Divieto GAE di portare persone in montagna

Dal sito Aigae:
durata corso: 400 ore
https://www.aigae.org/corso-di-form...conara-marittima-an-ottobre-2024-maggio-2025/

Dal sito del Collegio delle Guide Alpine delle Marche:
durata corso: 530 ore
avviso-corso-accompagnatore-media-montagna_01042025.pdf

hai dato un'occhiata a programmi e (pre)requisiti?
il corso AIGAE ha criteri di ingresso minimi ed è quasi totalmente orientato ad aspetti culturali/ambientali/didattici, il corso AMM richiede di possedere già capacità tecnico-pratiche piuttosto importanti con prove di ingresso decisamente selettive ed è ovviamente mirato a formare "guide" per escursioni con competenze ampie.
in pratica le cose tecniche che impari ai corsi AIGAE non sono forse nemmeno bastanti per essere ammessi ai corsi AMM.
 
Ok, allora mettiamola così: pago una GAE e potrei essere accompagnato da un tizio che ha fatto una formazione variabile tra le 150 e le 400 ore; pago un AMM e potrei essere accompagnato da un tizio che ha fatto tra le 530 e le 600 ore di formazione..

a MIO PARERE continua a essere impietoso il confronto.

detto ciò (e poi chiudo perchè tanto sta conversazione non porta a nulla), io sono assolutamente convinto che ci sia lavoro per tutti: le montagne sono grandi e c'è tanta gente che va portata in montagna e FORMATA su come ci si deve comportare in montagna. vanno definite chiaramente le aree per le GAE e per gli AMM e se ci sono GAE a cui vanno strette, si rimboccano le maniche e diventano AMM.

Esempio: io posso essere super appassionato ed essere interessato a portare gente ad arrampicare, e posso anche essere fortissimo ma per poterlo fare devo diventare GA. per diventare GA però devo essere forte (fortissimo) anche in alpinismo classico, ghiaccio verticale e scialpinismo (e pure canyoning a seconda dal collegio). se mi sta bene mi rimbocco le maniche e lo faccio, se non mi sta bene troverò un altro lavoro!
--- ---

PS. Non ce l'ho con te ahaha.
ma figurati! vai tranquillo che non l'ho mai pensato! :lol::lol:

comunque.. non ho mai sentito di GAE che hanno ammazzato i clienti sul sentiero.. ma sai, di ste cose non se ne parla finchè non capita la sfiga! e vedrai che nel momento in cui capita la sfiga i paletti e le aree di operatività verranno definite (come succede in italia, che bisogna aspettare il morto per intervenire)..

a quel punto se ne parlerà eccome (come per CAI e la tragedia di Pila..)
 
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hai dato un'occhiata a programmi e (pre)requisiti?
il corso AIGAE ha criteri di ingresso minimi ed è quasi totalmente orientato ad aspetti culturali/ambientali/didattici, il corso AMM richiede di possedere già capacità tecnico-pratiche piuttosto importanti con prove di ingresso decisamente selettive ed è ovviamente mirato a formare "guide" per escursioni con competenze ampie.
in pratica le cose tecniche che impari ai corsi AIGAE non sono forse nemmeno bastanti per essere ammessi ai corsi AMM.
Certo che sì, la differenza sostanziale è che alle selezioni dei corsi AMM ti chiedono di fare 700mt di dislivello in un'ora (alcuni AMM che conosco neanche in 2 ore ci riuscirebbero), mentre per le GAE la prova fisica non è prevista. Una volta ammessi ai corsi, te lo posso dire per certo, gli argomenti affrontati sono i medesimi e non si va mai oltre l'ambito dell'escursionismo. In sostanza una Guida Escursionistica ha tutti i requisiti per poter accompagnare un gruppo su percorsi EE, davvero, non vedo perché un AMM dovrebbe essere "più in grado". In cosa esattamente? Come?

Ok, allora mettiamola così: pago una GAE e potrei essere accompagnato da un tizio che ha fatto una formazione variabile tra le 150 e le 400 ore; pago un AMM e potrei essere accompagnato da un tizio che ha fatto tra le 530 e le 600 ore di formazione..

a MIO PARERE continua a essere impietoso il confronto.

detto ciò (e poi chiudo perchè tanto sta conversazione non porta a nulla), io sono assolutamente convinto che ci sia lavoro per tutti: le montagne sono grandi e c'è tanta gente che va portata in montagna e FORMATA su come ci si deve comportare in montagna. vanno definite chiaramente le aree per le GAE e per gli AMM e se ci sono GAE a cui vanno strette, si rimboccano le maniche e diventano AMM.

