collapse os, il sistema operativo del post apocalisse!

non so se ne avete mai sentito parlare, in pratica e' un sistema operativo in grado di girare con interfacce minimali ovunque, anche su microcontrollori. lo sviluppo di base parte per uno z80 (li usavano ancora pochi anni fa ad es per le schede delle lavatrici!), con possibilita' di compilare programmi per altre piattaforme.

per chi volesse leggere qualcosa...

https://www.tomshw.it/hardware/collapse-os-sistema-operativo-post-apocalittico/

https://www.reddit.com/r/Futurology/comments/dezv12
https://www.vice.com/it/article/ywaqbg/collapse-os-github-sistema-operativo-post-apocalisse

(e no, non mi preoccupa troppo, mi preoccupa di piu' temple os)
 
L' articolo riporta un appello a sviluppatori (volontari oltre che altamente professionali) per portare a termine il progetto a cui evidentemente qualcosa ancora manca.

Io credo che nel post-apocalisse il recupero di tecnologie di base dell' agricoltura, lavorazione del legno e dei metalli, recupero o produzione di tessuti o vestiti, costruzione di capanne o abitazioni, produzione di vasellame in terracotta, essiccazione e conservazione delle derrate alimentari ecc ecc saranno molto più utili di qualsiasi tecnologia che per funzionare avesse bisogno di energia elettrica.
 
questo senza dubbio, ma le comunicazioni e l'organizzazione sono fondamentali, e la tecnologia in questo aiuta molto. non la vedo una cosa cosi' strampalata.

ad es l'idea di portare un portatile sul sito di una catastrofe fino a 20 anni fa sarebbe stata ritenuta una idiozia. ora esistono portatili rugged.
 
ad es l'idea di portare un portatile sul sito di una catastrofe fino a 20 anni fa sarebbe stata ritenuta una idiozia. ora esistono portatili rugged
Non è proprio così, i computer "rugged" ci sono da tantissimi anni solo che il loro utilizzo era molto di nicchia vedi militari o situazioni molto particolari a livello di condizioni atmosferiche/meccaniche.

Per esempio io ho ancora funzionante un vecchio Panasonic Thougbook, uno dei primi commerciali pseudo civili, con win 95, case in magnesio (se non ricordo male), gps e modem gsm e vano hard disk riscaldato per le basse temperature, tastiera in gomma il tutto a tenuta stagna. Un bambinello a prova di IEM/EMP e carrarmato (un test era passarci sopra con i cingoli, ovviamente a pc chiuso e non sull'asfalto) con tanto di maniglia e dal peso non proprio da tablet.

Ancora prima i vari pocket pc con case stagni, sempre in ambito militare ma anche per i civili (bastava avere tre reni).

Ciao :si:, Gianluca
 
ok, ma comunque come dici era un uso di nicchia.

ora, in caso di catastrofe una delle prime cose che si stabilisce e' una connessione a banda larga e un datacenter mobile per i soccorsi e gli studiosi occupati negli stessi, es ingegneri e geologi.
 
Era un uso di nicchia perchè nascevano per quelle situazioni particolari che potevano essere di origine militare ma anche civile dove il supporto tecnologico aveva la sua importanza, era di nicchia perchè i costi, allora, ma non è che oggi te li regalino, erano abbordabili da chi realmente ne aveva la necessità e che non necessariamente erano di proprietà dei singoli. In altre parole se venti trenta anni fa esisteva una squadra di emergenza, di una certa entità, aveva le tecnologie adeguate ai tempi e circostanze, se un ingegniere lavorava fuori in alaska al freddo, ed aveva bisogno di un pc (veramente), lo avrebbe avuto, magari non era suo ma della compagnia.

Oggi, indubbiamente, la tecnologia è progredita per cui certe cose che venti trenta anni fa erano difficili, costose e decisamente meno performanti, oggi lo sono più facilmente. Venti trenta anni fa non avrebbero montato un ripetitore UMTS (per dirne uno) ma un sistema satellitare ed avrebbero comunicato con chi di dovere, certo, magari non in videoconferenza 4k e dolby surround ma avrebbero comunque comunicato e spedito dati.

......... comunque tutto ciò esula dal contesto del thread :)



Per tornare in argomento, sinceramente lo vedo più come un hobby che una missione logica, ovviamente è solo la mia opinione :), e questo a prescindere dal concetto che è un qualcosa di "post" apocalittico che lascia sempre il tempo che trova. Lo Z80 è comunque un microprocessore che necessità di altri integrati in supporto, la sua architettura è sì semplice, rispetto ai microprocessori moderni, ma non è banale e per giungere a risultati concreti che non si limitino ad accendere un display a 7 segmenti o 4 led serve comunque una competenza, o almeno una fonte di conoscenza, ed un laboratorio, che cozza con il concetto di post apocalittico e di alla portata di chiunque.

In altre parole, anche se un domani mi trovassi con una montagna di Z80 integri, con altrettanti chip di RAM, e tutto quello che mi servirebbe per creare un computer avrei poi bisogno di tutto ciò che è la parte del firmware/software che da qualche parte dovrei avere, diversamente, a mio avviso, e come se mi trovassi alla preistoria dell'informatica con un intel a 1024 core/20000 Ghz con il solo datasheet, se tutto va bene ci faccio una calcolatrice in qualche anno, ma se ho tutta la logistica, chiamiamola così, che mi serve per integrare un Z80 non penso che avrei grosse difficoltà ad intervenire su sistemi più evoluti.

Non è una critica ed ognuno è libero di fare quello che meglio crede.

Ciao :si:, Gianluca
 
e' la stessa cosa che avevo pensato anche io. in un mondo apocalittico probabilmente i pc, anche avendo della corrente, li recuperi cinicamente andando a prenderli dalle case della gente morta e smontando fino a che non trovi pezzi.

z80 e affini in realta' sono diffusissimi perche' come controller di macchinari industriali, lavatrici, ecc sono ancora molto usati. e per rimettere in piedi un sistema industriale puo' far comodo un os che li faccia partire in qualche modo barbaro. IMHO, non e' un pessimo target per se.
 
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Libratonic Sopravvivenza 40

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