Da quando mi sono fatto male al ginocchio (menisco e crociato ) mi ritrovo spesso a pensare a una cosa:
come facevano prima le persone a camminare per ore e ore, magari con zaini carichi, su sentieri sconnessi… senza rompersi in due?
Io adesso, con un infortunio alle spalle, sento ogni sasso e ogni dislivello come un potenziale rischio. Prima non ci pensavo, davo tutto per scontato.
Forse era l’allenamento, forse semplicemente non c’era la stessa consapevolezza.
Oggi invece cerco in tutti i modi di proteggermi: sto provando a ridurre il carico sulle spalle con piccoli accorgimenti, e di recente mi sono imbattuto in un accessorio curioso che sembra aiutare… anche se sono ancora in fase di test.
Non so se sia la soluzione definitiva, ma di certo mi fa riflettere su quanto sia cambiato il mio modo di affrontare la montagna rispetto a “prima”.

Immagine WhatsApp 2025-08-13 ore 17.20.08_b522e850.jpg
 
Una volta ci si rovinava fisicamente in fretta.
Dalle mie parti si girava solo a piedi su e giù per le valli e a 60 anni gli uomini erano già fisicamente compromessi.
E se uno si faceva un legamento rimaneva invalido.
Credo che oggi sia molto più semplice visto che in montagna si gira a piedi più che altro per hobby
 
come facevano prima le persone a camminare per ore e ore, magari con zaini carichi, su sentieri sconnessi… senza rompersi in due?
Non credo che prima fossero super uomini o capre travestite ma, pur considerando che non può esserci una risposta "universale" perché sicuramente è un qualcosa di soggettivo, ritengo che, banalmente, si rompevano anche allora con la differenza che non avendo tante alternative, sia di vita che di attrezzature, uno se ne faceva più facilmente una ragione ed andava avanti se doveva, o voleva, o rinunciava se poteva fare altro.

Quaranta anni fa avere uno zaino da 20kg sulle spalle, una tenda da 4 5 kg (la classica canadese con paleria in ghisa) non solo era la norma ma era anche una conseguenza di ciò che era sul mercato per le persone normali, se ti stava bene, bene, diversamente andavi al mare, se ti prendevi una storta, ti fermavi e se andare in montagna era un hobby, e non una necessita, quando potevi ritornavi diversamente cambiavi hobby.

Discorso completamente diverso se la montagna non era un hobby ma una necessita, in quel caso oltre a rompersi stringevano i denti ed andavano avanti con il risultato che se erano persone che sopportavano il dolore tiravano avanti quasi come se non fosse nulla, diversamente erano mandorle. Ho conosciuto persone di sessant'anni che sembravano averne ottanta ma che al mattino si arrampicavano come capre, però alla sera o si davano di grappa o erano dei mezzi cenci.

Comunque credo che il detto "chi si scotta con l'acqua calda ha paura anche di quella fredda" vada a braccetto con "di necessità si fa virtù" e, in funzione delle possibilità personali e delle proprie ambizioni, si applichi più il primo o più il secondo, oggi come ieri e, probabilmente, anche domani.

Ciao :si:, Gianluca
 
Ultima modifica:
in qualche caso si andava anche più adagio e quindi c'era meno fatica e stress. A parte l'odioso servizio militare nessuno obbligava a farsi i cento metri in salita.

Adesso sembra quasi che certe persone abbiano un petardone nel didietro pronto ad esplodere.

Non dimentichiamoci comunque che il primo responsabile dei danni al ginocchio non è l'andare in montagna ma l'odioso gioco del calcio! Forse per la riparazione delle ginocchia fa più danni del tabacco.
 
Ultima modifica:
come facevano prima le persone a camminare per ore e ore, magari con zaini carichi, su sentieri sconnessi… senza rompersi in due?