Esempio: io posso essere super appassionato ed essere interessato a portare gente ad arrampicare, e posso anche essere fortissimo ma per poterlo fare devo diventare GA. per diventare GA però devo essere forte (fortissimo) anche in alpinismo classico, ghiaccio verticale e scialpinismo (e pure canyoning a seconda dal collegio). se mi sta bene mi rimbocco le maniche e lo faccio, se non mi sta bene troverò un altro lavoro!
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ma figurati! vai tranquillo che non l'ho mai pensato! :lol::lol:

comunque.. non ho mai sentito di GAE che hanno ammazzato i clienti sul sentiero.. ma sai, di ste cose non se ne parla finchè non capita la sfiga! e vedrai che nel momento in cui capita la sfiga i paletti e le aree di operatività verranno definite (come succede in italia, che bisogna aspettare il morto per intervenire)..

a quel punto se ne parlerà eccome (come per CAI e la tragedia di Pila..)

Allora mettiamola anche in questa maniera: pago una Gae e potrei essere accompagnato da un tizio che ha fatto una formazione variabile fra le 150 e le 600 ore; pago un AMM e potrei essere accompagnato da un tizio che il corso neanche l'ha fatto.

In effetti il confronto sarebbe impietoso!

Quindi secondo te una GAE che ha già investito tempo e soldi dovrebbe investirne altri soltanto perché qualcuno vorrebbe escluderlo dagli itinerari EE? Siamo seri? Stiamo parlando di circa 5000€ oltre ai 2000€ già spesi! Per integrare cosa poi?

L'esempio della Guida Alpina non lo trovo affatto inerente: stai paragonando attività diversissime fra loro (falesia, alpinismo classico, ghiaccio verticale, scialpinismo) che richiedono una formazione specifica per ognuna di esse. Qui invece si sta parlando dello stesso ambito, l'escursionismo, l'unica discriminante sarebbe il grado di difficoltà. Sei mai stato sul Monte Sibilla? Beh, il Parco la classifica com EE. Quindi escludiamo le GAE perché non sono preparate per portarci i clienti? Eddai!
 
appunto però come vedi la legge demanda alle regioni la gestione - passami il termine - in merito a GA e AMM, che sono appunto le figure normate. e le regioni devono però agire entro i termini di quella legge.
La regione ha, come ho già espresso, tutte le deroghe per legiferare non solo sulle Guide Alpine e gli AMM, che sono normati da una legge dello stato, ma anche più in generale sul turismo.

Le GAE, come le stesse Guide Alpine o gli AMM, rientrano nel mondo del turismo, la stessa associazione AIGAE si fregia di aver fatto definire un codice specifico ATECO per le GAE ed è un codice del turismo.
GAE e affini sono fuori da quel perimetro e in sostanza operano in quella che per certi versi è una zona grigia
Le GAE non sono nel perimetro delle Guide Alpine o dei AMM per il semplice fatto che nella legge n. 6 del 1989, dove sono state normate, nell'ambito d'intervento dei AMM non è stata indicata l'esclusività della prestazione "professionale" come è stata indicata, invece, per le Guide Alpine, questo ha permesso la formazione delle GAE con attività, al di là degli aspetti "filosofici", similari se non sovrapponibili in buona parte; nel momento in cui le singole regioni pongono delle esclusività specifiche ai AMM, come è stato fatto originariamente per le Guide Alpine, e come ha fatto la lombardia definendo una "quota altimetrica", le GAE, di fatto, non possono non considerare questi limiti e, di conseguenza, adeguarsi. Non è una questione di zona "grigia" ma semplicemente di definizione di competenze se sono esclusive o meno.
le GAE si inseriscono in una zona grigia non normata
Dissento :)..... nel senso che non c'è una zona grigia non normata, la norma c'è ed è quella che definisce gli AMM ma, a differenza delle Guide Alpine, dove sono autorizzate, per legge, solo loro a fare determinate attività per gli AMM non c'è un analoga esclusività sulla legge 6 del 1989, se in tale legge avvessero scritto che solo gli AMM possono fare xyz le GUE semplicemente non sarebbero nate o, se erano già nate, sarebbero morte.

