Escursione Eremo di San.Angelo al Volturino 1578 mt sulla montagna dei fiori.

#1
Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
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Data:11/05/2017
Partenza: Crocevia di Corano
Arrivo:idem
Dislivello : da 1100 mt della partenza e quindi anche dopo il primo saliscendi,si sale fino ai 1578 mt della grotta in 2 km.
Livello di difficoltà EE
Difficoltà: nessuna per chi abituato ad usare anche le mani per salire,e non ha problemi ad inerpicarsi su balzi,roccette,prati e sfasciumi molto ripidi.Consigliatoil casco,soprattutto se qualcuno vi precede.
Km totali circa 7.
Tempi: due ore scarse dalla macchina alla grotta senza pause.
Periodo consigliato:non saprei ,di sicuro meglio evitare se piove.

Descrizione: Avevo deciso di smettere di visitare gli eremi perché sempre in posti "pericolosi" ,invece la curiosità riesce sempre a farla da padrone. Il Girella una montagnetta dicono!,eppure non finisce mai di stupirmi e di scoprire parti nuove. Da un link mandatomi dal socio,v'era qualche foto di riferimento su dove fosse ubicato l'eremo di San.Angelo al Volturno,così armato di pazienza e poche speranze di poterci arrivare, abbiamo comunque provato io e la Lupa. La prima parte del sentiero,ex carrareccia,che porta ad una vecchia cava è piacevole.Silenziosa ,con la temperatura ideale per la sola maglietta e gilet,Attraversando faggete e inaspettate abetaie il sentiero si inerpica verso questo grande sperone roccioso che interrompe in due il lungo "canion " delle porchie,svelando oggi in effetti,un nuovo proseguimento della Montagna, grande e lungo quanto le porchie stesse. Davvero una riserva di scenari inaspettati continui da parte della Montagna dei fiori.Tra le radure naturali o quelle aperte a forza dalle valaghe sono sempre più titubante nel vedere dove rimane inerpicato l'eremo.Titubanze presto distratte da due esemplari di aquile che fanno avanti e indietro da un buco sul paretone:il loro richiamo mi accompagnerà tutto il giorno,anche se io non riuscirò mai ad inquadrarle per una foto.Poco prima della Cava, si contano un paio di valanghe scomode da attraversare,specie quella che fiancheggia la cava stessa. A parte la tanta neve di questo inverno,la zona non deve essere nuova a simili violenze:i faggi sono tutti giovani ma spesso tutti vicini per fare tronco unico:come dei mazzetti di fiori per giganti alcuni appaiono sradicati e poi buttati lì,magari di non gradimento . Tra frivole fantasie mi ritrovo presto senza sentiero,senza alberi,senza fiori o erbetta fresca,nel mezzo di un grande scarico sopra la cava. Interpretando come unica via di salita possibile lo stesso canale ,mi inerpico timidamente per una decina di metri,dove una flebile freccia rossa mi invita a mantenere la giusta direzione presa.Tra sfasciumi,roccette e faggi divelti qualche mimetizzato ometto mi rincuora: la pendenza sale,L'affanno cresce,e la concentrazione è al massimo perché ,capisco presto girandomi dietro,che da adesso non si può più sbagliare a mettere i piedi e le mani,e che forse da soli non era propio indicato.Il canale si biforca.La semiverde e bagnatissima ,cresta formatasi in mezzo,si sbriciola solo a guardarla per cui,ahimè,sbagliando scelgo quella di destra più vicino al Roccione. Mi ritrovo in posizione scomoda a dover appendere anche l'ultimo bastone allo zaino:saranno dieci metri di ascesa in stile "bradipo-alpinismo"o "rana di altura":biggrin:, ogni mano o piede che spostavo almeno 5 minuti. Quando stavo quasi per rinunciare, davanti a una