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full tang o hidden tang....quale la migliore soluzione per voi?

Io ho questo coltello Tops - Stryker Defender Tool, coltello, spade, knives, knife, flashlight, Tops - Stryker Defender Tool, ed è full tang ha uno spessore di 7 mm e lo trovo davvero affidabile, una pecca il peso 500 g circa non è leggerissimo, è stato costruito per un gruppo speciale dell'esercito americano, che utilizzano mezzi blindati particolari e richiedevano un coltello con caratteristiche tecniche indistruttibili. Full tang è sicuramente per me la soluzione migliore per avere un coltello al top come rubustezza!
 
un full tang è (o almeno dovrebbe essere) più solido di un hidden tang. comunque dovessi scegliere fra un full tang di latta ed un hidden tang di ferro buono sceglierei un hidden tang. dipende da cosa ti aspetti dal tuo coltello
 
Dipende molto da cosa intendi te con hidden tang

Sono hidden tang tanto i coltelli cossiddetti "sopravvivenza" con manico cavo e con un bullone che tiene ferma la lama, quanto quelli con il codolo semplicemente inserito all'interno del manico per cui invisibile.

Personalmente preferisco dividere i coltelli in codo o passante e non passante.

Molti dei coltelli piu' resistenti al mondo sono "hidden tang", per restare nella storia si possono citare i vari camillus e ka-bar usmc, cosi' come tutti gli extrema ratio, sog buck etc.

Una cosa e' certa, se si vuole un coltello che si spezzi in mano al primo uso gravoso e' bene fornirsi di uno a codolo parziale.
 
Ti capisco, che io ho portato, si fa per dire, a distruzione un camillus usmc.
Ho intenzione di mandarlo in pensione a breve, ma un compagno che non ti tradisce mai per quanto lo maltratti

Ho, in collezione un ka-bar usmc commemorativo meraviglioso oggetto..solo che mi sentirei male solo all'idea di utilizzarlo :)

Non so dirti dell'affidabilita' di questo, che ha uno spessore di lama leggermente inferiore al camillus, ma magari e' una differenza solo della versione commemorativa.

ciao
 
Cambia poco perché comunque sotto sforzo cederà sempre la parte di lama più vulnerabile che se non è nel codolo è nella punta o, come avviene di solito, nella parte subito sopra l'elsa dove cominciano i biselli.
Parliamo di rapporti, non è detto che un coltello a manico cavo sia meno resistente di uno con codolo passante, se non si spezza nel codolo si spezza altrove, nel punto dove la 'catena' è più debole. Va anche considerato che i punti di probabile rottura si presentano dove ci sono spigoli vivi, una lama seghettata ad esempio avrà più punti di innesco della rottura, stessa cosa per l'incavo a fine filo... ma non si può fare niente, non possiamo eliminarli tutti.
Un coltello full tang ha nell'impugnatura il punto di maggiore resistenza, sempre se non viene alleggerito con fori tondi o rettangolari altrimenti siamo punto a capo... se però lo infiliamo in una fessura del muro e ci saliamo sopra anche se non si spezzerà il codolo si spezzerà negli ultimi due terzi verso la punta, quindi il vantaggio è relativo.
Anche la storia ci viene a supporto, i full tang sono venuti alla ribalta dopo i coltelli da survival, probabilmente per rinverdire il mercato ormai saturo, avevano venduto un mare di survival e dovevano dire che non valevano più niente e che bisognava cambiare, però prima dei survival ed andando indietro con il tempo troviamo coltelli innestati su manici di legno, con codoli sottili e a volte nemmeno passanti, non c'erano problemi ed infatti molti di essi sono arrivati fino ai nostri tempi.
Un coltello non sarà mai indistruttibile perché la lama per tagliare deve essere relativamente sottile, gli spessori esagerati portano a lame che non tagliano, i 4mm sono un classico per avere lame flessibili ed efficienti dai 14 ai 22 cm di lunghezza, i migliori coltelli hanno questi spessori, ma una lama così spessa non è adatta per scalare le montagne salendoci sopra.
Come con le roncole ed i pennati è meglio puntare sulla larghezza della lama per mantenere una discreta robustezza conservando le capacità di taglio, negli ultimi vent'anni invece è stato fatto il contrario, coltelli simili a pugnali e spessi come travi.
Un coltello equilibrato come full tang, con un'impugnatura utile a sfondare cristalli e lama spessa il giusto lo vedo il Boker Armed Forces Tanto, anche se di 18 cm sembra di usare un machete.

