Come sono regolamentate le attività nei boschi

Buondì, ho sempre vissuto le montagne da escursionista, ho esplorato e preso freddo e trovato ripari prima di sapere che fare tutte quelle cose (e altre) si chiamasse "bushcraft". Ho anche una licenza di caccia (valliva però) che ormai rinnovo solo per abitudine, questo per dire che dovrei avere le risorse per rispondermi da solo, ma sono confuso.

La domanda è: a che regolamenti, almeno nazionali, (poi il ginepraio di Province e Regioni qui lasciamolo stare, intanto sbozziamo) dobbiamo riferirci per andare a giocare nei boschi?

Accendere fuochi -> MALE, l'abbiamo capito, ma se volessi costruire qualcosa?

Non è nemmeno detto che poi ne abbia realmente desiderio e tempo, ma per speculare, supponiamo che volessi costruirmi un "campo base", tutto di legna morta (non mi interessa in questa sede né la fattibilità, né la durata né il rischio di segarmi due dita, il quesito è sulla regolamentazione), che poi non smantello e lascio lì per ritrovarlo la settimana dopo... ma si può? Non ho abbattuto nulla, ma chiaramente ho impattato (magari scavato qualche buca non segnalata, legato un po' di rami con materiali sintetici, abbandonato delle strutture alla lunga pericolanti... cose così...).

Non sarebbe, tra l'altro, mia abitudine lasciare traccia del mio passaggio, mai piaciuto, ma qui la domanda è si potrebbe fare?
Non è un sondaggio su filosofie o questioni di stile o di buonsenso ("certo se ricostruisci la grande piramide di Cheope... magari è un abuso edilizio").
Non penso sarebbero utili né pertinenti risposte del tipo: "se sei infrattato che basta e non ti becca nessuno..."
Nessuna legge (credo) incrimina se facciamo vibrare i muri con fragorosi peti e gorgheggi di eruttazioni, con spettatori o senza, ma magari evitiamo lo stesso, se possibile. Ecco il punto è accertarsi che non sto commettendo un reato, non che non sia elegante oppure brutto da fare.

Ci sono molti video di appassionati italiani che, presumo in Italia, mostrano i loro campi... ribadisco che interrogo per capire e non ho nessuna voglia di lasciare sottintesi che abbiano l'odioso peso del giudizio, ma sono talmente abituato nel lavoro a chiedermi più volte al giorno che legge - che non conosco - sto infrangendo e da dove arriverà la sanzione (calata con la delicatezza di un'ascia bipenne maneggiata da un troll di Tolkien ;)), da non esimermi dal farmi domande anche in questa sede.

P.S. ho cercato nel forum e non mi pare d'aver trovato tutte le risposte, se mi sono sfuggite me ne scuso.
P.P.S. fare una sezione del forum solo sui regolamenti? Temo sarebbe altrettanto utile che deprimente.
 
Se il fondo è segnalato (ovvero è presente divieto), anche con un semplice cartello, in qualità di semplice escursionista (come cacciatore non lo prendo in considerazione poichè dovresti essere in grado di risponderti da solo :)) non puoi accedervi nè tanto meno farvi nulla pena la violazione dell'art. 637 c.p. o 633 c.p. a seconda dei casi. Non importa se di proprietà privata o pubblica. Ovviamente se è vietato l'accesso qualsiasi attività svolta al suo interno non è lecita.

Se il fondo non è segnalato in qualche modo, sempre da semplice escursionista, se il fondo è pubblico l'accesso è di norma concesso, per quanto concerne l'utilizzo del legname, a qualsiasi fine, è in relazione a quanto eventualmente disposto dal regolamento comunale/provinciale/regionale che potrebbe, per esempio, vietarne di farne cataste (un rifugio potrebbe rientrare come "catasta" ? se escludiamo l'ovvia finalità abitativa o lo stato di necessità derivante da una emergenza direi di sì, potrebbe poichè di fatto hai spostato del legname in un area abbastanza circoscritta) o di raccoglierla se non in determinati periodi dell'anno o fare buche.

Se il fondo è privato, e non è un evidente pertinenza di una abitazione, ma non è segnalato ti risponderei a termini di logica ma non saprei di codice.

Dopo di che ....... non sono un avvocato ergo le mie sono conclusioni derivanti da fatto che ho spesso a che fare con leggi ed affini ma sono, e rimangono, solo considerazioni personali.

Ciao :si:, Gianluca
 
Ultima modifica:
Ecco, vedi, bello!

Dandoli per noti non mi ero nemmeno preoccupato di distinguere i casi di "accessibilità" all'area dell'attività.

Quindi: ottimo!

E' questo che cerco in questa discussione... abbozzare un nostro "testo unico del bushcraft", almeno condividendo quello che sappiamo noi. Chiaramente non sarà un lavoro su cui basarci per avere troppe certezze, ma per farci venire utili dubbi.
 
