Escursione Ex ferrovia Capranica-Civitavecchia un po' a piedi e po' di corsa

Data: 11-05-2019
Regione e provincia: Lazio
Località di partenza: Stazione di Capranica
Località di arrivo: Stazione di Civitavecchia
Tempo di percorrenza: 9 ore compresa le soste e la pausa pranzo alla Farnesiana
Chilometri: 53
Grado di difficoltà:
Descrizione delle difficoltà: tratti allagati, pochi punti di rifornimento e processionarie sospese nel vuoto
Periodo consigliato: non dopo le piogge abbondanti e non i estate piena
Segnaletica: assente
Dislivello in salita: 350 mt
Dislivello in discesa: 700 mt
Quota massima: 400 mt

Traccia GPS: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/ex-ferrovia-capranica-civitavecchia-36339794

La ex ferrovia Capranica-Civitavecchia è diventata ormai un classico, soprattutto per noi laziali, da fare in bici, ho voluto provare a farla piedi o meglio piedi/corsa (circa metà percorso a piedi e l'altra correndo).
Sono arrivato alla stazione di Capranica alle 8,20, tempo di una colazione al bar e di una foto di rito parto per questa lunga traversata verso le 8,40. Con me ho uno zaino con circa 2,5 litri di acqua e vari ricambi. Mi pongo degli obiettivi orari di circa 7/8 km all'ora comprese le numerose soste per le foto/mangiare/bere e considerando il tempo perso per le passare le numerose gallerie. Tutto procede bene, nonostante il freddo che ho trovato nella lunga galleria e soprattutto il tratto allagato subito dopo di essa, qui decido di togliere le scarpe e attraversare la palude scalzo (l'acqua mi arrivava fino al ginocchio).
Alle 13,00 in punto e dopo aver fatto 32 km, arrivo alla Farnesiana, per fortuna l'agriturismo è aperto. Il pranzo a Buffet è deleterio per me, ho mangiato tantissimo tipo 3 piatti di tutto, compreso il dolce. Ma la cosa più devastante è stata il vino rosso, ne ho bevuto troppo per le mie capacità.
Ripartire alle 14,15 è stato drammatico per me e mancavano ancora 21 km alla stazione di Civitavecchia. Decido di ascoltare la musica e camminare per i primi 10 km.
Il paesaggio circostante è di una bellezza notevole, verdissimo e panoramico. Non ho incontrato praticamente nessuno per tutto il percorso, nessun ciclista. Entro in uno stato di grazia incredibile, quasi mistica che sembra non mi faccia sentire la fatica, complice il vino e la musica. Dopo il quarantesimo chilometro corro per brevi tratti.
Purtroppo la strada asfaltata Braccianese-Claudia mi riporta alla realtà cittadina. C'è un traffico discreto di macchine, quindi decido di togliermi il prima possibile da questa situazione pericolosa e decido di correre gli ultimi chilometri fino al centro di Civitavecchia.
Arrivo in tempo alla stazione per prendere il treno delle 17,43 che mi riporterà a Roma.
Ringrazio @Montinvisibili per la sua traccia che ha messo in condivisione nel suo sito e che ho seguito pedissequamente nell'ultimo tratto.

Qualche foto:

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Se non ricordo male è in leggera salita anche il tratto finale, dall'ultima stazione fino alla Braccianese.
Complimenti.
 
Immagino tuo sia corso a Civitavecchia per farti una Sambuca.
Grande avventura, @mezcal, di forza e determinazione e, secondo me, con il valore aggiunto della solitudine.
E grazie per la citazione: sono contento che le mie tracce vengono utilizzate.
 
Complimenti davvero.Ma come si fa a riprendere il cammino/corsa per altri 20 km dopo una magnata del genere con annesso vino?Io sarei andato in coma
E io ci sono andato vicino :). La gola e la voglia di vino rosso hanno preso il sopravvento. Per me vale la filosofia animalesca 'magna e bevi che al futuro ci si pensa dopo: a panza piena si ragiona meglio":lol:

Che poi c'è pure una bella salitella dalla ferrovia all'agriturismo!
già, ma la vista dell'agriturismo mi ha fatto svanire qualsiasi fatica e la salita è diventata discesa per me :)

Se non ricordo male è in leggera salita anche il tratto finale, dall'ultima stazione fino alla Braccianese.
Complimenti.
grazie. si esatto c'è una specie di fossato con acqua annessa, l'ultima salita prima della Braccianese.

grazie :si:

Complimenti...anche per aver trovato il coraggio di affondare i piedi in quella melma :)
Grazie, ma non avevo alternative. Meglio i piedi bagnati che le scarpe e i calzini.

