Il discorso è spinoso, alla fine quando si parla di caccia e pesca molti poi si incazzano.Premessa: non voglio offendere nessuno e resto molto rispettoso delle opinioni altrui. Tuttavia credo che chi non abbia familiarità con le discipline venatorie faccia una gran confusione quando si parla di "caccia". Molti immaginano il bracconiere vestito in tenuta coloniale, intento a sparare a un cucciolo di leone inoffensivo nella savana.
Nella pratica, almeno dalle mie parti, la caccia ha due scopi esclusivi: cibo e difesa. Vengo da una famiglia di agricoltori che hanno sempre cacciato e parlo coi miei conterranei. Non ci sono molti bracconieri in Italia, almeno non quanti ne si pensa.
Condivido con voi la moralità del discorso "se mangio carne la voglio di un animale che è stato libero finchè era vivo". E' vero che potremmo trasformare, con qualche sacrificio, la nostra dieta in vegetariana e risparmiare queste crudeltà, ma la mia cultura e le mie abitudini mi legano alla caccia. Adoro la selvaggina, caprioli, lepri, cinghiali, fagiani... e non ho mai assistito a una battuta di caccia in cui non si sia mangiato tutto il mangiabile.Il mio forse è un caso.
Altro discorso è la caccia per difesa. Alcune associazioni venatorie (ma anche alcune animalistiche, attenzione) catturano, allevano e rilasciano animali selvatici al fine di ripopolarne alcune zone e questi, migrando, finiscono a rovinare (fidatevi, rovinare) terreni di lavoratori innocenti, arrivano pericolosamente vicini ad abitazioni e strade trafficate, uccidono animali domestici e molto altro.Qui è richiesta la caccia da difesa, ossia contrastare con mezzi semplici i rischi dell'eccessivo ripopolamento di specie che non hanno antagonisti. Tempo fa l'alessandrino è stato preso d'assalto dalle volpi: le lepri e minilepri sparivano, cani aggrediti, gatti uccisi, pollai distrutti e casi sparsi di rabbia da contagio. La volpe si mangia? no, ma è stata cacciata. Però il web ha pianto i teneri, dolci e affettuosi cuccioli di volpe. Io dico che informarsi e provare altri punti di vista (magari più diretti) è un atto da consigliarsi a chi si strugge precocemente. Gli ungulati devastano i terreni e gli agricoltori perdono migliaia di euro di coltivazioni. Gli enti pubblici addetti restano impotenti davanti al dilagare di questi eventi e fanno quel che possono ma che, purtroppo, è troppo poco.
Secondo me la caccia va abbracciata, con tutte le norme del caso, e non bandita perchè un pirla molto mainstream ha sparato a un povero leone.Ma basta un caso del genere per attizzare l'odio verso chi è responsabile e civile.
Imputo tutto lo stupore e il disgusto davanti all'attività più antica dell'uomo al fatto che le persone, migrando in città e allontanandosi dalle campagne e dalle tradizioni, abbia dimenticato le proprie origini e si sia "rammollita", abbia spersonalizzato la bistecca quasi credendo che esista un albero che le produce.
La caccia non è barbarica, nè cruenta o moralmente scandalosa. E' naturale. Praticata da ogni predatore sulla terra con i mezzi che gli appartengono. Non mi sento colpevole nè maniaco quando vado a caccia. Forse perchè sono cresciuto in un ambiente più pratico e rustico. Forse perchè sono consapevole di quello che sto facendo. Ma sicuramente non sono in lutto. Seguendo questa logica dovremmo fare i funerali alle lattughe, alle carote e al rosmarino.
Detto ciò è vero che bisogna rispettare la natura, dai lombrichi ai tigli, passando per i fagiani le trote; non bisogna uccidere per divertimento, ma non bisogna ripudiare la propria natura.
Mi sono permesso di essere più diretto qui perchè, generalmente, ho difficoltà a interfacciarmi in un ambiente "cittadino": non mi capiscono e si finisce per fraintendere. Qui posso parlare con persone aperte e portate a nutrire la propria anima più selvatica. Spero di non avervi offeso.
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Per quanto riguarda me io pesco e lo adoro, mi piacerebbe tanto anche cacciare e forse un giorno riuscirò a farlo specie se trovo qualcuno o un gruppo a cui unirmi.
Per il resto mi trovo completamente d'accordo con il post di Chihuahua citato.
Poi a chi dice che uccidere sia crudele in generale io devo dire che non sono d'accordo.
Per me uccidere in generale, cacciare o pescare sono una questione di carattere, indole, attitudine.
C'è chi sente più di altri la questione in maniera emotiva, chi non riuscirebbe mai ad uccidere qualsivoglia animale, perché gli fa pietà, perché è troppo debole per sopportare la vista del sangue, della morte, perché non sarebbe in grado di "curare" una preda o prepararne le carni per cucinarla senza vomitarsi addosso.
Conosco tante persone così, anche vicine a me, non le biasimo, ognuno ha il suo carattere, siamo tutti diversi, però penso anche che chi uccide e caccia non sia per forza un malvagio e che con suddette pratiche non centri assolutamente NULLA l'etica e la morale.
Nulla almeno con l'atto in se, poi chiaramente bisogna sempre vedere come l'atto viene eseguito.
Tutti gli animali si cacciano e uccidono tra di loro, penso che chi odia la caccia abbia forse atavicamente paura della morte, odia il cacciatore soprattutto perché "mostra" l'uccisione e la morte chiaramente senza nasconderla dietro parole come morale ed etica che sanno tanto di un certo tipo di religiosità e cultura.
Ma qui mi fermo o rischio davvero di sollevare un vespaio


Il mio forse è un caso.
Ma basta un caso del genere per attizzare l'odio verso chi è responsabile e civile.



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