Come affrontate la differenza della disparità di livello dell'andatura?

Buona serata a tutti :D

Voi come affrontate le tensioni che si verificano quando esiste una disparità di di livello riguardo l'andatura?
Mi spiego meglio, spesso quando si fanno delle escursioni di "massa" tipo una ciaspolata con 15-20 persone e solo una guida può succedere che si formano delle tensioni.
Come esempio prendo 2 persone, Pallino e Pinco :)
Se Pallino é costretto a rallentare il passo per non distanziare troppo Pinco, Pinco si troverà inevitabilmente a "forzare" l'andatura per stare dietro a Pallino.

Come posso affrontare queste inevitabili tensioni che si formano in questi casi? Come posso affrontare questi sensi di frustazioni e di angoscia?

Ciao e grazie:):)

PS : Per allietare la serata vi consiglio questa canzone:
 
Ultima modifica di un moderatore:
é abbastanza complessa come cosa... ti dico la mia, essendomi trovato sempre nella situazione di Pallino (per fortuna ;) ). Rallentare non è bello, sopratutto se ti piace andar forte e fare dei record personali, ma se ci tieni agli altri del gruppo, se ci tieni alla squadra o alla persona che è più lenta di te (magari la tua ragazza o il tuo migliore amico), non ti peserà mai e poi mai rallentare ;)
 
Secondo me l'approccio migliore è lo stesso che si deve prendere prima di partire per un viaggio, cioè mettere in conto che si troveranno sicuramente motivi per entrare in conflitto. Appurato ciò lasciare spazio alla tolleranza e cercare di focalizzarsi sugli aspetti positivi, cercare di scherzare e di sdrammatizzare il più possibile e tenere a mente che l'obiettivo finale è di divertirsi.
 
ovviamente ci sono 2 tipi di escursioni: quella che fai in un piccolo gruppo di persone pari-forze in cui si viaggia spediti senza problemi,
e quella in cui il gruppo è eterogeneo con individui a diverso livello di allenamento.
In questo caso l'andatura deve rispettare per forza quella del più debole che lasciato indietro potrebbe trovarsi anche in difficoltà essendo magari anche un inesperto. Bisogna arrivare all'escursione psico-preparati a questo genere di situazioni.
Tra l'altro anche il più fico e ganzo per un infortunio o un malessere potrebbe trasformarsi nell'ultima ruota del carro, quindi bando a insofferenze e infantili complessi di superiorità.
 
Buona serata a tutti :D

Voi come affrontate le tensioni che si verificano quando esiste una disparità di di livello riguardo l'andatura?
Mi spiego meglio, spesso quando si fanno delle escursioni di "massa" tipo una ciaspolata con 15-20 persone e solo una guida può succedere che si formano delle tensioni.
Come esempio prendo 2 persone, Pallino e Pinco :)
Se Pallino é costretto a rallentare il passo per non distanziare troppo Pinco, Pinco si troverà inevitabilmente a "forzare" l'andatura per stare dietro a Pallino.

Come posso affrontare queste inevitabili tensioni che si formano in questi casi? Come posso affrontare questi sensi di frustazioni e di angoscia?

Ciao e grazie:):)

PS : Per allietare la serata vi consiglio questa canzone:Shadows- Lindsey Stirling - YouTube

ma è bellissima questa canzoneeeeeeeeeeeeeeeeeee..... ecco portati in escursione sta tipa qui e stai tranquillo che nessuno corre per fare stupidi record
 
La mia posizione è più o meno quella già espressa. Se sono in un gruppo eterogeneo so già che l'andatura sarà quella del più lento che non va mai lasciato indietro così come è meglio evitare che qualcuno corra avanti, ma dipende da cosa si fa. Di solito non è bene far forzare il più lento perché rischi che crolli.

Se voglio tenere la mia andatura scelgo con chi andare ma anche li, a seconda del percorso e di cosa si fa, ci si può distanziare.
 
Buona serata a tutti :D

..... Per allietare la serata vi consiglio questa canzone:Shadows- Lindsey Stirling - YouTube
Veramente bello ... grazie per la segnalazione!

