Trekking EX FERROVIA SPOLETO-NORCIA (versione integrale)

Effettuata 7-8 maggio 2011 da Federico, Livio e Roberto
Lunghezza del percorso: km 51,250 *
Tempo effettivo di percorrenza: 14 ore e 15 minuti

* km 51,250 è la lunghezza dell'intero percorso ferroviario originario. In realtà il cammino vero e proprio inizia qualche centinaio di metri prima del km. 2 quindi la distanza reale percorsa è di circa 50 km.


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Punti di maggiore interesse del percorso con progressivo chilometrico


km 1,50 circa inizio del percorso
km 2,642 Casello Monini
km 2,859 Galleria Cortaccione I (57 m.)
km 3,000 Viadotto del Cortaccione (120 m)
km 3,084 Galleria Cortaccione II (43 m.)
km 5,800 Casello Matrignano
km 7,610 Viadotto di Caprareccia (146 m.)
km 7,819 Stazione di Caprareccia
km 8,754 Casello di Caprareccia
km 8,647 Galleria di Valico di Caprareccia (1936 m.)
km 12,170 Viadotto Torre I (200 m.)
km 12,692 Galleria Torre (82 m.)
km 12,930 Viadotto Torre II (200 m.)
km 13,380 Casello Tassinare
km 13,510 Viadotto Tassinare (45 m.)
km 13,812 Galleria Tassinare (326 m.)
km 14,749 Galleria Grotti I (234 m.)
km 15,059 Galleria Grotti II (278 m)
km 15,600 Casello di Mezzo
km 16,185 Galleria Vallegiana (454 m.)
km 17,249 Galleria San Martino (Chiusa - 201 mt. )
km 17,465 Casello San Martino
km 19,018 Stazione di Sant'Anatolia di Narco-Scheggino
km 19,930 Fermata di Castel San Felice
km 23,000 Sottostazione Elettrica di Piedipaterno
km 23,096 Stazione di Piedipaterno-Vallo di Nera
km 25,300 Casello di Romita
km 27,037 Galleria di Passo Stretto
km 27,500 Casello di Passo Stretto
km 29,773 Galleria Lastre I (27 m)
km 29,833 Galleria Lastre II (26 m)
km 30,000 Ponmte sul Fiume Nera (23 m.)
km 31,732 Stazione di Borgo Cerreto-Sellano
km 32,313 Galleria Cerreto (80 m.)
km 33,772 Galleria Triponzo (435 m.)
km 34,351 Stazione di Triponzo-Visso
km 35,184 Galleria Balza Tagliata I (109 m.)
km 35,350 Opera di Presa Corno Vecchio
km 35,618 Galleria Balza Tagliata II (222 m)
km 38,541 Galleria Nortosce (67 m)
km 42,106 Galleria Biselli (252 m)
km 44,722 Stazione di Cascia-Serravalle
km 44,840 Galleria Serravalle (68 m)
km 47,645 Casello Villa di Serravalle
km 51,250 Stazione di Norcia


Alcuni progressivi dei tempi di percorrenza:

Uscita Galleria Caprareccia 2'45"
Uscita Galleria Tassinare 3'45"
Uscita Galleria Vallegiana 4'20"
Stazione S. Anatolia di Narco 5'05"
Bivio Stradale Vallo di Nera 6'00"
Prima Area Picnic
(subito dopo Casello Romita) 7'00"
Stazione Borgo Cerreto 8'30"
Stazione Triponzo-Visso 9'20"
Stazione Cascia-Serravalle 12'15"
Casello Villa Serravalle 13'15"
Stazione Norcia 14'15"


Lampada potente obbligatoria nelle seguenti gallerie:
Caprareccia, Tassinare, Grotti I e II, Vallegiana, Triponzo, Biselli


Lascio al motivatissimo Bobbo i numerosi dettagli tecnici del percorso nella certezza che farà un ottimo lavoro.
L'escursione, bellissima, richiede nei due giorni, un notevole dispendio di energie fisiche e a tratti anche psicologiche. Con malcelata immodestia posso affermare che abbiamo costituito un trio perfetto in grado di sopperire a qualsiasi difficoltà e di esaltarsi nei momenti belli delle due giornate. Di questo ringrazio Federico e Roberto.