placca a dx o un muro di terra,fangho e pietre sulla sinistra,o intravisto sopra il traverso che andava verso il pinnacolo di riferimento e il cartello,ora visibili. Incoraggiamento utilissimo per lo sforzo necessario per incrociare la giusta via,che una volta ripresa continua da brivido traversando su placche ripide con una corda d'acciaio in uno di loro. Fatto i tre brevi traversi si sale per un canalino erboso e bagnato, con qualche piccolo faggio a cui aggrapparsi e una corda di tre metri molto utile in quel tratto nel ritorno. Finalmente davanti al cartello posto sul pinnacolo che ne segnala l'ingresso. Il cuore batte forte,il sudore gronda anche per il gran caldo che evapora a vista nella vallata di sotto. Gridano divertite le aquile nel vedermi entrare carponi sulla specie di cengia di massi lisci che porta all'interno. Carponi perché il primo masso su cui ho messo lo scarpone era viscido e liscio come il sapone,per cui per pochi metri e ancora adrenalinico ho preferito fare lo spettacolino per i rapaci:lol:.
In mezzo alle abbondanti piantine di fragole la grotta appare ben posizionata ,e da due pareti suda e scorre della preziosissima acqua. Su alcuni pezzi di intonaco qualche colore segnala antichi affreschi,e i nomi e date scolpiti in giro sono tanti. La temperatura nelle grande nicchia rocciosa è gradevole ma non ho affatto intenzione di rilassarmi pensando al ritorno. A ritroso il sentiero appare più chiaro,e ben presto sono al canale giusto dove scendere o proseguire per il Valico del eremo,e quindi fare un pezzo di vallone delle caciare per poi discendere dal valico delle Caciare o Delle Porchie già conosciuto e spettacolare. Comunque,uscivo dalla notte, e la tensione,che ancora serviva oltretutto, mi aveva provato abbastanza per oggi,e gli ancora cento metri di rocette e sfasciumi per oggi non se ne parla,anche se,....passando di sopra a questo punto avrei anche accorciato di un paio di km fino alla macchina,più vicina all'altro valico. Ridisceso meglio e meno in affanno alla cava, finalmente mi sono "sbracato" un po', mangiando tortellini all'ombra di un bel bosco non troppo fitto da coprire la vista delle Aquile. Finalmente una fumatina con calma,un the caldo con un po' di finocchietto selvatico per digerire ,e via verso la macchina, non senza rimirare stupito dal sassone da cui mi sono affacciato oggi,pensando e ripensando alla vita degli eremiti.Una grande mezza giornata di montagna, dove il Girella continua ancora a stupire per la ricchezza della sua storia.
I cenni storici del Sito sono molti e la grotta esiste già da prima del secolo X . Ho letto anche una leggenda di cui vi posto due foto, per la storia date un'occhiata al Eremo di Sant' Angelo al Volturino,e vi stupirete di quanto da allora sia stato usato. Dalla leggenda del Santo si evince forse anche l'origine del nome Montagna dei Fiori???
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#2
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Data:11/05/2017
Partenza: Crocevia di Corano
Arrivo:idem
Dislivello : da 1100 mt della partenza e quindi anche dopo il primo saliscendi,si sale fino ai 1578 mt della grotta in 2 km.
Livello di difficoltà EE
Difficoltà: nessuna per chi abituato ad usare anche le mani per salire,e non ha problemi ad inerpicarsi su balzi,roccette,prati e sfasciumi molto ripidi.Consigliatoil casco,soprattutto se qualcuno vi precede.
Km totali circa 7.
Tempi: due ore scarse dalla macchina alla grotta senza pause.
Periodo consigliato:non saprei ,di sicuro meglio evitare se piove.