Immagino tuo sia corso a Civitavecchia per farti una Sambuca.
Grande avventura, @mezcal, di forza e determinazione e, secondo me, con il valore aggiunto della solitudine.
E grazie per la citazione: sono contento che le mie tracce vengono utilizzate.
Grazie Marco, ma dopo la sbronza col vinto tinto, meglio lasciar perdere la Sambuca :)
 
:(
Complimenti davvero.Ma come si fa a riprendere il cammino/corsa per altri 20 km dopo una magnata del genere con annesso vino?Io sarei andato in coma
Non aggiungo né tolgo una sola virgola a quanto scritto sopra da altri
:biggrin:

Ad ogni modo certi scorci sono semplicemente fantastici, in particolare una foto mi sembrava un quadro.
E' da tempo che mi piacerebbe organizzare una camminatona (in particolare da quando vidi quella di Stroncone), l'unica cosa che temo sono le reazioni dei miei piedi alle distanze
:unsure:

Ultima curiosità è in che modo sia stato fatto - tanto più viste le condizioni - il primo autoscatto, quello all'uscita dal ponte. O hai incrociato qualcuno approfittandone ?

Ciao
 
:(

Non aggiungo né tolgo una sola virgola a quanto scritto sopra da altri
:biggrin:

Ad ogni modo certi scorci sono semplicemente fantastici, in particolare una foto mi sembrava un quadro.
E' da tempo che mi piacerebbe organizzare una camminatona (in particolare da quando vidi quella di Stroncone), l'unica cosa che temo sono le reazioni dei miei piedi alle distanze
:unsure:

Ultima curiosità è in che modo sia stato fatto - tanto più viste le condizioni - il primo autoscatto, quello all'uscita dal ponte. O hai incrociato qualcuno approfittandone ?

Ciao
Ciao Andrea,
sono sicuro che i tuoi piedi risponderanno benissimo. Ho visto i tuoi tempi stratosferici sulla corsa in un altro post e penso che non avrai problemi.
Per quanto riguarda le foto ho scoperto da poco che il mio vecchio cellulare ha due opzioni fantastiche: l'autoscatto e il comando vocale per farlo partire. Quindi, questo abbinato al successivo taglio delle parti inutili, fa sembrare le foto scattate da altri (a quella che dici tu il cellulare stava a terra e ho dovuto tagliare 1/3 della foto)
 
Grandiosissimo!!!!!!!! Bravissimo per tutto....per i 50 km............per il guado.......per le belle foto.......e poi soprattutto dopo quel pranzo :D effettivamente confermo che il buffet è pericoloso anche per me.

I posti sono spettacolari ma la prima foto ancora di più.......li dove eri? a capranica?

ancora complimenti e grazie per aver condiviso.
 
:ka:
Ciao Andrea,
sono sicuro che i tuoi piedi risponderanno benissimo. Ho visto i tuoi tempi stratosferici sulla corsa in un altro post e penso che non avrai problemi.
Per quanto riguarda le foto ho scoperto da poco che il mio vecchio cellulare ha due opzioni fantastiche: l'autoscatto e il comando vocale per farlo partire. Quindi, questo abbinato al successivo taglio delle parti inutili, fa sembrare le foto scattate da altri (a quella che dici tu il cellulare stava a terra e ho dovuto tagliare 1/3 della foto)
Allora sei (quasi) come me, che scopre le caratteristiche degli oggetti solo dopo 10 o 20 anni, cioè alle soglie della rottamazione, dopo averli quindi usati sempre al minimo delle loro potenzialità.
E il bello è che questo per me vale anche per gli oggetti più semplici (figurarsi quindi per gli aggeggi tecnologici) : ripenso ad esempio l'esperienza del mio primo "4000" cinque anni fa, quando il pomeriggio precedente ci trovavamo in 3 in Val d'Ayas, tra il rifugio Mezzalama e il rifugio Guide d'Ayas dove avremmo pernottato (3400 m.) : a metà di quest'ultimo tratto ci becca un diluvio e gli altri due mi dicono : "Ma il coprizaino non l'hai portato ?" ed io "No". "Ma come ? Te potessero, è la prima cosa che ti devi comprare appena torni !". Fatto sta che arriviamo al rifugio zuppi, erano le 19 ma ovviamente quasi tutti erano già tornati nelle camere dopo cena e così con la sala tutta libera evitiamo di offrire lo "spettacolo napoletano/zingaresco" del nostro ammasso di scarponi, indumenti e quant'altro sulla stufa Bene dopo almeno un paio d'anni da quell'episodio (dico UN PAIO D'ANNI, da aggiungere agli altri due da cui già lo avevo), in un'altra occasione saranno quelle stesse persone a scoprire che quel mio zaino Millet aveva sulla parte inferiore una taschina con cerniera (e tanto di simboletto) da cui estrarre il coprizaino incorporato :gover: Ho detto tutto. Ecco perché con ogni acquisto vivo sempre la sensazione di buttare i soldi, nel senso di comprare qualcosa di sovradimensionato rispetto alle mie necessità, o dovrei dire capacità...