Foto in preparazione.
 
Ultima modifica:
Seguivo il topic che tratta l'argomento, e stavo proprio aspettando una recenzione. Grandissimi, bella impresa, aspettiamo foto per calarci virtualmente nell'avventura :)
 
Percorrere la ferrovia Spoleto-Norcia vuol dire tornare indietro nel tempo. Vuol dire entrare sommessamente nella storia, in silenzio, quasi in punta di piedi. Non sto parlando della Storia fatta di battaglie, conquiste e grandi condottieri, ma della storia di tutti i giorni; della storia dei piccoli paesi della Val Nerina, strappati dall'isolamento da un trenino elettrico a scartamento ridotto, che percorreva in due ore i cinquanta chilometri del tragitto, tra borghi medievali e gole mozzafiato.

Premesse tecniche:
1- il percorso è lungo e non sempre comodo; i primi 17 chilometri si sviluppano sulla massicciata ferroviaria: OBBLIGATORI gli scarponi con suola semi-rigida (non fate come il sottoscritto che ha usato degli scarponcini con suola morbida e oggi ha i piedi tumefatti dalle vesciche).
2- Come già detto da Livio, il tracciato è costellato da gallerie, alcune delle quali molto lunghe. Il fatto che molte delle gallerie si trovino nel tratto di percorso con il fondo a massicciata ferroviaria rende necessario l'utilizzo di OTTIME torce (rischio distorsioni).
3-I tratti Sant'Anatolia-Vallo di Nera e Serravalle-Norcia si sviluppano su tracciato completamente messo in sicurezza ma molto soleggiato: se avete la pelle sensibile portate un cappellino o la crema solare.
4-Lungo il percorso abbiamo trovato solo due fonti d'acqua. Non è il caso di preoccuparsi: lungo il percorso si trovano diversi bar. I più avventurosi poi possono depurare l'acqua del Nera o del Corno.
5- L'ultimo tratto del percorso, purtroppo, corrisponde in parte con la strada che porta a Norcia. Massima attenzione!
Dati

Data: 7/8-5-2011
Regione e provincia: Umbria (PG)
Località di partenza: Spoleto
Località di arrivo: Norcia
Tempo di percorrenza: 14 ore e 15 minuti (al netto delle soste)
Chilometri: 50 circa
Grado di difficoltà: T/E (Il percorso è semplice, le difficoltà sono date dalla lunghezza del tracciato, che ne sconsiglia la percorrenza a persone poco allenate o poco motivate)
Descrizione delle difficoltà: Fondo scomodo in alcuni punti, lunghe gallerie buie, tanti chilometri
Periodo consigliato: NON d'estate!!!
Segnaletica: Generalmente scarsa, il percorso è comunque abbastanza intuitivo
Accesso stradale: Da Norcia (davanti alla Stazione) o da Spoleto (Via Flaminia, uscita Spoleto Nord. Di fianco all'insegna del "Barbarossa" troverete una sbarra verde. Il percorso inizia lì. Il percorso, ovviamente, non è un anello. Occorre organizzarsi con due macchine, oppure tornare al punto di partenza con i pullman di linea.

