Consigli dei nonni e saggezza popolare

Il tipico, classico, penso un pò ovunque:

"te ghé na crapa? Doprala,... o se chì altri sa büta giò dal pont, di vé dree?"
Hai una testa? Usala,... oppure se gli altri si buttano dal ponte gli vai dietro?".

"Lé mia perché che là la dì inscì, che ti devi blocà la crapa e viv inscì".
"Non é perché gli altri dicono una cosa, che devi spegnere il cervello e vivere secondo quelle idee".
 
Sfida :poke:

Sbozza ‘sta pera!”, “Sbuccia questa pera!”

Lo si dice ancora oggi, in riferimento ad una grana, una cosa da fare molto difficile e molto complicata, al limite dell’impossibile.


Nasce da questa storiella. Il diavolo sfida un Romagnolo a trovare qualcosa che non riesca a fare perché lui, il diavolo, può fare tutto.

Allora il Romagnolo gli dice di spostare una casa, e lui lo fa; gli dice di spostare un ponte, e lui lo fa; di spostare una montagna e il diavolo lo fa! :help:

Ad un certo punto il Romagnolo fa una scoreggia, che da noi si dice anche “pera”, e allora dice al diavolo: ““Sbozza ‘sta pera!”, “Sbuccia questa pera!” al che il diavolo, non potendoci riuscire, si allontana sconfitto:rofl:
Bello il detto ma il valore aggiunto è la storia!
 
" 'U vurdu nun crididi allu diunu"

Il sazio non crede all'affamato

Chi non vive determinate esperienze non puo' giudicarle
Anche questa è una grande verità, molto attuale come la maggior parte degli altri "detti" che sono usciti.
Non so con sto fatto dei social, di Google che ti dà subito la risposta, sono tutti tuttologi ed entrano tutti in discorsi sui quali non sanno nulla tranne quello che hanno letto velocemente.
 
Anche questa è una grande verità, molto attuale come la maggior parte degli altri "detti" che sono usciti.
Non so con sto fatto dei social, di Google che ti dà subito la risposta, sono tutti tuttologi ed entrano tutti in discorsi sui quali non sanno nulla tranne quello che hanno letto velocemente.

Condivido tantissimo questo discorso, trovo ridicola la situazione che si é creata in società. Anche perché spesso da una parte o dall'altra spesso si nota come certe persone dicano chiaramente di non praticare determinate attività, ma in altri momenti sminuiscono, smentiscono, criticano, ecc... coloro che invece praticano. Dinamiche che personalmente non avevo mai notato prima dell'avvento così forte di forum, google, ecc... ASSURDO VERAMENTE.
 
Riesumo questo post percchè, vista la stagione autunnale, mi è venuto in mente un altro detto di mia nonna:

Ui è fnidi al nusi ma Bacocc ch’ui ne aveva set sulèr…”, “Sono finite le noci anche a Bacucco che ne aveva sette solai…”

Non so chi fosse questo “Bacucco”, probabilmente un grande proprietario terriero, fatto sta che aveva tante noci che doveva utilizzare ben sette solai per farle seccare. Quindi una quantità enorme, eppure anche quelle noci prima o poi le ha finite.

Si dice questo quando una risorsa che sembrava abbondantissima, quasi infinita, comunque finisce…
 
visto che Wombat ha riesumato, ne approfitto.

Quasi 50 anni fa mio nonno mi raccontò questa storia.

Per non farla troppo lunga ve la sintetizzo un po', andrebbe raccontata in modo più coinvolgente, ma la capite benissimo comunque.

Ambientata nel periodo in cui mio nonno era giovane (era del 1908).

Un uomo anziano deve andare al mercato, a diversi km di distanza, per comprare alimenti vari, porta l’asino, per caricarlo al ritorno, e il suo nipotino;

dovrà attraversare diversi paesini.

Partono con il nonno davanti, dietro l’asino con in groppa il nipote,

al primo paese la gente li deride e critica: “va se si può, un povero vecchio costretto a camminare mentre il ragazzo se la gode senza fatica”,

il nonno provvede subito: sale lui in groppa e fa camminare il bambino,

al secondo paesino la gente li deride e critica: “non è possibile! Un uomo adulto seduto in groppa, e un povero bambino a piedi!”,

il nonno provvede subito: fa salire in groppa anche il nipote,

al terzo paese: “disgraziati, un povero asino costretto a portare due persone in groppa, solo perché non vogliono far fatica”,

il nonno provvede subito: scendono entrambi dall’asino,

al quarto paese: “che stupidi, a piedi quando hanno un asino scarico”.