Chi ti dice che fossero "le persone" in generale o piuttosto singoli individui fisicamente più robusti?
Chi ti dice che non si "rompessero in due"?
Di sicuro si campava di meno, si invecchiava prima ,la mortalità infantile (e quindi la selezione dei più forti) era altissima, per gran parte della popolazione lavori faticosi erano l'unico modo per non morire di fame, gli infortuni e malattie professionali erano considerati "sfortuna" ecc ecc
 
Chi ti dice che fossero "le persone" in generale o piuttosto singoli individui fisicamente più robusti?
Chi ti dice che non si "rompessero in due"?
Di sicuro si campava di meno, si invecchiava prima ,la mortalità infantile (e quindi la selezione dei più forti) era altissima, per gran parte della popolazione lavori faticosi erano l'unico modo per non morire di fame, gli infortuni e malattie professionali erano considerati "sfortuna" ecc ecc
Mi ricordo quando da piccolo si andava a molluschi in laguna di Venezia con mio papà....a volte si scendeva dalla barca e si vagabondare per i tratti di basso fondale alla ricerca. Questo poteva durare anche qualche ora e a volte quando tornavi alla barca la trovavi completamente in secca....
A quel punto mio padre mi faceva sedere in barca e trascinava con una singola mano il natante fino all'acqua più alta, a volte per cento-duecento metri....se dovessi farlo io adesso resterei paralizzato.
 
Non credo che prima fossero super uomini o capre travestite ma, pur considerando che non può esserci una risposta "universale" perché sicuramente è un qualcosa di soggettivo, ritengo che, banalmente, si rompevano anche allora con la differenza che non avendo tante alternative, sia di vita che di attrezzature, uno se ne faceva più facilmente una ragione ed andava avanti se doveva, o voleva, o rinunciava se poteva fare altro.

Quaranta anni fa avere uno zaino da 20kg sulle spalle, una tenda da 4 5 kg (la classica canadese con paleria in ghisa) non solo era la norma ma era anche una conseguenza di ciò che era sul mercato per le persone normali, se ti stava bene, bene, diversamente andavi al mare, se ti prendevi una storta, ti fermavi e se andare in montagna era un hobby, e non una necessita, quando potevi ritornavi diversamente cambiavi hobby.

Discorso completamente diverso se la montagna non era un hobby ma una necessita, in quel caso oltre a rompersi stringevano i denti ed andavano avanti con il risultato che se erano persone che sopportavano il dolore tiravano avanti quasi come se non fosse nulla, diversamente erano mandorle. Ho conosciuto persone di sessant'anni che sembravano averne ottanta ma che al mattino si arrampicavano come capre, però alla sera o si davano di grappa o erano dei mezzi cenci.

Comunque credo che il detto "chi si scotta con l'acqua calda ha paura anche di quella fredda" vada a braccetto con "di necessità si fa virtù" e, in funzione delle possibilità personali e delle proprie ambizioni, si applichi più il primo o più il secondo, oggi come ieri e, probabilmente, anche domani.

Ciao :si:, Gianluca
Ottima riflessione Gianluca,
ho apprezzato molto come tu abbia spiegato il tuo pensiero, seppur credo che oggi, per cercare di scappare dalla quotidianità, andiamo sempre più di fretta....magari cercando di fare percorsi lunghi e difficili.
Forse prima non era così, non c'era tutta questa fretta e (l'apparente) necessità di terminare il prima possibile
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in qualche caso si andava anche più adagio e quindi c'era meno fatica e stress. A parte l'odioso servizio militare nessuno obbligava a farsi i cento metri in salita.

Adesso sembra quasi che certe persone abbiano un petardone nel didietro pronto ad esplodere.

