Diventare agricoltore (serio)

#81
il problema (grande) è l'acqua.
il terreno è piuttosto drenante, la falda (piuttosto inquinata da nitrati) è a circa 50 mt.
Abbiamo lo stesso problema, suolo impoverito e falda a 50 metri circa.
Al momento per irrigare utilizzo l'acqua di città, mi costa un pochino ma è l'unico sistema. La pacciamatura abbondante mi consente di mantenere il terreno umido per alcuni giorni ma, più avanti ho intenzione di costruire dei vasconi o usare serbatoi per raccogliere l'acqua piovana, un passo in più verso l'autosufficienza.
 

#82
Abbiamo lo stesso problema, suolo impoverito e falda a 50 metri circa.
Al momento per irrigare utilizzo l'acqua di città, mi costa un pochino ma è l'unico sistema. La pacciamatura abbondante mi consente di mantenere il terreno umido per alcuni giorni ma, più avanti ho intenzione di costruire dei vasconi o usare serbatoi per raccogliere l'acqua piovana, un passo in più verso l'autosufficienza.
eh, anche in considerazione del fatto che, per un 50 mt di profondità di falda, devi scendere a 70 mt con lo scavo...
e visto che costa dai 50 ai 60 € /mt di profondità....

ma il problema poi, oltre che di ordine economico...è portare l'acqua da quella profondità in superficie!!! per avere una portata sufficente per 7 ettari di seminativo...ti ci vuole una pompa da 5.5 kw!
 
#83
Bah secondo me ti conviene lasciar stare l'acqua da pozzo. Anche se non so quale sia la situazione delle pioggie lì da te.

Poi comunque dipende da che colture decidi di intraprendere. Hai già qualche idea?
 
#84
BAH... a che razza di Agricoltori ti riferisci, scusa!? :D

Forse nel lontano West, nei fumetti di Tex :lol: ma in Europa se semini un pelo oltre il tuoi confine ti aprono in due come una noce di cocco!
Non parliamo dell'uso della chimica fuori regola... allora si che ti squartano...
Il cancro è la globalizzazione ed i Coltivatori Diretti ne sono usciti da tempo...sono di certo l'unica specie che non è allineata a quello!
Le produzioni intensive sono un lontano ricordo, oggi il "Nuovo Coltivatore" sta rispolverando l'antico mestiere... ti consiglio di andare a leggere i principi a cui si riferisce Federico, nel Topic "Orto Biologico".... se quel metodo è ignobile allora io sono una ballerina di Classico! :D
non invadono i campi di altri agricoltori, ma bensì si allargano ogni anno di più in terreni non coltivati, il cui padrone magari non ha il tempo per controllarli e mantenerli. Ma questo è la cosa minore. Il fatto che i prodotti chimici utilizzati siano a norma di legge non significa che siano salutari e/o benevoli per l'ecosistema. Esempio: Vai a vedere la strage di api che ha fatto il mais conciato nella primavera del 2008. E se muoiono le api va tutto a puttane.
Ora hanno proibito di conciare il mais con alcune molecole, ma il decreto non è ancora definitivo.
Poi basta vedere i campi di grano. ultimamente non sbuca più nessun papavero... non venirmi a dire che quel grano è salutare.
etc etc.
 
#85
peli di pantera, con il tuo atteggiamento stai offendendo me, la tua intelligenza e stai andando off-topic.

stai offendendo me, perchè ho piu volte ribadito che il mio voler "entrare" nel mondo del settore primario è una scelta che sto effettuando con il tempo e con enormi sacrifici proprio perchè non voglio diventare un "servo di concimi e pesticidi" e da questo ne deriva una conoscenza del sistema biologico da Laurea (che non ho).

stai offendendo la tua intelligenza perchè le "sparate a zero" su una categoria sono tipiche delle persone ottuse e sono convinto che tu non lo sia, cerca quantomeno di dimostrarlo però...

stai andando off-topic perchè qui si parla di effettuare azioni nel concreto, che salvaguardino anche il territorio e che creino stabilità nel sistema, le polemiche non servono a niente.
 
