Alpinismo Direttissima (con variante) al Monte Ocre

Parchi d'Abruzzo
Parco Regionale Sirente-Velino
Dati

Data: domenica 16 febbraio 2014
Regione e provincia: Abruzzo, L'Aquila
Località di partenza e arrivo: San Martino d'Ocre
Tempo di percorrenza: 6 ore
Chilometri: 6
Grado di difficoltà: PD
Descrizione delle difficoltà: pendii ripidi fino a 45°
Dislivello in salita e discesa: 900 mt. circa
Quota massima: monte Ocre 2209 mt.
Accesso stradale: ss 5 bis 500mt. dopo San Martino verso Rocca di Cambio


Descrizione

Visto che finora nessuno ancora ci ha pensato, provo io a raccontare la splendida giornata di domenica scorsa sul monte Ocre.
Monte frequentato principalmente in anello con Cefalone e Cagno da Campo Felice oppure da Casamaina.
Naturalmente gli appassionati di alpinismo preferiscono il bel versante NE che si osserva da L'Aquila, ricco di canali e vie per niente obbligati e di difficolta' mai eccessive.

Noi eravamo partiti per la Diretta con un occhio alla Direttissima, un pelo piu' impegnativa ed alla fine abbiamo costruito una Direttissima con variante, soprattutto perche' l'uscita in cima avrebbe comportato il superamento di una grande cornice(quattro metri ad occhio).
Comunque bella salita con pendenze sempre sopra i 35° e nella parte finale via via in crescendo fino a tratti a circa 45°.
Splendida risposta da parte di tutti i partecipanti, dicasi ben dieci, con menzione particolare alle due grintose ragazze Lisa ed Elisabetta.
Dopo la meritata pausa in cima con panini e vento, rapidissima discesa per il canale La Fossa (usato per la gara di scialpinismo monte Ocre Snow Event) e finale bucolico fra taglieri, grigliate e birra.

Grazie a tutti i ragazzi di Avventurosamente intervenuti sotto la consueta e perfetta regia organizzativa del mago Gerifalco.

Le mie foto di giornata su:Diretta al monte Ocre 16022014
 
Ultima modifica di un moderatore:
Ripropongo qui la foto del versante con in rosso la salita e in verde la discesa.
Davvero bel posto, ci sono canali a non finire, non brevi ma nemmeno tanto lunghi (se ne potrebbero fare due in una giornata).

Riassumendo, la direttissima è un pendio sempre alquanto largo. Lasciandosi a destra il megapanettone roccioso che si vede fin dalla partenza, si sale sulla verticale verso un masso più piccolo, che si lascia sulla sinistra, per poi accedere ad una zona (qui cominiciano i 45°) dove bisogna inventarsi uno slalom tra torrette di roccia. Mai esposto tranne in un punto dove bisogna scegliere tra salire su un breve canaletto (forse a 50°) oppure aggirarlo a sx percorrendo pochi mt su un tratto appunto esposto. Poi dritti in cima con la cresta a vista.

Davvero complimenti al gruppo che, noto con piacere, alzando le difficoltà rimane sempre bello compatto e consistente! :D

 
Quest'uscita la ricorderò essenzialmente come quella dell' "abbraccio" alla neve.
In senso fisico, per la pendenza del canale nell'ultimo tratto dove gli avventurosi hanno praticamente inaugurato una via inedita, la "direttostissima".

Ma soprattutto e ancor più per uno strano sentimento mai sperimentato prima, che quel manto mi ha suscitato come fosse una persona: di vero e proprio affetto, per l'aria da "sopravvissuto" che sembrava esalare in una giornata di pieno inverno che invece pareva essere primavera inoltrata.

Probabilmente questo 2014 resterà ribattezzato negli annali climatici come l'"anno senza inverno", l'opposto del famoso 1816.
Sta di fatto che poche volte come questa ho provato a tratti, specie all'inizio, la sensazione di visitare un ambiente come quando si va a far compagnia a un vecchio amico ricoverato in ospedale. Si ripassano in rassegna i piacevoli momenti trascorsi insieme, si fantastica di altri futuri, si cerca di ridere, scherzare, sdrammatizzare, in qualche modo esorcizzare quello che invece è il presente il quale resta lì, come il convitato di pietra, il macigno ineludibile da dove alla fine il discorso dovrà pur passare prima di congedarsi.

