Bike Da Ferrara a Bassano del Grappa e ritorno in gravel

Data: 16 e 17 maggio 2026
Doverosa premessa: nonostante sia partito da Ferrara, l'itinerario si snoda per almeno il 97% in Veneto.
Regione e provincia: (Emilia-Romagna - Ferrara) Veneto - Rovigo, Padova e Vicenza in direzione nord e poi al contrario per il ritorno.
Località di partenza: Ferrara (FE)
Località di arrivo: Bassano Del Grappa (VI)
Tempo di percorrenza: 17 ore comprese le soste ed esclusi cena e pernotto.
Chilometri: 305
Grado di difficoltà: non contemplato nelle scale linkate; tutto il percorso è pedalabile salvo un piccolo guado ed un tratto in cui si può spingere tranquillamente.
Descrizione delle difficoltà: il chilometraggio è importante e si svolge per un 30% circa su sterrato; nel comune di Fontanaviva c'è un guado per chi vuole continuare a costeggiare il Brenta (evitabile se si rimane sulla ciclopedonale); la salita al colle di San Benedetto è piuttosto rovinata da pioggia e pietre per poco più di un chilometro, comunque percorribile con scarpe rigide da mtb spingendo la bici.
Periodo consigliato: ho fatto questo percorso a maggio ma penso sia bello tutto l'anno; non mi sento di consigliare la traccia che ho percorso al rientro durante l'estate perché c'è pochissima ombra.
Segnaletica: no, si tratta di un taglia&cuci di tracce che ho fatto da me. Sono comunque ben segnalati la sinistra Po, l'argine di Santa Caterina d'Este, l'Anello delle Città Murate, sia la destra che la sinistra Brenta, la salita al cammino di ronda di Marostica, il colle di San Benedetto e la ciclabile della Riviera Berica.
Dislivello in salita: 600m
Dislivello in discesa: n.a.
Quota massima: 120m s.l.m.
Accesso stradale: la traccia percorre strade a bassa percorrenza, ciclabili, argini e sentieri ben collegati e spesso anche ben segnalati

-----

Avevo in mente da un po' questa piccola vacanza, un po' per sfida con me stesso e un po' per ossigenare il cervello.

Le previsioni meteo non sono state incoraggianti nelle ultime settimane, e nella testa si susseguivano buoni propositi e tentazioni di disdire l'impegno senza soluzione di continuità. Peraltro, avevo inizialmente preparato l'itinerario come uscita in bikepacking della squadra di ciclismo, ma la concomitanza con altri ritrovi ha limitato le adesioni allo stesso organizzatore e mi sono detto che sarei dovuto partire ugualmente e godermela finché ero in tempo. Una frase di @Wombat , quando scriveva che il suo gruppo quando si organizza parte sempre e comunque a prescindere dal meteo, ha posto il sigillo sul mio viaggio.

Arrivati a sabato mattina, con la bici ben caricata e in ordine, come da previsioni trovo l'asfalto bagnato ed il cielo grigio e saturo.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/strada-umida.21378/
Non ho montato sensori, ad eccezione del Garmin non voglio che l'elettronica condizioni il mio fine settimana, ma mentre mi dirigo fuori dalla città mi scaldo pedalando ad alta cadenza per sopportare l'aria fresca e umida. La provincia di Rovigo che attraverso poco dopo è un susseguirsi di gioielli palladiani incastonati tra le campagne e case in rovina sotto saltuarie gocce di pioggia leggera.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/pausa-tra-i-rovinassi.21379/
Superato anche il fiume Adige, dopo il comune di Lusia, sull'argine di Santa Caterina, l'uscita comincia a prendere forma: opere di ingegneria idraulica che dimostrano mezzo millennio di vita si alternano alla natura che riprende il suo posto tra le larghe curve.

Degna di nota la base di un campanile alla base della rampa prima del ponte fluviale. Mi riprometto di indagare per scoprire le cause del crollo.