Descrizione
PARTE I (Spoleto-Sant'Anatolia di Narco)
Partenza da Spoleto prima delle 9 per Livio (velino-sirente), Federico (Falco45) e me.
Si prende il tratto in leggera salita subito dopo la sbarra di inizio percorso. Spoleto è ancora vicina, ed ogni tanto appare qualche bandierina del CAI. Si oltrepassa il casello Monini e la prima piccola galleria, che ci immette direttamente sull'altissimo viadotto del Cortaccione, che attraversa una valle rigogliosissima. Si continua costeggiando, sulla sinistra, una rete che cinge un fondo chiuso. Qualche metro dopo il cippo che indica il quarto chilometro, la ferrovia si immette nel fondo chiuso in questione; il fondo però non è chiuso per niente: al nostro passaggio abbiamo trovato il cancello divelto. Meglio così... Ad ogni modo, il percorso continua, passa di fianco ad un altro casello (Casello Matrignano) e sotto ad un viadotto (viadotto di Caprareccia). Continuiamo a camminare, e qualche metro davanti a noi attraversa il sentiero un branco di cinghiali (di cui la maggior parte erano piccoli striati), che sono però stati più veloci delle nostre macchine fotografiche.
Meraviglia ingegneristica: ci troviamo sopra al viadotto sotto al quale eravamo passati pochi minuti fa. Sul viadotto si trova un altro cancello (chiuso), che offre però lo spazio per passare di lato (ciò non vale ovviamente per chi vada a cavallo o in moto).
Dopo il viadotto la ferrovia si interseca con delle strade carrozzabili: se non sapete dove andare (cosa molto improbabile), ricordate sempre che le ferrovie corrono il più dritto ed in piano possibile. Inoltre (specie nella prima parte del percorso) il tracciato è costeggiato da dei piccoli obelischi in cemento (o pietra?).
Passata la stazione di Caprareccia, dopo qualche centinaio di metri si arriva all'imbocco della galleria omonima (lunga quasi due chilometri): mano alle torce e ai pile (dentro è freddino). Inoltre vi consiglio di mettere via, qualora le abbiate, le macchine fotografiche: le infiltrazioni d'acqua della volta potrebbero far cadere dei bei goccioloni sopra alla vostra adorata reflex.
Piccola sosta all'uscita della galleria e si riparte. Continuate sempre dritti, ignorando la strada asfaltata sulla sinistra. Il percorso inizia a scendere verso valle. Si costeggiano caselli aperti e, tutto sommato, ben ridotti (utili in caso di pioggia o altri imprevisti).
Si scende verso Sant'Anatolia di Narco zigzagando sul fianco della montagna, tra viadotti e gallerie elicoidali (torce necessarie). Ad un certo punto vi troverete davanti una galleria chiusa: è la galleria San Martino, ostruita da una frana. Poco male, prendete la deviazione a destra (guardando la galleria), e quando il sentiero si biforca tenete la sinistra (mantenendovi a monte): passerete sopra all'imbocco della galleria stradale di Forca di Cerro, e scenderete verso valle. Continuate sempre dritti fino a che il sentiero non termina davanti a voi; a quel punto scendete verso sinistra, ed arriverete alla Statale Val Nerina. Siete giunti a Palombara (frazione di Sant'Anatolia di Narco), dove trovate un bar ed una macelleria, in caso per cena abbiate intenzioni carnivore :D. Va detto però che noi siamo arrivati a Palombara verso le 3, quindi la macelleria era chiusa (meno male che il buon Federico era preventivamente munito di ciccia).