Mi piacerebbe tantissimo parlare di un'escursione davvero appagante; e invece, nel ripensarci, la traiettoria del pensiero mi riconduce volente o nolente a quando ancora eravamo in macchina, e mi viene difficile dimenticare quel velo quasi palpabile di sconcerto collettivo che abbiamo provato all'uscita dalla galleria di Serralunga, quando ci si sono parati dinanzi pianori che nel nostro immaginario abbiamo sempre immaginato in questo periodo come un unico grande candido lenzuolo...e invece esibivano ovunque il grigiore delle pietre chiazzato dall'erba.

Inutile girarci intorno: ogni escursione in realtà comincia già fin da quando quando si viene "elettrizzati" dal panorama che ci si schiude davanti, quando monta interiormente lo sfrigolìo un po' infantile, ma sano, dell'eccitazione; e invece, in questo caso, l'effetto di quel panorama è stato esattamente opposto, anziché dar fuoco alle polveri le ha tristemente bagnate.

Abbiamo quasi inconsapevolmente cercato di far finta di nulla, guardato in alto dove la neve c'era, e quindi l'attacco del canale e la salita all'Ocre si è quasi trasformata nel recupero, anzi nella vera e propria riconquista della normalità, o di una parvenza.

Sarà per questo che, per quanto mi riguarda, per una volta anziché finire nelle solite retrovie me ne sono andato da solo in testa, e proprio nell'occasione che presentava le pendenze maggiori; mosso più da un istinto che da una precisa volontà, forse appunto quell'istinto di premura e di affetto per un infermo che viene spontaneo abbracciare con un gesto di intimità.
In quei momenti ho sentito tutta insieme la zavorra di delusione per una stagione carica di aspettative, simile a un grande cesto che avrebbe dovuto riempirsi di selvaggina e invece rimasto semivuoto; e lo stesso pensiero della primavera - che è sempre stato rinfrancante nei momenti di attesa imminente, simile a quando si esce da un tunnel, il tunnel dell'inverno - stavolta è riuscito a lasciarmi indifferente, addirittura malinconico, perché la primavera era già lì, intorno a me: strana, innaturale, quasi artificiale, addirittura sgradita.

Possono sembrare le riflessioni di un meteoropatico, e magari già da dicembre prossimo sembreranno un lontano ricordo: ma posso garantire che mai come in occasioni del genere, almeno io, avverta pienamente l'"appartenenza alla natura", ai suoi cicli, alle sue alternanze. E questo mio malgrado, ossia nonostante possa pensare che essa sia in qualche modo esterna a me.
Personalmente ho sempre vissuto questi momenti come pendant gioioso rispetto al contesto della vita normale dove non si fa altro che vedere e sentir parlare intorno a sé di crisi, declini, tristezze varie; ma quando in un certo senso vedi che anche e perfino in quel contesto si presenta in modo spettrale qualcosa che sembra avere i contorni di una "crisi", allora l'allegria scema un po'.
Sarà quest'inverno l'eccezione ? speriamo. Però lo sapete come si dice: chi visse sperando, morì....

Un saluto.
 
Mi piacerebbe tantissimo parlare di un'escursione davvero appagante; e invece, nel ripensarci, la traiettoria del pensiero mi riconduce volente o nolente a quando ancora eravamo in macchina, e mi viene difficile dimenticare quel velo quasi palpabile di sconcerto collettivo che abbiamo provato all'uscita dalla galleria di Serralunga, quando ci si sono parati dinanzi pianori che nel nostro immaginario abbiamo sempre immaginato in questo periodo come un unico grande candido lenzuolo...e invece esibivano ovunque il grigiore delle pietre chiazzato dall'erba.

Sarà quest'inverno l'eccezione ? speriamo. Però lo sapete come si dice: chi visse sperando, morì....

Un saluto.
Un confronto visivo grazie a qualche foto del grande Mez risalenti a 2 anni fa:

ora :



nel 2012 :








Che dire.... :(:(
 
... ho provato a tratti, specie all'inizio, la sensazione di visitare un ambiente come quando si va a far compagnia a un vecchio amico ricoverato in ospedale.

... Mi piacerebbe tantissimo parlare di un'escursione davvero appagante; e invece...
Carissimo Andrea, ti capisco bene perchè da appassionato in meteorologia e amante delle quattro stagioni ho trovato davvero singolare questo pseudo inverno, unico a mia memoria!
Permettimi però di fare un piccolo appunto su questo tuo "inno alla gioia" di cui ho riportato soltanto un paio di frasi emblematiche :D.