Descrizione: Avevo deciso di smettere di visitare gli eremi perché sempre in posti "pericolosi" ,invece la curiosità riesce sempre a farla da padrone. Il Girella una montagnetta dicono!,eppure non finisce mai di stupirmi e di scoprire parti nuove. Da un link mandatomi dal socio,v'era qualche foto di riferimento su dove fosse ubicato l'eremo di San.Angelo al Volturno,così armato di pazienza e poche speranze di poterci arrivare, abbiamo comunque provato io e la Lupa. La prima parte del sentiero,ex carrareccia,che porta ad una vecchia cava è piacevole.Silenziosa ,con la temperatura ideale per la sola maglietta e gilet,Attraversando faggete e inaspettate abetaie il sentiero si inerpica verso questo grande sperone roccioso che interrompe in due il lungo "canion " delle porchie,svelando oggi in effetti,un nuovo proseguimento della Montagna, grande e lungo quanto le porchie stesse. Davvero una riserva di scenari inaspettati continui da parte della Montagna dei fiori.Tra le radure naturali o quelle aperte a forza dalle valaghe sono sempre più titubante nel vedere dove rimane inerpicato l'eremo.Titubanze presto distratte da due esemplari di aquile che fanno avanti e indietro da un buco sul paretone:il loro richiamo mi accompagnerà tutto il giorno,anche se io non riuscirò mai ad inquadrarle per una foto.Poco prima della Cava, si contano un paio di valanghe scomode da attraversare,specie quella che fiancheggia la cava stessa. A parte la tanta neve di questo inverno,la zona non deve essere nuova a simili violenze:i faggi sono tutti giovani ma spesso tutti vicini per fare tronco unico:come dei mazzetti di fiori per giganti alcuni appaiono sradicati e poi buttati lì come di non gradimento. Tra frivole fantasie mi ritrovo presto senza sentiero,senza alberi,senza fiori o erbetta fresca,nel mezzo di un grande scarico sopra la cava. Interpretando come unica via di salita possibile lo stesso canale mi inerpico timidamente per una decina di metri dove una flebile freccia rossa mi invita a mantenere la direzione presa.Tra sfasciumi,roccette e e faggi divelti qualche mimetizzato ometto mi rincuora: la pendenza sale,L'affanno cresce,e la concentrazione è al massimo, perché capisco presto, girandomi dietro,che da adesso non si può più sbagliare a mettere i piedi e le mani,e che forse da soli non era propio indicato.Il canale si biforca,la semiverde e bagnatissima ,cresta formatasi in mezzo,si sbriciola solo a guardarla per cui,ahimè sbagliando scelgo quella di sinistra più vicino al Roccione. Mi ritrovo in posizione scomoda a dover appendere anche l'ultimo bastone allo zaino:saranno dieci metri di ascesa in stile "bradipo-alpinismo", ogni mano o piede che spostavo almeno 5 minuti. Quando stavo quasi per rinunciare davanti a una placca a dx o un muro di terra,fangho e pietre sulla sinistra,o intravisto sopra il traverso che andava verso il pinnacolo e cartello,ora visibili. Incoraggiamento utilissimo per lo sforzo necessario per incrociare la giusta via,che una volta ripresa continua da brivido traversando su placche ripide con una corda d'acciaio in uno di loro. Fatto i tre brevi traversi si sale per un canalino erboso e bagnato, con qualche piccolo faggio a cui aggrapparsi e una corda di tre metri molto utile in quel tratto nel ritorno. Finalmente davanti al cartello posto sul pinnacolo che ne segnala l'ingresso. Il cuore batte forte,il sudore gronda anche per il gran caldo che evapora a vista nella vallata di sotto. Gridano divertite le acquile nel vedermi entrare carponi sulla specie di cengia che porta all'interno. Carponi perché il primo masso su cui ho messo lo scarpone era viscido e liscio come il sapone,per cui per pochi metri e ancora adrenalinico ho preferito fare lo spettacolino per i rapaci.In mezzo alle abbondanti piantine di fragole la grotta appare ben posizionata è da due pareti suda e scorre della preziosissima acqua. Su alcuni pezzi di intonaco qualche colore segnala antichi affreschi,e i nomi e date scolpiti in giro sono tanti. La temperatura nelle grande nicchia rocciosa è gradevole ma non ho affatto intenzione di rilassarmi pensando al ritorno. A ritroso il sentiero appare più chiaro,e ben presto sono al canale giusto dove scendere o proseguire per il Valico del eremo,fare un pezzo di vallone delle caciare per poi discendere dal valico delle Caciare già conosciuto e bellissimo. Comunque uscivo dalla notte e la tensione,che ancora serviva oltretutto, mi aveva provato abbastanza per oggi,e gli ancora cento metri di rocette e sfasciumi per oggi erano già stati tanti,anche se passando di sopra a questo punto avrei anche accorciato di un paio di km fino alla macchina,più vicina all'altro valico. Ridisceso meglio e meno in affanno alla cava finalmente mi sono sbracato un po'. Mangiando tortellini all'ombra di un bel bosco non troppo fitto da coprire la vista delle Aquile. Finalmente una fumatina con calma,un the caldo con un po' di finocchietto selvatico per digerire e via verso la macchina non senza rimirare stupito dal sassone da cui mi sono affacciato oggi,pensando e ripensando alla vita degli eremiti.Una grande mezza giornata di montagna, dove il Girella continua ancora a stupire per la ricchezza della sua storia. I cenni storici del Sito sono molti e la grotta esiste già da prima del secolo X . Ho letto anche una leggenda di cui vi posto due foto, per la storia date un'occhiata al Eremo di Sant' Angelo al Volturino,e vi stupirete di quanto da allora sia stato usato. Dalla leggenda del Santo si evince forse anche l'origine del nome Montagna dei Fiori???
Vedi l'allegato 151178
Una luce divina? Illumina il canale sbagliato, ma fatto,dell'andata ....
La grotta con nebbia?Fantasmi?o sudore che appanna tutto?:rofl:
....e Linda che fa il mimo/statua .