Circa i piedi, purtroppo distanze e velocità sono due concetti differenti, e mai come nel mio caso NON si implicano a vicenda, anzi… Mi sto convincendo di avere - per un perverso abbinamento tra dismorfismi assortiti (con una conseguente biodinamica sballata) e una genetica anch'essa catastrofica - una vulnerabilità di legamenti e articolazioni agli sforzi oltre certe soglie che si manifesta con la predisposizione a infiammarsi, usurarsi e quant'altro. E questo terreno è proprio uno dei peggiori gineprai diagnostici e clinici, dove quindi le pseudo-cure inutili, quelle fatte a tentoni "per tentativi" e i ciarlatani che ne approfittano abbondano.
Occorre davvero saper essere medici di se stessi, un acume (e una fortuna) pazzeschi nel saper individuare la persona competente e la cura giusta, e una capacità di "auto-gestione" fuori dal comune ispirata al principio ben poco istintivo del "meglio una vita da pecora che un solo giorno da leone".
E pure avere (o acquisire) la maturità psicologica e lo spessore umano per sapersi fare una ragione della propria condizione, visto che si viene penalizzati proprio in ciò che più appassiona e ciò è quanto di più frustrante.
Altrimenti si è persi.
 
Grandiosissimo!!!!!!!! Bravissimo per tutto....per i 50 km............per il guado.......per le belle foto.......e poi soprattutto dopo quel pranzo :D effettivamente confermo che il buffet è pericoloso anche per me.

I posti sono spettacolari ma la prima foto ancora di più.......li dove eri? a capranica?

ancora complimenti e grazie per aver condiviso.
In effetti meglio evitare certi posti per pranzo :)

la prima foto è stata scattata tra le vecchie stazioni di Barbarano Romano e Blera
 
:ka:

Allora sei (quasi) come me, che scopre le caratteristiche degli oggetti solo dopo 10 o 20 anni, cioè alle soglie della rottamazione, dopo averli quindi usati sempre al minimo delle loro potenzialità.
E il bello è che questo per me vale anche per gli oggetti più semplici (figurarsi quindi per gli aggeggi tecnologici) : ripenso ad esempio l'esperienza del mio primo "4000" cinque anni fa, quando il pomeriggio precedente ci trovavamo in 3 in Val d'Ayas, tra il rifugio Mezzalama e il rifugio Guide d'Ayas dove avremmo pernottato (3400 m.) : a metà di quest'ultimo tratto ci becca un diluvio e gli altri due mi dicono : "Ma il coprizaino non l'hai portato ?" ed io "No". "Ma come ? Te potessero, è la prima cosa che ti devi comprare appena torni !". Fatto sta che arriviamo al rifugio zuppi, erano le 19 ma ovviamente quasi tutti erano già tornati nelle camere dopo cena e così con la sala tutta libera evitiamo di offrire lo "spettacolo napoletano/zingaresco" del nostro ammasso di scarponi, indumenti e quant'altro sulla stufa Bene dopo almeno un paio d'anni da quell'episodio (dico UN PAIO D'ANNI, da aggiungere agli altri due da cui già lo avevo), in un'altra occasione saranno quelle stesse persone a scoprire che quel mio zaino Millet aveva sulla parte inferiore una taschina con cerniera (e tanto di simboletto) da cui estrarre il coprizaino incorporato :gover: Ho detto tutto. Ecco perché con ogni acquisto vivo sempre la sensazione di buttare i soldi, nel senso di comprare qualcosa di sovradimensionato rispetto alle mie necessità, o dovrei dire capacità...

Circa i piedi, purtroppo distanze e velocità sono due concetti differenti, e mai come nel mio caso NON si implicano a vicenda, anzi… Mi sto convincendo di avere - per un perverso abbinamento tra dismorfismi assortiti (con una conseguente biodinamica sballata) e una genetica anch'essa catastrofica - una vulnerabilità di legamenti e articolazioni agli sforzi oltre certe soglie che si manifesta con la predisposizione a infiammarsi, usurarsi e quant'altro. E questo terreno è proprio uno dei peggiori gineprai diagnostici e clinici, dove quindi le pseudo-cure inutili, quelle fatte a tentoni "per tentativi" e i ciarlatani che ne approfittano abbondano.
Occorre davvero saper essere medici di se stessi, un acume (e una fortuna) pazzeschi nel saper individuare la persona competente e la cura giusta, e una capacità di "auto-gestione" fuori dal comune ispirata al principio ben poco istintivo del "meglio una vita da pecora che un solo giorno da leone".
E pure avere (o acquisire) la maturità psicologica e lo spessore umano per sapersi fare una ragione della propria condizione, visto che si viene penalizzati proprio in ciò che più appassiona e ciò è quanto di più frustrante.
Altrimenti si è persi.
:rofl::woot: Non mi dire!!
La tecnologia mi può fregare, ma quando compro qualcosa per le mie escursioni, sto molto attento alle caratteristiche e lo viviseziono .

Riguardo ai piedi, siamo tutti diversi e ognuno storto a modo suo. Come diceva Edoardo Galeano 'visto da vicino nessuno è normale'.
Basta conoscere i propri limiti, che spesso sono un po' più in la di come crediamo.
 

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