Corso di sopravvivenza

Verissimo, tante realtà diverse che propongono corsi molto differenti, oggi il web aiuta parecchio ma, talvolta, rischia di diventare un arma a doppio taglio..
 
I corsi differenti (come quello che hai inventato tu, One tool etc... o quello di Daniele sul pionierismo) secondo me sono molto positivi, perchè il "vecchio" corso basic standard forse non interessa proprio a tutti.
Softair, metal detector, famiglie, padri e figli, aziendale: tutte formule che possono promuovere l'interesse per una disciplina a mio parere immensa come conoscenze, che neanche se fai tutti i corsi del mondo potrai veramente padroneggiare, se dietro non hai un storia tua e una base eperienziale notevole. E la voglia di sperimentare, sempre.
 
Mah, il problema principale che noto è che in questo settore vige l'anarchia, non esiste uno standard formativo comune tra le varie associazioni, ognuno alla fine fa come gli pare. Il che in parte è positivo, se non fosse che ovviamente nel mucchio c'è anche gente con etica discutibile, che si auto-assegna qualifiche improbabili, fino anche a inventarsi affiliazioni con false associazioni internazionali che non esistono, o sbandierano magari soci prestigiosi che probabilmente neanche sanno di esserlo. Il tutto spesso per mero scopo di lucro.
 
Mah, il problema principale che noto è che in questo settore vige l'anarchia, non esiste uno standard formativo comune tra le varie associazioni, ognuno alla fine fa come gli pare. Il che in parte è positivo, se non fosse che ovviamente nel mucchio c'è anche gente con etica discutibile, che si auto-assegna qualifiche improbabili, fino anche a inventarsi affiliazioni con false associazioni internazionali che non esistono, o sbandierano magari soci prestigiosi che probabilmente neanche sanno di esserlo. Il tutto spesso per mero scopo di lucro.
È così, ma è un problema (se vogliamo chiamarlo tale) comune in tutto il mondo. Quello Del outdoor è un mondo vastissimo, e pure lo stesso survival è un termine ed un attività impossibile da classificare in uno standard formativo, e con tutta la buona volontà per farlo, si fallirebbe per il semplice fatto che, diversi istruttori, riflettono nei loro corsi e scuole il proprio sapere e background, che può variare parecchio, dal survival di stampo militare, al survival sviluppato per ritrovare la via di casa, passando per autosufficienza intesa come survival a lungo termine o bushcraft che dir si voglia, fino al survival primitivo che tocca l'archeologia sperimentale, e molte altre visioni e varianti si possono trovare...
Quella dei titoli auto assegnati è purtroppo un problema, ma il web sa tornare in aiuto se si cercano un pó di informazioni su scuole o corsi..
 
Quella dei titoli auto assegnati è purtroppo un problema, ma il web sa tornare in aiuto se si cercano un pó di informazioni su scuole o corsi..
Il web è uno strumento che non tutti sanno o hanno interessa ad usare. E per tutti intendo anche chi magari ha qualcosa di valido da offrire.
Mi chiedo però quale sia la linea di confine tra il narcisismo di chi si auto-assegna il titolo di master in sopravvivenza e la pubblicità ingannevole.
 
Il web è uno strumento che non tutti sanno o hanno interessa ad usare. E per tutti intendo anche chi magari ha qualcosa di valido da offrire.
Mi chiedo però quale sia la linea di confine tra il narcisismo di chi si auto-assegna il titolo di master in sopravvivenza e la pubblicità ingannevole.
Forse non c'è confine, e chi si autoproclama master advanced cintura nera 3° Dan, forse fa già pubblicità ingannevole...
Poi c'è chi si ritiene un maestro, nel senso che ritiene di saper padroneggiare certe abilità e di saperle insegnare, magari valutando anche ciò che offre il mercato a livello di istruttori, forse non sempre all'altezza della situazione...
Non essendoci un ente universalmente riconosciuta, che può ufficializzare la cosa, da un certo punto di vista potrebbe sembrare lecito che, prima o poi, qualcuno si definisca un maestro... Questo come in tutti i campi dove non ci sono enti certificati, stesso discorso per la sopravvivenza fuori dai nostri confini, perché, per quanto di nicchia, quello del survival è un mondo con la sua community, hai ragione a dire che molti inesperti potrebbero essere tratti in inganno, ma nella community i millantatori o chi si auto proclama oltre le proprie competenze, vengono velocemente riconosciuti e, talvolta, emarginati...
Poi in merito al narcisismo, come darti torto, siamo una community da un lato piccola, ma dall'altro potemmo essere mooolto più unita, trarre molto più beneficio gli uni dagli altri, invece vedo un sacco di barriere, confini invalicabili dovuti a differenze di affiliazione, enti sportivi, e altro ancora che nulla a che fare con passione e natura, una paculiarità tutta italiana, che peccato..
 
