Consiglio per uscite in solitaria...meglio fare dei corsi?

Salve a tutti,
immagino che questo sia un topic abbastanza affrontato ma nel mio caso mi domandavo (onde evitare di buttare soldi al vento) se fosse veramente necessario fare un corso soprattutto per il fatto che spesso faccio uscite in solitaria e vorrei acquisire maggiore esperienza sia per una questione di sicurezza sia per passione personale.
Ho gia una buona conoscenza scientifica di base (topografia, botanica, metereologia) dato che ho frequentato un anno di scienze naturali e poi ho continuato a studiare da sola. Non so quanto mi possano dare i corsi che non possa imparare da sola (certo magari la parte del pronto soccorso mi manca).
Magari sapete darmi qualche consiglio su quali corsi scegliere se necessario, oppure un metodo o libri essenziali per imparare e approfondire da soli (oltre ovviamente all'esperienza diretta).
Grazie :)
Buona giornata a tutti.
 
Mah, secondo me più che cercare "corsi" bisogna farsi delle esperienze: girando sempre più in alto o sempre più lontano dalla civiltà e dalla gente: insomma, alzando l'asticella a mano mano che le proprie conoscenze aumentano e maturano.
Sinceramente sono stufa dei corsi...ne ho fatti tanti di tutti i tipi nella mia vita e in proporzione a quanto ho speso ho imparato 1/10 di quello che potevo imparare da sola.
Di cosa avrei bisogno di imparare poi che non potrei imparare man mano con l'esperienza diretta? Magari giusto un corso di pronto soccorso va...per il resto...non so...non vorrei buttare altri soldi.
 
Un corso di sopravvivenza potrebbe fornirti quella "sgrossatura" che, generalmente, chi è alle prime armi come autodidatta potrebbe aver bisogno, ma, personalmente non li ritengo indispensabili, nel senso che sono sicuramente utili ed interessanti ma, spesso, affini a chi ha questa passione, ovvero la sopravvivenza.

Facendo tutto per grado, e senza mettersi in pericolo, anche da autodidatta si possono raggiungere buoni livelli magari con più tempo, secondo me.

Per il primo soccorso potrebbe essere interessante un corso (quelli della CRI, spesso sono gratuiti o comunque nom costano una esagerazione), il problema è che spesso i corsi vengono tenuti pensando ad un contesto urbano per cui andranno poi integrati con qualche manuale/video che trasporti alcune delle tecniche imparate per l'ambito urbano in ambito montano.

Visto che chi và in montagna li "incontra" :) un corso sui funghi potrebbe essere interessante, normalmente costano una stupidata e vengono tenuti da esperti del posto.

Ovviamente se entriamo in ambiti come l'alpinismo, o similari, anche solo come "tecniche" allora i corsi sono decisamente molto utili e li definerei indispensabili (CAI covid permettendo).

..... secondo me :)

Ciao :si:, Gianluca
 
Un corso di sopravvivenza potrebbe fornirti quella "sgrossatura" che, generalmente, chi è alle prime armi come autodidatta potrebbe aver bisogno, ma, personalmente non li ritengo indispensabili, nel senso che sono sicuramente utili ed interessanti ma, spesso, affini a chi ha questa passione, ovvero la sopravvivenza.

Facendo tutto per grado, e senza mettersi in pericolo, anche da autodidatta si possono raggiungere buoni livelli magari con più tempo, secondo me.

Per il primo soccorso potrebbe essere interessante un corso (quelli della CRI, spesso sono gratuiti o comunque nom costano una esagerazione), il problema è che spesso i corsi vengono tenuti pensando ad un contesto urbano per cui andranno poi integrati con qualche manuale/video che trasporti alcune delle tecniche imparate per l'ambito urbano in ambito montano.

Visto che chi và in montagna li "incontra" :) un corso sui funghi potrebbe essere interessante, normalmente costano una stupidata e vengono tenuti da esperti del posto.

Ovviamente se entriamo in ambiti come l'alpinismo, o similari, anche solo come "tecniche" allora i corsi sono decisamente molto utili e li definerei indispensabili (CAI covid permettendo).