Faccio un parallelismo, sino a qualche anno fa (2008) qualunque azienda poteva installare un antifurto, l'azienda di impianti elettrici, per esempio, oggi per farlo devi avere dei requisiti ben precisi, per tanto quelle aziende che operavano prima o si sono adeguate o semplicemente hanno smesso quell'attività (non mi sembra di ricordare che hanno avuto delle deroghe). Giusto ? Sbagliato ? Non lo sò ma di fatto è così.

-------------------

A mio avviso una soluzione "indolore" che possa accontentare GAE ed AMM non esiste poiché, a mio avviso, ambedue vogliono avere le stesse aree di competenza, perché di fatto fanno le stesse cose chiamandole in modo leggermente differente, per tanto fino a quando sarà permesso che esistano, come figure professionali, senza una qualche limitazione, ovvero, una qualche esclusività in funzione di uno, o più, parametri (quota altimetrica? la lombardia ha scelto quella strada) ci sarà sempre un problema.

Una soluzione potrebbe essere che chi è divenuto GAE prima della data XYZ venga, d'ufficio, equiparato ai AMM, le regioni pongano dei limiti, e la quota altimetrica è un limite facile da capire, al di sopra della quale gli AMM sono, oltre le Guide Alpine, le uniche figure professionali autorizzate ad operare a qualsiasi titolo con le coperture assicurative idonee. Dalla data XYZ, in poi, le GAE che verranno si adegueranno ma ovviamente sapendolo prima di fare quella scelta. Idem per chi ha conseguito il titolo di Ingegnere prima di una certa data (2001 se non erro) di fatto poteva spaziare in tutto lo scibile "tecnologico", da quella data in poi poteva operare, come tale, solo in base alla tipologia di specializzazione (meccanica, informatica etc etc). Non è rara una soluzione del genere specialmente in quei ambiti professionali dove ad un certo punto si pongono dei paletti di esclusività.

Ovviamente per tutto ciò che non avviene in ambito professionale, due amici che vanno sul monte bianco a prescindere che uno dei due sia un AMM o GAE o Guida Alpina, il prete che sfrutta una casa parocchiale a 2000 mt. per il grest o i volontari che accompagnano il disabile sullo stelvio, con una obbligatorietà RCA se necessaria in funzione del tipo di "affidamento", le regole per AMM, GAE e Guide Alpine semplicemente non hanno valore poiché non siamo difronte prestazioni di opera da attività professionali.

Ciao :si:, Gianluca
 
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La regione ha, come ho già espresso, tutte le deroghe per legiferare non solo sulle Guide Alpine e gli AMM, che sono normati da una legge dello stato, ma anche più in generale sul turismo.

Le GAE, come le stesse Guide Alpine o gli AMM, rientrano nel mondo del turismo, la stessa associazione AIGAE si fregia di aver fatto definire un codice specifico ATECO per le GAE ed è un codice del turismo.

Le GAE non sono nel perimetro delle Guide Alpine o dei AMM per il semplice fatto che nella legge n. 6 del 1989, dove sono state normate, nell'ambito d'intervento dei AMM non è stata indicata l'esclusività della prestazione "professionale" come è stata indicata, invece, per le Guide Alpine, questo ha permesso la formazione delle GAE con attività, al di là degli aspetti "filosofici", similari se non sovrapponibili in buona parte; nel momento in cui le singole regioni pongono delle esclusività specifiche ai AMM, come è stato fatto originariamente per le Guide Alpine, e come ha fatto la lombardia definendo una "quota altimetrica", le GAE, di fatto, non possono non considerare questi limiti e, di conseguenza, adeguarsi. Non è una questione di zona "grigia" ma semplicemente di definizione di competenze se sono esclusive o meno.

Dissento :)..... nel senso che non c'è una zona grigia non normata, la norma c'è ed è quella che definisce gli AMM ma, a differenza delle Guide Alpine, dove sono autorizzate, per legge, solo loro a fare determinate attività per gli AMM non c'è un analoga esclusività sulla legge 6 del 1989, se in tale legge avvessero scritto che solo gli AMM possono fare xyz le GUE semplicemente non sarebbero nate o, se erano già nate, sarebbero morte.