02bo216.jpg

(link immagine originale non più disponibile, aggiornato dal moderatore)​
 
Ultima modifica di un moderatore:
Sinceramente non sono d'accordo, il coltello a manico cavo e' piu 'delicato...e a rendere inservibile un coltello non e' solo la completa rottura in due parti, ma anche solo l'impossibilita' ad impugnarlo...ed e' proprio questa la debolezza dei cavi, non si spezzano in due, salta la filettatura ma questo basta a renderlo inservibile.

Riguardo al ritorno ai full tang non e' dettata dal fatto di averne gia venduti a sufficienza, solo che con il tempo e l'uso la gente ha capito che erano buoni sol per tenerli in mostra il ritorno al full e' stata una conseguenza.

Confermo invece quello che riguarda spessori e dimensioni, ma ovviamente tutto va rapportato all'utilizzo per in quale si progetta un coltello.
Nella media i 4mm x 15-20cm sono ottimi utility, con un buon rapporto fra peso, maneggevolezza, affilatura e resistenza, insomma coltelli versatili.
Cio' non toglie che in alcuni casi spessori maggiori o minori, e lunghezze di qualunque entita' abbiamo un senso, in un oggetto votato non alla versatilita', ma alla specializzazione
 
Sinceramente non sono d'accordo, il coltello a manico cavo e' piu 'delicato...e a rendere inservibile un coltello non e' solo la completa rottura in due parti, ma anche solo l'impossibilita' ad impugnarlo...ed e' proprio questa la debolezza dei cavi, non si spezzano in due, salta la filettatura ma questo basta a renderlo inservibile.

Riguardo al ritorno ai full tang non e' dettata dal fatto di averne gia venduti a sufficienza, solo che con il tempo e l'uso la gente ha capito che erano buoni sol per tenerli in mostra il ritorno al full e' stata una conseguenza.

Confermo invece quello che riguarda spessori e dimensioni, ma ovviamente tutto va rapportato all'utilizzo per in quale si progetta un coltello.
Nella media i 4mm x 15-20cm sono ottimi utility, con un buon rapporto fra peso, maneggevolezza, affilatura e resistenza, insomma coltelli versatili.
Cio' non toglie che in alcuni casi spessori maggiori o minori, e lunghezze di qualunque entita' abbiamo un senso, in un oggetto votato non alla versatilita', ma alla specializzazione
Nei bukmaster poteva saltare la filettatura è vero, si spezzava in prossimità del dado di fissaggio, così come con altri coltelli con un fissaggio della lama simile, il codolo era in continua trazione e poteva non sostenere colpi secchi, più che un peso costante tipico delle prove di resistenza che superava senza problemi. E' un problema reale ma circoscritto al tipo di realizzazione non tanto al manico cavo in se, dipende da come vengono fatte scaricare le forze... per dire, un comunissimo aitor difficilmente subiva un danno nella zona dell'inserzione del codolo, non tanto per la spina passante al posto del codolo filettato quanto per la guardia fissa che era tutt'uno con l'impugnatura e la lama. Anche i chris reeve che sono praticamente dei full tang con manico tubolare, se sottoposti alla classica prova dello scalino si spezzano, non a livello dell'impugnatura o codolo che non hanno, ma poco sopra l'elsa.
Fare un ottimo survival è molto più difficile che fare un full tang da stampaggio, ci sono pezzi da progettare ed assemblare con criterio altrimenti viene fuori solo un oggetto espositivo come dici tu, oggi si fanno pezzi monolitici e magari pongono più attenzioni nella progettazione del fodero, magari delegandolo a terzisti.
Imho ;)