Tratto II (Sant'Anatolia di Narco-Borgo Cerreto)
Ora il percorso diventa tranquillo, quasi monotono. La ferrovia correva di fianco alla strada, ed è stata recentemente messa in sicurezza. Si passa di fianco alla stazione di Sant'Anatolia-Scheggino, al casello di Castel San Felice e alla sottostazione elettrica di Piedipaterno. Giunti in corrispondenza al bivio stadale per Vallo di Nera, troverete uno spiazzo con una fontana; è il caso di fare scorta, visto che -eccetto il fiume- avrete modo di reintegrare le vostre scorte solo l'indomani.
In seguito il percorso oltrepassa il Nera, e si ritrova a correre dalla parte opposta del fiume rispetto alla strada, a ridosso del costone di roccia calcarea.
Dopo un ora circa di cammino a partire dalla fontana, incontrerete sulla sinistra una bellissima area pic-nic. E' il caso di accamparsi: il posto è bellissimo (c'è un tavolo coperto, lo spazio per le tende, l'area per il fuoco e l'accesso al fiume), ed avete percorso quasi 26 chilometri.
Per quanto ci riguarda direttamente, si è dato fondo alle scorte di vino e di ciccia, quest'ultima insaporita dal timo e dal rosmarino trovato per strada da Federico.
Intermezzo tecnico: sia io che Livio collaudavamo le nostre tende: voti altissimi alla Camp Minima di Livio e alla mia Nordkapp 3!
La mattina successiva ci svegliamo piuttosto tardi (alle 7), e dopo un'oretta ripartiamo.
Attraversiamo altre piccole gallerie (non serve la torcia) e costeggiamo altre due aree pic nic ed altri caselli ristrutturati.
Oltrepassato il ponte sul Nera, il mio consiglio è di proseguire lungo la strada fino ad arrivare a Borgo Cerreto. Noi abbiamo cercato di seguire il percorso originario della ferrovia, che corre un metro più in basso della strada, ma abbiamo ottenuto solamente una discreta dose di spine (il percorso è ostruito dai rovi).
Arrivati a Borgo Cerreto, abbiamo reintegrato le scorte di acqua e vino, e Livio e Federico si sono concessi un bel pezzo di pizza appena sfornata.

PARTE III (Borgo Cerreto-Norcia)
Si costeggia la stazione di Borgo Cerreto (divenuta una casa privata) e si prosegue lungo il tracciato della ferrovia. Si supera la centrale idroelettrica e si passa sotto al viadotto stradale. Qualche metro dopo il viadotto ci si imbatte in una frana, e subito dopo in una galleria (serve la torcia: due ciclisti che non la avevano si sono accodati a noi per superare la galleria).
Dopo la galleria il percorso cambia nettamente: si è lasciata la Val Nerina per ritrovarsi nella Valle del Corno. La vegetazione diventa rigogliosissima, e quasi copre la stazione diroccata di Triponzo-Visso. Altra piccola galleria e ci si ritrova nella località di Balza Tagliata; è incredibile vedere, dall'altra parte del fiume, un sentiero scavato nella roccia viva, sovrastato da una grossa lapide che ricorda gli operai caduti nell'impresa. Sopra di noi invece scorgiamo due climbers intenti ad arrampicare. Si continua sul fondo in asfalto (qui la ferrovia costeggiava una strada, oggi abbandonata, usata per collegare la piccola centrale elettrica che sorge in corrispondenza della Balza Tagliata). Qualche metro dopo la centrale si prende una galleria sulla destra, un tempo usata per la coltivazione di funghi. Si continua sempre dritti, passando anche sotto un viadotto stradale e sopra ad un ponte, finchè il percorso non è ostruito dalla vegetazione. Per quanto ci riguarda, siamo stati costretti ad andare a sinistra e a scavalcare un cancello per immetterci lungo la strada. E sulla strada, purtroppo, si proseguirà fino a Serravalle. Tuttavia, sappiate che non dovrete MAI percorrere alcuna galleria stradale, eccetto un paravalanghe senza nome lungo circa 700 metri: in tutti gli altri casi sarete in grado di aggirare le gallerie stradali dirigendovi a destra rispetto al loro imbocco (se andate verso Norcia): troverete sempre il vecchio tracciato ferroviario con le sue gallerie.
Arrivati a Serravalle, andate a destra (verso Cascia), e poi subito a sinistra, costeggiando l'evidente stazione. Il percorso continua pianeggiante, assolato e restaurato verso Norcia.

Che dire, un'esperienza bellissima con due bellissime persone. Grazie di tutto ragazzi!
 
Ultima modifica di un moderatore:
Un applauso per questa interessante,esaltante escursione al team marchigiano.
Eccellente anche la descrizione del percorso.
Livio-Velino.....,
Per te sicuramente l'approvigionamento dell'acqua non rappresenta un problema,un paio di bottiglie di un buon rosso....e vai col tango!!!!
Com'è che si dice?
L'Acqua "fracica i ponti"'
Fai attenzione,perchè non vorrei che magari su qualche cima di montagna ti sottoponessero ad un esame del palloncino impedendoti poi di scendere.
 