..... secondo me :)

Ciao :si:, Gianluca
Sinceramente non ho intenzione di scalare nulla :) a me piace la semplice esplorazione/sopravvivenza della/nella natura meglio se grossomodo selvaggia.
Infatti pensavo anche io ai corsi della CRI poi ovviamente adattati in ambito montano etc...
Corso sui funghi? Perche' no! Soprattutto mi piacerebbe uno di Botanica applicata e non come si studia all'universita' su mattoni di 1500 pagine inutili e impossibili da ricordare.
Ai corsi di survival ci stavo gia' pensando e ne ho individuati alcuni dello CSEN abbastanza vicini a dove abito. Sinceramente parlando lo farei anche per aggregarmi a persone che amano piu uno stile wild rispetto alla "passeggiata" nei boschi e magari con il tempo trovare compagni/e di uscita.
 
Ciao, è una vita che vado da solo, non disdegnando anche uscite con amici o gruppi trek o cai, ma in maggioranza da solo, posti impervi e solitari, boschi impenetrabili e vette solitarie, da soli a volte si possono vivere momenti intensi e totalizzanti, esperienze indimenticabili, ma anche tanti pericoli in agguato.
Ti posso assicurare che se ti piace la cosa l’esperienza si fa strada facendo, a piccoli passi, come dice whitefeater alzando via via l’asticella e soprattutto facendo tesoro di tutto, metereologia, attrezzatura, orientering, stato fisico ecc. e vedrai che vivrai momenti intensi e indimenticabili.
Ma umiltà, senso del limite e curiosità sono indispensabili per vivere appieno ogni avventura.
Saluti
 
Ciao, è una vita che vado da solo, non disdegnando anche uscite con amici o gruppi trek o cai, ma in maggioranza da solo, posti impervi e solitari, boschi impenetrabili e vette solitarie, da soli a volte si possono vivere momenti intensi e totalizzanti, esperienze indimenticabili, ma anche tanti pericoli in agguato.
Ti posso assicurare che se ti piace la cosa l’esperienza si fa strada facendo, a piccoli passi, come dice whitefeater alzando via via l’asticella e soprattutto facendo tesoro di tutto, metereologia, attrezzatura, orientering, stato fisico ecc. e vedrai che vivrai momenti intensi e indimenticabili.
Ma umiltà, senso del limite e curiosità sono indispensabili per vivere appieno ogni avventura.
Saluti
Pienamente d'accordo. Anche a me non dispiace andare in compagnia ma quando si e' soli devo ammettere che le sensazioni sono molto piu intense e i sensi si amplificano. Mi scoccia solo quando incontro altre persone nelle uscite in solitaria xche, contrariamente al pensiero comune, per me le persone sono il vero pericolo. :)
 
Ciao, come ti è stato suggerito fai tutto un passo alla volta, non sottovalutare niente, piuttosto documentati e metti in pratica subito cosa hai scoperto nella teoria con calma.
La regola fondamentale non prendere mai sottogamba nulla, non esiste nessuno che quando parte è sicuro al 100% di quello che succederà o troverà, l'esperienza ti consente di evitare problemi o risolverli facilmente.
L'esperienza da solo è bellissima ma ci vogliono 18 occhi
 
Visto che siamo della stessa città vorrei citarti un vecchissimo adagio romanesco :" ...Er Cinicia si allena"
Sfottendo un tizio fantomatico che si allenava tanto, ma non gareggiava mai. Secondo me è inutile fare mille corsi preparatori. Metti insieme quello che hai e vai. Partendo dalla nostra città hai tutti gli ambienti che vuoi frequentati quel giusto da dare un pò di sicurezza senza affollamenti. IMHO
--- Aggiornamento ---

Bene.... grazie a tutti per i consigli. Meglio tenersi i soldi per la benzina per le uscite
Pensa pure ai mezzi pubblici.
 
Visto che siamo della stessa città vorrei citarti un vecchissimo adagio romanesco :" ...Er Cinicia si allena"
Sfottendo un tizio fantomatico che si allenava tanto, ma non gareggiava mai. Secondo me è inutile fare mille corsi preparatori. Metti insieme quello che hai e vai. Partendo dalla nostra città hai tutti gli ambienti che vuoi frequentati quel giusto da dare un pò di sicurezza senza affollamenti. IMHO
--- Aggiornamento ---


Pensa pure ai mezzi pubblici.
Rispondendo alla romanesca: Avoja e ma 'nfatti!! :D
Si si i mezzi pubblici li prendo sempre in considerazione ma spesso uso la mia macchina xche i mezzi purtroppo non arrivano ovunque e alla fine m costano di piu. Ho una vecchia fiat 600 con un litro mi fa piu di 20 klm e ci vado anche fuori strada! ;)
 
Piccola nota, magari banale: d'accordissimo su un eventuale corso di primo soccorso (veramente utile) ma dal momento che la tua intenzione è prevalentemente uscire da sola, tutto ciò che potrebbe esserti insegnato ad un corso del genere dovresti immaginartelo su te stessa e intervenire su noi stessi non è affatto come intervenire su qualcun'altro, in totale solitaria...
 
