Ferrata Ferrata del Caldanello....il ritorno

Parchi della Calabria
  1. Parco Nazionale del Pollino
Data: 01 agosto 2026
Regione e provincia: Calabria,Cosenza
Località di partenza: Piazza di Cerchiara
Località di arrivo: idem
Tempo di percorrenza: 3 ore tot
Chilometri: qualcuno
Grado di difficoltà: PD+
Descrizione delle difficoltà: sviluppo non molto lungo ma passi atletici alternati ad altri facili su cenge ma esposti.Il ramo di destra è vietato ma lo valuto D-
Periodo consigliato: sempre
Segnaletica: si
Dislivello in salita: 160
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 600 m
Accesso stradale: A2 uscita Castrovillari Frascineto direzione Francavilla Marittima.Al bivio girare per Cerchiara San Lorenzo Bellizzi
Traccia GPS: https://it.wikiloc.com/percorsi-via...calabria-rami-destro-e-sinistro-a-r-277228782

Descrizione

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Dopo tredici anni (l'ultima nel 2013) torno sulla Ferrata del Caldanello, a Cerchiara di Calabria, la prima via ferrata realizzata nel Mezzogiorno e l'unica in Calabria. L’idea di tracciare una via attrezzata nella spettacolare Gola del Caldanello risale alla fine degli anni Ottanta ed è attribuita a Michele Colloca. La posa in opera vera e propria avvenne invece nel 1992, a cura della ditta Drygos di Alessandria del Carretto.
La Gola del Caldanello è una profonda incisione nella roccia calcarea ai piedi del Monte Sellaro, proprio sotto l’abitato di Cerchiara. Per conformazione e ambiente, può ricordare il suo “fratello maggiore”, il Raganello. Le pareti della forra, ripide e articolate, offrivano le condizioni ideali per tracciare un itinerario capace di addentrarsi progressivamente nel cuore della gola. Sfruttando cenge, pareti, traversi e passaggi fortemente esposti lungo il percorso, consentiva di attraversare un ambiente altrimenti difficile da esplorare.
Uno degli aspetti più suggestivi è il suo punto di partenza (o di arrivo), situato proprio nei pressi dei ruderi del castello medievale di Cerchiara, arroccato su un crinale roccioso dal quale si domina la Piana di Sibari e la sottostante Gola del Caldanello. Il sistema fortificato risale almeno all’epoca longobarda e sfruttava la naturale posizione difensiva offerta dalle pareti rocciose. Un’altra peculiarità della ferrata è la sua articolazione in due tronconi, disposti sulle pareti opposte della forra. Questa particolare conformazione permette di cambiare prospettiva, offrendo scorci sempre diversi sull’ambiente circostante.
Non è dunque una ferrata da "passeggiata". Alcuni tratti sono molto esposti, altri richiedono un certo impegno, vi sono passi atletici, e in diversi punti il cavo corre senza una grande quantità di appigli artificiali. È quindi un itinerario che richiede buona esperienza su terreno attrezzato, sicurezza nei passaggi esposti e assenza di vertigini.
Nel settembre 2012, un gruppo di giovani volontari del Soccorso Alpino realizzò il "Ramo Imperiale", con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente la Gola del Caldanello e affiancare alla ferrata originaria un tratto decisamente più aereo ed esposto. Il ramo sfruttava una stretta cengia sulla parete sinistra orografica della gola, proprio sotto i ruderi del castello. Era relativamente breve, ma sensibilmente più impegnativo del percorso originario. Classificato D (difficile) contro il PD della ferrata principale, presentava nei primi 60 metri una notevole esposizione e alcuni passaggi atletici che richiedevano parecchio lavoro di braccia. Riuscii a percorrerla soltanto una volta, anche perché ebbe vita breve.
Già alcune descrizioni tecniche ufficiose evidenziavano la posizione scomoda del cavo e la difficoltà di alcuni passaggi, caratterizzati da una forte trazione sulle braccia. In un paio di punti veniva addirittura suggerito di assicurare i partecipanti dall’alto, soluzione poco compatibile con la normale percorrenza di una via ferrata. Il ramo venne dismesso definitivamente.
Infine nel 2018 il Comune emanò un’ordinanza che vietava la percorrenza dell’intera ferrata per motivi di sicurezza, a causa di ancoraggi danneggiati e di altri non più a norma. Da allora l’itinerario rimase a lungo in condizioni di manutenzione insufficienti.
Nell’estate del 2026 però, grazie a un finanziamento regionale, furono eseguiti lavori di manutenzione straordinaria sulla sola sezione in sinistra idrografica, corrispondente al ramo che dalla Briglia sale verso il Castello. Il ramo destro, invece, non fu interessato dagli interventi e venne pertanto ritenuto non idoneo alla riapertura. Martedì 28 luglio 2026, il Ramo del Castello fu finalmente dichiarato agibile e, contestualmente, inaugurato.

Pochi giorni dopo, nel pomeriggio di sabato 1°agosto, con Pasquale, Damiano e Angelo, ci rechiamo a Cerchiara di Calabria per ripercorrere questo storico itinerario.
Nonostante il gran caldo e i numerosi incendi che stanno devastando le nostre zone, compresi quelli nelle campagne a nord del mio paese, ci dirigiamo verso il centro storico di Cerchiara. Indossati imbrago, casco e kit da ferrata, raggiungiamo il depuratore del paese, percorrendo in discesa una ripida strada in cemento.
Dal depuratore una traccia di sentiero liberata dalla vegetazione pochi giorni prima della nostra escursione, conduce alla briglia in cemento. Speravamo di trovare il versante in ombra, ma dopo il primo tratto ci ritroviamo già sotto il sole. Affrontiamo quindi cenge e spigoli rocciosi impegnativi ed esposti ma molto divertenti, con il vuoto che si apre sotto di noi, fino a raggiungere i ruderi del castello.
Da questo punto si apre un panorama sconfinato sulla Piana di Sibari, fino alla costa jonica. Alle spalle e ai lati incombono le imponenti pareti del Monte Sellaro e le profonde gole del Caldanello.
Dopo le foto di rito, Damiano, impegnando il sentiero di accesso al castello, torna all’auto per effettuare alcune spettacolari riprese con il drone. Io, Pasquale e Angelo, invece, ripercorriamo il sentiero attrezzato a ritroso fino alla briglia. A mio avviso, il modo più completo per affrontare la ferrata è percorrerla in andata e ritorno, iniziando proprio dalla briglia.
Infine, la consueta birra al bar della piazza sancisce l’ennesima ripetizione, questa volta dopo tredici anni, di questa magnifica via ferrata, unica in Calabria e incastonata in un ambiente di assoluta bellezza.

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