- Parchi della Sicilia
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Gironzolando nel forum mi sono accorto di non avere mai fatto il resoconto dell’escursione sull’Etna di Giugno fatta col compare Gabriele …
… bene, è domenica pomeriggio, sono schiffarato e davanti al computer …
Data: 09.06.2012
Regione e provincia: Sicilia - Catania
Località di partenza: Nicolosi - Rifugio Sapienza
Località di arrivo: Nicolosi - Rifugio Sapienza
Tempo di percorrenza: 2 giorni e mezzo
Chilometri: 57 circa
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: si sale si sale si sale..!!
Periodo consigliato: Maggio - Giugno
Segnaletica: ?
Dislivello in salita: Assaje
Quota massima: 3340
Dopo un lungo periodo di preparazione fisica e accurato studio della logistica (grazie a tutti i conterranei) arriva il giorno della partenza. Zaino controllato e ricontrollato, check-list accartocciata e scarabocchiata abbandonata sulla scrivania, uno sguardo intorno per essere sicuri di non scordare niente e si va.
Gabriele passa alle 7.30 in punto e senza troppi panegirici imbocchiamo la PA-CT . Immancabile sosta caffè, croissant e benzina e via.
Dopo un’ulteriore sosta a Belpasso per un paninozzo giungiamo verso le 10.40 al Rifugio Sapienza dove decidiamo di lasciare la macchina… meglio più vicina al punto di arrivo che a quello di partenza… Saggissima decisione!!
Insomma, tra una cosa e l’altra ci mettiamo in cammino alle 11.00 e dopo circa 3km di asfalto imbocchiamo la pista Altomontana Etnea. Sole splendente, temperatura perfetta, GPS accesi e zaini in spalla.
Prima tappa – Rifugio Galvarina – per un veloce pranzo!
Ripreso il cammino lo spettacolo della natura ci accompagna lungo la strada così come i dolori ai piedi, chi il tallone, chi l’alluce la spalla o il ginocchio… sembriamo usciti dal reparto di geriatria del civico, ma ciò nonostante teniamo una media di 4km/h.
Lungo il percorso ci passiamo in rassegna quasi tutti i rifugi che incontriamo, verifichiamo la presenza di acqua nelle cisterne, lo stato dei camini e delle panche… tutto perfetto, informazioni utili per un’eventuale escursione invernale con neve.
Tutto procede bene, con la strada leggermente in discesa dopo circa 26km dal Sapienza giungiamo in perfetto orario al Rifugio Santa Maria. Ore 20.00. Il tempo di sistemare i giacigli ed accendere il fuoco si cena 2 parole e poi _______________ la morte cerebrale!!
La mattina sveglia alle 7.00 veloce pedicure a base di duct-tape colazione parolacce varie ed eventuali rimettendoci le scarpe e via!
L’obbiettivo del 2° giorno è l’osservatorio dell’INGV quota 2800m slm, distanza 14km circa con 1346m di dislivello, lì metteremo tenda per il secondo pernotto.
Ci incamminiamo e dopo qualche km, superato il Rif. Timparossa usciamo dalla vegetazione alla volta del Monte Nero. Da qui lo spettacolo dell’Etna toglie il fiato, c’è tutto, il nero della lava, l’azzurro del cielo, il verde delle conifere, il bianco della neve, il giallo delle ginestre ed il rosso della mia giacca!! Del secondo giorno non ricordo neanche se abbiamo pranzato, so solo che non si arrivava mai. I Fuoristrada diretti più o meno verso l’osservatorio ci sorpassavano e sparivano tra le curve e dopo….. molto dopo riapparivano lontanissimi lassù in alto dove noi eravamo diretti. Come fù come non fù arrivammo a Piano delle Concazze e poco più in là su Pizzo Deneri dove c’è l’osservatorio vulcanologico. Dopo un piccolo giro di perlustrazione piazziamo la tenda, montiamo i tiranti, tutti, insabbiamo le falde con la cenere, prepariamo materrasini e sacchi letto e iniziamo a cercare qualche legno per accendere un fuoco se non fosse che si alza il vento dell’apocalisse che ci costringe a rinchiuderci in tenda e cucinare con il fornelletto. Risotto ai funghi!! Bene, riusciamo a cenare, la tenda si muove come se fosse montata sul tettuccio di una ferrari che gira a Maranello. Ci sistemiamo. Non pensavo che con quel casino sarei riuscito a dormire, ed invece…. _____________________ Eeg Piatto, nuovamente!
La mattina del 3° giorno il sole è splendente, il cielo limpido, da pizzo Deneri, in lontananza si scorge la Calabria e qualche isola eolia, dal lato opposto la valle del Leone e del Bove, nera ed immensa!! Ci concediamo qualche minuto per qualche foto e ci rimettiamo in cammino. Obbiettivi: Crateri – Sapienza – Casa – Doccia!
