Come prevedere neve dura?

Quest'inverno vorrei fare diverse salite di facile alpinismo con piccozza e ramponi

Però dato che odio la neve molla, e per me trovare neve dove si sprofonda equivale a rovinarsi l'escursione programmata vorrei prevedere se lungo il percorso da me scelto potrò trovare neve pessima o quella bella neve ghiacciata e dura.


Da casa abbiamo tante informazioni, come temperature, bollettini meteomont, stazioni meteo, previsioni meteo ecc


Come usarle?
 
Ad esempio se sabato voglio andare in montagna e venerdì nevica tutto il giorno sono sicuro al 100% che la neve sarà molla, e quindi o salta l'escursione o cambio itinerario con uno più adatto alle ciaspole e minor dislivello
 
Magari ci fosse un metodo preciso... per quel poco che ne so dovrebbero alternarsi cicli di scioglimento di giorno e rigelo notturno, quindi vedere lo zero termico a che quota si trova nella zona che hai puntato e in più momenti nell'arco delle 24h.
Il tutto va considerato anche in funzione dell'esposizione del lato che vuoi salire, se a nord per ovvi motivi dovresti avere un indice migliore di compattezza.
Però occhio poi al discorso valanghe, neve fresca su una crosta ben formata non regge granchè
 
Per il rischio valanghe mi affido al bollettino.

Io sapevo che i versanti a nord sono quelli solitamente con più neve molla, proprio perché non battendoci il sole la neve non si scioglie per poi ricongelarsi
 
In realtà è molto importante il vento: la crosta (portante o meno dipende in gran parte dalla compattezza della neve sottostante e quindi dalle temperature che ha fatto) ventata è dura e diventa una sorta di ghiaccio.
Inoltre cambia molto anche il pericolo valanghe sia creando degli accumuli di neve, sia creando dei lastroni che possono diventare valanga o possono fare da scivolo per la neve successiva...
Il vento può anche levare neve rendendo in-sciabile dei pezzi di montagna o anche solo pericolosi scoprendo rocce eccetera...
 
Direi di lasciar perdere i canali in inverno (come si è sempre fatto in passato)
In primavera quando ormai la neve è trasformata, è il momento migliore come neve e come rischio
 
Il bollettino da una stima generale con granularità molto vasta del territorio. Per valutare il rischio devi conoscere il territorio (i percorsi più o meno sicuri), la sua storia pregressa (per esempio che vento e che temperature ha fatto, l'idrogeologia della zona...) e ci sono dei corsi in cui impari anche a valutare sul posto la qualità della neve e a "leggerla" anche da distante, per quanto possibile.
Esistono poi anche corsi per imparare ad usare le attrezzature d'emergenza e gli strumenti tipici: ARVA, pala e sonda.
 
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Direi di lasciar perdere i canali in inverno (come si è sempre fatto in passato)
In primavera quando ormai la neve è trasformata, è il momento migliore come neve e come rischio
Dal punto di vista del sicurezza è la cosa migliore, ma sbaglio o i canali sono molto frequentato anche da dicembre a tutto febbraio?
 
Dal punto di vista del sicurezza è la cosa migliore, ma sbaglio o i canali sono molto frequentato anche da dicembre a tutto febbraio?
Dipende molto dal tipo di canale, se é prevalentemente ghiaccio si, da quelli che cercano il ghiaccio però :p diversamente l'indicazione di Piervi è quella che danno tutti ... Prima deve scaricare ed assestare, quindi primavera.

Comunque ci sono itinerari che per conformazione/esposizione/quota ecc si prestano ad escursioni con picozza e ramponi o ciaspole+picozza e ramponi anche senza aspettare la primavera, ovviamente sempre se le condizioni permettono. Sul Gran Sasso mi viene in mente il monte Aquila fatto dalla cresta del Portella, lo Scindarella (entrambi da Campo Imperatore) ed il monte San Franco dalle capannelle.

In foto la cresta del Portella fatta lo scorso febbraio

image.jpeg
 
Le pendenze tipiche delle valanghe sono tra i 30° e i 50°.
I canali, per esempio, con pendenze superiori ai 45/50 scaricano subito la neve e quindi in linea generale sono molto più sicuri di quelli con pendenze inferiori.
Le creste invece possono sembrare più sicure di quello che sono, in realtà i distacchi di cresta possono succedere abbastanza frequentemente, a seconda della neve (che poi in cresta è spesso ventata e/o accumulata e quindi forma i soliti pericolosi lastroni...). Tipico esempio è la situazione attuale in Piemonte, dove ha fatto 20-30 cm di fresca su crosta ventata precedente e innalzando al massimo il livello di rischio valanghe: con le temperature alte odierne è poi neve molto umida, quindi sono previste valanghe causate anche dal singolo sciatore in cresta.
 
