Fornello per trekking di 2 settimane

Ciao ragazzi,
vorrei organizzare un trekking di circa 2 settimane in Nuova Zelanda (nella loro estate, quindi non credo di toccare temperature rigide, a meno ovviamente di salire su vette alte, ma non credo)

Dalle discussioni che ho letto su questo forum, mi pare di capire che convenga utilizzare un fornello ad alcol, è corretto? Il motivo è perchè le bombole del gas non si possono portare in aereo. Se anche le comprassi in loco, avrei il problema di reperire delle ricariche compatibili o di una certa marca, e potrei incontrare delle difficoltà o rallentamenti. Mentre con l'alcol dovrebbe essere tutto più "comodo".

Tutto va nello zaino, quindi la prima esigenza è compattezza e peso contenuto.
Fornellino da 1, per cose molto semplici, come una tazza di tè o cuocere pochi minuti del cibo liofilizzato.

Avete qualche consiglio specifico per un fornellino adatto a questo tipo di avventura?
Grazie
 
W

Woodvivor

Guest
Ciao,
nelle spedizioni internazionali sono spesso utilizzati i fornelli universali (tipo: https://www.msrgear.com/whisperlite-universal), che possono essere usati con vari combustibili (liquidi, gas).
Reperibili quasi ovunque, anche in zone discoste, per farti un esempio... riesci a trovare qualcosa di adatto anche nella regione del Dolpo...giusto per dirne una.
 
Fornellino da 1, per cose molto semplici, come una tazza di tè o cuocere pochi minuti del cibo liofilizzato.

Avete qualche consiglio specifico per un fornellino adatto a questo tipo di avventura?
Secondo me qualsiasi fornellino, da quello autocostruito con una lattina, costo zero, a quello super lusso in titanio, costo un rene, è sufficiente purché abbia un buon paravento ed un parzializzatore sulla fiamma per regolarla (ti è utile per cucinare, per scaldare no).

Personalmente, però, preferisco il gas che, bene o male, lo si trova un pò da per tutto, al limite, visto il peso esiguo del solo fornellino io lo porterei comunque, se trovo le cartucce (a vite non quelle a forare) bene, diversamente vai di alcool.
Ciao :si:, Gianluca
 
W

Woodvivor

Guest
Il mio discorso non é tanto legato alla stagione, alla temperatura, ecc.... Che per cucinare non é che siano un grosso problema... ma basato sulla reperibilità del combustibile.
Che poi si tramuta nella possibilità o meno di utilizzare il proprio equipaggiamento.
Cosa del tutto possibile facendo dei viaggi di un certo tipo, con certi approcci e in certi ambienti.
Soprattutto non essendo proprio sicuri di dove si andrà esattamente e cosa si troverà,...

A meno che non ci si organizzi nei minimi dettagli, prima di partire... personalmente prediligo un'organizzazione dalle possibilità "universali" e quindi potendo affrontare facilmente anche degli imprevisti.
Ma ovviamente sono punti di vista ;)

Da quello che ho letto, il contesto non é delineato al 100%.

Adesso, come stiamo facendo tutti ed é corretto, si espongono le varie soluzioni... rapportate alle varie situazioni, possibilità.

Poi chiaramente stà al diretto interessato, informarsi e organizzarsi specificatamente per il luogo, regione, che intende visitare.
Perché potrebbero esserci tranquillamente dei rivenditori di attrezzatura da trekking o di specifiche marche, modelli e lui potrebbe adattarsi portando qualcosa di compatibile.
Ma potrebbe anche scoprire che nel tipo di viaggio che farà, certe risorse non sono certe o disponibili.

Dalle varie possibilità, spetta a lui sapere cosa e come vorrà fare e con quale organizzazione. Estrapolando i consigli, materiali più a datti a lui.

L'importante é ragionarla bene, prima la sicurezza e poi le varie "filosofie-preferenze".
Inutile avere materiale ultraligh, compatto e poi magari impazzire per poterlo funzionare. Non che sia necessaria così... ma é una cosa su cui ragionare bene...
 
