Ciao, avrei una curiosità, più che altro un dubbio. A breve mi leggerò un libro sul tema, avalanche essential, di bruce tremper.
Negli utlimi 2 anni ho preso il discorso seriamente e ho cercato di leggere e capire come organizzare le uscite (bollettini, pendenze, cambi di pendenza ecc) e una volta in ambiente quali segnali osservare per leggere la situazione e decidere per dove passare o non passare (accumuli, sastrugi,regolarità della vegetazione,canaloni e zone pendenti in prossimità di trappole morfologiche, cornici, esposizioni ecc).
Fatta questa premessa, l'altra sera chattavo con una amica il cui ragazzo, scialpinista, le diceva che a seguito di una nevicata, avanzare su neve fresca è sempre sicuro perché non è coesa e non trasmette sollecitazioni. Questo lo diceva, mentre nelle sue zone c'era un rischio 3 e proprio a pochi km cambiava regione e si andava sul 4. Questa frase, mi puzzava, ma non mi sono messo di traverso. Vorrei confrontarmi con altre persone che bazzicano i monti d'inverno...
Questa cosa mi torna in linea teorica, solo che mi torna se si parla di tanta neve fresca che cade su neve che è di per sé stabile, dopo di che però se ce ne è tanta (penso almeno 40-50cm caduti al suolo) avrei il timore che 1° possa aver sovraccaricato troppo il pendio che era già a rischio 2 o 3, già da sola(poi andrebbe visto se è asciutta o umida, il peso cambia) e io potrei fornire l'ulteriore carico di rottura dello strato debole (senza trasmetterlo a distanza tramite lo strato farinoso, per carità) e 2° che magari questa neve poggia su neve che in precedenza era ventata o magari che era poggiata su uno strato debole, quindi io lì non innesco a distanza niente, ma se ho la sfiga di pressare quella neve su un punto di frattura più in profondità, magari sgancio comunque un lastrone presente nello strato sotto alla fresca.Da una simile nevicata poi mi aspetterei che ci possano essere valanghe a pera, ma poco preoccupanti e che non dipendano da chi passa.. però così a cazzotto mi sembrano possibili anche distacchi di lastroni sotto ad uno strato di neve appena caduta e polverosa.
Sinceramente, senza adeguati cicli di fusione e rigelo, o con solo giornate di forte gelo (-5/-10/-15°C fissi), avrei dei dubbi sulla "sicurezza" di un pendio (con scii, ramponi o ciaspole).
Quelle dei lastroni in queste condizioni sono una possibilità reali secondo voi e per vostra esperienza?
Se di neve invece ne cade poca, mettiamo 10 max 30cm, sopra uno stato pre-esistente, penso che il fatto che sia polverosa e che non trasmetta le sollecitazioni a distanza, non escluda di andare a fratturare (con maggior facilità) uno strato debole sottostante e quindi di staccare un lastrone sotto allo strato di neve fresca. Magari il sovraccarico richiesto nei due casi descritti, potrebbe essere diverso)
Che ne pensate, voi?
Negli utlimi 2 anni ho preso il discorso seriamente e ho cercato di leggere e capire come organizzare le uscite (bollettini, pendenze, cambi di pendenza ecc) e una volta in ambiente quali segnali osservare per leggere la situazione e decidere per dove passare o non passare (accumuli, sastrugi,regolarità della vegetazione,canaloni e zone pendenti in prossimità di trappole morfologiche, cornici, esposizioni ecc).
Fatta questa premessa, l'altra sera chattavo con una amica il cui ragazzo, scialpinista, le diceva che a seguito di una nevicata, avanzare su neve fresca è sempre sicuro perché non è coesa e non trasmette sollecitazioni. Questo lo diceva, mentre nelle sue zone c'era un rischio 3 e proprio a pochi km cambiava regione e si andava sul 4. Questa frase, mi puzzava, ma non mi sono messo di traverso. Vorrei confrontarmi con altre persone che bazzicano i monti d'inverno...
Questa cosa mi torna in linea teorica, solo che mi torna se si parla di tanta neve fresca che cade su neve che è di per sé stabile, dopo di che però se ce ne è tanta (penso almeno 40-50cm caduti al suolo) avrei il timore che 1° possa aver sovraccaricato troppo il pendio che era già a rischio 2 o 3, già da sola(poi andrebbe visto se è asciutta o umida, il peso cambia) e io potrei fornire l'ulteriore carico di rottura dello strato debole (senza trasmetterlo a distanza tramite lo strato farinoso, per carità) e 2° che magari questa neve poggia su neve che in precedenza era ventata o magari che era poggiata su uno strato debole, quindi io lì non innesco a distanza niente, ma se ho la sfiga di pressare quella neve su un punto di frattura più in profondità, magari sgancio comunque un lastrone presente nello strato sotto alla fresca.Da una simile nevicata poi mi aspetterei che ci possano essere valanghe a pera, ma poco preoccupanti e che non dipendano da chi passa.. però così a cazzotto mi sembrano possibili anche distacchi di lastroni sotto ad uno strato di neve appena caduta e polverosa.
Sinceramente, senza adeguati cicli di fusione e rigelo, o con solo giornate di forte gelo (-5/-10/-15°C fissi), avrei dei dubbi sulla "sicurezza" di un pendio (con scii, ramponi o ciaspole).
Quelle dei lastroni in queste condizioni sono una possibilità reali secondo voi e per vostra esperienza?
Se di neve invece ne cade poca, mettiamo 10 max 30cm, sopra uno stato pre-esistente, penso che il fatto che sia polverosa e che non trasmetta le sollecitazioni a distanza, non escluda di andare a fratturare (con maggior facilità) uno strato debole sottostante e quindi di staccare un lastrone sotto allo strato di neve fresca. Magari il sovraccarico richiesto nei due casi descritti, potrebbe essere diverso)
Che ne pensate, voi?
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