Cosa significano le croce sulle cime?

Convincano chi le vuole a non metterne di nuove o, addirittura, togliere quelle esistenti per sostituirle con un puffo blu o anche niente, sino ad allora, piaccia o non piaccia, sono comunque un qualcosa che hanno rappresentato, per la maggioranza, e visto che sono ancora lì lo sono ancora ora, un qualcosa degno di essere lì. Non c'è nulla che non possa essere tolto se c'è una maggioranza adeguata.

Ciao :si:, Gianluca

"Mala tempora currunt"Non è affatto un problema avere idee diverse, è un arricchirsi reciprocamente,anzi.
Il problema è ,purtroppo, che non ci sono spesso idee, e si vuol continuare a non stare zitti; ancora peggio poi è il relativismo, che nasconde semplicemente la non conoscenza,e l'ignavia.
 
Monte Catria, Regione Marche provincia di Pesaro.
La croce che di fatto è un bel manufatto se vogliamo, son sempre punti di vista..fu voluta da non so quale Papa, anzi inaugurata.
Il problema in se non sarebbe la fisicità della croce o il significato spirituale, non voglio accendere sterilpolitiche polemiche come il crocefisso in aula si no x carità.. dicevo, il problema almeno x il M.te Catria, sono le assurde cicatrici lasciate al tempo, per permettere al pontefice o magari solo ad un opulento enturage di raggiungere agevolmente la sommità, e quelle cicatrici ci sono ancora e resteranno per sempre!
 
un attimo: in quasi tutte le civilita' le alture sono sempre state indicate come luogo dedicato alle divinita' (o come loro abitazione), per molti motivi (difficolta' di accesso, condizioni inumane o altro).

non e' un caso che si trovino graffiti ed incisioni assurde, e poi templi e capitelli e croci, a quote assurde. la ricerca dell'alto come luogo di spiritualita' e' trasversale alle culture. poi io giro spesso sui colli euganei, e' pieno di capitelli e croci, hanno anche fatto di recente una piccola via crucis lungo un sentiero. c'e'? ok, me ne sbatto le balle, esattamente come faccio con i banchetti elettorali.

la cosa che odio davvero sono le imposizioni a cui non puoi scappare, come appunto radio maria, che te la trovi ovunque, che tu lo voglia o no (e in belgio, anche se a volumi bassissimi e disturbata, mi scassava ancora le balle!!!)
 
Che poi sia qualcosa degno di essere lì è un tuo punto di vista.
Vedi, senza offesa, il concetto non è che è il mio punto di vista, anzi potrebbe anche non essere il mio punto di vista e condividere l'assenza di qualsiasi cosa o il battezzo di tutte le cime con una croce di 6 metri. Il concetto è che per la maggioranza sono manufatti degni di essere lì, ora come allora, è questo il punto del discorso.

Che poi a me, a te, al primo che passa non piace, se si rappresenta la minoranza ...... amen, è il rovescio della medaglia di una società democratica.

Ciao :si:, Gianluca
 
In effetti ! Il mio punto di vista è diverso da i più tanti, ma è solo il mio modo di vedere le cose. Non mi danno fastidio.
Kurt Cobain diceva : Voi ridete perché sono diverso, io rido perché siete tutti uguali...

Ripeto, indipendentemente dal simbolo, le montagne le lascerei come madre natura le ha fatte.
 
Scusate, il fatto che la montagna aveva in vetta solo la propria cima, senza che qualcuno vi depositare qualcosa a voi non fa riflettere?!
IMHO il ns punto di vista infatti non conta, il vezzo di depositare qualcosa in vetta, sia esso un manufatto duraturo o una cac@@a è semplicemente una violenza ed una storpiatura del paesaggio e della montagna...ma sempre IMHO è!
 
è semplicemente una violenza ed una storpiatura del paesaggio e della montagna
..... su quella falsa riga non ci sarebbe il rischio però che qualsiasi cosa può, o potrebbe, essere considerata una storpiatura ?, anche lo stesso sentiero o l'omino visto che, ovviamente, non sono naturali ma derivati dall'attività dell'uomo.

