio o kydex, come minimo. La versione in cpm3 doveva avere, oltre al fodero in cuoio o kydex, almeno il manico in g10 o micarta integrale, di serie. Avrei accettato anche un prezzo di 250 euro sulla versione in cpm3v, ma anche 300, ma con un manico degno di quella cifra e del made in Italy. Non una schifezza di fodero e di manico in gomma che prende gioco.

Dette queste amare verità, il cold steel SRK è un gran coltello, un ottimo multiruolo, forse l'essenza dei multiruolo, le cui prestazioni e robustezza, non sono minimamente in discussione. Ma la versione che conviene comprare e che ha un buon rapporto qualità-prezzo ed i materiali giusti per il prezzo è quella in sk5, meglio ancora le vecchie in Carbon V o Aus8, non le altre.
 

Allegati

Son molto contento per il risultato che hai ottenuto.
Ne ero informato, viste le numerose e piacevolissime chiacchierate intercorse.
Mi sembra sia davvero perfetto. Avete aumentato in maniera esponenziale la resa di in coltello già molto valido di suo.
Limitandomi al mero gusto personale, avrei preferito una colorazione diversa del manico, magari più scura.
Concordo infine sulle valutazioni in merito all'srk.
Coltello da avere e da usare senza parsimonia.
Ogni tanto mi chiedo cosa sarebbe venuto fuori se la C.S. avesse optato per una versione PRO full tang, una sorta di Warcraft ma con altre geometrie.
 
Fantastica recensione @zoro, corredata da foto bellissime :woot:

Come detto, manca l'emoticons con la standig ovation... :poke:

Il coltello venuto fuori dopo le lavorazioni di Lovaglio è semplicemente spettacolare (non concordo con @ROCKY77, i colori e gli accostamenti del nuovo manico e guardia mi piacciono moltissimo :si:) oltre che rendere il coltello molto più efficiente.
 
Non vorrei dire una corbelleria ma perché non hai fatto fare le guancette rimovibili? Bucare il codolo avrebbe indebolito troppo la struttura? La domanda mi è sorta avendo visto l'accoppiata, hai fatto fare le guancette anche all'altro?
In qualunque caso un lavoro splendido, complimenti all'artista che lo ha realizzato.
 
Grazie mille a tutti per gli apprezzamenti!! Spero sia una recensione utile!! Qualsiasi domanda o curiosità è ben accetta, così come anche le vostre esperienze o il vostro parere sull'SRK

Non vorrei dire una corbelleria ma perché non hai fatto fare le guancettee rimovibili? Bucare il codolo avrebbe indebolito troppo la struttura? La domanda mi è sorta avendo visto l'accoppiata, hai fatto fare le guancette anche all'altro?
In qualunque caso un lavoro splendido, complimenti all'artista che lo ha realizzato.
Allora cerco di rispondere alle domande. Ho fatto fare a Giuseppe anche le guancette per il Terawa skrama 200 full tang che vedi in foto sopra. Prima o poi forse ci farò un post dedicato, al momento è ancora da testare per bene

Non conviene mai bucare il codolo di un coltello già temprato, o la lama che sia, perché è troppo duro, anche per trapani a colonna.. andrebbe sempre stemperato per essere forato agilmente. L'ideale sarebbe togliere la tempra solo al codolo, non alla lama e poi lasciarlo così. È difficile da fare, se sbagli ti trovi ad avere un coltello indebolito nel punto critico tra lama e codolo. Oppure ti trovi a dover rifare da zero la tempra di tutto il coltello, un bel casino, oltre che costoso. Inoltre un foro può essere sempre un punto di rottura, uno stress riser. Se non è proprio indispensabile, di solito è meglio evitare.

Quanto al manico smontabile, sinceramente non ne vedo il vantaggio. Quando stavamo ragionando sul manico con Giuseppe, non credo sia mai stata un'opzione. Mi spiego meglio, quando mai mi troverò nella necessità di dover smontare un hidden tang? A quale scopo? Con la resina epossidica l'umidità è impossibile che entri, la solidità del manico è assoluta. Probabilmente si romperà prima la lama del manico. Con acciai al carbonio, meglio essere sicuri che sia tutto ben chiuso e sigillato come avete visto dal codolo ossidato. Discorso diverso per un full tang, che magari voglio smontabile per cambiare le guancette, customizzarlo più avanti, cambiare una vite se si rompe, inserire agevolmente spaziatori, mettere un kit d'emergenza all'interno, se possibile ecc. Ecc. Insomma dove posso avere la necessità di smontare prima o poi le guancette.

Però sono curioso sul perché di questa domanda, è interessante. I coltelli hidden tang smontabili sono veramente rari, soprattutto se custom, praticamente non esistono, per i motivi scritti sopra. Come mai avresti voluto un manico smontabile? Tra gli industriali qualcosina c'è, però sono principalmente coltelli a codolo passante, una variante degli hidden tang, stile extrema ratio, fox ecc. È bene che siano smontabili solo per via della gomma, che non è un materiale durevole, e che fa entrare sporco e umidità. Fossero stati in micarta o g10 probabilmente sarebbero stati incollati. Uno dei pochi veri hidden tang smontabile è il Kershaw camp 10 e fratelli. Ma i custom praticamente non esistono
 
Ultima modifica:
Non avrei dovuto leggere la recensione, ma ero troppo incuriosito perchè ricordavo la discussione su kraton etc.
Adesso sono qui che passo dal Sissipuukko al SRK ("add to basket"), l'incertezza mi bloccava, e consentiva al portafogli di respirare. Adesso suda freddo.
 
Ahahahah è sempre un piacere far girare l'economia!! Sk5 vero? Se la giocano infatti!! Come prezzo conviene il cold steel, probabilmente è anche più performante nel chopping, però il sissipuukko è superiore sui materiali, costando anche di più. Sono entrambi ottimi acquisti, per il prezzo.

Il terzo incomodo è il terawa jakaripuukko ovviamente!! Giusto per complicare tutto!!
 
Sì sì, ciondolavo su SRK in sk5, quello in versione compact, il Sissippuukko, l'M7 (più corto) e i due Terava da 110 e 140.

Bellissima recensione!

ps la questione del fodero secure-ex è sconcertante. Ma possibile non se ne siano accorti?
 
Bella recensione è ottima modifica del manico nel SRK... ma ti devo confessare ch e BarkRiver fa coltelli belli mà quel Barkriver bravo survivor è brutto come la fame:p:biggrin:

226610
 
Bella recensione è ottima modifica del manico nel SRK... ma ti devo confessare ch e BarkRiver fa coltelli belli mà quel Barkriver bravo survivor è brutto come la fame:p:biggrin:

Vedi l'allegato 226610
È uno dei miei preferiti, ha una potenza davvero sopra la media. A me per fare un confronto non interessava il survivor, che è nettamente più prestante del cold steel, ma il cpm3v dei Bark river. Mi interessava vedere la tenuta del filo per confrontare i due trattamenti termici. Quindi ho preso il primo Bark che avevo sotto mano tra i miei. Bark river è risultata superiore.

Come giustamente diceva Gabriele e sono assolutamente d'accordo, il survivor è un coltello eccezionale, penalizzato da un manico sfuggente, progettato per i bravo più piccoli. Dovrebbero mettere il nuovo manico del crusader, progettato appunto per i bravo più grandi e l'ideale sarebbe avere una finitura più grippante, sicuramente più brutta ma meno scivolosa.
 

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