Escursione Da Rongio alla Grotta Ferrera (storia di escursione e geocaching)

Dati

Data: 21 Luglio 2017
Regione e provincia: Lombardia - Lecco
Località di partenza: Rongio
Località di arrivo: Grotta Ferrera
Tempo di percorrenza: 1 ora circa
Chilometri: 3km
Grado di difficoltà: E fino alla grotta, poi c'è la grotta, che è direi di grado Facile (ampia, niente pezzi verticali, nessuna attrezzatura necessaria)
Descrizione delle difficoltà: Nell'avvicinamento alla grotta pianeggiante fino a Ponte di Ferro, poi l'ultimo pezzo è una scalinata irregolare spaccagambe. La grotta, beh, è una grotta, c'è buio, fango, detrito e qualche crepaccio cui prestare attenzione ma facilmente evitabili.
Periodo consigliato: tutto l'anno se non ha nevicato/piovuto troppo
Segnaletica: segni bianco-rossi, sentiero 18 per "Buco di grigna"

Descrizione

Per informazioni sulla grotta: LINK LINK2

Sottotitolo: cosa non si fa per mettere una firma su un foglietto in un barattolo nascosto nel bosco.
Sì, parliamo di geocaching. Estremo però.

Premessa: a ogni geocache è assegnato un punteggio di difficoltà composto da due numeri. Uno indica la difficoltà intellettiva necessaria per capire dove sta e raggiungerla, l'altro indica la difficoltà fisica di recuperarla.
Il minimo è 1-1 (facile, comoda, per tutti) il massimo 5-5 (difficilissima e che richiede conoscenze o attrezzature specifiche). Nel mezzo tutte le combinazioni possibili (2-4, 1-3 etc).

La 5/5 è l'unicorno delle cache, non ce ne sono tante e riuscire a farne una è roba che te ne bulli con gli amici per 3 anni almeno.

Ebbene, Ottobre 2016, scopro che c'è una 5/5 nascosta sui monti nella zona dove vado di solito. Leggo la descrizione, ovviamente coinvolgo subito Ric, mio compare d'avventure matte, ma cavolo è tosta tosta. Decidiamo di prenderci il nostro tempo e rimandiamo alla bella stagione.

A luglio la bella stagione è arrivata. Vuoi la voglia di svagarmi dopo gli esami, vuoi la necessità di cercare bei posti per le escursioni, chiamo Ric e gli dico "Ric, vieni a cercare la cache 5/5? Quella estrema... QUELLA NELLA GROTTA FERRERA?"

Figurarsi se diceva no :p

Così ho pianificato tutto, letto e riletto le descrizioni, preso il necessario. Elmetti, tute, guanti, luci, tonnellate di pile e, ovviamente, un angelo custode a casa, informato nei dettagli e col compito di seguire la missione da distante e far scattare la macchina dei soccorsi in caso di necessità. (Inesperti si, improvvisati no)

Ci siam armati e siam partiti, destinazione Rongio, poco sopra Lecco, da dove parte il sentiero che porta alla grotta e ai rifugi più a monte, sulla Grigna.

Arrivo, caffè di rito nel microscopico bar della microscopica piazza dell'ancor più minimicro chiesa, e si parte. E’ nuvolo e fresco, un amore per camminare.

Il sentiero è comodissimo, una bella mulattiera, prima parte in salita, poi tutta pianeggiante a mezza costa, affiancando un paio di baitelle da lasciarci il cuore.


Poco dopo il sentiero inizia a costeggiare il torrente che scroscia e da spettacolo di se con alti salti e larghe pozze (le marmitte dei giganti).


Una pacchia. Si ride, si scherza, troviamo un punto molto carino di accesso all'acqua e ci godiamo lo scenario.

Quando ripartiamo si inizia a far sul serio, da questo punto partono i famigerati 200 gradini che portano a salire, con una bella tirata, fin alla grotta e oltre.
Dopo un paio di brevi pause dico che no, non ce la faccio più, la mia gamba malandata non ce la fa più, mi serve fermarmi qualche minuto.
Guarda, due bei sassoni che paiono fatti apposta per sedersi! Sediamoci!
E proprio mentre mi sto accasciando sul sasso vedo Ric che mi sussurra e gesticola “psst dietro di teee”
Mi giro ed eccolo lì, un signor (o signora?) camoscio intento a mangiare.
Ci sente, drizza le orecchie, ci guarda un attimo… quindi decide che non val la pena preoccuparsi per questi due cittadini a corto di fiato e continua pacificamente il suo spuntino di metà mattina.


Alla fine ci fermiamo buoni 15 minuti a fargli raffiche di foto e video, finchè non scompare dietro la collina-
Noi oramai riposati rimettiamo lo zaino in spalla e speriamo che finiscano presto questi 200 gradini.
Un gradino… due gradini… giri l’angolo ed ecco l’ingresso della grotta, che alla fine era proprio lì XD

Ti avvicini a quella bocca di tenebra e senti e vedi venir su l’alito della terra, in forma di una sottile corrente e foschia fredda.
Si riesce anche a fotografare, da brividi.