E' più impattante una croce o un sentiero ? ovvero cosa modifica maggiormente a livello morfologico ? cosa si noterebbe maggiormente in una planimetria ?

Tralasciamo il concetto di utilità, poiché qualcuno potrebbe dire che è più utile una funivia che un sentiero per giungere in vetta, o in un determinato luogo (è una assurdità ovviamente), come non sta scritto da nessuna parte che uno debba per forza arrivare in vetta , valutiamo solo l'impatto.

Per me è più impattante un sentiero.
Lo togliamo ? :)

Ciao :si:, Gianluca
 
Infatti Gianluca, son quasi d'accordo, non sono un purista della montagna ne un fanatico, ma sono incline a pensare che dovremmo intervenire il meno possibile in natura, fatti salvi quegli interventi necessari a salvaguardia del territorio stesso ovvio.
In ogni caso parlo di cicatrici proprio nell'intervento precedente..
 
Neanche io mi considero nè un fanatico nè un purista nè un intransigente (in teoria dovrebbe essere gli altri a dirlo ma facciamo finta che sia così :biggrin:) però la mia sensazione, confermata da molti post di questo thread, come di un altro, è che la "salvaguardia dell'integrità paesaggistica" sia una scusante per togliere un oggetto in cui uno non si riconosce (e mi sta benissimo che uno non vi si riconosca) poiché io un thread dove si dica ....... togliamo quel sentiero o smettiamo di andare là ...... non l'ho mai letto :dent4:

Ho letto thread dove non si volevano ciclisti, motociclisti, scout troppo chiassosi, gente in infradito sui ghiacciai ..... per carità tutte cose lecite e facilmente condivisibili, come è lecito chiedere di togliere un oggetto se uno non vi si riconosce (non credo che al tempo del ventennio, in qualche cima, non vi fosse qualche fascio littorio o icone del genere) ..... basta dirlo.

Ciao :si:, Gianluca
 
Si si x carità son tutte opinioni e tutte da rispettare, xò la deriva del trade ci portava verso queste considerazioni..
Per me, ma solo per me, sono alla stregua come altri hanno sottolineato, di un'antenna ripetitore, riconosco che non ne hanno la stessa spiritualità, ma di fatto la montagna sta bene anche senza, poi ci sono son la..e se qualcuno mi dicesse dimmi se le vuoi li sei l'unico che possa decidere le sorti di quel manufatto la in cima, magari ci penserei e x rispetto risponderei: no no va bene lasciate pure stare, anche se non son proprio di mio gusto...
Detto questo fratelli, vo a magnà la pizza appena sfornata, bona serata, Ale
 
Pur rispettando le idee di tutti non posso che esprimere un parere negativo verso chi reclama la "neutralità" dei luoghi. Non parlo dal punto di vista religioso -e premetto che sono credente-, ma da uno uno storico e culturale. Certi luoghi e certe montagne in passato sono state fortemente influenzate dalle vicende religiose. Sulla Maiella si è rifugiato Celestino V, il Papa del gran rifiuto, e su quella montagna la sua congrega ha realizzato degli eremi famosi in tutto il mondo. Proviamo ad immaginare la valle dell'Orfento senza i suoi eremi: qualcuno potrebbe obiettare giustamente che rimane la natura e che evidentemente non cambierebbe nulla. Ma in realtà perderemmo delle possibilità di capire l'uomo e di riflettere sul perché alcuni umani nel Medioevo si sono ritirati in luoghi impervi rifiutando il mondo. Questo non è un merito della religione anche se Celestino V e i suoi seguaci erano monaci cristiani, o meglio non può essere solo il dato religioso a spiegare il fenomeno degli eremiti. Se in passato il cristianesimo ha rappresentato un'aspetto dominante della società e il paesaggio odierno testimonia questo passato, ciò non può essere una colpa ascrivibile a chi è credente ma è un dato sociale. A riprova di ciò sono gli ambiti geografici legati ad altre credenze religiose dove anche li gli uomini hanno eretto i propri simboli. Ne deriva un impianto generale per cui l'uomo ha avuto bisogno di credere, ma vorrei chiarire che la religiosità è qualcosa di diverso dalla fede. La religiosità ha il supporto della storia: di Cristo non parla solo il Vangelo ma anche Tacito, cosi come di Maometto non si hanno notizie solo sul Corano ma anche da altre fonti. La fede, invece, è un fatto personale e libero spettante alla soggettività di ogni individuo. Per questi motivi non credo che esprimere un giudizio sui simboli della religiosità e sulla loro presenza in alcuni luoghi sia sinonimo di apertura mentale o di adesione ad un concetto di libertà, ma piuttosto il segnale di non aver compreso alcuni passaggi storici e sociali.
 