Scendendo dall’osservatorio imboccando la strada per i crateri veniamo accolti dalle feste di due bei cagnoni, meglio un lui ed una lei, un po’ più indietro un simpatico signore con aria tirolese li richiama all’ordine. E’ il sig. Giorgio, anche lui va ai crateri, è partito la mattina alle 5 da piano Provenzana, ha 72 anni ed era la seconda volta, quella settimana che saliva!...
Deciso, si fa strada insieme, così si chiacchera, si gioca con i cani, e si sale. Sale anche il livello della neve ai bordi della strada, sale, sale parecchio!!
Giunti sotto il cratere di NE lasciamo la strada il direzione della bocca. Si cammina un po’ a fatica, la neve non è soffice, ma neanche dura, un po’ si scivola un po’ si affossa, però si riesce ad avanzare.
A qualche centinaio di metri dalla bocca lasciamo gli zaini e impugnata la 40D arriviamo sul tetto della Sicilia!! Non ci sono parole per descrivere il paesaggio e l’emozione. Una colonna di fumo densa e grigia sale alle nostre spalle. Oggi il vento ci assiste. Riempiti occhi, cuore e cervello iniziamo a scendere.
Da qui il gruppo si divide, il sig. Giorgio riscende con i suoi bei cagnoni io e Gà passiamo al secondo cratere, quello centrale. Anche qui lo spettacolo è mozzafiato, così come l’odore di zolfo.
Riprendiamo la strada per il Sapienza, i piedi sono ormai aperti qua e là. Stringiamo i denti e camminiamo. Lasciati i crateri attraversiamo una specie di deserto di lapilli spenti. Nero, tagliente, soffice. Sotto la sabbia uno spesso strato di neve bianchissima.
Verso ora di pranzo scorgiamo la piazzola d’arrivo dei Fuoristrada. Bene il meno è fatto! Avanziamo fino al punto di arrivo della funivia dove ci concediamo una mega pinta di birra fresca cadauno!! Sublime goduria prima dell’ultimo calvario. Da qui in poi è tutto violentemente in discesa, ginocchia e piedi ringraziano. Ci lanciamo lungo la pietraia che taglia il percorso lungo i piloni della funivia con fare da sciatori alpini. Una volta arrivati al rif. Sapienza dopo un gran caffè montiamo in macchina e salutiamo l’Etna con un caloroso arrivederci!
Gà se hai qulalcosa da aggiungere...aggiungi!
… bene, è domenica pomeriggio, sono schiffarato e davanti al computer …
Data: 09.06.2012
Regione e provincia: Sicilia - Catania
Località di partenza: Nicolosi - Rifugio Sapienza
Località di arrivo: Nicolosi - Rifugio Sapienza
Tempo di percorrenza: 2 giorni e mezzo
Chilometri: 57 circa
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: si sale si sale si sale..!!
Periodo consigliato: Maggio - Giugno
Segnaletica: ?
Dislivello in salita: Assaje
Quota massima: 3340
Dopo un lungo periodo di preparazione fisica e accurato studio della logistica (grazie a tutti i conterranei) arriva il giorno della partenza. Zaino controllato e ricontrollato, check-list accartocciata e scarabocchiata abbandonata sulla scrivania, uno sguardo intorno per essere sicuri di non scordare niente e si va.
Gabriele passa alle 7.30 in punto e senza troppi panegirici imbocchiamo la PA-CT . Immancabile sosta caffè, croissant e benzina e via.
Dopo un’ulteriore sosta a Belpasso per un paninozzo giungiamo verso le 10.40 al Rifugio Sapienza dove decidiamo di lasciare la macchina… meglio più vicina al punto di arrivo che a quello di partenza… Saggissima decisione!!
Insomma, tra una cosa e l’altra ci mettiamo in cammino alle 11.00 e dopo circa 3km di asfalto imbocchiamo la pista Altomontana Etnea. Sole splendente, temperatura perfetta, GPS accesi e zaini in spalla.
Prima tappa – Rifugio Galvarina – per un veloce pranzo!
Ripreso il cammino lo spettacolo della natura ci accompagna lungo la strada così come i dolori ai piedi, chi il tallone, chi l’alluce la spalla o il ginocchio… sembriamo usciti dal reparto di geriatria del civico, ma ciò nonostante teniamo una media di 4km/h.
Lungo il percorso ci passiamo in rassegna quasi tutti i rifugi che incontriamo, verifichiamo la presenza di acqua nelle cisterne, lo stato dei camini e delle panche… tutto perfetto, informazioni utili per un’eventuale escursione invernale con neve.
Tutto procede bene, con la strada leggermente in discesa dopo circa 26km dal Sapienza giungiamo in perfetto orario al Rifugio Santa Maria. Ore 20.00. Il tempo di sistemare i giacigli ed accendere il fuoco si cena 2 parole e poi _______________ la morte cerebrale!!