Ora, la Grotta Ferrera è una grotta non turistica, ma di libero accesso. E’ una così detta “cavità di crollo”, praticamente una parte di roccia è crollata su una precedente cavità erosa probabilmente da un sistema di acque sotterranee. Successivamente la grotta è stata utilizzata a scopo estrattivo in età medievale, poiché ricca di ferro.

Non è grande, 170x40mt (per alcuni anche 190x50, pignolerie) e scende dal piano del sentiero altri 40mt.
Non è ramificata, ma è un singolo ambiente diviso in una camera anteriore e una posteriore.
Non presenta difficoltà particolari o rischi, badando di star ovviamente attenti a non scivolare.
Già perché sul fondo scorre costantemente un ruscello e tutto è scivoloso.
Così dicono.
Ma se vi state immaginando una grotta con un facile camminamento segnato da decenni di vai e vieni di minatori non potreste esser più lontani dal vero.

Arriviamo dunque e l’adrenalina inizia a salire. Anche se hai le piantine, anche se hai letto il leggibile, anche se sai che altri prima di te l’han fatto senza problemi (ma spesso con chi ci era già stato), anche se ti sei preparata il piano A B e C perché sei una control freak, comunque guardi e ti chiedi “ma davvero sto per infilarmi in quel buco buio lì? Io che, lo ammetto, ho pure il disagio del buio?”
E la risposta è un convinto SI!
Sono arrivata fin qua e ora voglio metter la mia firma in quel tupperware nascosto lì dentro.

La posizione la conosco, nella camera più remota alla fine del cunicolo più stretto... bene, allora non resta che prepararsi e entrare.
In breve ci vestiamo, mettiamo in tasca le pile di scorta per le lucine, selfie di rito, e si entra!


L’ingresso è ripido e bagnato dal ruscello che scorre partendo dalla fonte accanto all’ingresso, quindi bisogna star attenti a non scivolare, ma non ci sono grossi problemi. Un po’ di attenzione ed è fatta.
Procediamo facilmente per i primi 50 metri, evitando pezzame di pietra e grosse rocce, quindi ci fermiamo per dare uno sguardo alla piantina.
Si vede ancora l’ingresso, in alto dietro di noi, ma la luce esterna già da parecchio non illumina più i nostri passi.
Alziamo lo sguardo verso la volta e… meraviglia… un cielo stellato!
Le nostre luci si riflettono sulle innumerevoli incrostazioni di (credo) pirite e tutto luccica, ove più ove meno.
Uno spettacolo da brividi.


Superata la meraviglia proseguiamo, la volta scende ripida verso di noi e l’ambiente si fa sempre più basso.
Ci troviamo davanti a un grandissimo masso che in qualche modo dobbiamo riuscire ad aggirare, ma sopra non si riesce, di lato il pavimento cade nel nulla buio insieme alla volta. Infine riusciamo a trovare la via, seguendo qualche orma lasciata nel fango da chi ci ha preceduto, e ecco che siam dietro.
Sì, però…. però ora dove andiamo? Sembra un vicolo cieco, pare che non ci sia modo di proseguire, ci giriamo e… e non c’è più la rassicurante luce dell’ingresso.
Abbiam superato il punto in cui non si vede più il giorno esterno.
Ric fa qualche tentativo per trovare un percorso ma nulla… a sinistra no, a destra scende troppo… dai forse abbiamo preso il percorso sbagliato. Torniamo un pezzo indietro.
Hemmm si…. Ma da dove è che siam venuti? o_O

Brevi istanti dilatati dall’oscurità e dal rumore di acqua che ruscella lungo le pareti, ma subito indico a Ric la direzione giusta, aiutata da un ferro infisso nella parete, residuo della vecchia attività mineraria, che avevo preso come riferimento arrivando.
Torniamo indietro, ci facciamo rassicurare un minuto dalla visione dell’ingresso in lontananza, quindi decidiamo di riprovare.
Secondo giro, ancora dietro la roccia, non c’è altra via possibile, ancora nel vicolo cieco, finchè Ric non ha l’illuminazione. E se andassimo in alto?
Ma in alto dove Ric, non vedi che lì finisce nel nulla?
Si ma proviamo!
Così raggiungiamo la sommità di una ripida salita ed ecco il passaggio verso la sommità della frana.
Alla nostra destra una cascatella scaturisce dalla roccia, ma davanti a noi la via è bloccata da incisure e crepacci.
Ma ecco che notiamo segni di passaggio precedente e riusciamo a scavallare.
Scendiamo ora per quelli che sembrano gradoni scavati nella roccia, con molta fantasia, attenti a non scivolare sui centimetri di fanghiglia e guano di pipistrello, e qui il paesaggio si fa completamente diverso.
Mentre prima era chiara l’origine da crollo (eravamo in definitiva sopra una frana) ora siamo in una zona artificiale, scavata dai minatori che furono.
Colline di roccia spezzata e cementata dal carbonato depositato dall’acqua che gocciola.
Sul soffitto una “glassatura” forma piccole stalattiti tubulari

