Da quando mi sono fatto male al ginocchio (menisco e crociato ) mi ritrovo spesso a pensare a una cosa:
come facevano prima le persone a camminare per ore e ore, magari con zaini carichi, su sentieri sconnessi… senza rompersi in due?
Io adesso, con un infortunio alle spalle, sento ogni sasso e ogni dislivello come un potenziale rischio. Prima non ci pensavo, davo tutto per scontato.
Forse era l’allenamento, forse semplicemente non c’era la stessa consapevolezza.
Oggi invece cerco in tutti i modi di proteggermi: sto provando a ridurre il carico sulle spalle con piccoli accorgimenti, e di recente mi sono imbattuto in un accessorio curioso che sembra aiutare… anche se sono ancora in fase di test.
Non so se sia la soluzione definitiva, ma di certo mi fa riflettere su quanto sia cambiato il mio modo di affrontare la montagna rispetto a “prima”.
come facevano prima le persone a camminare per ore e ore, magari con zaini carichi, su sentieri sconnessi… senza rompersi in due?
Io adesso, con un infortunio alle spalle, sento ogni sasso e ogni dislivello come un potenziale rischio. Prima non ci pensavo, davo tutto per scontato.
Forse era l’allenamento, forse semplicemente non c’era la stessa consapevolezza.
Oggi invece cerco in tutti i modi di proteggermi: sto provando a ridurre il carico sulle spalle con piccoli accorgimenti, e di recente mi sono imbattuto in un accessorio curioso che sembra aiutare… anche se sono ancora in fase di test.
Non so se sia la soluzione definitiva, ma di certo mi fa riflettere su quanto sia cambiato il mio modo di affrontare la montagna rispetto a “prima”.




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