Faccio un parallelismo, sino a qualche anno fa (2008) qualunque azienda poteva installare un antifurto, l'azienda di impianti elettrici, per esempio, oggi per farlo devi avere dei requisiti ben precisi, per tanto quelle aziende che operavano prima o si sono adeguate o semplicemente hanno smesso quell'attività (non mi sembra di ricordare che hanno avuto delle deroghe). Giusto ? Sbagliato ? Non lo sò ma di fatto è così.

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A mio avviso una soluzione "indolore" che possa accontentare GAE ed AMM non esiste poiché, a mio avviso, ambedue vogliono avere le stesse aree di competenza, perché di fatto fanno le stesse cose chiamandole in modo leggermente differente, per tanto fino a quando sarà permesso che esistano, come figure professionali, senza una qualche limitazione, ovvero, una qualche esclusività in funzione di uno, o più, parametri (quota altimetrica? la lombardia ha scelto quella strada) ci sarà sempre un problema.

Una soluzione potrebbe essere che chi è divenuto GAE prima della data XYZ venga, d'ufficio, equiparato ai AMM, le regioni pongano dei limiti, e la quota altimetrica è un limite facile da capire, al di sopra della quale gli AMM sono, oltre le Guide Alpine, le uniche figure professionali autorizzate ad operare a qualsiasi titolo con le coperture assicurative idonee. Dalla data XYZ, in poi, le GAE che verranno si adegueranno ma ovviamente sapendolo prima di fare quella scelta. Idem per chi ha conseguito il titolo di Ingegnere prima di una certa data (2001 se non erro) di fatto poteva spaziare in tutto lo scibile "tecnologico", da quella data in poi poteva operare, come tale, solo in base alla tipologia di specializzazione (meccanica, informatica etc etc). Non è rara una soluzione del genere specialmente in quei ambiti professionali dove ad un certo punto si pongono dei paletti di esclusività.

Ovviamente per tutto ciò che non avviene in ambito professionale, due amici che vanno sul monte bianco a prescindere che uno dei due sia un AMM o GAE o Guida Alpina, il prete che sfrutta una casa parocchiale a 2000 mt. per il grest o i volontari che accompagnano il disabile sullo stelvio, con una obbligatorietà RCA se necessaria in funzione del tipo di "affidamento", le regole per AMM, GAE e Guide Alpine semplicemente non hanno valore poiché non siamo difronte prestazioni di opera da attività professionali.

Ciao :si:, Gianluca
Condivido gran parte tranne l'ultima parte. Se due amici escono e uno dei due ha un problema e l'altro è dimostrabile che è più esperto, passa i guai ancora più se una guida di qualsiasi genere. C'è un sacco di giurisprudenza purtroppo. Addirittura direttamente dalla procura e non su costituzione in giudizio dei parenti dell' infortunato. Siamo in Italia e gli avvocati abbondano
 
...... Se due amici escono e uno dei due ha un problema e l'altro è dimostrabile che è più esperto, passa i guai ancora più se una guida di qualsiasi genere. C'è un sacco di giurisprudenza purtroppo. Addirittura direttamente dalla procura e non su costituzione in giudizio dei parenti dell' infortunato. Siamo in Italia e gli avvocati abbondano
Questo aspetto esula dal concetto di aree di competenze di una figura professionale, su quello si stava discutendo.

Quanto tu sottolinei è una conseguenza differente, non è una conseguenza diretta del fatto che uno abbia un titolo professionale specifico, ma dell'affidamento responsabile, nel caso ci sia una figura, non professionale, di accompagnatore, guida o quello che vuoi, o dell'affidamento non responsabile quando non c'è un accompagnatore ma semplicemente una persona più esperta. La tipologia di "affidamento" determina, giurisprudenza alla mano poiché non c'è una legge specifica, le eventuali ricadute in termini legali. Ma, ripeto, questo esula dal fatto che uno sia una Guida Alpina o il Messner di turno, poi è ovvio che se sei una Guida Alpina sia facile dimostrare che tu fossi il più esperto del gruppo soprattutto se gli altri erano il gruppo parocchiale di Milano che vedevano per la prima volta la montagna. Ed è per quello parlo di almeno una RCA in funzione del tipo di affidamento.