Ultima modifica di un moderatore:
la nuova zelanda è un paese sviluppato anche nelle attività outdoor, a quanto mi risulta, quindi trovare ricariche di gas dovrebbe essere agevole; se non si è sicuri è meglio un fornello universale che va anche a kerosene.
 
Non ho ben compreso se per "trekking di 2 settimane" intendi un trekking che per 2 settimane ti terrà lontano da qualsiasi consesso umano, oppure un trekking che, pur durando in complesso 2 settimane, ti farà toccare città e paesini ogni tanto.
E quindi, ti offro solo qualche considerazione di carattere più generale.
1. compra il fornello in loco. Chiedendo (PRIMA dell'acquisto!) la lista dei punti in cui potrai trovare il combustibile, saprai di che scorta hai bisogno...
2. in generale, il combustibile con il miglior rapporto peso/resa, cioè quello che offre la maggior durata a parità di peso, è la benzina. Che ha un ENORME difetto: è piuttosto complessa da usare. Per non dire, tout court, che è pericolosa. Però se devi restare per 2 settimane lontano da tutto e tutti, con un kg o poco più di benzina, risolvi. Con bombolette varie di gas od alcool, ti tocca ingombrare metà zaino solo con il combustibile... se vai in auto, non è un problema, se il mezzo di locomozione è il "cavallo di sant'Antonio" (i tuoi piedi), beh... il problema lo vedo.
 
io ne ho provati tanti di fornellini e quando possibile, per praticità e velocità di utilizzo opterei per il fornello a gas. Tra l'altro in Nuova Zelanda si trovano le nostre cartucce (leggi qua e qua...). Se opterai per questa tipologia mi sento di consigliarti 3 prodotti a seconda delle necessità e del portafoglio:
  • BRS 3000t, il più leggero (25g) ed economico (11,25€) a cui va aggiunto un pentolino: da decathlon trovi la tazza da 300ml o set più grandicello, o restando nel lightweight e robustezza potresti optare per una Toaks, magari questa che ha i fori come colino e dove ti entrerebbe il fornello e bomboletta.
    PREGI: peso ridotto, economicità, occupa poco spazio
    DIFETTI: stabilità molto ridotta, resistenza al vento pessima, efficenza di consumo combustibile non molto buona, non è il massimo per cucinare perché la fiamma è concentrata in un punto che rischia di bruciacchiare il cibo (non sono mai riuscito a evitarlo...)
  • MSR Pocket Rocket 2 (miglior prezzo qui) anche qui va aggiunto un pentolino
    PREGI: miglior stabilità della pentola rispetto al BRS (ma andrebbe stabilizzata anche la bombola sottostante), migliore combustione e migliore resistenza al vento (non miracolosa ma meglio dell'altro).
    DIFETTI: prezzo e peso leggermente maggiori rispetto al BRS, resistenza al vento non eccelsa
  • Jetboil Minimo o Micromo, sistemi tutto in uno, rispetto ai precedenti è un altro pianeta, ma non esente da difetti, in primis il prezzo. Ma per praticità non ha eguali ed è quello che posseggo dopo aver provato anche gli altri (e rivenduti)
    PREGI: stabilizzatore per bombola, pentolino con scambiatore di calore (quindi maggiore efficenza), entra tutto all'interno del pentolino, capacità di bruciare fino a -6°, coperchio con colino, cozy che ricopre il pentolino (non ti scotti, mantiene più calore), resistenza al vento nettamente superiore, 2 minuti e ti trovi con l'acqua che bolle, regolazione fiamma molto precisa che ti evita di bruciare il cibo
    DIFETTI: prezzo!!!, necessità di un adattatore (e quindi altri soldi!!) per ospitare altri tipi di pentolini non Jetboil, peso leggermente maggiore
 
Ciao,
nelle spedizioni internazionali sono spesso utilizzati i fornelli universali (tipo: https://www.msrgear.com/whisperlite-universal), che possono essere usati con vari combustibili (liquidi, gas).
Reperibili quasi ovunque, anche in zone discoste, per farti un esempio... riesci a trovare qualcosa di adatto anche nella regione del Dolpo...giusto per dirne una.
L'avevo visto sì, mi sembra un ottimo prodotto.
Anch'io, per natura, tendo a voler le cose "universali" che mi diminuiscano più possibile i vincoli.