#86
Secondo me state prendendo un granchio. Secondo me le invettive sugli agricoltori sono giuste ma non credo si riferisse a te, Federico.

Peli di Pantera però stai andando off topic.
 
#88
Credo che il lavoro degli agricoltori vada comunque rispettato, mentre non sono certamente convinto dei metodi impiegati per ottenere i raccolti. Lo sfruttamento intensivo della Terra presuppone l'impiego di mezzi meccanici e di sostanze chimiche di ogni genere che, a lungo andare producono gli effetti deleteri che conosciamo bene.

Bisognerebbe iniziare a cambiare (o far cambiare) mentalità, magari partendo proprio da questo topic, offrendo anche a chi già inserito nel mondo dell'agricoltura nuovi spunti, nuove possibilità, nuove tecniche più sane, più compatibili col nostro organismo, con gli altri esseri viventi e con la Terra.

Pensate che qualche agricoltore possa accogliere queste parole? Se così fosse sarebbe già un ottimo risultato.
 
#89
secondo me tutto va pensato come un insieme energetico di valori in uscita e in ingresso.
attualmente il sistema terreno è fortemente sbilanciato in negativo: diesel per alimentare trattori ecc, concimi di sintesi, trasporti, energia elettrica, una lunga filiera di distribuzione ecc...

in futuro sarà necessario ridimensionare e calibrare il tutto in funzione del bilancio energetico e con l'uso razionale delle risorse....a puro titolo di esempio, in alcune zone vengono usati i maiali e le galline per "arare e concimare" il suolo prima della semina....
 
#90
Concordo pienamente, è un sistema energetico che avrebbe necessità di notevoli correzioni per riacquistare il giusto equilibrio armonico. Tutto questo sono certo, si tradurrebbe in una produzione non certo quantitativa, ma sicuramente qualitativa.
 
#91
Concordo pienamente, è un sistema energetico che avrebbe necessità di notevoli correzioni per riacquistare il giusto equilibrio armonico. Tutto questo sono certo, si tradurrebbe in una produzione non certo quantitativa, ma sicuramente qualitativa.
eggià, questo è il guaio.
il guaio è che la logica dell'agricoltura, fino ad ora ha visto appezzamenti di centinaia di ettari a monocoltura, una cosa che in natura non si è mai vista e che naturalmente crea degli squilibri...
servono consociazioni e il ritorno ad un'agricoltura mista...
dalle mie parti un tempo, sotto il frutteto si arrampicavano i frutti di sottobosco (opportunamente guidati) e davanti c'era il foraggio o alcuni ortaggi azoto-fissatori,

adesso ci sono frutteti con il terreno fresato ovunque, con conseguente perdita idrica e richiesta di concime chimico che poi va a finire in falda.

insomma...c'è da lavorare e anche parecchio.
il problema è che questo tipo di sistemi "permaculturali" sono improntati più verso una logica di autosostentamento che verso una logica di produzione per il commercio....ed è qui che casca l'asino.
 
#94
insomma...c'è da lavorare e anche parecchio.
il problema è che questo tipo di sistemi "permaculturali" sono improntati più verso una logica di autosostentamento che verso una logica di produzione per il commercio....ed è qui che casca l'asino./QUOTE]

Hai ragione, però (penserai che sono pessimista), in un prossimo futuro, probabilmente l'autosostentamento sarà la regola. Invece, ragionando in termini più ottimisti e più recenti, un segnale positivo del cambiamento è ad esempio l'annullamento degli intermediari, quindi la vendita diretta dall'agricoltore al consumatore, tradotto in termini di risparmio dell'ambiente significa meno navi in giro, treni, autocarri. E' già qualcosa. Poi, se questa produz. vicino casa è anche priva di prod. chimici, allora sarebbe il massimo.
 