Cosa dirvi???
Bravi, bravi, bravi!!!
Ho intenzione di fare questo tragitto a giugno, e sapere che c'è possibilità di accamparsi in tranquillità senza occupare fondi privati mi mette di buon umore. Secondo me il fuoco della sera, dopo una giornata di cammino, è una esperienza bellissima.
Attendo con impazienza anche la terza parte del racconto.
Manuel

P.S. Volendo fare il tracciato preferibilmente in discesa, voi cosa consigliate, Norcia->Spoleto o Spoleto->Norcia?
 
Terza parte pubblicata. Con calma arriveranno anche le foto e, se ci riesco, un video.

Circa le tue intenzioni, Manuel, ti direi di considerare molto bene il periodo: a giugno comincia a fare molto caldo...
Circa la salita direi che non ci sono indicazioni particolari: ti riassumo schematicamente l'altimetria del percorso.

Spoleto-Galleria di Caprareccia: lieve e costante salita
Galleria di Caprareccia-Sant'Anatolia di Narco: lieve e costante discesa
Sant'Anatolia-Norcia: salita impercettibile (si sale di 300 metri in 30 chilometri)
 
Terza parte pubblicata. Con calma arriveranno anche le foto e, se ci riesco, un video.

Circa le tue intenzioni, Manuel, ti direi di considerare molto bene il periodo: a giugno comincia a fare molto caldo...
Circa la salita direi che non ci sono indicazioni particolari: ti riassumo schematicamente l'altimetria del percorso.

Spoleto-Galleria di Caprareccia: lieve e costante salita
Galleria di Caprareccia-Sant'Anatolia di Narco: lieve e costante discesa
Sant'Anatolia-Norcia: salita impercettibile (si sale di 300 metri in 30 chilometri)
Grazie delle info, purtroppo gli impegni sono quello che sono, e non riesco a liberarmi prima, per il fatto che sia tutto in piano è buono a sapersi.
Ancora grazie mille.

Manuel
 
Le mie foto

Sono tutte mappate, ma non aspettatevi la precisione millimetrica.

Ne arriveranno altre con calma.

Ho modificato la descrizione del percorso con i link alle foto.
 
Ultima modifica:
A parte la bella impresa ho notato a margine alcune fette di pancetta con su' della roba e dei piccoli pezzi di salsiccia. Avranno avuto un sapore speciale....;);)
 
Hehe, come puoi leggere dalle didascalie la pancetta è stata insaporita da timo, finocchio e basilico che Federico ha trovato lungo la strada. Anche le salsicce erano ottime, ma dopo sette ore di cammino e 27 chilometri direi che erano buoni anche i sassi!
Comunque ho aggiunto altre foto sul mio account panoramio. Appena ho tempo faccio anche un piccolo video.
 
Me la avevo persa questa escurzione di cui mi ha parlato ieri Livio,...che dire, fantastica e da fare prima che si perdano a causa delle frane e crolli, altre gallerie e tratti.
Complimenti per la descrizione.
 
Ciao a tutti, sono nuovo del forum.
Prima di tutto volevo ringraziare Federico Livio e Roberto per le informazioni su questo bel percorso che noi abbiamo effettuato lo scorso week end (21-22 Maggio). Eravamo un gruppo molto numeroso, 13 persone; il percorso che abbiamo fatto segue quello qui descritto ma abbiamo dormito a Cerreto di Spoleto. Questo ci ha costretto ad allungare la prima tappa e ad aggiungere alla vecchia ferrovia uno strappo in salito da Borgo Cerreto a Cerreto di Spoleto che dopo 34 km si è fatto sentire!
Un solo appunto alla recensione di Bobbo (che abbiamo usato come guida!):
nella prima parte dopo la deviazione per la galleria San Martino, quando il sentiero termina tu scrivi di ..."passerete sopra all'imbocco della galleria stradale di Forca di Cerro, e scenderete verso valle. Continuate sempre dritti fino a che il sentiero non termina davanti a voi; a quel punto scendete verso sinistra, ed arriverete alla Statale Val Nerina." Noi siamo scesi a destra, che dovrebbe essere il percorso originale del treno (all'uscita della galleria chiusa il treno non avrebbe potuto fare una curva strettissima a sinistra). Andando a destra c'è un piccolo viadotto e si scende a Sant'Anatolia di Narco senza passare per Palombara.
Complimenti ancora per la recensione!
 