Una breve sosta all'Abbazia di Carceri mi permette di conoscere questo luogo fermo nel tempo, la surreale assenza di visitatori nonostante siano le dieci di un sabato mattina rende ancor più mistica l'esperienza di attraversare questo complesso monumentale.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/e-si-va.21385/
Tutto il misticismo mi abbandona pochissimi chilometri dopo, quando attraversare il centro di Este con bici a mano mi fa sentire molto più asparago che uomo. Troppa, troppa gente, ma non è colpa né loro, al massimo merito della bellezza del luogo. A malincuore abbandono la città murata promettendomi di visitarla un giovedì mattina o in una notte senza luna.

A pochi metri dalla porta cittadine, l'argine del Bisatto mi aspetta. Ci saranno molte pedalate sotto la pioggia battente a fianco di questo corso d'acqua che mi porterà a Padova. Infatti, comincia a scendere con più insistenza, come se Zeus ci tenesse a farmi accelerare per la birra che io e mio fratello berremo all'estremità sud-ovest del capoluogo. Già, in questo caso, il centro città era stato escluso dalla traccia (una mossa lungimirante me la sono concessa!). E se mi ci fossi infilato non avrei visto queste passeggiate sul brecciolino bagnato in pacifica quiete a lato di canottieri ed altri vogatori su imbarcazioni tradizionali.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/imbarcadero.21388/
Alzati dalle panche del bicigrill, bike bar o comesichiama, scopriamo che il cielo si sta aprendo. L'azzurro, insperato al mattino, la vista delle cime alpine quando un'ora prima il cucuzzolo del Venda era completamente coperto... Nella mia testa suona un commento da ragazzini: "No, vabbè". Lo ripeto a voce alta: "No, vabbè, cosa mi sarei perso se fossi rimasto a letto"!
https://www.avventurosamente.it/xf/media/1blu-2.21393/
Ho raggiunto l'argine del Brenta e, con lo stesso infantile entusiasmo, a Piazzola S.B. mi mangio un gelato sotto i portici, ricordando che nello stesso piazzale antistante Villa Contarini ci sono stato da bambino, in gita alle elementari, da capellone, a vedere il concerto dei Motörhead, e da "uomo", in passeggiata con la nonna di mia moglie, qualche tempo fa.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/sotto-i-portici.21392/
Dirigendomi verso nord dalla fermata turistica, apprezzo sempre di più il lungofiume, che si fa via via più selvaggio, il silenzio rotto solo dallo scorrere delle acque e intorno a me solo pacifica vegetazione.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/balcone.21394/
A Fontanaviva attraverso il ponte per raggiungere l'altra sponda, la sinistra, dove il ghiaino è sostituito dalla terra battuta o dai sassi bianchi levigati dalla corrente. Anche un guado mi sorprende - eppure lo sapevo che era da queste parti, dove calcolo molto male l'altezza del movimento centrale e inzuppo entrambi i piedi. Lezione imparata, il sole del pomeriggio asciugherà le scarpe! È il terreno ideale della putrella in acciaio che chiamo bici, ma è anche un piccolo paradiso, a pochi metri dalle case e così libero dalla consueta antropizzazione.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/bucolico.21396/
Da qui a poco dopo Tezze è una danza che chiamerei piatto flow, un'alternanza di educato sentiero, in cui i rari umani che incrocio salutano con discrezione mentre ci cediamo vicendevolmente lo spazio, e alcove con profumatissimi barbecue e ritornelli di Gigi D'Agostino.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/verso-la-vetta.21398/
Dopo Tezze, dicevamo, svolto verso Marostica. La cittadina è la solita, nota, veduta da cartolina, con la piazza degli scacchi, la Rocca e la pavimentazione lucida sotto i tacchi delle coppiette impegnate nello struscio del sabato pomeriggio. Quello che intendo fotografare è il paesaggio dalla cima del cammino di ronda, duecento metri più in alto dopo i tornanti sul fresco versante nord della collina.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/sulla-vetta.21399/
