La regione ha, come ho già espresso, tutte le deroghe per legiferare non solo sulle Guide Alpine e gli AMM, che sono normati da una legge dello stato, ma anche più in generale sul turismo.
Le GAE, come le stesse Guide Alpine o gli AMM, rientrano nel mondo del turismo, la stessa associazione AIGAE si fregia di aver fatto definire un codice specifico ATECO per le GAE ed è un codice del turismo.
Le GAE non sono nel perimetro delle Guide Alpine o dei AMM per il semplice fatto che nella legge n. 6 del 1989, dove sono state normate, nell'ambito d'intervento dei AMM non è stata indicata l'esclusività della prestazione "professionale" come è stata indicata, invece, per le Guide Alpine, questo ha permesso la formazione delle GAE con attività, al di là degli aspetti "filosofici", similari se non sovrapponibili in buona parte; nel momento in cui le singole regioni pongono delle esclusività specifiche ai AMM, come è stato fatto originariamente per le Guide Alpine, e come ha fatto la lombardia definendo una "quota altimetrica", le GAE, di fatto, non possono non considerare questi limiti e, di conseguenza, adeguarsi. Non è una questione di zona "grigia" ma semplicemente di definizione di competenze se sono esclusive o meno.
Dissento

..... nel senso che non c'è una zona grigia non normata, la norma c'è ed è quella che definisce gli AMM ma, a differenza delle Guide Alpine, dove sono autorizzate, per legge, solo loro a fare determinate attività per gli AMM non c'è un analoga esclusività sulla legge 6 del 1989, se in tale legge avvessero scritto che solo gli AMM possono fare xyz le GUE semplicemente non sarebbero nate o, se erano già nate, sarebbero morte.
Faccio un parallelismo, sino a qualche anno fa (2008) qualunque azienda poteva installare un antifurto, l'azienda di impianti elettrici, per esempio, oggi per farlo devi avere dei requisiti ben precisi, per tanto quelle aziende che operavano prima o si sono adeguate o semplicemente hanno smesso quell'attività (non mi sembra di ricordare che hanno avuto delle deroghe). Giusto ? Sbagliato ? Non lo sò ma di fatto è così.
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A mio avviso una soluzione "indolore" che possa accontentare GAE ed AMM non esiste poiché, a mio avviso, ambedue vogliono avere le stesse aree di competenza, perché di fatto fanno le stesse cose chiamandole in modo leggermente differente, per tanto fino a quando sarà permesso che esistano, come figure professionali, senza una qualche limitazione, ovvero, una qualche esclusività in funzione di uno, o più, parametri (quota altimetrica? la lombardia ha scelto quella strada) ci sarà sempre un problema.
Una soluzione potrebbe essere che chi è divenuto GAE prima della data XYZ venga,
d'ufficio, equiparato ai AMM, le regioni pongano dei limiti, e la quota altimetrica è un limite facile da capire, al di sopra della quale gli AMM sono, oltre le Guide Alpine, le uniche figure professionali autorizzate ad operare a qualsiasi titolo con le coperture assicurative idonee. Dalla data XYZ, in poi, le GAE che verranno si adegueranno ma ovviamente sapendolo prima di fare quella scelta. Idem per chi ha conseguito il titolo di Ingegnere prima di una certa data (2001 se non erro) di fatto poteva spaziare in tutto lo scibile "tecnologico", da quella data in poi poteva operare, come tale, solo in base alla tipologia di specializzazione (meccanica, informatica etc etc). Non è rara una soluzione del genere specialmente in quei ambiti professionali dove ad un certo punto si pongono dei paletti di esclusività.
Ovviamente per tutto ciò che non avviene in ambito professionale, due amici che vanno sul monte bianco a prescindere che uno dei due sia un AMM o GAE o Guida Alpina, il prete che sfrutta una casa parocchiale a 2000 mt. per il grest o i volontari che accompagnano il disabile sullo stelvio, con una obbligatorietà RCA se necessaria in funzione del tipo di "affidamento", le regole per AMM, GAE e Guide Alpine semplicemente non hanno valore poiché non siamo difronte prestazioni di opera da attività professionali.
Ciao

, Gianluca