Ferrata Gran Sasso Anello delle tre ferrate parte 2 La "Ricci" e "Calderone"

Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Data: 5 Agosto 2018
Regione e provincia: Abruzzo L'Aquila
Località di partenza: Campo Imperatore
Località di arrivo: Corno Grande Vetta Orientale e ritorno a C.I.
Tempo di percorrenza: 8 ore totali facendo prima la Brizio
Grado di difficoltà: EEA
Descrizione delle difficoltà: Via ferrata di media difficoltà
Periodo consigliato: Estate.Con neve e ghiaccio cambia completamente la situazione
Segnaletica: presenteDislivello in salita: 768 mQuota massima: 2903 mAccesso stradale: Roma Teramo uscita Assergi e direzione Campo Imperatore
[01] ricci.jpg

Dopo aver chiuso la pratica "Brizio”, ci accingiamo a risalire la Vetta Orientale dalla ferrata Ricci, un gradito ritorno dopo ben undici anni. La novità è che adesso è stata rinnovata e andremo a servirci dei cavi d'acciaio nuovi di zecca. Si parte dal rifugio Franchetti gremito di gente dove già ci aspettano Matteo e Simona che hanno bypassato la Brizio percorrendo il sentiero che porta direttamente alla Sella dei due Corni. La vetta Orientale con i suoi 2903 m. è leggermente più bassa rispetto all'Occidentale ma guardando il massiccio da nord-est risulta molto più vistosa grazie al famoso Paretone che si erge strapiombante per 1300 m, talmente maestoso che non ha niente da invidiare alle grandi pareti delle Alpi........
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Innanzitutto i miei complimenti per il percorso e per la duplice relazione.
Attendevo la seconda puntata per esprimere le mie considerazioni su questo stupendo anello che ho percorso anche io un anno fà.
Allora non sussistevano i problemi alla Brizio che hai incontrato: non era presente nemmeno il nevaio e quindi non è stato necessario portare equipaggiamento pesante, solamente imbrago e lounge.
I vari elementi delle ferrate erano nuovi di zecca, scintillavano al sole settembrino e mi davano una piacevole sensazione di sicurezza ed affidabilità.
Non ero affatto esperto in percorsi di questo tipo (e non lo sono tuttora), comunque mi ha molto appassionato compiere queste vie attrezzate; ovviamente mi sono fatto accompagnare da persone esperte e navigate.
Devo dire che la Brizio, essendo così impegnativa ed esposta (mi riferisco specialmente al tratto con la doppia scala appesa a quela parete di oltre 20 m), mi ha suscitato un enorme grado di adrenalina. Forse, proprio perchè era necessario avere il massimo di attenzione e cautela, non posso dire di essermela gustata come invece è accaduto sulla Ricci, in cui salire era veramente divertente. E' vero, si camminava a pochi cm dall'orrido del Paretone che precipata quasi 2km più in basso, ma penso che quella via possa essere l'ideale per chi dovesse fare il proprio battesimo sulle ferrate.
La discesa al Calderone è abbastanza semplice (giudizio soggettivo, comunque io non ho sentito nemmeno l'esigenza di assicurarmi).
Mi ha deluso trovare la ferrata che porta al Passo del Cannone in condizioni fatiscenti, un'opera incompiuta che ci stona all'interno di un progetto di rinnovamento delle vie attrezzate del GS che, per quanto ambizioso, è stato un valido tentativo di favorire e diversificare il modo di fruire questo massiccio.
Non saprei dire se i problemi connessi al nevaio erano prevedibili o evitabili, mi dispiace comunque che la ferrata Brizio, a meno di un anno dalla sua realizzazione, sia già stata chiusa per impraticabilità.

Nel rinnovarti i miei complimenti, ti ringrazio per avermi fatto rivivere con il tuo racconto e le tue fotografie quelle stupende sensazioni che ho provato l'anno scorso.
Un saluto,
Stefano.
 