Ciao :si:, Gianluca
 
... Se due amici escono e uno dei due ha un problema e l'altro è dimostrabile che è più esperto, passa i guai ... Addirittura direttamente dalla procura e non su costituzione in giudizio dei parenti dell' infortunato. ...
I parenti non hanno voce in capitolo a meno che l' "infortunato" non sia un minore o non sia morto nel qual caso che ci sia una inchiesta giudiziaria mi sembra comprensibile ed in buona sostanza credo che per la procura della repubblica sia lo stesso.

Sicuramente la giurisprudenza che citi mette in guardia dall' avventurarsi con persone palesemente inesperte, cosa poi non così rara, la scorsa domenica ho incontrato su un percorso facile ma con tratti esposti due coppie male assortite (un ragazzo sportivo con una ragazza chiaramente alla sua prima volta in quei frangenti ed un papà con una figlia che alla fine, fortunatamente nel tratto ormai a valle, stremata, si rifiutava di procedere).
 
:offtopic:

a meno che l' "infortunato" non sia un minore o non sia morto nel qual caso che ci sia una inchiesta giudiziaria mi sembra comprensibile ed in buona sostanza credo che per la procura della repubblica sia lo stesso.

Se lo sfortunato passa da un servizio sanitario, o da un medico, e le lesioni riportate determinano una incapacità a svolgere le normali attività per un periodo superiore ai 40 gg., o il pericolo di vita, si può intervenire d'ufficio.

Questo avviene perché il medico, o chi per esso, durante l'esercizio delle sue funzioni è obbligato, art. 365 del c.p. e art. 331 c.p.p., a denunciare alle autorità competenti casi di lesioni gravi o gravissime o situazioni che hanno portato al pericolo di vita, a prescindere dalla volontà del paziente, o meno, di denunciare l'infortunio.

Ciao :si:, Gianluca
 
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:offtopic:



Se lo sfortunato passa da un servizio sanitario, o da un medico, e le lesioni riportate determinano una incapacità a svolgere le normali attività per un periodo superiore ai 40 gg., o il pericolo di vita, si può intervenire d'ufficio.

Questo avviene perché il medico, o chi per esso, durante l'esercizio delle sue funzioni è obbligato, art. 365 del c.p. e art. 331 c.p.p., a denunciare alle autorità competenti casi di lesioni gravi o gravissime o situazioni che hanno portato al pericolo di vita, a prescindere dalla volontà del paziente, o meno, di denunciare l'infortunio.

Ciao :si:, Gianluca
Uno dei casi che conosco il rinvio a giudizio nasce d'ufficio e l'assoluzione c'è stata solo in appello. Nonostante la famiglia non avesse agito anzi riconosceva che si era adoperato al soccorso.
 
:offtopic:
Se lo sfortunato passa da un servizio sanitario, o da un medico, e le lesioni riportate determinano una incapacità a svolgere le normali attività per un periodo superiore ai 40 gg., o il pericolo di vita, si può intervenire d'ufficio.
...
Ho dei dubbi sul fatto che la magistratura intervenisse effettivamente anche prima della riforma Cartabia (ed infatti scrivendo non ne ero a conoscenza). Sembra comunque che il regime sia cambiato. Pubblico la sintesi AI di Google.
Ho anche inserito la sintesi sulla differenza tra lesioni lievi (fino a 40gg), grvi (oltre) e gravissime (danni permanenti).

Chi fosse interessato potrà approfondire direttamente sulle fonti.

By Google AI: Procedibilità d' ufficio a seguito della riforma


La riforma Cartabia ha introdotto la procedibilità a querela per le lesioni colpose lievi e gravi, ad eccezione dei casi in cui le lesioni siano state commesse in violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni o dell'igiene del lavoro, o abbiano determinato una lesione personale stradale grave o gravissima. In questi casi specifici, la procedibilità rimane d'ufficio.



Dettagli della riforma:​
  • Lesioni colpose procedibili a querela:
    La riforma, in linea generale, ha spostato le lesioni colpose lievi e gravi al regime di procedibilità a querela, richiedendo quindi la presentazione di una querela da parte della persona offesa entro tre mesi dal fatto per l'avvio del procedimento penale.