Riguardo l'argomento del post, con ZainInSpalla ho avuto modo di accompagnare quasi un centinaio di escursioni e ci siamo trovati spesso nelle situazioni che tu descrivi.

In questi frangenti ovviamente se la guida è una ci si deve adattare all'andatura del più lento.

Considera però che se si prevede una partecipazione notevole gli accompagnatori devono essere per forza più di uno e, nel nostro caso siamo normalmente in tre:

uno in testa, uno in coda e uno che fa la spola e tutti muniti di radio. Qualche volta infatti ci è capitato nel caso di escursioni difficili (la direttissima al Velino, per esempio) dove uno degli accompagnatori ha dovuto riportare giù due persone in difficolta. Se ci fosse stato un solo accompagnatore si sarebbe dovuto fermare tutto il gruppo ...

saluti,

Mactom
 
Cominciare sempre piano

In aggiunta quanto tutti hanno ottimamente detto direi anche di partire lentamente, specialmente se si è freddi, in quota o con un attacco piuttosto ripido. Si avrà tempo poi di accellerare lentamente.

Ciao
 
In aggiunta quanto tutti hanno ottimamente detto direi anche di partire lentamente, specialmente se si è freddi, in quota o con un attacco piuttosto ripido. Si avrà tempo poi di accellerare lentamente.

Ciao

Approvo in pieno ...

uno dei problemi spesso riscontrati in escursioni frequentate è la partenza eccessivamente veloce, soprattutto se il sentiero inizia subito ripido ...

Il buon accompagnatore deve essere in grado di "trattenere" i cavalli più focosi tanto per faticare c'è sempre tempo
 
Probabilmente non mi sono spiegato bene, io intendevo come affontare la tensione che si crea in questi momenti, non cosa fare in questi casi :D
 
....... Bisogna arrivare all'escursione psico-preparati a questo genere di situazioni.......
Penso che sia importante lavorare su se stessi in modo da raggiungere un equilibrio che ti permetta di avere pazienza e comprensione per chi è più debole.
Io quando insegnavo, in escursione ho portato i miei alunni delle medie e lì dovevi essere insegnante, guida, papà e mamma nello stesso tempo con una pazienza che non ti dico oltre a una super-attenzione per evitare che qualcuno si facesse male. Penso sia lo spirito giusto
 
A memoria è una delle "regole" degli Alpini, quelle non scritte , quelle del buon senso, che più o meno recita:
Il passo lo fa il più lento.​

Poi ovviamente ci sono delle varianti accettabili, come quelle già illustrate
 
mah... guarda...
sinceramente io valuto gli elementi del gruppo e su questa base decido come muovermi....

ad esempio se ci sono persone emotivamente psicologicamente fragili..che non sanno il fatto loro beh... io sono sempre l'ultimo della combricola.. tengo d'occhio la respirazione e il tono dei compagni... e ogni tanto impongo qualche pausa... dicendo che sono stanco io... e così la faccio fare anche agli altri...che magari non si osano dirlo o non sanno gestire le proprie energie...

se invece sono con gente "esperta" me ne frego.. faccio la mia andatura.. e se gli altri sono dietro bene... se sono avanti bene uguale..

l'unica cosa fondamentale è mantenere un contatto visivo...
xkè se capita qualcosa si deve poter tornare indietro!....

penso non sia bello lasciare indietro gente... però a volte lo zaino pesa... e si ha voglia di scaricare la schiena... quindi si fa la propria andatura e poi ci si siede e si aspetta!!....

ma ripeto... dipende dalle persone con cui si cammina...

qndo si è stanchi e si vuole arrivare non si chiacchiera tanto...si cammina e basta... è qui che si perde l'interesse di stare insieme...