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Dal punto di vista del sicurezza è la cosa migliore, ma sbaglio o i canali sono molto frequentato anche da dicembre a tutto febbraio?
Frequentare i canali nei mesi invernali è una moda di oggi con conseguente aumento di incidenti. Ai nostri tempi i canali si facevano in primavera e così io faccio tuttora.
La trasformazione della neve avviene con i frequenti rigeli notturni e si capisce sia dal colore che dalla consistenza che assomiglia alla granita.
La crosta è deleteria sia per la deambulazione fastidiosa (ogni tanto una pedata sprofonda sotto) che per il pericolo valanghivo. Segali importanti di una neve crostosa non sicura può essere il crack sordo che produce la camminata e il taglio che si prolunga ben oltre le ciaspole o ski nei traversi ripidi.
Io di solito comincio a febbraio con i canali a sud delle quote minori (1400-2000) per poi passare a nord sulle stesse quote. A maggio i nord da 2000/2500 ed infine a giugno tra i 2500 e i 3000.
In primavera bisogna prestare attenzione alle nevicate tardive ed eventualmente aspettare la trasformazione dello strato recente ed occorre tenere presente che in natura non esiste nulla di matematico.
Ho letto inteventi dove si consigliava di andare su canali esposti a sud ove la neve si trasforma prima ma io dico di stare molto attenti perchè il pendio esposto a sud è molto più esposto a valanghe di quello a nord. Quindi se meteomont da pericolo marcato 3 bisogna immaginare che il pendio sud diventi 4 e quello a nord sia a 2. (anche questa affermazione non è matematica)
 
ci sono itinerari che per conformazione/esposizione/quota ecc si prestano ad escursioni con picozza e ramponi o ciaspole+picozza e ramponi anche senza aspettare la primavera
Secondo me, se si parla di ciaspole miste a ramponi, sono pendenze fino a 30-35° che non è il vero canale divertente :D e con pendenze intorno ai 30° il pericolo di valanghe si smorza notevolmente
 
Io con rischio 3 meteo meteomont me ne sto a casa, o meglio vado a sciare sulle piste.

La mia quasi nulla esperienza su neve, cioè qualche uscita con ciaspole(che odio) e il primo ed unico canale da me fatto, direttissima monte amaro il 20 marzo, ho capito che una pendenza del 30/35% è distruttiva per le gambe e noiosa, spero che pendii più ripidi dove si procede a 4 zampe siano più divertenti.

Ciò che non mi è chiaro dei canali fatti ad in primavera è la compattezza della neve.
Un canale fatto a maggio non presenta neve molla?
Ho letto diverse relazioni di uscite in primavera e quasi tutte avevano neve molle, spappolata nel percorso di ritorno
 
Secondo me, se si parla di ciaspole miste a ramponi, sono pendenze fino a 30-35° che non è il vero canale divertente :D e con pendenze intorno ai 30° il pericolo di valanghe si smorza notevolmente
Parlavo di situazioni in cui l'avvicinamento viene fatto giocoforza con le ciaspole e poi la vetta o comunque i tratti più alti (creste o canali oltre i 35 gradi) richiedono i ramponi ;)

Attendere la primavera ha un altro risvolto positivo rispetto alla migliore condizione della neve, ovvero che la quota neve si alza, quindi gli avvicinamenti sono più veloci e comodi e le ore di luce aumentano. Se hai neve giá dai 1000/1200m e devi arrivare intorno ai 1900/2000 per approcciare una vetta o un canale anche facile sei praticamente obbligato a mettere le ciaspole all'inizio. In primavera magari rimane neve solo dai 1800 in su e quindi vai liscio fino a quella quota e poi vai solo di ramponi e picca.
 
Io con rischio 3 meteo meteomont me ne sto a casa, o meglio vado a sciare sulle piste.

La mia quasi nulla esperienza su neve, cioè qualche uscita con ciaspole(che odio) e il primo ed unico canale da me fatto, direttissima monte amaro il 20 marzo, ho capito che una pendenza del 30/35% è distruttiva per le gambe e noiosa, spero che pendii più ripidi dove si procede a 4 zampe siano più divertenti.

Ciò che non mi è chiaro dei canali fatti ad in primavera è la compattezza della neve.
Un canale fatto a maggio non presenta neve molla?
Ho letto diverse relazioni di uscite in primavera e quasi tutte avevano neve molle, spappolata nel percorso di ritorno
Sicuramente le indicazioni dei bollettini nivologici sono preziosissime, ma come dice un amico del soccorso alpino e rimarcando il concetto espresso da @Piervi (nulla è matematico in questo campo) la valanga può accadere anche con rischio 2 e magari non accadere con rischio 4.

L'alpinismo è molto complicato anche per quello, gli itinerari vanno scelti al meglio e le situazioni ponderate costantemente... un'escursione come quella che ti ho messo in foto, per esempio, non risente particolarmente di un rischio 4 ma è decisamente da evitare come la peste in caso di bassa visibilità o vento forte.

La neve "di primavera" ovvero caduta in primavera è deleteria... Pesante che spezza i rami, pesante che affondi e con le giornate già calde è una pappa al ritorno.

La neve trasformata (scioglimento e rigelo che ti dicevano su) è talmente dura che c'è da stare attenti pure coi ramponi perché a volte manco ce la fanno a piantarsi come dovrebbero... bisognerebbe vedere le quote, esposizione e condizioni della neve durante la stagione nelle relazioni che hai letto.

P.S. il fatto di sfondare comunque mettilo in conto praticamente sempre d'inverno a meno che tu non sia su neve battuta (alcuni avvicinamenti a volte si fanno su piste battute), su creste che presentano già certe condizioni o se stai attraversando un ghiacciaio ;)

P.P.S. Che ciaspole usi?
 

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