Una rapida discesa e mi spetta il secondo GPM di giornata: colle San Benedetto e la traccia del mondiale gravel di un paio di anni fa, proprio intorno alla Diesel Farm. Naturalmente ho scelto di salire dal sentiero impedalabile che intervalla fango e pietre, ma dopo un chilometro di sudore e imprecazioni posso tornare in sella. Grazie al camminatore per le indicazioni, a proposito!
https://www.avventurosamente.it/xf/media/sulla-vetta-4.21402/
Sei chilometri dopo sono alla Birreria Da Ponte, per reintegrare liquidi e carboidrati.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/paesaggio-alpino.21404/
https://www.avventurosamente.it/xf/media/from.21405/
Dopo una cena abbondante ed una dormita, mi preparo per la fresca partenza sotto un cielo ancora migliore. La domenica non intendo fare salita e, infatti, prendo la sinistra Brenta appena uscito da Bassano. La mattina è più silenziosa e deserta del giorno prima, lo sguardo spazia dalla pianura verso valle alla neve caduta la settimana scorsa.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/ciao-neve.21408/
I sentieri sono come li ricordavo: sassi grossi come uova, terra dura e vegetazione fino al letto del fiume. Bisogna stare attenti e guidare concentrati per non trasformare questa goduria in un incidente di percorso.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/sassi.21409/
La mattina è piuttosto calda quando svolto verso Vicenza per costeggiare il Tesina fino al limitare della città. Il fiume scorre molto più lento tra gli alti argini dove erba alta e papaveri mi trasportano in un quadro di Monet, che non posso replicare in foto. Dopo qualche passaggio non segnalato per lasciarsi indietro la ferrovia e l’autostrada, comincia un rettilineo di recente costruzione diretto a Vicenza, che non intravedo nemmeno, per imboccare la ciclabile della Riviera Berica.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/molti-più-di-mille-papaveri-rossi.21412/
L’avventura si fa da parte e il lungo nastro d’asfalto mi porta tranquillamente alle pendici dei Colli Euganei. Il vento cambia direzione, mi aveva accompagnato con una brezza in direzione sud ed in provincia di Padova, influenzato dalle alture, soffia decisamente verso ovest.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/senza-mani.21413/
I freschi corsi d’acqua sono stati sostituiti da fossi, scoli e canali, e non vedo più nemmeno la cima di una montagna. Ho lasciato tutto alle mie spalle quando una chiusa che separa il Bisatto da Lozzo e Frassine mi fa capire che sono tornato tra le campagne della pianura.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/lultimo-colle.21414/
Dai confini del comune di Este riprendo infine la via percorsa all’andata.
https://www.avventurosamente.it/xf/media/to.21416/
Il mio primo esperimento di bikepacking termina con grassa soddisfazione.

Mi scuso con i puristi della fotografia per i formati variabili e l’uso deliberato del fish-eye: ho scattato le foto con la mia semi-bullet-cam, visto che è impermeabile, e in qualche occasione con lo smartphone, sul quale sono installate sia l’app originale Apple, sia un’app che simula molti parametri manuali.

 
Ultima modifica:
la biciclettata è un genere di fatica che non conosco e in ogni caso mi attira più che altro, non so se lo hai mai già fatto, mi piacerebbe salire con la bicicletta sul Montello
 
la biciclettata è un genere di fatica che non conosco e in ogni caso mi attira più che altro
Te lo consiglio, ma ti devo anche mettere in guardia: è un hobby che chiede tempo e, nella mia esperienza, quattro ore di cammino o quattro ore in sella possono portare ad affaticamenti ben diversi.
non so se lo hai mai già fatto, mi piacerebbe salire con la bicicletta sul Montello
No, nella zona ho pedalato per tre volte la Prosecco Cycling e sono salito un paio di volte ad Asolo, ma il Montello mi manca.
 
Alto Basso