#95
Beh.. la filiera corta dalle mie parti comincia a dare i suoi frutti, i distributori di latte fresco sono un esempio!
Occhio però che si rischia di andare Off-topic! :D
 
#97
Scusa Manitu, ma a che paese ti stai riferendo? Le produzioni intensive sono uno strano ricordo? Forse nelle colline toscane.
Certo, e dove altrimenti, io vivo quì e parlo solo delle cose che conosco!
In Toscana l'Agricoltura ha riacceso il neon della "A" maiuscola per fortuna!

La maggior parte della produzione industriale italiana è concentrata nella pianura padana. Ti consiglio di fare un viaggetto in A4 oppure in treno lungo la Milano - Venezia e dare un'occhiata a quante coltivazioni biologiche ci sono.
Ma non ci penso neanche :p :D , fai tu un bel giro in Val d'Orcia e riprendi fiducia nel Mondo dell'Agricoltura... io sono nato e vivo in area "Brunello di Montalcino"... Orti fatti in Casa, Bistecca di Chianina (... da pascolo naturale) e Brunello... magari del 2002! :wub:
Chi è stato al Pigelleto sa di cosa parlo... acquistiamo solo lo Zucchero ed il Sale... ;)

Di Nuovi Coltivatori o come li chiami tu sono in aumento ma certo non hanno nulla a che vedere con una produzione agricola in larga scala.
... è qui il punto, Andrea, il larga scala è globalizzazione... si deve tornare all'autosufficienza zonale e famigliare... dobbiamo fare un passo indietro, senza arretrare, ma con la consapevolezza che siamo sul fondo del barile e che dobbiamo riempirlo di ottimismo! :D
 
#99
ho eltto ora pantera e la sua filippica contro gli agricoltori. ridicolo.

è vero che motli agricoltori sono oramai senza scrupoli anche erp colpa del mercato, ma demonizzare cosi un itnera categoria è veramente folle.

ha ragione manitu quando dice che l'obietivo fodnamentale è ridurre e ritornare all'autosufficienza zonale affidandois agli agricoltori che puntano sulla qualità.
per risparmiare è sufficiente non cormpare nelle boutique del mangiare ma andare direttamente dal produttore! avrete prodotti migliori e meno spesa.
 
Il marcio diventa compost

mio nonno gestisce una azienda agricola molto grande e mi dice sempre che lui tira avanti solo con i contributi...... quando fa molto caldo ad esempio non bagnano nemmeno il mais perchè gli costerebbe troppo.....

io punterei sull'agricoltura biologica, ma ho l'impressione, che i vampiri diventino tutte le aziende certificatrici.

c'è una cosa molto bella che si sta sviluppando cioè esistono delle associazione che ti offrono una cassetta di verdura biologico a 10/20 euro.... in questo modo saresti tu direttamente il distributore! secondo me è un'idea interessante!

che dite?
Si sono d'accordo con quello che affermi, essendo tuo nonno da anni incentrato nel mondo dell'agricoltura. I contributi da sempre hanno fatto il bello e il cattivo tempo per tutti gli agricoltori, grandi o piccoli che siano.

Ad oggi ce ne sono molti di meno e con retribuzione molto ritardata, per non parlare della burocrazia. Detto questo puntare sul biologico è una cosa molto intuitiva, però senza incappare nei grovigli associativi di oggi.

Produzione e vendita e la cosa migliore, elimini le perdite nel corso degli intermediari e con ciò che risparmi, puntare su di una buona visibilità/pubblicità a "tappeto".

La parola chiave è sempre "innovazione" o molto più semplicemente "novità". Di queste realtà ce ne sono moltissime, e continuano a crescere per accaparrarsi una fetta di mercato, ad oggi molto richiesta dal cliente attendo al borsello e all'intimo rispetto di se stesso e del globo.

I contributi sono un ottima cosa, e non sono rivolti sempre alle monoculture .. documentatevi e traetene vantaggio in base alle vostre esigenze.

Buona Fortuna :)
 

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