" Dispersi sul monte Velino, trovato il segnale di un cellulare..."

Di per se non la vedo bene manco io. Io non capisco però,il primo ragazzino che spacca un lampione dopo 30 secondi col telefono lo blindano,un runner lo multano dopo 2 minuti per le vaccate da virus e non sono in grado di tracciare i telefoni?

Mah,mah e ri mah. Del resto io se lo porto dietro o è spento o è in modo aereo perchè non mi va di essere considerato da quelli che non si fanno i fatti loro parte della "troppa gente in giro"
 
In uno degli articoli letti dice che il segnale è stato captato con una apparecchiatura particolare, la analisi delle celle della zona, cioè il sistema usato in città per localizzare i telefonini, che pure sarà stata fatta, non è citata negli articoli, presumo perché quando il telefonino entra nella valle le celle non lo agganciano più.
 
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Utente 24852

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Avranno fatto la tipica triangolazione, ma solitamente si riferisce all'ultimo segnale ricevuto (se é stato inviato un messaggio, se é stata fatta una telefonata, ecc...), la quale riduce lo spazio, ma non dà la posizione esatta. Per esempio, un'altra "moda per risparmiare batteria e ritenere di averlo a disposizione in caso di problemi, come se si dia per scontato che qualunque incidente non ci precludi di fare e disfare, é quella di spegnere i cellulari, spegnere tutte le applicazioni, ecc... Dal momento della triangolazione con l'ultimo segnale ricevuto all'effettiva posizione di una persona, possono esserci stati spostamenti successivi.

Ho in mente un caso specifico in cui c'era una bella triangolazione di un disperso,... dopo 10 anni non lo abbiamo ancora trovato.

Per fortuna o purtroppo la natura non é un reticolo più o meno ordinato come nei paesi, città, ecc.. in cui si può prevedere in base all'informazione, in quale luogo più o meno preciso si trova qualcuno,...
 
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No, nessuna triangolazione, per individuare il segnale del cellulare la GdF ha usato un particolare strumento che entra in contatto con il cellulare fuori rete, lo strumento si trova sull'elicottero e dà la posizione con un'approssimazione di qualche decina di metri: purtroppo le condizioni meteo non hanno permesso di proseguire le ricerche nell'immediato dopo il rilevamnto del segnale: lo strumento si chiama Imsi catcher
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https://www.lagazzettadelmezzogiorn...rsi-sul-velino-trovato-segnale-cellulare.html
 
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Utente 24852

Guest
Quindi sanno più o meno esattamente dove si trova il cellulare, se il terreno non si muove, sanno dove tornare per individuare l'apparecchio. Quindi un simil "Recco",... noi sugli elicotteri, oltre ad altre tecnologie, abbiamo questo... che per fare un esempio stupido,... di segnala presenza di una tastiera, un tablet, ecc... Senza bisogno di un apparecchio che emetta segnali, insomma,...

Imsi catcher, questo in pratica simula un'antenna, ripetitore,un qualcosa a cui il telefono può attaccarsi pensando che sia quello più potente e vicino. Però non viete trovato se non da un qualche tipo di segnale,...
 
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proprio così... il problema è che qualunque apparecchio (smartphone, tablet, cellulare) prima o poi esaurisce la batteria...e quindi il Catcher non lo rileva più...
 
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Utente 24852

Guest
Vero,... per fortuna, possono usare altri sistemi,... ma finché le condizioni non saranno ottimali sia per il volo, che per la ricerca terrestre,... c'é poco da fare. Non si può quasi mai rischiare di trasformare una ricerca dispersi, in una ricerca ulteriore,... dei soccorritori.
 