Visto l'andamento abbastanza fasullo della stagione invernale, palesemente vissuto da tutti noi anche qui in città, non avreste dovuto farvi delle false aspettative proprio per questo motivo.
La maggior parte di noi infatti, è abituato a seguire l'andamento stagionale in montagna attraverso i vari bollettini meteomont, meteoappennino e le tante web cam presenti in tantissime aree di nostra conoscenza, quindi sappiamo bene a cosa andiamo incontro. Capisco che vedere di persona le praterie di Capo Felice completamente pulite a febbraio desta un po' di quello sconcerto di cui parli ma è anche vero che la condivisione con dieci persone dovrebbe far passare in secondo ordine l'aspetto "stagionale" della gita e dare maggiore importanza all'aspetto sociale.
A proposito di questo, vorrei aggiungere un mio pensiero personale senza che nessuno voglia prenderlo come una polemica.
Trovo abbastanza strana l'assoluta mancanza di una continuità di questa giornata dal punto di vista virtuale da parte dei partecipanti, a parte tu, Giuseppe e Francesco. E per assurdo trovo ancora più sconcertante questo aspetto, anzichè la mancanza di neve a quote medio-basse a febbraio.
Peccato non leggere le impressioni, i commenti, le sensazioni di ognuno dei partecipanti che sembrano essersi dissolti nel nulla. Forse i commenti ve li sarete già fatti dal vivo ma la comunità di Avventurosamente, che comunque nasce virtuale, reclamerebbe anche una certa partecipazione in questo senso :) anche se nessuno è obbligato, ci mancherebbe...
D'altronde ho visto bellissime foto che dimostrano quanto sia stata ottima la giornata sotto molti punti di vista, quindi mi aspettavo qualche commento in più.

Visto che finora nessuno ancora ci ha pensato, provo io a raccontare la splendida giornata di domenica scorsa sul monte Ocre.
Ecco, appunto... :D
Grazie a te, Andrea e Francesco per la condivisione.
Foto molto belle!
 
ti capisco bene perchè da appassionato in meteorologia e amante delle quattro stagioni ho trovato davvero singolare questo pseudo inverno, unico a mia memoria!
Quest'anno è stato davvero uno strano inverno! Per me che amo il freddo più del caldo che apprezzo solo in sella alla moto mi è proprio mancato! Specialmente la neve e il ghiaccio!
A volte il destino è beffardo, per diverso tempo ho cercato una bella compagnia con cui andare in montagna dato che tra le vigne delle mie colline non si annoverano grandi appassionati di montagna e della neve!
E adesso che ne ho travata una splendida con cui è nata una bella amicizia, messo da parte per equipaggiarmi al meglio per affrontare le avverse condizione montane...... niente, magliettina anche a Febbraio!!!

Comunque anche questa uscita è stata per me l'ennesimo primato, dopo la prima ferrata/arrampicata del Pizzo Berro, dopo la prima ramponata sull'Argentella con annessa nevicata (a palate!!!), è stata la volta delle prime pendenze più "serie", quindi grazie a voi ho fatto e sto facendo un sacco di esperienza!

Peccato non leggere le impressioni, i commenti, le sensazioni di ognuno dei partecipanti che sembrano essersi dissolti nel nulla. Forse i commenti ve li sarete già fatti dal vivo ma la comunità di Avventurosamente, che comunque nasce virtuale, reclamerebbe anche una certa partecipazione in questo senso anche se nessuno è obbligato, ci mancherebbe...
D'altronde ho visto bellissime foto che dimostrano quanto sia stata ottima la giornata sotto molti punti di vista, quindi mi aspettavo qualche commento in più.
Per rispondere anche a Fabrizio, sicuramente molti dei commenti si sono persi a tavola tra un'antipasto e una grigliata!! Eheheh!! In effetti di solito siamo più attivi! Almeno per quello che mi riguarda ho preferito non rispondere fin'ora perchè questo topic è arrivato insieme ad un paio di notiziacce riguardanti la sfera lavorativa che mi hanno tolto buona parte dell'entusiasmo e non mi andava di limitarmi a dire: "bella uscita alla prossima"!
Sicuramente è importante condividere le uscite con note tecniche, foto e impressioni. Dato che, almeno per me, non fosse stato per il forum non avrei potuto conoscere persone come Giuseppe, Francesco, Andrea e tutti gli altri che ormai sono dei carissimi amici!!

Rimetto il link alle foto!!
 

Discussioni simili



Alto Basso