a me poi piace particolarmente essere da solo... si fanno altre foto...!! ;)
 
ci vuole fondamentalmente buona volontà, spirito d'adattamento e spirito di corpo.
generalmente la media la fa il più lento. capita però che nel gruppo ci siano dei gran camminatori che hanno reali difficoltà a tenere il passo slow. allora si cerca di ottimizzare le risorse.
così, visto che nel nostro gruppo abbiamo due che, per fermarli devi proprio sparargli, ne approfittiamo per mandarli avanti a preparare il caffè. sempre gli stessi si sono offerti di svuotarmi lo zaino quando ero realmente in difficoltà.
grazie ale grazie alfredo :)
 
In montagna esistono le escursioni e poi ci sono anche i trail o corsa in montagna.
Se uno partecipa ad una escursione di gruppo, il passo è quello del più lento. Perchè la regola in montagna è: si va in n, si sta in n e si torna in n. Si va in gruppo anche per una regola di sicurezza, se si va in gruppo per poi essere distanti la sicurezza dove sta?
Se si va in escursione con un gruppo aperto, quindi forti camminatori, e magari qualcuno dal passo lento, se si accetta di andare in escursione con un gruppo fatto così il passo vien da se lo determina quello più lento e così è giusto che sia. Il farsi rodere perchè costretti ad un passo lento è sciocco rispetto a dover magari far forzare il passo a chi va piano portandolo poi ad una condizione di stress e affaticamento che potrebbero creare un pericolo serio per lui e l'intero gruppo. Riportare a casa uno che è entrato in choc di affaticamento non è certo una cosa semplice.
Poi se uno invece ha voglia di fare una sgambata veloce, chiaramente organizza un gruppo in cui chiede la partecipazione di persone dal piede veloce. ma lo chiarisce quando organizza e magari accetta di andare solo con persone che conosce e può quindi valutare. Poi come dicevo chi cerca la prestazione trova ogni domenica gare di corsa in montagna, km verticali ed altro.. e ha solo l'imbarazzo della scelta
 
Concordo con il farli avviare per preparare il caffè.Quando è possibile è meglio se chi ne ha voglia segua il proprio passo per poi riunirsi magari in vetta.Mi è capitato di avanzare rispetto al gruppo e di sfruttare il tempo guadagnato per scattare foto meticolosamente,cosa che non avrei potuto fare altrimenti.
Dal momento che si evince l'esigenza di qualcuno di andare più veloce secondo me devi affrontare la questione.Fermatevi e parlatene un attimo.Con poche parole si trovano soluzioni intelligenti,così puoi valutare se è possibile spaccare per un frangente il gruppo.Anche se inizialmente qualcuno potrà sembrare scontento poi comprenderà che era la decisione giusta per tutti.
Personalmente sto avendo questo problema con lo sci di fondo.Sono sempre costretto a fermarmi e aspettare il gruppetto di amici,perché me la cavo un po meglio.Quando li vedo sereni chiedo di staccarmi e mi faccio alcune piste tutte di un fiato.Le persone che sono con me hanno (per fortuna) lo stesso andamento.La prima volta ci furono un po di attriti inizialmente poi hanno compreso che avevo bisogno di andare senza spezzare il fiato.Adesso sono loro che dopo un poco (inizialmente si va comunque insieme piano) mi salutano.Poi ci si riunisce e tutti comprendono che era la cosa giusta.
 
Terapia shock
Proponi dislivelli di almeno 1500 m ( ma 2000 m è meglio ) e distanze tra i 20 - 30 km.
Prima di partire dici al gruppo " Ragazzi, oggi è lunga e dobbiamo volare, non vorrei passare la notte all' aperto e dobbiamo schivare i temporali che si formano nel primo pomeriggio....... quindi crapa bassa e poche chiacchere.
:rofl::rofl::rofl:
 
D

Derrick

Guest
Chi è allenato fa letteralmente più fatica ad andare lento che ad andare veloce. Ognuno ha il suo ritmo e quello è il suo ritmo ed è importante rispettarlo.

In questi casi si può:

- Andare tranquillamente a velocità diverse se il sentiero è tutto "a vista" e il contatto visivo non si interrompe mai. Ci si ritrova in vetta per mangiare dando anche a chi è arrivato dopo tutto il tempo per rilassarsi.

