Escursione Gran Sasso Occidentale - Monte Ienca (2208m) e Pizzo di Camarda (2332m) dalla provinciale del Vasto

#1
Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Data: 24 aprile 2017
Regione e provincia: Abruzzo, L'Aquila
Località di partenza: SP86 del Vasto, bivio per acqua di San Franco (sterrata, segnalato)
Località di arrivo: Pizzo di Camarda
Tempo di percorrenza: ...
Chilometri: 16 a/r
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: chiazze di neve residua su svuotatoi da "interpretare", in assenza di neve l'escursione è da considerarsi E anche se un po' di allenamento serve visto i saliscendi
Periodo consigliato: la provinciale viene chiusa se innevata
Segnaletica: tendente all'inesistente
Dislivello in salita: 1000
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 2332m
Accesso stradale: SP86 del Vasto

Descrizione

Con l'amico e socio del club Cialtroni della Montagna @Leo da solo è da un po' di tempo che non facciamo un'uscita degna di questo nome... qualche escursione di rimedio, un'avventura notturna intensa ma fugace, però una bella e sana giornata di montagna manca.
Il problema è che sul Gran Sasso in questo periodo le cose da fare di dividono tra molto le semplici e le estremamente difficili perché la neve insiste (anche abbondante) a certe quote e/o su certe esposizioni cardinali, spesso a chiazze, ma siamo quasi a maggio, le precipitazioni questo anno sono state record e quindi la situazione è da decifrare costantemente ad ogni passo, come già si fa d'inverno ed ancor di più.

Ci sono in ballo un paio cosette sulla Laga o il pizzo di Camarda che Leo non ha mai visitato, io ci sono stato e sono certo che gli piacerà quindi spingo in questa direzione anche perchè un paio di possibilità di fare qualcosa di alpinistico ci sfugge per impegni all'amico competente e capace che doveva accompagnarci. Tra l'altro sono fiducioso di salire un bel pezzo di sterrata con la mia macchina 4x4 per accorciare un po' i tempi ed evitare camminare troppo su strada bianca, in teoria non si può e la strada è ad uso degli allevatori, ma l'attività di allevamento ancora non è partita e penso di non dare fastidio a nessuno... comunque partiamo non troppo presto io, Leo e la felicissima lupa Linda, il meteo è stabile e sappiamo che patiremo freddo e caldo a fasi alterne, ma siamo contenti perchè la luce della giornata è di quelle che si fa voler bene... dalla SS80 imbocchiamo la provinciale del Vasto, inforco la sterrata ma ad un certo punto un nevaio residuo ci sbarra la strada... comunque abbiamo guadagnato un 150m di dislivello, diciamo una mezz'oretta di cammino su strada sterrata, soprattutto al ritorno sarà niente male perchè i saliscendi che ci aspettano non sono pochi... la neve è bella croccante, lo strapiombo a valle si fa notare, montiamo i ramponi per 10m di traverso? Non se ne parla, lo aggiriamo in un punto dove la neve è interrotta salendo a mezzacosta su quello che è un fianco del Monte San Franco... mi volto e scatto la foto alla macchina, ci vediamo più tardi, si parte!

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Poichè da qui dobbiamo salire e basta, inutile riprendere il sentiero, ci teniamo a mezzacosta fino ad intercettarlo alla quota che avevamo guadagnato, ovvero a circa 10 minuti dal passo Belvedere (1789)... anche qui la neve spesso insiste ancora sulla strada, Linda apprezza. Le gobbe a destra nella foto che segue sono la nostra destinazione dopo il passo, l'ultima potrebbe sembrare lo Ienca ma non lo è ed infatti lo abbiamo battezzato "colle della fregatura" perchè ti illude ogni volta che sia l'ultimo saliscendi ma in realtà è quello successivo.

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Comunque il passo è frizzante nonostante la vena cialtrona ci porti a chiacchierare, contemplare, ridere e scherzare, fare pause quando ci pare oltre a quelle per prender fiato... in pratica ci ritroviamo sullo Ienca che questa volta non ci accoglie con la neve come ad aprile scorso e quindi la foto ci vuole anche perchè il maestoso Corvo a sinistra si impone, proseguendo si ammirano il Pizzo Cefalone ed il Corno Grande, mentre proprio di fronte a noi la vetta del Camarda è visibile e "sincera" come dice Leo e non come lo Ienca che ti illude con le sue gobbe.