Da quello che ho letto, il contesto non é delineato al 100%.
Poi chiaramente stà al diretto interessato, informarsi e organizzarsi specificatamente per il luogo, regione, che intende visitare.
Perché potrebbero esserci tranquillamente dei rivenditori di attrezzatura da trekking o di specifiche marche, modelli e lui potrebbe adattarsi portando qualcosa di compatibile.
Sì, al momento la cosa non è ben definita.
Le uniche certezze sono la Nuova Zelanda e il clima non eccessivamente rigido.
Poi (non so se conviene vederla in quest'ottica) mi piacerebbe avere un prodotto che poi mi porterò in altri trekking futuri, magari in zone in cui il carburante non è altrettanto facile da reperire.

Non ho ben compreso se per "trekking di 2 settimane" intendi un trekking che per 2 settimane ti terrà lontano da qualsiasi consesso umano, oppure un trekking che, pur durando in complesso 2 settimane, ti farà toccare città e paesini ogni tanto.
...
2. in generale, il combustibile con il miglior rapporto peso/resa, cioè quello che offre la maggior durata a parità di peso, è la benzina. Che ha un ENORME difetto: è piuttosto complessa da usare. Per non dire, tout court, che è pericolosa.
Non so ancora. Mi piacerebbe da un lato essere autonomo, cioè non dover necessariamente toccare paesi. Certo è che mi creerò delle vie di fuga, in modo che, in caso di bisogno, con una mezza giornata di cammino posso per es. raggiungere un posto strategico. Ma il percorso è ancora da pensare.

In effetti l'idea di girare con la tanica di benzina nello zaino mi inquieta un po' :D
 
W

Woodvivor

Guest
Sì, al momento la cosa non è ben definita.
Le uniche certezze sono la Nuova Zelanda e il clima non eccessivamente rigido.
Poi (non so se conviene vederla in quest'ottica) mi piacerebbe avere un prodotto che poi mi porterò in altri trekking futuri, magari in zone in cui il carburante non è altrettanto facile da reperire.
Allora potrebbe essere comunque un'ottima soluzione... una delle cose più facilmente reperibili, un pò ovunque... e intendo anche in luoghi realmente isolati, dispersi... é un qualche genere di benzina ;)
Poi chiaramente dipende appunto da come ti organizzi... se segui dei percorsi in cui le popolazioni locali hanno capito che i "trekker" sono delle presenze quasi costanti.... ti trovi bombolette, trek n eat, ecc...
Se invece segui altri tragitti... puoi facilmente trovare taniche, generatori, veicoli, ecc da cui attingere ;)
Insomma... dipende tutto dal tipo di trekking. Calcola che quel genere di fornello é comunque uno tra i più utilizzati, con soddisfazione, nei trekking di quel tipo ;)
 
Aggiungo solo che per trasportare la benzina occorre una bottiglia fatta apposta: le guarnizioni in gomma con la benzina vanno in crisi subito .
E che il problema dei fornelli a benzina é ... la carburazione. Prova a cercarne uno su internet e leggi il manuale d'uso, per capire che cosa intendo. Oltre alla puzza...
 
W

Woodvivor

Guest
Quello della MSR, il set é già ottimo di suo... la bottiglia può trasportare/contenere la benzina per vari giorni, senza alcun problema. Poi chiaramente é consigliabile, in base alla durata e lontananza della spedizione... portarne già altre... se servono. Per il resto, parlo sempre per questo genere di fornello... proprio questi modelli (gli altri non li conosco), non creano alcun problema di funzionamento.
Se non il dover "pompare" per mantenere una pressione adeguata... e seguire il procedimento iniziale di "riscaldamento" del piattello... Ma nulla di che... roba di "secondi" ;)

In alternative... se proprio la si vivere come una grande problematica, intendo verso questi fornelli. Ci sono sempre i fornelletti tipo "speleo", della esbit, piccoli, compatti e con cui si può riscaldare tranquillamente l'acqua per reidratare i più comuni pasti liofilizzati.