Alla prossima!
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#6
Con "la ignoranza" alla fine ci vado a nozze perché mi ritrovo sempre su tracce di caproni :lol::lol: loro saranno un po' più "stilosi" di me sicuramente ....non s'era mai visto un bradipo da quelle parti secondo me :biggrin: Grazie Socio! In fondo un po' sei sei stato con me con qualche foto spedita al momento, e anche qualche chiacchiera
Sta montagnetta... Gita ignorantissima, socio, ma molto molto bella... Dura, introspettiva, l'Appennino ignorante con le sue montagnette... Peccato non esserci stato :unsure:

Grande :si:
 
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#8
Complimentissimi: bella avventura, di quelle che mi piacciono tanto. Condotta in solitaria, poi. E' vero che non bisognerebbe andare da soli, ma quanto te la sei goduta di più, a tu per tu con te in posti del genere! Certo quei Monti Gemelli: un territorio compatto ma densissimo.
 
#9
In posti del genere da soli si potrebbe essere in pochi,d'altro canto,in due si potrebbe essere in troppi.
Certo con la Lupa e le aquile tutto sommato l'equazione impossibile fa quasi quadra.
Un piccolo comprensorio i gemelli che si perde nel grande tempo, e spazia su un "fazzoletto" di terra ,vastissimo di scenari diversi.
Grazie @Montinvisibili
 
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#13
Gli eremi hanno sempre un loro fascino mistico.
Grazie per aver condiviso questa bella avventura in un posto a me sconosciuto.
In effetti sconosciuto l'ho era anche a me,questa montagna l'ho scoperta lo scorso anno ma mi affascina tanto che so già 6 volte che la girovago,più il gemello una sola volta ancora più ignoto. Grazie.
E non finisce qui con il Girella
 
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#15
Escursione molto particolare ed interessantissima, molto introspettiva credo: a volte ci vuole davvero....ritornare alle cose semplici e più vere.
Complimenti per averla pensata, realizzata e condivisa, davvero grazie.
Quanto allo spettacolino per i rapaci, ti capisco perfettamente: è uno dei motivi per cui vado spessissimo da solo, almeno non mi devo vergognare davanti a nessuno :rofl:
 
#16
Montagnetta = breve/facile escursione ... si fa per dire :), vista la quasi-arrampicata e il terreno impervio, infatti la classificazione EE è quantomeno appropriata.
Grazie per aver condiviso.
Bel posto, ottimo per una solitaria "mistica", emulando gli eremiti che percorrevano questi luoghi, come da tuo racconto iniziale.
 