Il mitico buckmaster (per chi ce l'ha consiglio di saldare l'elsa in qualche modo, magari con un'apossidica potente, se l'elsa sta ferma la lama regge, e magari aggiungerei una bella rondella elastica in gomma tra dado e codolo.

buckmaster1.jpg
 
I chris reeve infatti non sono tubolari, o meglio hanno il manico che non e' un monoblocco, ma hanno comunque un codolo che attraversa interamente o quasi interamente l'impugnatura, e questo ne fa un full tang.
La differenza sta nella fisica delle leve, un coltello puo' dare il massimo quando a subire la forza e' il metallo e non un punto di giunzione fra lama ed elsa, che per resistente possa essere e' sempre un punto di giunzione.

Sinceramente sfido qualunque coltello da sopravvivenza, se cosi' si possono chiamare quelli con manico tubolare e qualche cm di codolo, a subire quello che ha subito il mio camilus usmc negli ultimi 15 anni.
 
I chris reeve infatti non sono tubolari, o meglio hanno il manico che non e' un monoblocco, ma hanno comunque un codolo che attraversa interamente o quasi interamente l'impugnatura, e questo ne fa un full tang.
La differenza sta nella fisica delle leve, un coltello puo' dare il massimo quando a subire la forza e' il metallo e non un punto di giunzione fra lama ed elsa, che per resistente possa essere e' sempre un punto di giunzione.

Sinceramente sfido qualunque coltello da sopravvivenza, se cosi' si possono chiamare quelli con manico tubolare e qualche cm di codolo, a subire quello che ha subito il mio camilus usmc negli ultimi 15 anni.
Mi riferivo a questi chriss reeve, sono monolitici:



Per quanto riguarda il camillus si potrebbero fare delle prove prendendo un camillus e confrontandolo con un 'camillus a manico cavo'... cioè un fox rambler, sarebbe un esperimento interessante.
Ancora meglio sarebbe trasformare un camillus in un manico cavo fatto con i contro fiocchi, se lo faccio io, (modestamente) sono sicuro non si romperebbe neanche con le cannonate, lavoro il metallo otto ore al giorno da anni in un'azienda aeronautica (purtroppo), poca cosa socialmente parlando ma quando faccio un pezzo dev'essere perfetto. ;)
 
Mi riferivo a questi chriss reeve, sono monolitici:

Come appunto dicevo, questi in comune con i manico cavo anni 80 hanno solo il manico in tubolare, ma il codolo integrale li porta nell'altra categoria, per cui mi pare giusto identificarli come full tang

Per quanto riguarda il camillus si potrebbero fare delle prove prendendo un camillus e confrontandolo con un 'camillus a manico cavo'... cioè un fox rambler, sarebbe un esperimento interessante.
Ancora meglio sarebbe trasformare un camillus in un manico cavo fatto con i contro fiocchi, se lo faccio io, (modestamente) sono sicuro non si romperebbe neanche con le cannonate, lavoro il metallo otto ore al giorno da anni in un'azienda aeronautica (purtroppo), poca cosa socialmente parlando ma quando faccio un pezzo dev'essere perfetto. ;)
Il punto non e' l'abilita' del lavorare il metallo, della quale non dubito minimamente, visti i minimi margini di errore tollerabili in campo aeronautico, e neanche delle leggi della metallurgia.
Quello che frega questo tipo di coltelli in genere e' la fisica, nello specifico una leva pari a non meno di 4-5 volte, fino ad arrivare a oltre 10 nel caso dei fissaggi a bulloni.
Da qui si riesce a capire l'entita della forza che deve subire il bullone in questione, e in questo caso il punto piu' debole e' comunque l'impanatura.

Forse si potrebbe provare piazzando non meno di due rivetti, in un codolo di almeno 5 cm (ma si inizia gia a rientrare nei semi tang) inserito in un monolitico in acciaio, o titanio, visto che lavori nel campo aeronautico, ricavando la cavita' per sottrazione di truciolo solo fino all'inizio del codolo.

Come la vedi?
 

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