Oppure, se prevedi di fare tappe giornaliere in zone "abitate" e simili... ti porti una thermos e la riempi al mattino di acqua bollente ;) e sei a posto per tutto il giorno ;)
 
Eccomi di nuovo. Dopo essermi informato meglio (su questo forum, soprattutto, ma anche su altri siti) mi par di capire che il fornello giusto per me sia quello ad alcol. I motivi che mi portano a questa scelta sono:
- minor peso
- minor ingombro
- maggior reperibilità del carburante
- assenza di rifiuti da smaltire

I vantaggi del gas rispetto all'alcol sono, per il mio caso specifico, trascurabili.

Mi par di capire che se prendo un bruciatore Trangia vado sul sicuro.
Il mio dubbio è ora tra il set Trangia 27 e il Mini Trangia. A guardarli così direi che per me va bene il "mini": l'escursione sarà in solitaria e la mini-pentola e la padellina per me sono più che sufficienti.
Il mio dubbio però è sulla differenza di efficienza. Da qualche parte ho letto che il set 27, per come è progettato, scalda meglio e più velocemente. Qualcuno me lo può confermare?
Dai video che ho visto, inoltre, mi par di capire che il 27 sarebbe già apposto così. Nel senso che non serve costruirsi un paravento. Lo stesso vale per il mini? A guardarlo mi pare che la fiamma sia molto più esposta.

Grazie a chi mi chiarirà questi ultimi dubbi
 
Si, i tuoi dubbi sono fondati. Io ho preso un 27, mentre il mio compagno fisso di uscite aveva un clone del mini. E tutto ciò che dici è vero. Inoltre il 27, pur essendo pensato per 2, consente di: fare un primo nella prima popote, far scaldare il secondo nella seconda e far scaldare l'acqua per un caffè istantaneo nel coperchio/padella. Il giorno che hai molta fame, naturalmente...
I primi tempi, con il mini (non avevo ancora preso il 27), abbiamo consumato parecchio alcool. Poi, ho deciso di prendermi un 27 perché lo uso anche con la famiglia, in abbinamento a due popote supplementari e... il consumo di alcool si è ridotto alla metà circa. Il "clone" (credo della Ferrino, ma non ci giurerei) del mio amico, ha qualche piccolo trucco in meno, rispetto all'originale Trangia, come ad esempio l'alluminatura riflettente nel contenitore del fornello vero e proprio (il pentolino che regge il peso della popote). Ma, come giustamente hai notato, la differenza principale consiste nel parafiamma, che in abbinamento con la padella usata a mò di coperchio, rende il fornello mostruosamente più efficiente ed insensibile al vento, anche piuttosto forte. Anzi: semplicemente ruotando opportunamente la base, che è forata solo da una parte, si può aumentare o ridurre a piacere l'effetto dell'eventuale vento, che opera come se fosse un vero e proprio turbo!
 
Si, i tuoi dubbi sono fondati. Io ho preso un 27, mentre il mio compagno fisso di uscite aveva un clone del mini. E tutto ciò che dici è vero. Inoltre il 27, pur essendo pensato per 2, consente di: fare un primo nella prima popote, far scaldare il secondo nella seconda e far scaldare l'acqua per un caffè istantaneo nel coperchio/padella. Il giorno che hai molta fame, naturalmente...
I primi tempi, con il mini (non avevo ancora preso il 27), abbiamo consumato parecchio alcool. Poi, ho deciso di prendermi un 27 perché lo uso anche con la famiglia, in abbinamento a due popote supplementari e... il consumo di alcool si è ridotto alla metà circa. Il "clone" (credo della Ferrino, ma non ci giurerei) del mio amico, ha qualche piccolo trucco in meno, rispetto all'originale Trangia, come ad esempio l'alluminatura riflettente nel contenitore del fornello vero e proprio (il pentolino che regge il peso della popote). Ma, come giustamente hai notato, la differenza principale consiste nel parafiamma, che in abbinamento con la padella usata a mò di coperchio, rende il fornello mostruosamente più efficiente ed insensibile al vento, anche piuttosto forte. Anzi: semplicemente ruotando opportunamente la base, che è forata solo da una parte, si può aumentare o ridurre a piacere l'effetto dell'eventuale vento, che opera come se fosse un vero e proprio turbo!
Grazie mille per la spiegazione.
A questo punto mi sa che opterò per il Trangia 27.
 
