Etica nella caccia e pesca e scelte di vita

@olasvadas ovviamente il discorso dei safari vale per coloro che lo fanno come se fosse uno sport... Certo, a volte credo che la natura faccia apposta a nascondere i bossoli, perché mi è capitato di cercarli anche per svariati minuti e non riuscire a trovarli... :p
 
S

Speleoalp

Guest
Per me l'unica caccia rispettabile è quella che come unico scopo a quello di sfamare la propria persona/famiglia... da stagione a stagione. Senza altri scopi... e soprattutto moderando le quantità.
 
Era anche giorno di "rottura" alimentare, e la carne era di rigore per solennizzare il momento.
Ma era realmente così o era un modo per dire..... di necessità si fà virtù ? ;) ..... ovvero ..... possiamo permetterci di mangiare carne una sola volta alla settimana, non sottolineiamolo ma anzi facciamolo diventare occasione di festa così che la gente si dimentichi che gli altri giorni non può mangiarla e sia più contenta in attesa di quel dì.

Cinismo ? Revisionismo ? Stronzagine ? (forse) ..... No :) ..... semplicemente è vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno ;)

Ciao :si:, Gianluca
 
che nel menù a prezzo fisso da 10 euro (a volte ho visto anche meno)
Pranzo feriale a 6.99€ ad un "mangia quello che vuoi" cinese con acqua, mezzo litro, incluso in periferia di mantova ..... servizio a buffet e al tavolo :) ..... lì neanche io mangierei 30 grammi di carne, non ci mangierei proprio :)

Ciao :si:, Gianluca
 
Il_Johnny, a) conosco i tipi, b) ho speso un'oretta dopo aver messo giù due cinghiali (oh yesss, doppietto) a cercare due bossoli nell'erba, ma niente, nulla, svaniti. Due ottimi bossoli Lapua......
 
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Ma la nostra cultura ed abitudine è questa :) ....
certo
possiamo anche continuare così fregandocene di tutto e di tutti in effetti
come in passato abbiamo cementificato e inquinato perché potevamo e ci tornava utile fregandocene
di chi subiva (ma oggi vorremmo che gli emergenti che stanno uscendo dalla miseria non inquinino come abbiamo fatto noi)

oppure potremmo valutare prospettive diverse cambiando cultura ... e così potrebbe essere un cambiamento accettabile
perché il rischio è che il cambiamento ci arrivi ad essere imposto dall'evoluzione del mondo... e di sicuro sarebbe ben peggio.
 
@wildwildcat .... stai estremizzando e portando il tutto dove vuoi tu ..... senza offesa.

La nostra cultura e tradizione è questa, onnivori con tutti gli annessi e connessi che poi è bene o male quella cinese (che non solo non è più emergente ma è emersa e detta legge) idem per l'asiatica idem indiana idem africana (che non è ancora emersa ma è onnivora lo stesso) per non parlare di quella delle americhe, ovviamente con ognuna i suoi distinguo e via dicendo.

Il problema è che siamo tanti e continuiamo a crescere ..... cambiamo pure cultura alimentare, cosa che faremo, non oggi ne domani ma fra una due tre generazioni ma alla fine ? Piantiamo le patate pure sui tetti ..... ma che ci piaccia o non ci piaccia diminuiremo per forza di cose.

Ok estremizzato tu, estremizzato io.

Tornando al punto, non è questione di fregarsene ma primo prendere atto che gli allevamenti industriali non esistono perché in corea un coreano vuole mangiare carne ma perché un italiano, un francese, un tedesco qualsiasi lo vuole; secondo che industriale non vuol dire necessariamente lager ma può vuol dire sistema razionale di produzione esattamente come non è un lager una fabbrica moderna; terzo che se al produttore garantisci due lire in più questo non dovrà tirare al collo tutto per portarsi a casa due soldini (prova a chiedere a un contadino quanto una catena di supermercati gli paga un chilo di patate e quanto poi quelle patate vengono vendute); quarto che la cultura, le tradizioni, si possono cambiare ma con il tempo; quinto che se avessi la bacchetta magica per risolvere il problema l'avrei già fatto.

:) ..... come la facciamo la pasta ? Alla puttanesca ? All'arrabbiata o alla 'matriciana ?..... a forza di parlare di cibo mi è venuta fame.

Ciao :si:, Gianluca

PS.:..... l'ultima cosa che vorrei sembrare, in questo momento, è di essere sgarbato; spero di non esserlo troppo, non era nelle mie intenzioni
 
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@wildwildcat .... stai estremizzando e portando il tutto dove vuoi tu ..... senza offesa...
per carità ... non mi offendo e non ho alcuna intenzione di offendere.