Così, camminando sulle collinette, oramai sicuri della strada, senza gli incombenti massi e guidati da ometti di pietra, arriviamo al fondo della grotta, dove dovrebbe esserci la cache, in una piccola cameretta… in fondo a un cunicolo!
E' lì insieme a una madonnina.

In quel punto si aprono vari cunicoli, ma solo uno è quello giusto, ed è fondamentale entrarci di piedi.
Quindi come prima cosa lasciamo giu gli zaini e controlliamo, testa avanti, i cunicoli.
Metto la testa dietro a uno spuntone di roccia e intravedo qualcosa… “ECCOLA RIC! LA VEDO! E’ AZZURRA… E’ AZZ… lascia stare, è il mio zaino XD”
E’ Ric a trovare il passaggio giusto infilando la testa e vedendo uno scorcio della madonnina.
Ma scusa, davvero dobbiamo entrare LI? Cioè, ma lì se ci passan le spalle è tanto…
La risposta è si!

Così decidiamo di far a turno, uno entra uno sta fuori. Entro io per prima, dopo aver ficcato dentro la testa e capito la situazione.
Pancia sotto, entrare coi piedi, testa bassa quasi a leccare il pavimento, intanto annaspare nel vuoto finchè non trovo con la punta del piede l’appoggio giusto, ed in un PLOP sono dentro.
Ed eccole li, la madonnina e la cache.
Signori, siamo al cospetto di una 5/5, e ora si capisce perché!


L’euforia è alle stelle.

Firmo l'agognato foglietto e quindi mi infilo nel cunicolo per uscire, scoprendo che la faccenda è più complicata che entrare, perché ad un certo punto perdi l’appoggio dei piedi e resti li appeso come un verme, senza aver alcun puntello per spingerti, né libertà di movimento per tirarti fuori.
Ovviamente quale momento migliore di quello per farsi venire un crampo alla spalla? XD
Ma in breve dopo due o tre movimenti trovo la tecnica giusta e in un attimo eccomi fuori.
Un po’ come una nuova nascita in effetti. Molto appropriato dato l’incombente compleanno!

Soddisfatti e strafatti di adrenalina ci risistemiamo lo zaino e torniamo verso il mondo di sopra.
E chissà come è a tornare ci mettiamo 5 minuti.
Fatti due calcoli, a scendere e trovare la cache ci abbiam messo… 2 ore! E una buona mezz’ora per fare a turno dentro e fuori dall’anfratto.

Usciamo dalla grotta e subito una vampata d’aria calda e umida ci ammazza… guardiamo già con nostalgia al fresco ipogeo “Ric che dici, piantiamo le tende un 10 metri dentro la grotta?”

Aspettiamo che si disappannino gli occhiali, siamo lerci, contenti come due pasque, abbraccio e foto di rito.


Sono le 14.20 quando rivediamo la luce, ci svestiamo, ci diamo una ripulita dal fango che inevitabilmente ha passato la tutina (ma proprio poco, meno male che l’avevamo!) e pranziamo, per poi euforici tornare in paese, dove ci attende un bel cielo sereno con meravigliose nuvolette.

Stanchi morti ma assai contenti chiudiamo qui la giornata, concordando su una cosa…

SICURAMENTE QUESTO LO RIFAREMO!
 
Ultima modifica:
Complimenti bella avventura. :si:

L'unica nota, non l'avrei mai fatto per un geocaching, ma ognuno è fatto a modo suo, per cui se per voi era motivo sufficiente, nulla da dire. ;)
 
Di base quando mi vien voglia di vedere un posto nuovo apro il sito di GC e inizio a spulciare. Spesso e volentieri si trovano percorsi escursionistici, più o meno noti, segnati da cache. Al che valuto come è il posto, come è stata l'esperienza di chi mi ha preceduto, vedo le foto e se merita prendo e parto.
Io le mie mete escursionistiche le trovo così, anche quando vado in vacanza, e fin'ora le delusioni son state poche (ma seleziono molto) :p
C'è chi va in un posto nuovo solo per trovare una cache (e del contorno non se ne cura, toccata e fuga e via), e chi come me si fa guidare dalle cache per trovare e godere di posti nuovi, non so se passa la differenza.

Io volevo fare un giro in un posto nuovo, tentare un'avventura, vedere la grotta e trovare una cache. In questo ordine.
C'è chi ci va "solo" per vedere una grotta ^_*
 

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