L'unica controindicazione del Trangia 27 (prezzo a parte) è la questione peso: devi capire quanto per te sia importante avere un sistema +o- leggero, dato che sul set da cottura c'è davvero la possibilità di risparmiare un bel po' di etti.

Il mio set ad alcool ad esempio è composto da:
- fornellino ad alcool auto-costruito (ce ne sono decine di modelli... siamo cmq attorno ai 10gr)
- sostegno pentola fatto con del filo di ferro opportunamente sagomato, circa 20gr
- paravento di carta alluminio, circa 10gr
- gavetta d'alluminio da 750/1200ml (per 1 o 2 persone rispettivamente), 70/100gr
- coperchietto di plastica, 10gr
...In tutto siamo sui 120-150gr, ed è quel che basta per farsi i classici thé e liofilizzati (ma anche una pasta, se serve...)
Il paravento per quanto minimale è molto avvolgente e lavora bene anche con un bel venticello (collaudato)

Il Trangia 27 mi sembra sia sui 700gr, scegliendo bene i pezzi da portarsi dietro si può sicuramente ridurre un po'...ma secondo me è comunque un qualcosa più da campeggio che da trekking
 
L'unica controindicazione del Trangia 27 (prezzo a parte) è la questione peso: devi capire quanto per te sia importante avere un sistema +o- leggero, dato che sul set da cottura c'è davvero la possibilità di risparmiare un bel po' di etti.

Il mio set ad alcool ad esempio è composto da:
- fornellino ad alcool auto-costruito (ce ne sono decine di modelli... siamo cmq attorno ai 10gr)
- sostegno pentola fatto con del filo di ferro opportunamente sagomato, circa 20gr
- paravento di carta alluminio, circa 10gr
- gavetta d'alluminio da 750/1200ml (per 1 o 2 persone rispettivamente), 70/100gr
- coperchietto di plastica, 10gr
...In tutto siamo sui 120-150gr, ed è quel che basta per farsi i classici thé e liofilizzati (ma anche una pasta, se serve...)
Il paravento per quanto minimale è molto avvolgente e lavora bene anche con un bel venticello (collaudato)

Il Trangia 27 mi sembra sia sui 700gr, scegliendo bene i pezzi da portarsi dietro si può sicuramente ridurre un po'...ma secondo me è comunque un qualcosa più da campeggio che da trekking
Sì, dici bene. 700gr non sono pochissimi.
Inizialmente pensavo infatti di prendermi solo il bruciatore Trangia per poi aggiungerci una piccola pentolina (oppure, appunto, il Mini Trangia)
Però poi finirei con l'avere un sistema poco efficiente che bolle mezzo litro d'acqua in mezz'ora, faccio per dire.
Mentre il Trangia 27 mi darebbe più garanzie.
Col fai-da-te sono negato, non mi metto nemmeno a costruirmi roba.
 
Come compromesso puoi pigliare il mini-trangia e migliorare la resa aggiungendo un paravento fatto con un po' di carta-alluminio, tipo questo

Il problema del mini-trangia è solo che il sostegno pentola è un pessimo paravento...
 
Come compromesso puoi pigliare il mini-trangia e migliorare la resa aggiungendo un paravento fatto con un po' di carta-alluminio, tipo questo

Il problema del mini-trangia è solo che il sostegno pentola è un pessimo paravento...
Sì, anche questa è un'idea. Ho letto però che il Trangia 27 crea una sorta di "camera calda" dove il calore fluisce bene su tutta la superfice da riscaldare. Non so quindi se il problema sta solo nel paravento o se c'è qualcosa in più, dato dalle forme e dalla progettazione del kit. Ok, posso costruirmi il paravento col foglio di alluminio, ma questo è sufficiente per creare questa camera calda o mi ritrovo con tempi di bollitura doppi e il doppio del carburante utilizzato?
 

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