Piccola nota, magari banale: d'accordissimo su un eventuale corso di primo soccorso (veramente utile) ma dal momento che la tua intenzione è prevalentemente uscire da sola, tutto ciò che potrebbe esserti insegnato ad un corso del genere dovresti immaginartelo su te stessa e intervenire su noi stessi non è affatto come intervenire su qualcun'altro, in totale solitaria...
Si esatto. Sempre sperando che non mi serva mai :) ma nell'eventualita'... In aggiunta mi rivedro' tutte le serie di Ray Mears e Bear Grylls. Male non fanno. :D
p.s. paradossalmente ho meno timore di agire su me stessa poiche' riesco abbastanza bene a gestire ansia e dolore, che sugli altri. Ho sempre paura di fare male o sbagliare qualcosa sull'altra persona.
 
p.s. paradossalmente ho meno timore di agire su me stessa poiche' riesco abbastanza bene a gestire ansia e dolore, che sugli altri. Ho sempre paura di fare male o sbagliare qualcosa sull'altra persona.
Esattamente questo che intendevo!
Nella pratica: scivolare e rompersi un braccio o slogarsi una spalla (non prendo in considerazione le gambe perchè li sarebbero veramente c***i amari) non è cosa così remota, soprattutto fuori dal sentiero; a quel punto curarsi le varie escoriazioni più o meno serie, sul dolore, è cosa ardua!!!
Non voglio assolutamente scoraggiarti, sono il primo ad andare in solitaria, ci sono alcuni report di escursioni che ho fatto da solo più o meno lungo i sentieri, ma occorre esser preparati a tutto ciò che può succedere sia fisicamente che mentalmente.
 
Esattamente questo che intendevo!
Nella pratica: scivolare e rompersi un braccio o slogarsi una spalla (non prendo in considerazione le gambe perchè li sarebbero veramente c***i amari) non è cosa così remota, soprattutto fuori dal sentiero; a quel punto curarsi le varie escoriazioni più o meno serie, sul dolore, è cosa ardua!!!
Non voglio assolutamente scoraggiarti, sono il primo ad andare in solitaria, ci sono alcuni report di escursioni che ho fatto da solo più o meno lungo i sentieri, ma occorre esser preparati a tutto ciò che può succedere sia fisicamente che mentalmente.
Quando vado da sola di solito non esco mai dai sentieri e mi fermo appena avverto segni di stanchezza. Non vado mai oltre. Vado sempre con le bacchette etc....poi vabbe' c'e' sempre l'imponderabile. Non e' tanto il dolore a spaventarmi quanto l'impossiblita' a muovere l'arto. Se appunto parliamo di una gamba....li sono davvero guai!
 
Ho trovato in rete il programma dei corsi CSEN dove si parla chiaramente di "survival sportivo" cosa interessantissima per carità ma che rispetto all' escursionismo è semplicemente un' altra cosa.

Fare escursionismo da soli non può essere un obiettivo "deve" tutt' al più essere un incidente occasionale, andare in montagna da soli è come prendersi una sbronza nel w-e, sai che ti fa male ma non riesci a non farlo ed allora lo fai ugualmente.
Ergo: studiare come andar da soli è come studiare a sbronzarsi meglio, caso mai si dovrebbe studiare come smettere. Se ci fosse una "EE.AA." ("escursionisti (solitari) anonimi") questa insegnerebbe ad uscire dalla "dipendenza" dall' andare in montagna da soli e riscoprire il piacere della compagnia per quanto questa possa sembrare un impedimento ad un contatto più diretto con la natura.

Personalmente salvo "incidenti" (per mia fortuna sempre più rari) di esperienze di solitudine assoluta il mio trucco per andar da solo è andare in percorsi molto battuti in giorni in cui ci sarà sicuramente gente sul sentiero.

Per starsene poi veramente da soli per qualche ora del resto basta poi allontanarsi dal sentiero di 100 metri, per quanto affollata la montagna non sarà mai come un centro commerciale all' ora di punta.
 