Oppure, se il contatto visivo si perde con lo sfaldamento del gruppo,
darsi appuntamenti (i veloci vanno avanti, poi aspettano). E' importante illustrare i bivi a chi va avanti.

Posti ideali per aspettare sono inizio del bosco, fine del bosco, bivi o posti scenografici dove fare fotografie.

Se c'è solo una guida, starà in coda con i più lenti. Infatti il più veloce è anche più allenato e se sbaglia strada recupera il gruppo con facilità.

La cosa che sarebbe inaccettabile sarebbe solo che i veloci condizionassero i lenti nelle pause. Nel punto scenografico faranno le foto anche gli altri se vogliono, nelle pause, se previste, ci si deve riposare tutti ecc.

Nella vita mi sono capitate entrambe le situazioni. Quando ero dietro, mi è capitato di sentire i "vicini" lamentarsi che quelli avanti "correvano" per la cima del Gorzano da Amatrice mi pare (o era il Vettore?, ormai ho un'età e la memoria fa cilecca), con contatto visivo MOLTO ampio comunque. Io 'sta cosa non la capisco. Che fastidio ti dà? Vivi e lascia vivere! Chi arriva prima non si porta mica via la montagna! La montagna è anche sport non competitivo, inteso come gioia del corpo di sudare, di andare. La mentalità da scuola elementare di stare tutti attaccato uno all'altro a una certa età non va più bene.

Una volta che ero invece in testa e avevo voglia di "andare" sono andato e ho preso un bivio sbagliato, sono salito dove il percorso scendeva. Dopo un po' m'hanno chiamato "da sotto", sono risceso al bivio e li ho raggiunti senza problemi, e non c'è stata nessuna "tensione" di nessun genere perché in montagna anche questo è normale.

Ricordo un episodio comico. Due persone davanti, con andatura più veloce di quella del gruppo, a un bivio anziché prendere un vallone a destra salgono dritti per un collinone molto sassoso.
Erano quasi in cima quando siamo arrivati noi e abbiamo urlato loro da lontano che il sentiero era per il vallone a destra.

S'è sentita risuonare per la vallata una sequenza di bestemmioni da cercare riparo e poi i due sono scesi di corsa giù per il fianco sassoso, con noi che urlavamo "PIANO! ATTENTI! V'AMMAZZATE!" e quelli (un uomo e una donna) che correvano e bestemmiavano, bestemmiavano e correvano in discesa.
In un attimo erano da noi. Ci siamo solo fatti delle grandi risate.
 
Belin, beati voi :D

Io ormai la disparità di livello non la sento più, ora vi spiego perché..

Sono negli scout da ormai 13 anni, e negli ultimi 7 ho fatto Routes (escursioni di 7/8 giorni senza un giorno di stop) in un clan (17/21 anni) di più o meno 20 persone, con una ragazza Down di ormai 27 anni (che comincia ad accusare pesantemente la fatica e dopo nemmeno 2 ore sembra che abbia scalato il K2 coi denti), una ragazza con la Sindrome di Williams (equilibrio pari a zero) ed un paio di ragazze con problemi cardiaci.. Il che significa passo lento, soste ogni respiro e 4 km in collina fatti in 3 ore..

Siamo (come tutti gli scout del resto, almeno spero) della filosofia si va tutti insieme, nessuno si lascia indietro, quindi da una parte i più lenti devono accelerare il passo, mentre i più speedy devono rallentare (anche di molto) faticando il triplo.. ed anche al di fuori delle routes, preferisco di gran lunga farmi la tappa con tutti gli altri e metterci 10 ore invece di 4, piuttosto che andare al mio passo naturale e stare 6 ore fermo a non far nulla.. Poi ci sono i casi di emergenza, dove noi più veloci/allenati "corriamo" a fine tappa, molliamo gli zaini ed uno a caso per guardarli, ed il resto torna dal gruppo per dare una mano a chi ormai ha chiesto l'estrema unzione..
 

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