Magari estremizzo un po'... ma è perché credo che così una più libera riflessione venga stimolata.

Il fatto che la nostra cultura sia in un certo modo e sembra che non possa cambiare, come la cultura giapponese
che fa andare a caccia di balene "per ricerca scientifica ... in cucina!" o come le culture che chiedono corni di rinoceronte
e denti di tigre.... e ripeto dire che la cultura è così, come se la specie umana non avesse abbastanza intelligenza
per capire che certe cose devono cambiare ... mi sembra un ragionamento limitato.

voglio dire .... gli abitanti dell'isola di pasqua per la loro cultura hanno tagliato fino all'ultimo albero ....
e si sono estinti perché non hanno compreso dove li stava portando la loro cultura,
allo stesso modo oggi il mondo è come una grande isola di pasqua e rischia di fare la stessa fine.

P.S.
Gli allevamenti intensivi dove gli animali non hanno spazio per muoversi e dalla nascita alla macellazione sono stipati
non portano nulla di buono e sono per me la cosa peggiore da ogni punto di vista,
di sicuro senza arrivare all'estremo opposto possono esserci sistemi di allevamento equilibrati, rispettosi per gli animali
pur restando sufficientemente efficienti e che forniscono qualità.
 
comunque tornando ai cacciatori
questa mattina nella vallata vicina in poco più di mezzora ho contato una quindicina di spari
poi son dovuto partire ma immagino stiano continuando
 
Asserire che la nostra cultura, tradizione, è quella vuol dire prendere atto di un qualcosa che non puoi cambiare dall'oggi al domani semplicemente asserendo che c'è bisogno di un cambiamento. Vuol dire che comunque non puoi stravolgerla ma nel tempo la si porterà dove sarà opportuno portarla e, magari, fra un centinaio di anni l'avrai pure stravolta ma sempre non domani.

Se guardi la cultura alimentare, italiana, anche solo di trenta quaranta anni fa vedrai che ci sono stati cambiamenti non indifferenti e direi in positivo sul piano salutistico, sul piano organolettico meno ma quello è un altro discorso, poi è ovvio che non è tutto rose e fiori perché il cibo spazzatura è una "nostra" invenzione.

Gli allevamenti, come le culture, industriali possono essere gestiti come uno vuole, nel senso che è tutto nell'ottica imprenditoriale. Un allevatore, un agricoltore, non è un sadico capo', in linea di principio, ma un imprenditore che fà somme e sottrazioni e le sue bestie, o le sue verdure, sono la sua fonte di guadagno esattamente come un operaio in una fabbrica. Inoltre la stessa comunità europea sta lavorando nell'ottica proprio di ricondurre il tutto a qualcosa di più corretto.

Diamo tempo al tempo, con questo non vuol dire far finta di niente o aspettare la pappa pronta nè abbassare la guardia.

Ciao :si:, Gianluca

PS.: .....e nel proprio "piccolo" si può fare molto
 
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PS.: .....e nel proprio "piccolo" si può fare molto
certo
è proprio questo il punto.

nessuno può cambiare il mondo da oggi a domani,
ma ognuno se vuole ha il potere di cambiare se stesso,
se miglioro io.... cambia poco,
ma se migliori anche tu e poi l'amico e suo fratello col cugino e .....
alla fine anche il mondo è migliore.

Purtroppo è assai più facile trovare ragionamenti del tipo:
"tanto non cambia niente fan tutti così" per giustificare la propria pigrizia e le cattive abitudini
 
Ci vogliono i singoli cambiamenti ma anche i cambiamenti indotti ..... diversamente basta un "nulla" e si ricomincia tutto da capo :(

.... comunque, indotti o meno, meglio che niente ;)

Ciao :si:, Gianluca
 
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Salve a tutti,

tocco un argomento che può risultare abbastanza "spinoso".

partendo dal presupposto che criticare la caccia perché crudele, per poi mangiare la carne che proviene dagli allevamenti intensivi, mi pare abbastanza ipocrita come cosa, ma è una mia opinione personale.

Detto questo, ultimamente sono abbastanza "schifato" dagli allevamenti intensivi, è una cosa che purtroppo riesco a sopportare poco, ma comunque non vorrei rinunciare alla carne (non del tutto almeno).
Non ho mai cacciato in vita mia, e non saprei nemmeno se ne sarei capace sinceramente, ma l'idea di andare a caccia per procurarsi la carne necessaria, sapere a cosa si va incontro, affrontare la dura realtà ed essere consapevole che se vuoi mangiare carne devi per forza uccidere (o far uccidere da altri che è la stessa cosa), mi pare una cosa molto più umana che andare al supermercato e vedere tutta quella carne dove una buona parte va buttata, (un animale è morto per nulla).