Grazie intanto per l'apprezzamento :D
Non ho ben capito cosa intendi, comunque il treno -dopo essere passato per la galleria chiusa di San Martino, continuava sempre dritto e passava sopra alla via Val nerina (sono ancora visibili i piloni del ponte, ai lati della statale, subito prima del bar di Palombara andando verso Norcia)*. Da lì non so che percorso facesse il treno per arrivare alla stazione di Sant'Anatolia, forse un giro elicoidale.

*Fonte: trainsimitalia.net, sezione dedicata alla Spoleto-Norcia.

Altro appunto che mi faccio da solo: leggendo in rete mi è sembrato di capire che le piccole gallerie del terzo tratto (quelle che permettono di evitare le gallerie della strada rotabile che porta a Norcia) non erano le gallerie del treno, ma quelle della vecchia strada; se ho ben capito il treno passava più in basso.
Immagino che la deviazione per Cerreto sia stata dovuta alla necessità di alloggiare tutti i partecipanti presso un hotel o un B&B, giusto?

Comunque (e mi sento di parlare anche a nome di Livio e Federico) siamo contenti che la relazione vi sia servita come guida, visto che l'abbiamo stesa proprio in mancanza di altre indicazioni precise in merito all'intero tracciato.
Avete scavalcato anche voi il cancello che dà sulla strada, dopo Balza Tagliata?
 
Intendevo che dai vostri appunti sembrava che subito dopo al galleria chiusa aveste girato a sinistra, mentre in realtà si prosegue dritti. Forse abbiamo interpretato male noi e l'indicazione "scendete verso sinistra" era riferita a qualche bivio successivo non quello immediatamente dopo la galleria chiusa-
Si anche noi abbiamo scavalcato il cancello, abbiamo provato a proseguire sotto tra la vegetazione ma era impossibile, quindi abbiamo seguito la vostra stessa via. Purtroppo quella parte del percorso è davvero bruttina e un pò pericolosa, sarà anche dato dal fatto che l'abbiamo affrontata sotto il sole ed eravamo un pò stanchi, ma camminare lungo la strada è stato psicologicamente pesante.

A breve pubblico il tracciato che abbiamo seguito noi.
 
Mi dispiace di non essere stato abbastanza chiaro.
Cerco di spiegarmi meglio: quando ci si imbatte nella galleria chiusa di San martino, si prende la deviazione alla destra della galleria stessa. Si arriva così all'altro imbocco della galleria.
Tenendo alle spalle l'imbocco di valle della galleria di San martino, si continua sempre dritti lungo la sterrata, passando vicino ad una casa -che rimarrà a sinistra del sentiero- ed arrivando, poco dopo la casa, a dover obbligatoriamente scendere a sinistra (in quanto la ferrovia passava sopra al ponte che non c'è più).
Si arriverà al parcheggio lungo la statale Val Nerina, poco distante dal bar dove ci siamo fermati.
Guarda qui, la seconda, terza e quarta foto riportano i piloni del ponte, la salita della deviazione (che per noi è stata una discesa, in quanto il reportage del sito in questione è relativo alla tratta S.Anatolia-Caprareccia).
La quarta foto fa vedere bene la deviazione in discesa, a sinistra, alla quale mi riferisco.
 
Spettacolo! messa in lista!
A fine giugno io invece faccio il sentiero della bonifica, da Chiusi a Orvieto, anche quello un ex ferrovia
 

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