Curiosità, ma non hanno tipo le termocamere o sistemi analoghi sugli elicotteri?
Non ho idea però se sono utili per cose sotto la neve o sotto terra o se un oggetto "acclimato" viene rilevato.
No, nessuna triangolazione, per individuare il segnale del cellulare la GdF ha usato un particolare strumento che entra in contatto con il cellulare fuori rete, lo strumento si trova sull'elicottero e dà la posizione con un'approssimazione di qualche decina di metri: purtroppo le condizioni meteo non hanno permesso di proseguire le ricerche nell'immediato dopo il rilevamento del segnale: lo strumento si chiama Imsi catcher
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https://www.lagazzettadelmezzogiorn...rsi-sul-velino-trovato-segnale-cellulare.html
 
magari non li hanno per recuperare i dispersi ma ti posso garantire che in tv ho visto servizi di altre polizie che per non farsi gli affari propri ne hanno e tante...

Poi però per fortuna in quei paesi non girano la versione di apocalypse down con i droni
 
U

Utente 24852

Guest
Solitamente gli elicotteri del soccorso sono muniti di tutti questi tipi di tecnologia, se non lo sono già di loro, sanno come organizzarsi per prenderne uno a bordo, collocarlo in sede ed utilizzarlo. Negli ultimi anni, dalle mie parti, sono stati ritrovati diversi gruppi, grazie alle termo-camere sugli elicotteri. O sui droni, che ultimamente hanno "soccorso" parecchie persone. Come pure le app di comunicazione "diretta", gli "ARVA", "SPOT" e via dicendo. Se qualcuno vuole aiutare a dare la possibilità di essere ritrovato in caso di problemi, ci sono tutti i modi del mondo per aumentarne le probabilità La differenza purtroppo stà nel capire con quale filosofie e approccio, qualcuno ha deciso di fare la propria uscita. Che non coincide con le competenze, esperienze, ecc... ma semplicemente sulle "filosofie personali".
 
Questa vicenda sembra fatta apposta per dare ragione a chi vuole rendere obbligatorio Artva, pala e sonda a chiunque voglia fare escursionismo invernale.
Non sono ancora d'accordo con la proposta, ma magari qualche cosa bisognerà organizzarla.
 
eh....sembra proprio "fatta apposta" per chi gode ad aggiungere obblighi su obblighi
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Se qualcuno vuole aiutare a dare la possibilità di essere ritrovato in caso di problemi,
Le filosofie sono sempre due e distinte. La prima è me la rischio e se va male mi ritrovano.
La seconda è fare di tutto perchè nulla accada ma spesso si rischia di rinunciare al giro
 
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Utente 24852

Guest
Quello che ho scritto non voleva essere a favore di obblighi, ecc... anche perché sono il primo a non volermi sottomettere a certe imposizioni politiche/d'autorità. Poi sono contro a proibire le cose!
Ma semplicemente delle considerazioni normalissime.

Se uno vuole essere trovato, pretende di essere trovato, ecc... ci sono tanti sistemi che aiutano in questo. Senza doverli imporre. Mentre se uno non la ritiene una cosa indispensabile, può anche non munirsi di determinate cose. Non servono leggi, obblighi, ecc....

Ci sono un sacco di persone, per fare un esempio, che non indossano nessun apparecchio di protezione, ma comunque uscendone vive grazie a qualcuno, reclamano per le tempistiche dei soccorsi, ecc... Secondo me serve semplicemente della sensibilizzazione, possibili conseguenze a decisioni, preferenze prese,... perché non tutti sono adulti, maturi da fare le cose consapevolmente.

Però come in questo caso, se dovessi dire "...é una tragedia ed é ancora più brutto che non si siano ancora trovati...", ma scommetto che molte persone si indignano se dovessi aggiungere "...se non vengono ritrovati piuttosto facilmente, forse queste persone avevano deciso di non usare nessuna tecnologia attuale per queste situazioni, purtroppo é stata una loro scelta. Sia loro, che parenti e amici dovrebbero esserne a conoscenza, consapevoli delle possibili conseguenze delle scelte prese dai diretti interessati. Anzi, di fatto dovrebbero essere persone che non pretendono nemmeno che ci sia un soccorso...". NB: é per spiegare il mio ragionamento, non stò dicendo che sia così!