La mattina sveglia alle 7.00 veloce pedicure a base di duct-tape colazione parolacce varie ed eventuali rimettendoci le scarpe e via!
L’obbiettivo del 2° giorno è l’osservatorio dell’INGV quota 2800m slm, distanza 14km circa con 1346m di dislivello, lì metteremo tenda per il secondo pernotto.
Ci incamminiamo e dopo qualche km, superato il Rif. Timparossa usciamo dalla vegetazione alla volta del Monte Nero. Da qui lo spettacolo dell’Etna toglie il fiato, c’è tutto, il nero della lava, l’azzurro del cielo, il verde delle conifere, il bianco della neve, il giallo delle ginestre ed il rosso della mia giacca!! Del secondo giorno non ricordo neanche se abbiamo pranzato, so solo che non si arrivava mai. I Fuoristrada diretti più o meno verso l’osservatorio ci sorpassavano e sparivano tra le curve e dopo….. molto dopo riapparivano lontanissimi lassù in alto dove noi eravamo diretti. Come fù come non fù arrivammo a Piano delle Concazze e poco più in là su Pizzo Deneri dove c’è l’osservatorio vulcanologico. Dopo un piccolo giro di perlustrazione piazziamo la tenda, montiamo i tiranti, tutti, insabbiamo le falde con la cenere, prepariamo materrasini e sacchi letto e iniziamo a cercare qualche legno per accendere un fuoco se non fosse che si alza il vento dell’apocalisse che ci costringe a rinchiuderci in tenda e cucinare con il fornelletto. Risotto ai funghi!! Bene, riusciamo a cenare, la tenda si muove come se fosse montata sul tettuccio di una ferrari che gira a Maranello. Ci sistemiamo. Non pensavo che con quel casino sarei riuscito a dormire, ed invece…. _____________________ Eeg Piatto, nuovamente!
La mattina del 3° giorno il sole è splendente, il cielo limpido, da pizzo Deneri, in lontananza si scorge la Calabria e qualche isola eolia, dal lato opposto la valle del Leone e del Bove, nera ed immensa!! Ci concediamo qualche minuto per qualche foto e ci rimettiamo in cammino. Obbiettivi: Crateri – Sapienza – Casa – Doccia!
Scendendo dall’osservatorio imboccando la strada per i crateri veniamo accolti dalle feste di due bei cagnoni, meglio un lui ed una lei, un po’ più indietro un simpatico signore con aria tirolese li richiama all’ordine. E’ il sig. Giorgio, anche lui va ai crateri, è partito la mattina alle 5 da piano Provenzana, ha 72 anni ed era la seconda volta, quella settimana che saliva!...
Deciso, si fa strada insieme, così si chiacchera, si gioca con i cani, e si sale. Sale anche il livello della neve ai bordi della strada, sale, sale parecchio!!
Giunti sotto il cratere di NE lasciamo la strada il direzione della bocca. Si cammina un po’ a fatica, la neve non è soffice, ma neanche dura, un po’ si scivola un po’ si affossa, però si riesce ad avanzare.
A qualche centinaio di metri dalla bocca lasciamo gli zaini e impugnata la 40D arriviamo sul tetto della Sicilia!! Non ci sono parole per descrivere il paesaggio e l’emozione. Una colonna di fumo densa e grigia sale alle nostre spalle. Oggi il vento ci assiste. Riempiti occhi, cuore e cervello iniziamo a scendere.
Da qui il gruppo si divide, il sig. Giorgio riscende con i suoi bei cagnoni io e Gà passiamo al secondo cratere, quello centrale. Anche qui lo spettacolo è mozzafiato, così come l’odore di zolfo.
Riprendiamo la strada per il Sapienza, i piedi sono ormai aperti qua e là. Stringiamo i denti e camminiamo. Lasciati i crateri attraversiamo una specie di deserto di lapilli spenti. Nero, tagliente, soffice. Sotto la sabbia uno spesso strato di neve bianchissima.
Verso ora di pranzo scorgiamo la piazzola d’arrivo dei Fuoristrada. Bene il meno è fatto! Avanziamo fino al punto di arrivo della funivia dove ci concediamo una mega pinta di birra fresca cadauno!! Sublime goduria prima dell’ultimo calvario. Da qui in poi è tutto violentemente in discesa, ginocchia e piedi ringraziano. Ci lanciamo lungo la pietraia che taglia il percorso lungo i piloni della funivia con fare da sciatori alpini. Una volta arrivati al rif. Sapienza dopo un gran caffè montiamo in macchina e salutiamo l’Etna con un caloroso arrivederci!
Gà se hai qulalcosa da aggiungere...aggiungi!
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