  • Eccezioni alla procedibilità a querela:
    Le eccezioni riguardano le lesioni colpose gravi o gravissime commesse in violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni o dell'igiene del lavoro, o che abbiano determinato una lesione personale stradale grave o gravissima. In questi casi, la procedibilità rimane d'ufficio.


=====

By Google AI: differenza tra lesioni gravi e gravissime
  • Le lesioni gravi implicano una malattia o una incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni. Invece, le lesioni gravissime comportano una malattia certamente o probabilmente insanabile, che sussiste allorché sia destinata a durare per tutta la vita.
 
Ma al di là di tutte queste questioni normative, e dei percorsi immagino anche complessi e impegnativi di queste figure, delle quali non metto in dubbio la professionalità, mi chiedo: chi sono i clienti di un AMM o di un GAE? Cioè, devi essere accompagnato da qualcuno per fare un sentiero E o EE (che spesso è di fatto E)? Visto dal mero punto di vista della sicurezza, ce ne è davvero bisogno? Certo se non sei mai andato in montagna e sei completamente sprovveduto, ma se hai un minimo di esperienza a che ti serve? Ci saranno sicuramente altri aspetti come la conoscenza approfondita dell'ambiente che ti può essere descritto e illustrat, e per questo posso capirlo e apprezzarlo.
Arriveremo al punto che "per imparare ad andare in montagna" devi fare corsi presso figure specifiche? Intendo andare per sentieri, non alpinismo ovviamente.
Poi, visto i numeri degli incidenti in montagna forse mi sbaglio io.
 
mi chiedo: chi sono i clienti di un AMM o di un GAE? Cioè, devi essere accompagnato da qualcuno per fare un sentiero E o EE (che spesso è di fatto E)? Visto dal mero punto di vista della sicurezza, ce ne è davvero bisogno?
Non c'è nessun obbligo di accompagnamento neanche per una via alpinistica, salvo indicazioni specifiche, ovvero se io voglio andare sul monte bianco non c'è nessun obbligo di essere accompagnati da una guida alpina se si hanno le opportune esperienze, conoscenze e capacità, e quel "se" è se voglio tornare a casa sulle mie gambine poiché non c'è nessuna forma di controllo.

Ovviamente questo vale anche per i percorsi E o EE a prescindere dalla quota, o dalla regione, per tanto l'istituzione dei AMM o delle GAE non nasce come una imposizione dall'alto e, anche se non ho la sfera di cristallo, dubito che potrà esserlo un giorno.

A questo punto perché esistono i AMM o le GAE, cosa possono dare che le giustifichino ? Se tralasciamo le situazioni in cui l'esperienza maggior di "contatto" con la natura è quella del parco cittadino, direi che è la stessa che si potrebbe avere girando firenze da soli o accompagnati da una guida turistica.

Ovviamente la mia è solo una opinione personale.

Ciao :si:, Gianluca
 
mi chiedo: chi sono i clienti di un AMM o di un GAE? Cioè, devi essere accompagnato da qualcuno per fare un sentiero E o EE (che spesso è di fatto E)?

molta gente ad esempio non si azzarda a uscire dal battuto, nel senso di andare in luoghi che non conosce, anche su sentieri facili.
così come tante persone non sono minimamente in grado di leggere una cartina, interpretare la segnaletica, organizzare una uscita in autonomia. e tanti magari sono semplicemente e legittimamente pigri, o non interessati a impegnarsi in proprio, o non hanno tempo per pensare e pianificare un'uscita, per cui preferiscono mollare venti euri a qualcuno che li porti a spasso senza pensieri occupandosi della "logistica".
e c'è chi lo fa semplicemente per trovare compagnia e magari conoscere gente, o perché è interessato all'aspetto culturale dell'uscita, per dire.

insomma, motivi per andare con un accompagnatore - che possiam ben ritenere più o meno validi ovviamente - ce ne sono a bizzeffe, volendo, anche su terreni facili.
 
Infatti ho detto che gli aspetti di approfondimento dell'ambiente e aggiungo della cultura e tutto quello che di bello si può scoprire con una guida, lì capisco e apprezzo. Ma per andare al rifugio Pizzini in Valtellina (per esempio visto che sono qua in questi giorni) perché da solo non me la sento di andarci da solo ... non saper leggere un segnale o un minimo una cartina per "cavarmela" da soli mi sembra qualcosa di imprescindibile se vuoi fare una attività del genere. Non lo so forse non riesco a calarmi in quella situazione.
Un parallelo per me potrebbe essere l'andare in barca, non avendo io un buon rapporto con l'acqua, ecco forse in quel caso avrei necessità di farlo con una guida.
 
mi chiedo: chi sono i clienti di un AMM o di un GAE?