Ho trovato in rete il programma dei corsi CSEN dove si parla chiaramente di "survival sportivo" cosa interessantissima per carità ma che rispetto all' escursionismo è semplicemente un' altra cosa.

Fare escursionismo da soli non può essere un obiettivo "deve" tutt' al più essere un incidente occasionale, andare in montagna da soli è come prendersi una sbronza nel w-e, sai che ti fa male ma non riesci a non farlo ed allora lo fai ugualmente.
Ergo: studiare come andar da soli è come studiare a sbronzarsi meglio, caso mai si dovrebbe studiare come smettere. Se ci fosse una "EE.AA." ("escursionisti (solitari) anonimi") questa insegnerebbe ad uscire dalla "dipendenza" dall' andare in montagna da soli e riscoprire il piacere della compagnia per quanto questa possa sembrare un impedimento ad un contatto più diretto con la natura.

Personalmente salvo "incidenti" (per mia fortuna sempre più rari) di esperienze di solitudine assoluta il mio trucco per andar da solo è andare in percorsi molto battuti in giorni in cui ci sarà sicuramente gente sul sentiero.

Per starsene poi veramente da soli per qualche ora del resto basta poi allontanarsi dal sentiero di 100 metri, per quanto affollata la montagna non sarà mai come un centro commerciale all' ora di punta.
Be allora Bonatti era un alcolizzato! :D Battute a parte...sono d'accordo in parte poiche' la mia non e' una necessita' di solitudine a tutti i costi ma una questione pratica poiche', per prima cosa, faccio molta fatica a trovare compagni/e di uscita, secondo, ammetto di essere un po' insofferente alle esigenze altrui e siccome per me le uscite sono "sacre" mi scoccia che qualcuno me le rovini perche' magari ha paura di bagnarsi per la pioggia o ha paura degli insetti (ne ho viste parecchie di queste scene nelle uscite d gruppo e si autodefinivano tutti "amanti della natura"). Poi lasciamo perdere a trovare persone disposte a dormire nel bosco....quindi....me ne vado va sola. Studio sempre i percorsi e progetto le uscite ma amo anche seguire l'istinto e partire quando mi gira di piu' senza dover "aspettare" nessuno. Ma piu' si cerca la liberta' e piu' bisogna rispettare le regole ed essere preparati.
Come ho gia' scritto lo avevo un gruppo di amici con cui uscivo in stile survival, infatti sono state le uscite piu' belle e un po' me le rimpiango...ma ora non ne faccio piu parte quindi....mi adatto. :)
 
Buongiorno e soprattutto, coraggio, e buona attività!
Dalle chiacchiere lette mi sembra si sia delineata bene la tua situazione.
Penso anch'io che l'esperienza personale (background, letture, e uscite) sia fondamentale, prima dei corsi, e mi sembri abbastanza "iniziata" per continuare così.
Oltre al fatto che, per non andare OT, bisognerebbe riprendere - come in mille altri mille post già fatto - il discorso dei corsi. Ci sono corsi e CORSI, si cono libri e LIBRI. Ci sono persone che ti prendono i soldi per farti fare un weekend tipo "scout" (senza offesa, iio sono un ex Capo AGESCI) e ci sono persone che in una mezza giornata gratis ti fanno germogliare il seme dell'avventura...
Sono anch'io un "animale sociale", e le uscite mi vengono meglio se c'è qualcuno con cui confrontarsi e sperimentare.
Ecco, il punto: se sei da sola, finirai con l'essere ripetitiva, e magari poi ti vengono a noia le attività (limitate, ovviamente, non per colpa tua) che fai o farai.
Essere in compagnia, e ogni tanto "accettare" gli altri, ti permette di allargare il tuo orizzonte.
Quindi la (ovvia) soluzione è cercare nella tua zona altri appassionati, per provare a fare uscite (o parte di uscite) insieme.
Qui da noi spesso organizziamo dei raduni, proprio con lo scopo di far partecopare i "solitari" o i "disaggregati", che nelle loro zone non trovano altri appassionati.
Poi anche sul forum a volte ci sono iniziative (lodevoli) del genere, e chiunque è ben accetto.
Vedrai che la comunità dei bushcrafters è molto aperta, proprio per la connaturale convivenza con l'aria aperta, e come potrebbe essere diversamente! Pensa ai Rendez Vous dei Trapper nordamericani: anche loro una o due volte all'anno avevano bisogno di ritrovarsi e "festeggiare", nonostante siano l'archetipo della non-socialità...
Mi raccomando, sempre occhi aperti!
 
