Dolomiti, il grande carosello

Episodio di ieri semplicemente incommentabile.
Sul ghiaccio del lago a metà aprile con 20 gradi.
Gente che veramente starebbe bene solo in un luna park (forse), visto come sia convinta di starci sempre e comunque.

https://milano.repubblica.it/cronac...USRvrCzykVtSDxWqFaC50-lOuZIwUceIa0sTHmD4fiLq8
Sono d'accordo al 100%.
Fortunatamente il bambino è fuori pericolo e questa è la cosa importante, ma gli adulti che con il loro comportamento hanno messo a repentaglio la vita del bambino, meritano veramente "quattro schiaffi"...!
Quando i vari "merenderos" vengono presi in giro non devono lamentarsi...
 
Sono d'accordo al 100%.
Fortunatamente il bambino è fuori pericolo e questa è la cosa importante, ma gli adulti che con il loro comportamento hanno messo a repentaglio la vita del bambino, meritano veramente "quattro schiaffi"...!
Quando i vari "merenderos" vengono presi in giro non devono lamentarsi...
Già i bambini non dovrebbero essere messi in mezzo a tante cose "normali" (però da adulti) : e invece esiste gente che non resiste alla tentazione di coinvolgere sempre e comunque persino i neonati in cose...a dir poco anormali. Come fossero giocattoli.
 
Accessi su prenotazione a Braies, "hotspot" (ossia regolamentazione di quelle località che ormai si accetta pacificamente siano prese d'assalto dal turismo di massa), i commenti di Messner, quelli di un giudice di Trento sul concetto ormai acclarato di "autoresponsabilita' "...insomma di tutto un po'.



https://www.repubblica.it/cronaca/2...le-346537257/?ref=RHTP-BH-I346413526-P3-S1-T1
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Personalmente trovo la proposta di regolamentare gli accessi a Braies attraverso la prenotazione (ed allo stesso modo ad altri siti naturalistici ormai stra-abusati) molto centrata…

L’anno scorso andai al mare nell’Argentario e prenotai per una paio di giorni l’accesso a Cala Violina. Costo1 Euro a persona e garantiti 700 ingressi al giorno. Spiaggia pulita, pertinenze curate, spazio vitale sufficiente per tutti. E per il Comune di Scarlino questa cosa vale oltre 60.000 Euro su un’intera stagione estiva. Stessa cosa quando andai in viaggio di nozze in Perù: non ricordo il costo di accesso al sito archeologico di Macchu Picchu, ricordo però che entravano solo 2000 persone al giorno e all’una del pomeriggio tutti fuori.

Se queste soluzioni possono contribuire a salvaguardare e preservare delle aree naturalistiche particolarmente delicate dall’assalto incontrollato del turismo di massa, perché no…a patto che si mantengano dei prezzi di ingresso ragionevoli, che la tariffa sia un contributo alle spese e non un’altra scusa per fare business come la strada privata per le Tre Cime di Lavaredo…
 
insomma altri divieti tra le sfere...in sostanza il discorso è quello
Non sono "divieti", ma una regolamentazione che si rende necessaria quando un luogo è preso d'assalto.
In quanti posti - lasciati in balia di afflussi selvaggi - alla fine non c'è andato più nessuno proprio per come erano stati ridotti.
Una bellezza naturale è fatta per essere goduta - anche da chi viene dopo di noi - ma per essere goduta dev'essere conservata, altrimenti finisce per essere deturpata e rottamata.
E se per questo serve disciplina, ben venga: siamo un Paese che (non solo in questo, ma in generale) ne avrebbe bisogno come l'aria che si respira.
 
io invece sto notando che sempre più abbiamo questa cultura del razzo ossia tutto su prenotazione,tutto tracciato,tutto controllato in mezzo ai marones.

Poi per carità la abbiamo anche perchè siamo tanti,sempre di più e andiamo sempre negli stessi posti a fare lo stesso casino che poi non ci piace.

Ne ho avuto modo di vedere alla grotta di rio martino vicino a casa mia,meta spesso invernale e notturna di diverse uscite. Adesso perchè all'interno sembra che ci alberghi un pipistrellino sfigato (ma magari ci abitava probabilmente anche negli anni 80 quando ci andavamo di notte) abbiamo tra i maroni divieti di ingresso invernali,notturni,procedure da decontaminazione nbc perchè sembra ci sia un fungo ( o meglio sembrava che ci fosse,non mi sono più interessato) che li avvelenava.

Passando ovviamenmte per pagliacciate del tipo "avvisate il bar sotto quando salite" e altre vaccate galattiche.