ma è un discorso con molte cose che si devono tener conto, e non è tutto "preciso" ed etico.

stesso discorso per la pesca, li però già ho un minimo di esperienza, vado a pesca ogni tanto, con amici e/o parenti.

per me quindi la caccia può essere una scelta etica quando:
- si è consapevoli di quello che si sta facendo
- non è uno sport, ma si va ad uccidere, se un animale muore è per colpa tua, e ne devi essere consapevole
- se si va a caccia, lo si deve fare per il solo scopo di nutrirsi
- non si deve abusare, e si deve prendere lo stretto necessario, (e non è necessario mangiare sempre la carne, si può vivere anche senza volendo)
- si deve rispettare sempre la natura, quindi non cacciare una specie in via d'estinzione o provare a colpire (tipo cecchino) un animale che probabilmente morirà dopo giorni dopo una terribile sofferenza.

detto questo non so se sarei in grado di uccidere una povera bestia, che magari mi guarda spaventata, ma sicuramente lo considero meno da vigliacchi, che nascondersi dietro il "non vedo e me la godo" e andare comodamente nel centro commerciale a prendere kg di carne.

ps: si sono un po' "confuso" con le idee

Ma a ben guardare la caccia e la pesca amatoriali,e sottolineo pesca amatoriale, perchè quella professionale comporta ben altri stermini, non sono poi così depauperanti come si vuole far credere se non per stornare l'attenzione dal vero killer della natura, e cioè l'inquinamento! Sono stato pescatore sia di superficie che sub, ebbene erano più le volte che si tornava senza aver preso nulla e non ero l'unica pippa anzi, quasi per la maggior parte era così. Non si può demonizzare un pescatore per qualche etto di bigattini gettati nel fiume o aver fiocinato un cefaletto che il più delle volte una volta cucinato pare un cefalo a diesel!Ma lo sanno che cosa ci finisce nei fiumi e quindi in mare!!! Lo sanno come l'aria risulta avvelenata per le varie specie di moscerini e altri piccoli organismi di cui si nutre tutta l'avifauna e quindi tutta la catena,o no! Come diciamo noi :" Nun famo vede che Cristo è morto de freddo!!". Quindi,secondo me, tutti questi pseudo rimorsi e altre elucubrazioni se sia più giusto comprare un pollo o sparargli o agganciare una spigola invece di comprarla dal pescivendolo sono certo di buona volontà ma senza senso.
 
Ma a ben guardare la caccia e la pesca amatoriali,e sottolineo pesca amatoriale, perchè quella professionale comporta ben altri stermini, non sono poi così depauperanti come si vuole far credere se non per stornare l'attenzione dal vero killer della natura, e cioè l'inquinamento!
:si::si:
E' anche più facile far presa sull'emotività
Non esiste cacciatore che spara alle rondini eppure son sparite
 
:si::si:
Non esiste cacciatore che spara alle rondini eppure son sparite
da me non sono proprio sparite però sono sicuramente diminuite...
però per contro sono enormemente aumentati i passaggi di aironidi.

Il fatto innegabile è che l'attività umana ha cambiato e continua a cambiare il mondo
e gli equilibri naturali.... e in tutto questo la caccia oggi con le regole e i limiti che ha
incide veramente poco.

L'accettazione o il rifiuto della caccia è fondamentalmente un fatto emotivo,
però è anche indice di quanto sia o non sia percepito dalla gente comune
il problema ambientale.
Ripeto non per motivi concreti, ma per ragioni comunque emotive.
 
Non mi espongo con altre idee personali per evitare "casini" di natura polemica, ahahahah

Ma condivido praticamente tutto quello che hai scritto.
Solo per una cosa non la vedo uguale,....
"consapevole che se vuoi mangiare carne devi per forza uccidere (o far uccidere da altri che è la stessa cosa)"

..per come la vedo io non è la stessa cosa. Ma potrebbe essere una cosa semplicemente soggettiva ;))

Pure per altri piccoli particolari che però dipendono dagli approcci, filosofie o semplicemente facendo dei discorsi di valutazione... tipo sul fatto che "...si può vivere anche senza...", parlando sempre in un contesto in cui ci si affiderebbe solo alla natura per nutrirsi 365 giorni all'anno ;))