@idankor chiedeva il significato delle croci sulle vette...
Orbene, parlando strettamente di croci, ogni croce ha il suo significato, ma per favore non installatene più senza almeno avermi chiesto il permesso eh?!!!
Pur rispettando le idee di tutti non posso che esprimere un parere negativo verso chi reclama la "neutralità" dei luoghi. Non parlo dal punto di vista religioso -e premetto che sono credente-, ma da uno uno storico e culturale. Certi luoghi e certe montagne in passato sono state fortemente influenzate dalle vicende religiose. Sulla Maiella si è rifugiato Celestino V, il Papa del gran rifiuto, e su quella montagna la sua congrega ha realizzato degli eremi famosi in tutto il mondo. Proviamo ad immaginare la valle dell'Orfento senza i suoi eremi: qualcuno potrebbe obiettare giustamente che rimane la natura e che evidentemente non cambierebbe nulla. Ma in realtà perderemmo delle possibilità di capire l'uomo e di riflettere sul perché alcuni umani nel Medioevo si sono ritirati in luoghi impervi rifiutando il mondo. Questo non è un merito della religione anche se Celestino V e i suoi seguaci erano monaci cristiani, o meglio non può essere solo il dato religioso a spiegare il fenomeno degli eremiti. Se in passato il cristianesimo ha rappresentato un'aspetto dominante della società e il paesaggio odierno testimonia questo passato, ciò non può essere una colpa ascrivibile a chi è credente ma è un dato sociale. A riprova di ciò sono gli ambiti geografici legati ad altre credenze religiose dove anche li gli uomini hanno eretto i propri simboli. Ne deriva un impianto generale per cui l'uomo ha avuto bisogno di credere, ma vorrei chiarire che la religiosità è qualcosa di diverso dalla fede. La religiosità ha il supporto della storia: di Cristo non parla solo il Vangelo ma anche Tacito, cosi come di Maometto non si hanno notizie solo sul Corano ma anche da altre fonti. La fede, invece, è un fatto personale e libero spettante alla soggettività di ogni individuo. Per questi motivi non credo che esprimere un giudizio sui simboli della religiosità e sulla loro presenza in alcuni luoghi sia sinonimo di apertura mentale o di adesione ad un concetto di libertà, ma piuttosto il segnale di non aver compreso alcuni passaggi storici e sociali.
Mi piace il tuo intervento, ricco ed articolato, tuttavia non mi trova d'accordo, non è che si vuol rinnegare chi che i manufatti hanno rappresentato l'arricchimento storico portato da chi ha vissuto i luoghi, monaci, banditi, letterati, partigiani, ma soprattutto Montanari..credo che semplicemente si diceva, oggi nel 2018, mettereste un manufatto (io non ho mai parlato di croci volutamente..) in cima ad una vetta?
Io non lo farei, ma sempre IMHO
 
Continuo a sostenere che le montagna andrebbero lasciate così come madre natura le ha fatte. Tuttavia, anche se non sono assolutamente religioso, fastidio non me ne danno.
 
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