Per le due filosofie, una che preclude di fare certe cose, non la vedo uguale. Sicuramente, come per tutto, dipende dalle persone. Non sono conseguenze assolute. A me son sempre piaciute tutte le questioni legate alla sicurezza, soccorso, ecc... ma non ho mai rinunciato a nessuna uscita e a nessun mio approccio, anche particolari rispetto agli stereotipi degli "escursionisti, alpinisti, ecc... perfetti". D'altra parte, senza pretendere e aspettarmi nulla da nessuno, non ci trovo nulla di male nel fare quel che possono per avere maggiore sicurezza, dove possibile e senza che incida sull'attività che voglio farla e come voglio farla. Perché per quanto mi riguarda, significa solo darmi la possibilità, in caso di problemi, di poter continuare poi a fare quel che mi piace. Senza garanzie,... ma é sempre un qualcosa in più. Senza condizionare nulla,...

Ma come dicevo, tutto in base a consapevolezza e coerenza. Tutto il resto, qualunque cosa, é contorno.
 
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secondo me, e me ne rammarico perchè questa è sicuramente tragedia, visto il tempo trascorso, ancora una volta conferma che sempre meno siamo abituati a vivere in contatto con la natura ed i suoi naturali fenomeni
abbiamo tecnologie incredibili, ma questo non significa, perchè in possesso dell'ultimo gadget elettronico, dello shell ipertecnologico che dobbiamo trascurare di usare il cervello
quanti che si avventurano d'inverno, conoscono la nivologia e i metamorfismi della neve?
la montagna chiede rispetto, sempre
non servono obblighi imposti da burocratiche normative

RIP
 
secondo me, e me ne rammarico perchè questa è sicuramente tragedia, visto il tempo trascorso, ancora una volta conferma che sempre meno siamo abituati a vivere in contatto con la natura ed i suoi naturali fenomeni
abbiamo tecnologie incredibili, ma questo non significa, perchè in possesso dell'ultimo gadget elettronico, dello shell ipertecnologico che dobbiamo trascurare di usare il cervello
quanti che si avventurano d'inverno, conoscono la nivologia e i metamorfismi della neve?
la montagna chiede rispetto, sempre
non servono obblighi imposti da burocratiche normative

RIP


Sono tendenzialmente d'accordo. La prevenzione è più importante di ogni dispositivo, e ciò comporta la conoscenza dell'ambiente innevato in tutti i suoi aspetti. Quanta neve è caduta? C'è stato vento? Da dove? Le temperature hanno subito variazioni importanti? Detto questo, anche ai più esperti capita di finire sotto ad una valanga, e qui i dispositivi di sicurezza (artva, pala e sonda) possono davvero fare la differenza. Sul fatto di rendere obbligatori artva, pala e sonda anche per chi fa escursionismo invernale ci sarebbe molto da discutere, è un tema complesso, però vorrei fare due considerazioni;
I dispositivi di autosoccorso non sono un'esclusiva di chi fa scialpinismo. Se si frequentano le stesse zone a piedi (ramponi o ciaspole), perché si può fare a meno di averli?
La seconda considerazione riguarda un aspetto che spesso viene trascurato. L'artva può salvarti la vita, ma può anche permettere ai soccorritori di trovare il tuo corpo velocemente, evitando a questi ultimi di rimanere esposti ad altre possibili valanghe.
 
Scusate ma che c'entra l'Artva con questo caso?
L'Artva nasce con uno scopo preciso, aiutare chi viene travolto da una valanga, e serve solo nelle vicinanze del sepolto, hanno un raggio d'azione limitato, anche perché se non lo si trova subito il sepolto, si rischia di trovare solo il cadavere.
Dall'elicottero, se non ricordo male può raggiungere un raggio massimo di 120 metri, un po' pochino quando non si ha la pallida idea di dove sia il disperso.

In questo circostanza sarebbero serviti altri sistemi di rilevamento, tipo certe app su cellulare (campo permettendo) o meglio i beacon .

Detto questo concordo con chi ha detto che nulla sostituisce la preparazione e l'esperienza, e che andare in montagna in inverno con tempo incerto non è una grande idea.

Ovviamente dispiace per le persone disperse e per i loro cari :(
 
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