Non dimentichiamoci comunque che il primo responsabile dei danni al ginocchio non è l'andare in montagna ma l'odioso gioco del calcio! Forse per la riparazione delle ginocchia fa più danni del tabacco.
nel mio caso è il basket :)
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Chi ti dice che fossero "le persone" in generale o piuttosto singoli individui fisicamente più robusti?
Chi ti dice che non si "rompessero in due"?
Di sicuro si campava di meno, si invecchiava prima ,la mortalità infantile (e quindi la selezione dei più forti) era altissima, per gran parte della popolazione lavori faticosi erano l'unico modo per non morire di fame, gli infortuni e malattie professionali erano considerati "sfortuna" ecc ecc
non era una certezza la mia, bensì stavo riflettendo se fossero o meno più forti e resistenti....
 
Da quando mi sono fatto male al ginocchio (menisco e crociato ) mi ritrovo spesso a pensare a una cosa:
come facevano prima le persone a camminare per ore e ore, magari con zaini carichi, su sentieri sconnessi… senza rompersi in due?
Anche io me lo chiedo "Come facevano una volta?" e ringrazio di essere nato in questa epoca, alla faccia di chi rimpiange il passato e vaneggia: "Come si stava meglio una volta..." :roll:

I progressi della scienza e della medicina ci premettono di vivere ORA una qualità della vita semplicemente impensabile appena 100 anni fa ;)

Ricordo ai più distratti che il primo antibiotico fu scoperto solo nel 1929 da Alexander Fleming (pennicillina).
Una banale setticemia, prima di allora, ti poteva portare al Creatore :gover:
Non per niente ai quei tempi la vita media era sui 50 anni... :help:
 
Miniera di Coltan nel Congo.

Le donne portano sulle spalle il materiale estratto con sacchi pesanti fino a 50Kg fino ai punti di lavaggio. Scalze, ovviamente.


Non è un caso unico, in effetti ho trovato questo video mentre ne cercavo un altro simile su una miniera in estremo oriente (non ricordo dove, non in Cina comunque).
 
Anche io me lo chiedo "Come facevano una volta?" e ringrazio di essere nato in questa epoca, alla faccia di chi rimpiange il passato e vaneggia: "Come si stava meglio una volta..." :roll:

I progressi della scienza e della medicina ci premettono di vivere ORA una qualità della vita semplicemente impensabile appena 100 anni fa ;)

Ricordo ai più distratti che il primo antibiotico fu scoperto solo nel 1929 da Alexander Fleming (pennicillina).
Una banale setticemia, prima di allora, ti poteva portare al Creatore :gover:
Non per niente ai quei tempi la vita media era sui 50 anni... :help:
siamo d'accordo, io poco fa ho scoperto questo supporto per lo zaino, che ti toglie di dosso quasi tutto il peso... all'inizio ero scettico, poi per il fatto che sono curioso, ho deciso di provarlo...mi ha salvato!!
Sono giovane, alto, pieno di energie (non ora, per l'infortunio), però molti miei coetanei hanno già problemi alla schiena o alle anche, pur non facendo chissà che
 
seppur credo che oggi, per cercare di scappare dalla quotidianità, andiamo sempre più di fretta....magari cercando di fare percorsi lunghi e difficili.
Forse prima non era così, non c'era tutta questa fretta e (l'apparente) necessità di terminare il prima possibile
Difficile fare queste valutazioni, sicuramente, una volta, chi viveva in città aveva potenzialmente una quotidianità differente da chi viveva anche solo in campagna, figuriamoci in quota o comunque in ambienti montani, questo vuol dire che "l'evadere" poteva avere connotati differenti ma credo che lo spirito di voler fare sempre di più, più lunghi, più difficili, nuovi etc etc non abbia una età, credo che oggi ci sia solo più divulgazione, più "social", e, di conseguenza, si conoscano più facilmente certe attività e che per un effetto emulazione, o ammirazione, vengono prese d'esempio.