Adesso "il parco del po" ha affidato un qualcosa che era pubblico,aperto e libero a tutti a un gruppo di accompagnatori di fatto proibendo la pratica anarchica....bene spenderò i miei soldi da un altra parte .

Ah...ovviamente vogliono anche la museruola....cha s'la butu an tal petur!

https://www.comune.crissolo.cn.it/archivio/pagine/Grotta_di_Rio_Martino.asp
 
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@busdriver : Sono spesso d'accordo con te, questa volta però, per quanto riguarda il caso specifico di Braies, secondo me non è "cultura del controllo" ma un atto dovuto e indispensabile dato che, evidentemente, ci sono dei "diversamente intelligenti" che ad aprile, con temperature primaverili, in Italia (e non in Groenlandia) vanno a passeggiare su un lago ghiacciato e poi tocca pure andarli a ripescare perché sono cascati in acqua...
Anch'io sono contro i vari divieti che hanno davvero "cotto il razzo", ma in questo caso se fossi il Sindaco di Braies, avrei fatto la stessa cosa.
 
Le piste servono come specchietto per attirare un turismo del tutto irrispettoso e disinteressato alla montagna. Tuttavia per costruire le piste occorre sbancare le montagna, creare laghi artificiali (riserve per la neve sparata), violentare il terreno e l’ambiente e in più ci piazzano accanto dei mega edifici turistici. Il tutto in una fase di riscaldamento globale con scarse precipitazioni naturali e crescenti difficoltà anche per sparare la neve artificiale.

sono ben 12 le regioni a volere mega ampliamenti sciistici


https://gognablog.sherpa-gate.com/il-divertimentificio/
 
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Le piste servono come specchietto per attirare un turismo del tutto irrispettoso e disinteressato alla montagna. Tuttavia per costruire le piste occorre sbancare le montagna, creare laghi artificiali (riserve per la neve sparata), Il tutto in una fase di riscaldamento globale con scarse precipitazioni naturali e crescenti difficoltà anche per sparare la neve artificiale.
Vero
pero appunto in fase di riscaldamento globale e criticità idrica non vedo male
ne l'idea di realizzare riserve d'acqua ne quella di sparare neve ...semmai dico che bisognerebbe spararne di più e più sparsa perchè la neve riflettendo la luce aiuta il raffreddamento.

Ovviamente se si sparano solo le striscie delle piste a nulla serve
ma se si fa come in alcuni comprensori trentini che imbiancano tutta la montagna o in svizzera
dove sparano neve anche sulle case per ottenere l'effetto villaggio invernale....
 
...ma come si può pensare a sopperire al cambiamento climatico con la neve artificiale???
allo stesso modo in cui qualcuno fino a poco tempo fa diceva ....
"come si può pensare che le automobili a benzina possano cambiare il clima mondiale?"


Il fatto è che potremmo essere sulla soglia di un equilibrio molto critico,
magari riusciamo a contenere il riscaldamento solo di mezzo grado medio .... ma quel mezzo grado potrebbe fare la differenza tra lo scatenare un effetto valanga da 20 gradi in più
oppure no.

Che se il permafrost si scioglie io credo non ci sia scampo
 
...allo stesso modo con cui certe persone dicono che gli asini volano...
Il fatto è che siamo già sulla soglia critica a tal punto che anche ipotizzando per assurdo uno stop assoluto di gas serra, la temperatura globale aumenta comunque (stimati di almeno 1,5°). Come un treno in velocità, anche se lo vuoi fermare, per un po' corre ancora.
Questo non significa che la vita cessi, ma che i viventi incluso l'uomo, dovranno adattarsi.
Paesaggi diversi, clima stravolti in una transizione che come sempre avviene, in un primo periodo creerà stenti ed estinzioni, poi i "più adattabili" ricostruiranno un po' alla volta nuovi equilibri e nuovi ambienti.
Ipotizzerei - vista la tecnologia umana - non una estinzione di massa, ma uno storpiamento della biosfera.
 