Buongiorno e soprattutto, coraggio, e buona attività!
Dalle chiacchiere lette mi sembra si sia delineata bene la tua situazione.
Penso anch'io che l'esperienza personale (background, letture, e uscite) sia fondamentale, prima dei corsi, e mi sembri abbastanza "iniziata" per continuare così.
Oltre al fatto che, per non andare OT, bisognerebbe riprendere - come in mille altri mille post già fatto - il discorso dei corsi. Ci sono corsi e CORSI, si cono libri e LIBRI. Ci sono persone che ti prendono i soldi per farti fare un weekend tipo "scout" (senza offesa, iio sono un ex Capo AGESCI) e ci sono persone che in una mezza giornata gratis ti fanno germogliare il seme dell'avventura...
Sono anch'io un "animale sociale", e le uscite mi vengono meglio se c'è qualcuno con cui confrontarsi e sperimentare.
Ecco, il punto: se sei da sola, finirai con l'essere ripetitiva, e magari poi ti vengono a noia le attività (limitate, ovviamente, non per colpa tua) che fai o farai.
Essere in compagnia, e ogni tanto "accettare" gli altri, ti permette di allargare il tuo orizzonte.
Quindi la (ovvia) soluzione è cercare nella tua zona altri appassionati, per provare a fare uscite (o parte di uscite) insieme.
Qui da noi spesso organizziamo dei raduni, proprio con lo scopo di far partecopare i "solitari" o i "disaggregati", che nelle loro zone non trovano altri appassionati.
Poi anche sul forum a volte ci sono iniziative (lodevoli) del genere, e chiunque è ben accetto.
Vedrai che la comunità dei bushcrafters è molto aperta, proprio per la connaturale convivenza con l'aria aperta, e come potrebbe essere diversamente! Pensa ai Rendez Vous dei Trapper nordamericani: anche loro una o due volte all'anno avevano bisogno di ritrovarsi e "festeggiare", nonostante siano l'archetipo della non-socialità...
Mi raccomando, sempre occhi aperti!
Pienamente d'accordo! Infatti mi sto comunque attivando per cercare di aggregarmi il piu' possibile: qui sul forum, federtrek, associazioni del posto e quant'altro. Devo sperimentare e avere pazienza e magari con il tempo trovero' persone con una idea di "uscita nella natura" simile alla mia.
A volte quando racconto delle mie uscite alla gente nelle situazioni quotidiane mi guardano con uno sguardo misto di ammirazione e sbigottimento. Del tipo: "Mai dai? Hai dormito nel bosco? E com'e'?? Avevi paura?" oppure " Ma vai da sola?? O mio Dio!!!!!" Me l'hanno detto anche quando sono partita da sola per Londra e ci sono rimasta 3 mesi. " Ma comeee?? Sei partita da sola!!!?????"
Questa cosa mi fa sorridere, sembra che per la gran parte della gente la solitudine sia una specie di malattia da evitare e chi e' solitario sia matto o altro. Buffo!
 
Pienamente d'accordo! Infatti mi sto comunque attivando per cercare di aggregarmi il piu' possibile: qui sul forum, federtrek, associazioni del posto e quant'altro. Devo sperimentare e avere pazienza e magari con il tempo trovero' persone con una idea di "uscita nella natura" simile alla mia.
A volte quando racconto delle mie uscite alla gente nelle situazioni quotidiane mi guardano con uno sguardo misto di ammirazione e sbigottimento. Del tipo: "Mai dai? Hai dormito nel bosco? E com'e'?? Avevi paura?" oppure " Ma vai da sola?? O mio Dio!!!!!" Me l'hanno detto anche quando sono partita da sola per Londra e ci sono rimasta 3 mesi. " Ma comeee?? Sei partita da sola!!!?????"
Questa cosa mi fa sorridere, sembra che per la gran parte della gente la solitudine sia una specie di malattia da evitare e chi e' solitario sia matto o altro. Buffo!
"Meglio soli che male accompagnati"
Quello che dicono basta farlo entrare da un orecchio e farlo uscire dall'altro:rofl:
Visto che per la maggior la Montagna è un hobby ognuno la vive come preferisce, c'è chi ha paura di andare da solo e chi il contrario, chi ama correre e chi stare fermo ecc...
Da soli poi è più facile attaccare bottone con la gente che si incontra.
 

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