C'è da fare anche una ulteriore precisazione, a mio avviso, se crei, o anche solo semplicemente ti avvali, di una struttura stabile, anche se fatta con legname del posto, a mio avviso si rientra nell'attività di campeggio con tutte le conseguenze del caso in caso di visita da parte delle ff.oo. o di chi per essi.

Ciao :si:, Gianluca
 
Ci sono leggi nazionali, leggi regionali e leggi comunali che possono variare da zona a zona.
Comunque vedo ristoranti che in estate (e solo in estate) mettono fuori dei gazebo con i pali piantati dentro dei vasi perchè se li piantassero per terra sarebbe "struttura fissa" per le quali occorre chiedere un casino di permessi.
In genere in Italia vedo un po' difficile che un campo base possa essere tollerato, anche nella tua proprietà privata dipende da cosa fai e dai vicini che hai.
 
Logicamente dipende poi anche dalla sensibilità dell'eventuale pubblico ufficiale che incontri. Come per i coltelli può capitare che uno consideri il tuo coltello uno "strumento" adatto alla situazione e un'altro ti faccia un verbale.
Magari uno non considera la tenda per una notte un campeggio abusivo e un'altro 4 pali e 2 fronde sì.
 
mah è un casino, tieni presente che anche per le altane da caccia c'è qualche sindaco che vorrebbe che venissero assoggettate alle regole dell'edilizia, e sono incerto circa le cose necessarie per l'abitabilità. Il bagno ci vuole? e l'angolo cucina?? il tutto per qualche cosa di 2 metri cubi montato a tre metri di altezza su tubi innocenti, e addossato normalmente ad una pianta.....................
 
L'unico approccio che ho avuto ad una cosa simile e' stato quando, ad inizio anni duemila, mio padre costrui' per me una casetta di legno (sara' stata grande come un ripostiglio per darvi la metratura indicativa) e i carabinieri, vedendola dalla strada, vennero a dirci di tirarla giu' perche' non era a norma (questo nella nostra proprieta' privata). Parliamo ovviamente di un edificio senza fondamenta ecc., semplicemente appoggiato a terra.
Se la regolamentazione e' simile per quanto riguarda eventuali "accampamenti" (che effettivamente non sono molto diversi da case di legno) dubito si possa fare qualcosa al 100% legal. MA spero qualcuno possa smentirmi, e' un argomento molto interessante
 
L'unico approccio che ho avuto ad una cosa simile e' stato quando, ad inizio anni duemila, mio padre costrui' per me una casetta di legno (sara' stata grande come un ripostiglio per darvi la metratura indicativa) e i carabinieri, vedendola dalla strada, vennero a dirci di tirarla giu' perche' non era a norma (questo nella nostra proprieta' privata). Parliamo ovviamente di un edificio senza fondamenta ecc., semplicemente appoggiato a terra.
Se la regolamentazione e' simile per quanto riguarda eventuali "accampamenti" (che effettivamente non sono molto diversi da case di legno) dubito si possa fare qualcosa al 100% legal. MA spero qualcuno possa smentirmi, e' un argomento molto interessante
No anzi, ti dico che da bambini io e alcuni amici costruimmo una capanna con legno di recupero nell'angolo di un campetto pubblico in periferia. Progetta...sega...inchioda...misura... e poi arrivarono non mi ricordo se i vigili o la polizia chiamati da qualcuno e dovemmo radere al suolo quello che avevamo costruito per gioco e con impegno in un'estate:cry: Ok non era esteticamente bella ma per dei bambini era un castello.
 
Nelle scuole danesi (foto mandate da una mia amica ieri, si tratta di asilo) l'approccio al bushcraft è questo, compresi gli attrezzi, poi a casa e nei boschi fanno lo stesso e nessuno gli dice nulla, perchè hanno imparato prima.
1570548518175.png CUFQ4746.JPG 1570548610927.png PQIK1876.JPG
 
Mi riaggancio a questa discussione "burocratica" per sollevare un quesito.

Ho letto da più parti anche relativamente credibili (per esempio il libro di Maolucci:

https://www.ibs.it/arco-per-tutti-storia-tecnica-libro-enzo-maolucci/e/9788820347475

e non è l'unico autore che lo sostiene) che idealmente si può andare in giro con archi e frecce e divertirsi nei boschi ed in campagna.

Tralasciamo il buon senso di avere un campo di tiro libero e controllabile; aggiungiamo che non sarebbe una buona idea avere punte da caccia per non far venire il dubbio di essere bracconieri e puntualizziamo che non è arma ma uno dei celeberrimi oggetti atti all'offesa... mi domando: ma è vero sul serio?

Io tenderei a diffidare di cotanto approccio liberale a fare "qualcosa di sospetto", ma magari voi ne sapete di più... non nego che potrebbe essere divertente e proprio per questo motivo continuo ad essere dubbioso, com'è l'aforisma, più o meno, che i divertimenti o fanno male o fanno ingrassare...