...allo stesso modo con cui certe persone dicono che gli asini volano...
Il fatto è che siamo già sulla soglia critica a tal punto che anche ipotizzando per assurdo uno stop assoluto di gas serra, la temperatura globale aumenta comunque (stimati di almeno 1,5°). Come un treno in velocità, anche se lo vuoi fermare, per un po' corre ancora.
Questo non significa che la vita cessi, ma che i viventi incluso l'uomo, dovranno adattarsi.
Paesaggi diversi, clima stravolti in una transizione che come sempre avviene, in un primo periodo creerà stenti ed estinzioni, poi i "più adattabili" ricostruiranno un po' alla volta nuovi equilibri e nuovi ambienti.
Ipotizzerei - vista la tecnologia umana - non una estinzione di massa, ma uno storpiamento della biosfera.
Eh mi trovo abbastanza d'accordo, la discesa è imboccata e tutti i ragionamenti che si fanno, ammesso che vengano messi in pratica, saranno a beneficio di future generazioni che non conosceremo mai.
Poi detto onestamente noi stiamo a menarla tanto con auto elettriche, pompe di calore, classe A+++, buste di plastica biodegradabili, queste sono gocce nel mare!!!!
Quello che sposta la bilancia sono CINA + USA che non hanno nessuna intenzione di mollare le emissioni, a questi aggiungiamo i paesi in via di sviluppo che producono anche loro quantità pazzesche di spazzatura che finisce direttamente nei mari o bruciate nell'aria.
 
Carlo Alberto Pinelli: Montani è l’orologiaio magico che riporta all’età della pietra il Cai

Prima formula magica, tratta letteralmente da una sua esternazione: Nessun no ideologico alle Olimpiadi e alle opere ad essa necessarie. La mia presidenza, prima di pronunciarsi vuole approfondire. Noi apparteniamo al popolo della proposta, non a quello della protesta”. Confesso che basta questa affermazione categorica per farmi ringiovanire di cinquant’ anni. Riportandomi al tempo in cui ero il presidente della Commissione TAM centrale e dovevo sorbirmi, un giorno si e un giorno no, lezioncine identiche a questa ( “approfondire, valutare, evitare impulsi emotivi e ideologici, ridimensionare, consultare altri esperti”), ogni volta che supplicavo gli organi centrali del Sodalizio di prendere urgenti misure per bloccare – o per lo meno denunciare con forza – nuove vie d’accesso alle alte quote, nuovi impianti a fune, nuovi tagli boschivi, nuovi inutili rifugi in via di immediata attuazione. Quando dopo mesi finalmente il CAI prendeva una posizione ( tendenzialmente farisaica), ormai il danno era fatto e tanti saluti. La situazione divenne talmente insostenibile che fui costretto a dimettermi. Un anno dopo nasceva Mountain Wilderness.

Seconda formula magica: I tesserati si iscrivono al Club Alpino per salire le montagne, non per fare ambientalismo”. Qui siamo di fronte a un vero gioiello. Con un colpo di bacchetta magica l’affermazione cancella l’intero significato del Bidecalogo, che lo stesso CAI ha faticosamente elaborato come stella polare del proprio rapporto con l’ambiente montano. Il Bidecalogo dice in sintesi che l’amore per l’ attiva frequentazione della montagna da parte dei soci CAI non è separabile dalla ferma volontà di preservarne l’integrità (Trovo scritto: “Conoscere, frequentare e preservare le montagne e difenderne l’ambiente sono i predicati su cui si fonda l’identità del Sodalizio”). Che nome si può dare a questa presa di posizione, se non “ambientalista”? Varrebbe la pena ricordare che anche il CAI, al pari del WWF, di Italia Nostra, di Mountain Wilderness, ecc. fa parte dell’elenco delle associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero della Transizione Ecologica. Montani pensa di uscirne, per non venire contagiato dal fiato “ambientalista” delle altre associazioni? Il ricorso alla dimensione della “proposta alternativa”, enfatizzato dall’architetto Montani come unico percorso ipotizzabile, in realtà può rappresentare solo una strategia tra le tante, molte volte non attuabile, o destinata ad essere inascoltata dalla controparte. Ecco allora che scatta la sacrosanta “protesta”. Con tutti i mezzi leciti. O no?

https://www.montagna.tv/204866/carl...agico-che-riporta-alleta-della-pietra-il-cai/
 
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Carlo Alberto Pinelli: Montani è l’orologiaio magico che riporta all’età della pietra il Cai

Prima formula magica, tratta letteralmente da una sua esternazione: Nessun no ideologico alle Olimpiadi e alle opere ad essa necessarie. La mia presidenza, prima di pronunciarsi vuole approfondire. Noi apparteniamo al popolo della proposta, non a quello della protesta”. Confesso che basta questa affermazione categorica per farmi ringiovanire di cinquant’ anni. Riportandomi al tempo in cui ero il presidente della Commissione TAM centrale e dovevo sorbirmi, un giorno si e un giorno no, lezioncine identiche a questa ( “approfondire, valutare, evitare impulsi emotivi e ideologici, ridimensionare, consultare altri esperti”), ogni volta che supplicavo gli organi centrali del Sodalizio di prendere urgenti misure per bloccare – o per lo meno denunciare con forza – nuove vie d’accesso alle alte quote, nuovi impianti a fune, nuovi tagli boschivi, nuovi inutili rifugi in via di immediata attuazione. Quando dopo mesi finalmente il CAI prendeva una posizione ( tendenzialmente farisaica), ormai il danno era fatto e tanti saluti. La situazione divenne talmente insostenibile che fui costretto a dimettermi. Un anno dopo nasceva Mountain Wilderness.