Sicuramente il ritmo della vita di allora era più lento di quello di oggi, banalmente la tecnologia non lo permetteva e, anche se con tutte le differenze di questo mondo, personalmente, sia a livello lavorativo che a livello interpersonale, ritengo che si vivesse meglio andando più piano, ma questa, forse, è una tara mentale di chi era un bambino negli anni sessanta che lo porta a mitizzare la propria infanzia, però anche quaranta anni fa c'era chi correva per raggiungere le vette, e non in senso figurato, certo erano delle mosche bianche ma c'erano (non è mai stato il mio caso, sempre andato piano in montagna).

Ciao :si:, Gianluca
 
per costruire i telefonini....!
E' un'informazione fuorviante quella del video: minerali per costruire telefonini... :roll:

Dice che si estrae il minerale cassiterite che altro non è che ossido di stagno (SnO2) per cui si ottiene lo stagno il quale viene usato principalmente per le saldature.
E queste mi pare si facciano non solo sui telefonini...
 
pensa che il video manco lo ho guardato...semplicemente mi piace al mattino alzarmi ,andare sul balcone con un VIRTUALE fucile di precisione e endo cojo cojo. Anche perchè il pensiero è chiaro: ossia che il telefono è sempre cattivo sempre se ne deve buscare tante. Giuste e non!
BUONI E CATTIVI CONTINUA
Quando ero alle elementari si faceva il gioco stupido che qualcuno alla lavagna scriveva chi era bravo e chi era cattivo.
Una notte ho sognato lo stesso gioco ma con gli oggetti e per ora avevo classificato solo la radio e il telefono. La radio era brava e il telefono cattivo. Tanto cattivo perchè interrompeva,disturbava e portava SEMPRE notizie grame. Per colpa del telefono si rinunciava a qualche uscita all'aperto o si doveva andare a soccorrere qualche parente che stava sempre male . Il telefono era un oggetto che quando ne avevi bisogno tu dall'altra parte non c'era mai nessuno.
Il telefono era cattivo,tanto cattivo ma a Paesana il telefono non c'era. E forse per questo nonna non ci si trovava bene. E io stavo benissimo. Personalmente il telefono lo metterei con il vetro sopra come gli estintori. Usare solo in caso di necessità,ogni abuso sarà punito
Quindi avevo la radio,poco importa se la vecchia telefunken o i miei accrocchi costruiti.
E la radio era "brava". perchè teneva compagnia e perchè portava bella musica. Difatti a mia nonna la radio non piaceva. Lei voleva la televisione per stare imbambolata davanti allo schermo come una stupida....ah si probabilmente lo era!
Poi pensandoci bene il telefono non era solo cattivo,era proprio una 'me[NON SI DICE] esatto proprio quella perchè rompeva tutti i momenti e oltre alle notizie grame era un ricettacolo di interruzioni e sopratutto di danneggiamenti di belle giornate
 
Sicuramente il ritmo della vita di allora era più lento di quello di oggi, banalmente la tecnologia non lo permetteva e, anche se con tutte le differenze di questo mondo, personalmente, sia a livello lavorativo che a livello interpersonale, ritengo che si vivesse meglio andando più piano, ma questa, forse, è una tara mentale di chi era un bambino negli anni sessanta che lo porta a mitizzare la propria infanzia, però anche quaranta anni fa c'era chi correva per raggiungere le vette, e non in senso figurato, certo erano delle mosche bianche ma c'erano (non è mai stato il mio caso, sempre andato piano in montagna).

Ciao :si:, Gianluca
Non è una tara mentale, io sono convinto 100% che sia così, non è mitizzare un passato romantico, sono fatti.
Abbiamo immolato (o meglio, ci hanno fatto immolare) in nome della tecnologia e della comodità tante di quelle altre cose che se ne perde il conto.
Sempre più persone se ne accorgono, questo senza dubbio, ma sono persone di una certa età, in particolare quelle che hanno vissuto una giovinezza senza internet e smartphone. Chi è nato dopo, aih lui! non ha parametri, non sa cosa ha
perso, e sarà molto difficile che riuscirà a capirlo.
 
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