Attendo pareri
 
ARCO E FRECCE NEI BOSCHI?????? E come fai a spiegare che NON sei a caccia, che non sei in atteggiamento di caccia etc etc?Magari privo di ogni qualsivoglia documento giustificatorio che comprovi che tu con l'arco tiri solo ed in massima sicurezza solo a bersagli di carta? guardiacaccia e tutti i possibili corpi di vgilanza venatoria sarebbero deliziati di maltrattarti per ore, denunciarti per reati vari e multarti all'ennesima potenza per violazione delle leggi sulla caccia, nazionali, regionali, provinciali e anche per violazione dei regolamenti comunali.
 
ARCO E FRECCE NEI BOSCHI?????? E come fai a spiegare che NON sei a caccia, che non sei in atteggiamento di caccia etc etc?Magari privo di ogni qualsivoglia documento giustificatorio che comprovi che tu con l'arco tiri solo ed in massima sicurezza solo a bersagli di carta? guardiacaccia e tutti i possibili corpi di vgilanza venatoria sarebbero deliziati di maltrattarti per ore, denunciarti per reati vari e multarti all'ennesima potenza per violazione delle leggi sulla caccia, nazionali, regionali, provinciali e anche per violazione dei regolamenti comunali.
A parte le giuste osservazioni di @olasvadas sotto il profilo della caccia, c'è un aspetto di sicurezza che non si può tralasciare.

Chi ha fatto dei corsi, chi è iscritto a FIARC o FITARCO, è adeguatamente informato sui pericoli di una freccia scoccata e sulle norme da tenere per evitare qualsivoglia rischio: mai andrebbe in giro con arco e frecce e divertirsi nei boschi ed in campagna.

E' bene tirare in situazioni di assoluta sicurezza le quali si possono trovare solo nelle apposite aree di tiro gestite da esperti.
Oppure in aree private sulle quali si ha il massimo controllo e certezza che non entrino persone o animali, e che eventuali frecce non escano fuori dell'area.

Ad esempio io, se non ho voglia di andare nel nosro campo di tiro, lo faccio all'interno del mio giardino di casa (sto in campagna) e al di là della siepe, se malauguratamente una freccia non si fermasse sul paglione, ci sono centinaia di metri di campi coltivati ed e facile vedere se c'è una persona. Anzi, persone non ce ne sono proprio, vengono solo saltuariamente con i mezzi meccanici per arare, seminare, raccogliere.
 
Condivido tutto, ma allora chiedo (notate benissimo non per polemica, che tanto mentre ponevo la domanda ero già della stessa opinione, ma per approfondire ed ampliare) e se mi portassi appresso una fionda o una cerbottana o (enfatizzo per cercare di definire "un limite") le freccette del tiro a bersaglio...

L'arco, secondo me ha l'aggravante che è veramente uno strumento disciplinato per l'attività venatoria... la fionda può tirare francamente forte, il resto - se non mi sono premurato di intingere le punte precedentemente nel curaro - forse è più innocuo.

Mi rendo conto che sono ragionamenti "frivoli" tipo speculazioni da salotto pure di quando si ha poca fantasia, però forse dimostrano che c'è più paura che chiarezza della norma.

P.S. mi si tolgono le parole di bocca quando si argomenta sulla sicurezza nell'atto di tirare qualcosa. Ma è proprio una mia fissa perché per qualche anno ho anche fatto il direttore di tiro in un TSN, ma non sono dell'opinione che in un contesto boschivo o di campagna sia da escludere senza se e senza ma la possibilità di "tirare" solo per motivi di cautela, se fosse così non esisterebbe la caccia!

Prima si deve 1)pensare e 2)riflettere su delle conoscenze che devono essere state insegnate ovvero devono conciliarsi buon senso e studio dell'arma che si usa, ma alla fine tirare è possibile e non un tabù aprioristico. Questo rigorosamente "secondo me", si capisce, ma qui la vedo dura farmi cambiare idea.
 
salute,il problema è che l'arco è un oggetto a livello legale (idem la balestra) senza frecce non c'è differenza con un candelabro quindi liberamente trasportabile dove vuoi senza restrizioni di sorta altro discorso sono le frecce che si usino quelle da paglione o da caccia non cambia che siano pericolose e potenzialmente letali ,io lo posso ben dire avendo bucato la vasca della carriola e non la gomma e usando le punte da paglione
 
Paperogamix se tu pensi di fare pensieri frivoli, rilassati, pensa che paghiamo profumatamente persone che scrivono e approvano leggi a volte strampalate o addirittura delle volte incongruenti una con l'altra ed altri che le interpretano e applicano a seconda del parallelo in cui vivono...con buona pace che la legge è uguale per tutti....saluti. Comunqnue e appunto come dico sempre meglio non mettere il coltello dalla parte del manico di chi già ce l'ha, portiamoci nel bosco una bella macchina fotografica
 
seguo per disperazione. da noi c'e' il parco colli. vantaggio: moltissime cose chiaramente normate. svantaggio: proibito o strettamente regolamentato (e controllato) qualsiasi cosa. salvo se sei un cementaro, un satanista, un piromane o un figlio di papa' raccomandato...
 

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