Innanzitutto i miei complimenti per il percorso e per la duplice relazione.
Attendevo la seconda puntata per esprimere le mie considerazioni su questo stupendo anello che ho percorso anche io un anno fà.
Allora non sussistevano i problemi alla Brizio che hai incontrato: non era presente nemmeno il nevaio e quindi non è stato necessario portare equipaggiamento pesante, solamente imbrago e lounge.
I vari elementi delle ferrate erano nuovi di zecca, scintillavano al sole settembrino e mi davano una piacevole sensazione di sicurezza ed affidabilità.
Non ero affatto esperto in percorsi di questo tipo (e non lo sono tuttora), comunque mi ha molto appassionato compiere queste vie attrezzate; ovviamente mi sono fatto accompagnare da persone esperte e navigate.
Devo dire che la Brizio, essendo così impegnativa ed esposta (mi riferisco specialmente al tratto con la doppia scala appesa a quela parete di oltre 20 m), mi ha suscitato un enorme grado di adrenalina. Forse, proprio perchè era necessario avere il massimo di attenzione e cautela, non posso dire di essermela gustata come invece è accaduto sulla Ricci, in cui salire era veramente divertente. E' vero, si camminava a pochi cm dall'orrido del Paretone che precipata quasi 2km più in basso, ma penso che quella via possa essere l'ideale per chi dovesse fare il proprio battesimo sulle ferrate.
La discesa al Calderone è abbastanza semplice (giudizio soggettivo, comunque io non ho sentito nemmeno l'esigenza di assicurarmi).
Mi ha deluso trovare la ferrata che porta al Passo del Cannone in condizioni fatiscenti, un'opera incompiuta che ci stona all'interno di un progetto di rinnovamento delle vie attrezzate del GS che, per quanto ambizioso, è stato un valido tentativo di favorire e diversificare il modo di fruire questo massiccio.
Non saprei dire se i problemi connessi al nevaio erano prevedibili o evitabili, mi dispiace comunque che la ferrata Brizio, a meno di un anno dalla sua realizzazione, sia già stata chiusa per impraticabilità.

Nel rinnovarti i miei complimenti, ti ringrazio per avermi fatto rivivere con il tuo racconto e le tue fotografie quelle stupende sensazioni che ho provato l'anno scorso.
Un saluto,
Stefano.
Grazie davvero per le tue argute osservazioni.In realtà come dicevo,per la Brizio è un peccato perchè quel nevaio sarà un problema ogni inverno.Avrebbero dovuto pensarci prima di modificarne il percorso.La Ricci resta molto bella e appagante perchè oltre essere logica,risale per intero la cresta Est ed'è davvero aerea e panoramica.La ferratina del Calderone non so come decifrarla,avrebbero potuto attrezzare direttamente la via normale,un pò strano che passi a pochi metri da essa.Il GS mi attira molto,spero di tornarci al più presto.
 
Complimenti a tutti per questo bellissimo giro.
Spiace vedere la Brizio in questa situazione. Col senno di poi è facile parlare, ma quelle scalette, ora danneggiate, forse andavano fatte diversamente. Magari se piantavano direttamente i pioli sulla roccia, come è stato fatto sulla Danesi, probabilmente era ancora agibile. Certo il lavoro era più lungo e oneroso, ma potevano anche risparmiare tempo e denaro a mettere cavo superfluo nella parte iniziale della Ferrata.
Grazie per la condivisione
 
Complimenti a tutti per questo bellissimo giro.
Spiace vedere la Brizio in questa situazione. Col senno di poi è facile parlare, ma quelle scalette, ora danneggiate, forse andavano fatte diversamente. Magari se piantavano direttamente i pioli sulla roccia, come è stato fatto sulla Danesi, probabilmente era ancora agibile. Certo il lavoro era più lungo e oneroso, ma potevano anche risparmiare tempo e denaro a mettere cavo superfluo nella parte iniziale della Ferrata.
Grazie per la condivisione
Si,ma i tondini in acciaio da tre centimetri si sono proprio spezzati.Credo che produca molto attrito col nevaio che la sovrasta.Dovrebbero rivedere il percorso in quel punto,spostarlo altrimenti questa ferrata morirà appena nata.
 
Come al solito sei magistrale nell'esposizione delle escursioni.

Allora quest'inverno ti aspetto per qualcosa di serio con picche e ramponi, almeno un AD
 

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