Finalmente il nonno capisce come dovrà comportarsi di fronte alle critiche della gente.



Poteva essere scritta meglio, ma la morale è quella.
 
Saggezza popolare/detto:

"Un uccellino non ha paura che si rompa il ramo su cui poggia. Perché é sicuro delle sue ali e delle sue capacità".

Un detto che ho sempre trattato con il massimo rispetto, un detto che ho sempre applicato alla mia vita, passioni, interessi, attività, ecc... riguardo alla vita in natura, di natura e con la natura. Se si é realmente consapevoli, per realtà e fatti, delle proprie capacità,... non si hanno paure, timori, preoccupazioni.
 
Un uccellino non ha paura che si rompa il ramo su cui poggia. Perché é sicuro delle sue ali e delle sue capacità
Nulla di personale e prendi il tutto come una semplice considerazione goliardica ....... come si fà a sapere che l'uccellino non ha paura ? o più semplicemente come si fa a capire quando ha paura ?

:biggrin::lol::rofl:

Ciao :si:, Gianluca
 
Nulla di personale e prendi il tutto come una semplice considerazione goliardica ....... come si fà a sapere che l'uccellino non ha paura ? o più semplicemente come si fa a capire quando ha paura ?

:biggrin::lol::rofl:

Ciao :si:, Gianluca

Verissimo,.... ma é il mondo dei detti, della saggezza popolare, ecc... dove effettivamente su quasi tutti ci si potrebbe imbattere in incongruenze, dubbi, ecc... Ma l'importante é poi concentrarsi sul messaggio che invece vogliono dare ;)
 
M'è venuto in mente un altro detto, a proposito della capacità di arrangiarsi di un'altra discussione, che mi diceva mio nonno :biggrin:

"Te murirest ad fema t'un forn ad pen si sold tla bascoza", "Tu moriresti di fame in un forno di pane (ossia nel negozio del fornaio) con i soldi in tasca"

Il massimo dell'imbranataggine: hai fame, sei in un panificio, hai addiruttura anche i soldi in tasca, ma non riesci a "quagliare", a mettere insieme tutti gli elementi per raggiungere il risultato :rofl:
 
M'è venuto in mente un altro detto, a proposito della capacità di arrangiarsi di un'altra discussione, che mi diceva mio nonno :biggrin:

"Te murirest ad fema t'un forn ad pen si sold tla bascoza", "Tu moriresti di fame in un forno di pane (ossia nel negozio del fornaio) con i soldi in tasca"

Il massimo dell'imbranataggine: hai fame, sei in un panificio, hai addiruttura anche i soldi in tasca, ma non riesci a "quagliare", a mettere insieme tutti gli elementi per raggiungere il risultato :rofl:
Terribile questo !
 
M'è venuto in mente un altro detto, a proposito della capacità di arrangiarsi di un'altra discussione, che mi diceva mio nonno :biggrin:

"Te murirest ad fema t'un forn ad pen si sold tla bascoza", "Tu moriresti di fame in un forno di pane (ossia nel negozio del fornaio) con i soldi in tasca"

Il massimo dell'imbranataggine: hai fame, sei in un panificio, hai addiruttura anche i soldi in tasca, ma non riesci a "quagliare", a mettere insieme tutti gli elementi per raggiungere il risultato :rofl:
Estremamente attuale (te lo dice uno che lavora al supermercato e ne vede di ogni)
 
Dopo a quarantina nu guaiu ogni matina.

Dopo la quarantina un acciacco ogni mattina

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Se camminidi a gamma
Mazzichidi a ganga

Se cammina la gamba
Masticano i denti

Se ti dai da fare
Qualcosa porti a casa

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Cumu ti sapidi u duciu
T'adda sapi' puru l'amaru

Come ti piace il dolce
Ti deve piacere l'amaro

Come accetti i lati positivi delle cose devi accettarne i lati negativi
 
Questa me la diceva mio nonno e mi è venuta in mente l'altro giorno mentre tagliavo la legna:

"L'è mei guardè un che chega che ne un che tàia la legna", "E' meglio guardare uno che caga piuttosto di uno che taglia la legna".

Sta ad indicare la pericolosità del tagliare la legna: ti può saltare in faccia un pezzo di legno o peggio ancora può sfuggire di mano l'accetta all'operatore.
Invece se guardi uno che fa i suoi bisogni, al massimo senti la puzza :rofl:
 
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