La mia Banca offre delle escursioni naturalistiche ed evidentemente si vuole affidare, come accompagnatori, a dei professionisti (forse per non rischiare di perdere i propri clienti, dispersi nei boschi :poke:).

Ecco perchè io posso parlare di queste:
Per conoscenza, queste gite le ho fatte con una GAE:

https://www.avventurosamente.it/xf/threads/pennabilli.64461/
(qui eravamo sotto i 700 m, quindi ok :biggrin:)

https://www.avventurosamente.it/xf/threads/monte-fumaiolo.63939/
(qui invece sopra i 1400 m... ahi ahi ahi! :poke:)
 
Ma per andare al rifugio Pizzini in Valtellina (per esempio visto che sono qua in questi giorni) perché da solo non me la sento di andarci da solo ... non saper leggere un segnale o un minimo una cartina per "cavarmela" da soli mi sembra qualcosa di imprescindibile se vuoi fare una attività del genere.
Pizzini a parte - c'è un'ampia e comoda strada carrabile che ci arriva da Forni, dubito ci sia gente che ci si fa accompagnare da una guida! - tieni conto che l'escursionista/turista medio ha poche o nulle conoscenze, a parte il saper - più o meno - buttare un piede avanti l'altro.
 
credo che stabilire vincoli formali, facilmente verificabili, serva a far sì che la legge sia più facilmente applicabile sia sul campo (da carabinieri forestali ecc) che nelle aule di giustizia.

Se dico "non puoi accompagnare fino ai 2.500mt di quota se non hai il patentino AMM" stabilisco un parametro semplice da verificare, perché il patentino o ce l'hai o non ce l'hai e la quota è facilmente verificabile, non c'é niente da interpretare.

Certo questo dà una immagine burocratica del sistema regolatore, ed ha se vogliamo dei margini di ingiustizia, come quello di cui qui si discute che in buona sostanza suona "ho la competenza per farlo, ma non me lo fai fare perché la attestazione della mia competenza non è rilasciata dalla regione ma dall' associazione guide ambientalistiche".

Quindi ok, la legge è migliorabile, chi ne ha interesse si darà da fare per ottenerlo, tutto qui.

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Quanto alla gente che va in montagna per conto proprio la situazione è la più varia ma credo che siano mediamente meno incompetenti di quello che sembrano altrimenti i morti e dispersi ogni anno invece che - purtroppo - a decine (e nemmeno si può dire che "tutti" questi siano finiti come son finiti per l'incompetenza di qualcuno) li conteremmo a centinaia visto quanto sono affollate le vie di montagna.
 
credo che stabilire vincoli formali, facilmente verificabili, serva a far sì che la legge sia più facilmente applicabile sia sul campo (da carabinieri forestali ecc) che nelle aule di giustizia.
Una legge "chiara", ben formulata ed articolata, non è solo semplice da far rispettare ma è anche una garanzia nei confronti di chi se la vede applicata o che la deve rispettare, in altre parole, se io sò che per fare una certa attività professionale ho bisogno di questo questo e quest'altro e che la posso esercitare solo in un certo modo sò che se rimango all'interno di questi parametri nessuno mi può contestare nulla, e se ciò avviene sò che dinnanzi ad un giudice ho molte possibilità di veder ricosciuto i miei diritti; se la legge è discrezionale, o lascia all'interpretazione di chi è demandato a farla rispettare, in prima battuta, è vaga o mal formulata, le scelte del singolo sono sempre potenzialmente rischiose e non è detto che, davanti ad un giudice, si riesca a far capire la buona volontà del proprio operato o, per assurdo, che due sentenze per situazioni analoghe hanno verdetti diametralmente opposti.

Se quando hanno istituito gli accompagnatori di media montagna lo avessero fatto con la stessa metodica delle guide alpine, ovvero che solo potevano fare determinate cose, tutti questi problemi non ci sarebbero, oddio, forse ve ne sarebbero altri ma almeno non questi :)

Ciao :si:, Gianluca
 
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