Ma in linea di massima sono super d'accordo ;))
credo che la mia risposta sia da frazionare un pò per tutti ,io sono stato cacciatore ,sono pescatore con canna,e mi sono dilettato anche nella pesca subacquea. come cacciatore posso senza altro dire che oggi il cacciatore non và a caccia per procurarsi la carne perchè il costo del porto d'armi, l'arma,le cartucce,l'abbigliamento, l'auto per recarsi in zona e la benzina consumata per non parlare del tempo,hanno un valore di gran lunga superiore alla carne procuratasi con l'ausilio della caccia,credo che oggi il cacciatore vada a caccia solo per conservare una qualche forma di cultura intrinseca nell'uomo . Anche addestrarsi un cane ,caricarsi le cartucce per un caccia particolare fa parte di questa cultura,è ovvio escluderei da questo contesto tutti quei che vanno a caccia nella completa disubbidienza delle leggi che la regolarizzano,( leggasi bracconieri).Per la pesca con la canna il discorso è diverso ,perchè si insidia un animale che ha tutta la possibilità di ignorare l'amo.Per la subacquea non dobbiamo dimenticare che siamo noi i limitati per fortuna dei pesci,visto che l'ambiente non è il nostro,e non abbiamo ancora inventato qualcosa che ci faccia nuotare veloci come i pesci. Non dimentichiamoci che adesso anche i pesci sono allevati in cattività, personalmente per me non hanno nessun sapore io preferisco quelli pescati in mare pagandoli anche di più.
 
Salve a tutti,

tocco un argomento che può risultare abbastanza "spinoso".

partendo dal presupposto che criticare la caccia perché crudele, per poi mangiare la carne che proviene dagli allevamenti intensivi, mi pare abbastanza ipocrita come cosa, ma è una mia opinione personale.

Detto questo, ultimamente sono abbastanza "schifato" dagli allevamenti intensivi, è una cosa che purtroppo riesco a sopportare poco, ma comunque non vorrei rinunciare alla carne (non del tutto almeno).
Non ho mai cacciato in vita mia, e non saprei nemmeno se ne sarei capace sinceramente, ma l'idea di andare a caccia per procurarsi la carne necessaria, sapere a cosa si va incontro, affrontare la dura realtà ed essere consapevole che se vuoi mangiare carne devi per forza uccidere (o far uccidere da altri che è la stessa cosa), mi pare una cosa molto più umana che andare al supermercato e vedere tutta quella carne dove una buona parte va buttata, (un animale è morto per nulla).

ma è un discorso con molte cose che si devono tener conto, e non è tutto "preciso" ed etico.

stesso discorso per la pesca, li però già ho un minimo di esperienza, vado a pesca ogni tanto, con amici e/o parenti.

per me quindi la caccia può essere una scelta etica quando:
- si è consapevoli di quello che si sta facendo
- non è uno sport, ma si va ad uccidere, se un animale muore è per colpa tua, e ne devi essere consapevole
- se si va a caccia, lo si deve fare per il solo scopo di nutrirsi
- non si deve abusare, e si deve prendere lo stretto necessario, (e non è necessario mangiare sempre la carne, si può vivere anche senza volendo)
- si deve rispettare sempre la natura, quindi non cacciare una specie in via d'estinzione o provare a colpire (tipo cecchino) un animale che probabilmente morirà dopo giorni dopo una terribile sofferenza.

detto questo non so se sarei in grado di uccidere una povera bestia, che magari mi guarda spaventata, ma sicuramente lo considero meno da vigliacchi, che nascondersi dietro il "non vedo e me la godo" e andare comodamente nel centro commerciale a prendere kg di carne.

ps: si sono un po' "confuso" con le idee
Sono pienamente d'accordo con il tuo pensiero. Non credo che tu sia confuso, il ragionamento non fa una grinza.
 
Secondo me è sbagliato sia cacciare (l ho capito solo dopo essere stato cacciatore) sia pescare e non ributtare in acqua, se non per bisogno o davvero molto sporadicamente.
La carne la compro al supermercato e anche se so che gli allevamenti sono della crudeltà la compro perché tanto l' animale l hanno ucciso ormai e poi con la poca carne che compro non si può neanche dire cge finanzia chi li alleva (di certo non sono i miei 100€ annui che li cambiano la vita).
Mi dispiace pii uccidere un essere vivente per puro divertimento (perché si fa per questo nel caso in cui uno non viva in Alaska).
Pensate se foste voi quel a cui sparano dietro con un calibro 12 o un 30-06, direste comunque che la caccia non è niente di male (sempre nel caso in cui non sia l unico o quasi mezzo di sostentamento)?
Poi ovviamente uno è libero di fare ciò che vuole, io però penso che sia sbagliato e non lo faccio più.
 
La carne la compro al supermercato e anche se so che gli allevamenti sono della crudeltà la compro perché tanto l' animale l hanno ucciso ormai
Guarda che funziona alla rovescia... quell'animale l'hanno ucciso perché te andrai a comprare la carne. L'offerta si fa in caso di domanda. Senza la domanda, non c'è offerta.
 
Coordinatometro di Avventurosamente
Alto Basso