#17
Guardando da un vallone sovrastante, una pausa con la mia piccola Zoe in altro giorno, l'eremo visitato dall'amico @Leo da solo doveva essere alle spalle di questo "promontorio" che dalla parte opposta alla foto va praticamente a picco verso valle... la "montagnetta" ha mille volti, da girare davvero

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#18
Escursione molto particolare ed interessantissima, molto introspettiva credo: a volte ci vuole davvero....ritornare alle cose semplici e più vere.
Complimenti per averla pensata, realizzata e condivisa, davvero grazie.
Quanto allo spettacolino per i rapaci, ti capisco perfettamente: è uno dei motivi per cui vado spessissimo da solo, almeno non mi devo vergognare davanti a nessuno :rofl:
Per il pensata l'assist è arrivato dall'amico @Ciccio74 ,su un escursionista professore di storia che ha allungato anche di un po' lescursione,poi leggendo la leggenda del Santo l'attrazione è stata irresistibile,e la fifa di usare le mani mi rendeva alquanto titubante per la riuscita,poi ,tra mille pensieri e riflessioni sul luogo e la vita degli eremiti,mi sono ritrovato al punto che era più facile salire che scendere,per cui alla fine non ho mollato. Momento di crisi superato grazie alla vista di un omino,per cui un grazie a tutti coloro che si adoperano per la manutenzione e il censimento dei sentieri di questi complicati e varieggiati Appennini. Grazie @ipatton. Sono contento ti sia piaciuta questa escursione. Comprensorio,questo dei gemelli,ricchissimo di posti stupendi e storia: le gole del salinello dove le due montagne maggiori arrivano quasi a toccarsi, svariati eremi,grotte (anche famose),ricoveri costruiti con pietre a secco stile igloo(caciare),vette con vista Mare(le più vicine in assoluto),laghetti azzurri e verdi,tre sentieri sulle gole a più livelli di altezza,Le Porchie(fantastiche),Castel Manfrino con la sua storia,tre Valloni con due valichi stupendi,e ancora decine di paesi diroccati/abbandonati,faggete,abetaie e funghi:biggrin:. Anche resti di meteoriti secondo un tizio che abbiamo incontrato con @Ciccio74.......una pista da sci e non so che altro perché giuro che è una scoperta continua, che consiglio a tutti vivamente.
 

Allegati

#19
Montagnetta = breve/facile escursione ... si fa per dire :), vista la quasi-arrampicata e il terreno impervio, infatti la classificazione EE è quantomeno appropriata.
Grazie per aver condiviso.
Bel posto, ottimo per una solitaria "mistica", emulando gli eremiti che percorrevano questi luoghi, come da tuo racconto iniziale.
Grazie! La montagnetta comunque ogni volta che si decide di frequentarla nella zona alta si mangia sempre una ventina di km.;)
Tante le storie legate agli eremiti,alla vita monastica ,e feudale del castello. Poi Borboni,americani e tedeschi in tempi di guerra etc . Di fronte alla vetta spunta la fortezza di Civitella del Tronto ,altra zona dalla"storia infinita" molto legata a questa montagna.
 
#20
Guardando da un vallone sovrastante, una pausa con la mia piccola Zoe in altro giorno, l'eremo visitato dall'amico @Leo da solo doveva essere alle spalle di questo "promontorio" che dalla parte opposta alla foto va praticamente a picco verso valle... la "montagnetta" ha mille volti, da girare davvero

Vedi l'allegato 151501
Nella foto si vedono i due valichi: quello erboso a sx della "punta"in mezzo(che poi è il sassone dove sono stato) è il valico delle Caciare(o delle Porchie se vogliamo),mentre quello a dx è il valico del eremo. Il vallone,sempre secondo la leggenda iniziale,si chiamerebbe Vallone del Vescovo.
 

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