Seconda formula magica: I tesserati si iscrivono al Club Alpino per salire le montagne, non per fare ambientalismo”. Qui siamo di fronte a un vero gioiello. Con un colpo di bacchetta magica l’affermazione cancella l’intero significato del Bidecalogo, che lo stesso CAI ha faticosamente elaborato come stella polare del proprio rapporto con l’ambiente montano. Il Bidecalogo dice in sintesi che l’amore per l’ attiva frequentazione della montagna da parte dei soci CAI non è separabile dalla ferma volontà di preservarne l’integrità (Trovo scritto: “Conoscere, frequentare e preservare le montagne e difenderne l’ambiente sono i predicati su cui si fonda l’identità del Sodalizio”). Che nome si può dare a questa presa di posizione, se non “ambientalista”? Varrebbe la pena ricordare che anche il CAI, al pari del WWF, di Italia Nostra, di Mountain Wilderness, ecc. fa parte dell’elenco delle associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero della Transizione Ecologica. Montani pensa di uscirne, per non venire contagiato dal fiato “ambientalista” delle altre associazioni? Il ricorso alla dimensione della “proposta alternativa”, enfatizzato dall’architetto Montani come unico percorso ipotizzabile, in realtà può rappresentare solo una strategia tra le tante, molte volte non attuabile, o destinata ad essere inascoltata dalla controparte. Ecco allora che scatta la sacrosanta “protesta”. Con tutti i mezzi leciti. O no?

https://www.montagna.tv/204866/carl...agico-che-riporta-alleta-della-pietra-il-cai/

Imbarazzante...
 
I tesserati si iscrivono al Club Alpino per salire le montagne, non per fare ambientalismo”.
sono il solo a pensare che ABBIA RAGIONE?

ok salire però comunque con la testa....però...

E' da parecchio tempo che dietro a vari associazionismi di categoria c'è un'aria di muffa e di stantio.

Troppo perbenismo e in qualche caso,troppo calarsi le braghe.
Ricordo quando era stato fatto il nuovo codice della strada che ha imposto il giubbotto giallo piscio per i ciclisti ,la fiab che era presente ai dialoghi non ha fatto opposizione e adesso ci troviamo quest'obbligo SOLO IN ITALIA.

Personalmente mi chiedo se l'ecologista medio creda che l'alpinista medio si debba portare dietro (in vetta ovviamente):

-gruppo compressore/generatore diesel (almeno 50KW se no sei un barbone)
-beton car
-almeno 2 martelli pneumatici
-camion per il catering
-motosaldatrice

Perchè se l'ecologista medio pensa che ci stiano in uno zainetto misero lo vada a spiegare a chi non c'è la fa con un 3 assi.

Del resto TUTTI gli alpinisti tassellano putrelle,saldano gradini ,cementano basamenti per arrivare in vetta.
 
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sono il solo a pensare che ABBIA RAGIONE?

ok salire però comunque con la testa....però...

E' da parecchio tempo che dietro a vari associazionismi di categoria c'è un'aria di muffa e di stantio.

Troppo perbenismo e in qualche caso,troppo calarsi le braghe.
Ricordo quando era stato fatto il nuovo codice della strada che ha imposto il giubbotto giallo piscio per i ciclisti ,la fiab che era presente ai dialoghi non ha fatto opposizione e adesso ci troviamo quest'obbligo SOLO IN ITALIA.

Personalmente mi chiedo se l'ecologista medio creda che l'alpinista medio si debba portare dietro (in vetta ovviamente):

-gruppo compressore/generatore diesel (almeno 50KW se no sei un barbone)
-beton car
-almeno 2 martelli pneumatici
-camion per il catering
-motosaldatrice

Perchè se l'ecologista medio pensa che ci stiano in uno zainetto misero lo vada a spiegare a chi non c'è la fa con un 3 assi.

Del resto TUTTI gli alpinisti tassellano putrelle,saldano gradini ,cementano basamenti per arrivare in vetta.

Ma che c'entra la motosaldratrice. Qualunquismo puro
 
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