Teorizzando, ma non solo. Nel mio piccolo cerco sempre di andare al sodo. Cosa mi servebbe per sopravvivere in questo ambiente o altro? E si scivola poi nel campo prepper...
Invece se penso a situazioni di sopravvivenza in cui serve combattere per la propria vita in circostanze dove non hai tempo di utilizzare, ne lo zaino di sopravvivenza, ne le provviste accumulate a casa ect, il primo pensiero va nella definizione delle necessità basilari per la sopravvivenza personale (e se si può anche quella altrui) e quale strumento/i utile vale la pena avere sempre con se.
Poi in vari libri che ho letto c’é chi dice che il primo strumento per la sopravvivenza é la tua testa. Altri di tenere sempre qualcosa di utile addosso…
 
La sopravvivenza di cui discutiamo abitualmente é una pratica ludico-sportiva nella quale ovviamente serve, studio, preparazione e allenamento. Ma personalmente sopra di tutte queste cose, se parliamo di vera sopravvivenza, c'è la gestione dello stress. Questo al netto del fatto che poi, nella realtà è tutto imprevedibile, la cronaca ci dice che a volte è bastata la fortuna
 
Torno forse un po' in ritardo, ma ringrazio per le varie risposte che mi sono state fornite.
Chi mi chiedeva la zona è Trentino Alto Adige, ma mi sposto senza grossi problemi finché non si superano le 5 ore di auto. Nella mia zona trovo al momento solo corsi indirizzati ad un target di età scolare o fatti per "addio al celibato".

Dopo che ho letto le varie risposte mi trovo con il problema che non mi sono del tutto chiari i contenuti dei corsi (c'è sopravvivenza intesa come primo soccorso in ambiente outdoor? devo puntare sul bushcraft?) o se le referenze dei siti che mi avete proposto sono valide o devo starci attento. Non sono del settore, per me una certificazione può essere valida o meno. Grazie
 
Dopo che ho letto le varie risposte mi trovo con il problema che non mi sono del tutto chiari i contenuti dei corsi (c'è sopravvivenza intesa come primo soccorso in ambiente outdoor? devo puntare sul bushcraft?)
Il web è un buon punto fi inizio per capire almeno il tipo di orientamento della scuola e la tipologia dei corsi, nno ricordo cosa cercavo di specifico, se survival tipo militare, bushcraft o altro, ma di certo potrai usare i social per orientarti, poi da lì, trovare una buona scuola con un buon istruttore, è un altra cosa...
Buona fortuna per la ricerca! E facci sapere come andrà il corso se lo farai :)
 
Già questo infatti ti deve dare la cartina tornasole della serietà del prodotto e di chi lo offre: un volantino con un generico invito ad una "giornata bushcraft sulla riva di un fiume " sarà forse entusiasmante per una famiglia con bambini o per un neofita, ma sarà probabilmente poco più di una grigliata in compagnia e difficilmente ci sarà una vero e proprio "trasporto" di conoscenze. Viceversa un programma orientato e con definiti tempi e materie, magari anche con in nomi degli "istruttori", potrebbe darti più certezze dell'oggetto dell'apprendimento. Per il resto vale la risposta di Gabriele: cposa cerchi? Survival estremo, bushcraft, survival urban/nautico/alpino/appenninico/desertico/..., archeologia sperimentale, softair, metal detector, padri e figli, addio al celibato, compleanno? Le proposte sono le più svariate oggi, ormai...
 
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