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Ora dobbiamo perdere circa 200 metri di quota fino ai laghetti del Camarda prima di ricominciare la salita per il Pizzo. La discesa dallo Ienca da questo versante ha una pendenza che si fa rispettare, più che altro ci pensiamo in prospettiva del ritorno, ma non è il momento perchè ancora manca un po' alla nostra meta, i laghetti però sono sempre affascinanti e senza le mucche risaputamente moleste che di solito ci sono in questa zona, ancor di più (le mucche c'erano quel giorno, ma sparute e solo fino al Belvedere)

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Una foto alla pendenza ci sta anche se qui già iniziava a smussare... Linda si rinfresca

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E siamo ai Laghetti... Linda apprezza

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Da questo momento in poi so che l'escursione piacerà ancora di più al socio, sia perchè la parte che segue e nuova e sia perchè i panorami tondeggianti che ci hanno accompagnati sino ad ora assumeranno un carattere diverso nell'affaccio sulla Valle del Chiarino che risulta strapiombante e maestoso, impreziosito dal Corvo che si impone alla vista... come si fa a non fermarsi e contemplare , si vede anche il bel rifugio Fioretti, e la Laga e Campotosto

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E quando a valle vediamo lo stazzo di Solagne i panorami si fanno ancor più maestosi e selvaggi, la alta valle del Chiarino e sotto di noi ancora molto innevata in molte sue zone, camminare su questa dorsale è un piacere

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Lo è talmente tanto che scatta la pausa per il tè con vista privilegiata poco sotto la vetta, anche perchè il vento non è fortissimo ma invadente e temiamo che il nostro rituale in vetta possa non essere piacevole, quindi accendiamo il fornello per la pausa seria!

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Dal punto prescelto, circa 15 minuti e siamo in vetta... come immaginavo incontra i gusti del socio ed anche della lupa direi

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Indico a Leonardo un paio di giri che ho in mente di fare insieme quando la neve sarà andata via, in pratica si tratta di proseguire in direzione delle Malecoste, lo esorto a dare un'occhiata in giro di persona, so che il panorama gli piacerà

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Soprattutto lo invito a tastare le roccette da superare quando sarà il momento, io le ho già sondate e resto nei dintorni della croce, quelle rocce da superare appaiono decisamente meno ostiche una volta che ci stai sopra ma più che altro mi interessa che non siano un problema per Linda anche se Linda ha parecchie marce in più di noi, in effetti

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Indugio ancora sull'alta valle del Chiarino che è un posto che sento molto vicino, conosco quella neve che sfonda col caldo per chi non ha gli sci e per la prima volta desidero che torni il verde per poter nuovamente girare con maggiore libertà determinati punti fuori dai sentieri ufficiali

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Anche se non c'è vento come temevamo, la sosta in vetta è stata bella e non brevissima, ripartiamo sempre in cresta e con diverso ma non meno affascinante panorama

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Non ci dispiacerebbe evitare lo Ienca, ma il sentiero che lo aggira dai laghetti del Camarda è invaso di neve ed a strapiombo, saliremo quanto meno possibile tenendoci a mezzacosta...

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anche se in realtà alla fine io per non montare i ramponi ed aggirare i nevai anche nella parte più tranquilla mi troverò a non più di 20m sotto la quota della croce nel mio "aggiramento", il "ramponato per l'occasione" (non nella foto che segue) Leo a circa una cinquantina...

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Comunque, cialtronamente superiamo la vetta dello Ienca... il fatto è che dopo la vetta ci sono i vari colli fregatura, ricordate? Ma la passeggiata è piacevolissima, per un buon tratto si alza il vento e Leo non gradisce, ma l'isolamento, gli spazi, il silenzio ci ripagano e siamo in vista del monte San Franco

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Al passo Belvedere prendiamo la sterrata carrabile, le mucche son salite di quota rispetto a stamattina, le nuvole disegnano chiaroscuri

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Un'altra sosta dai, un'altra sosta dice Leo per il piacere di fumare una sigaretta immersi in questa pace... io non fumo più, ma come faccio a dirti di no?

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E rientriamo alla macchina che siamo stanchi ma contenti e rilassati, assaporiamo già la birra fresca che prenderemo al bar Arno sulla SS80, dove inaspettatamente ma con piacere condivideremo i sali minerali della bionda bevanda con un po' di gestori dei rifugi in zona che sembravano essersi dati appuntamento e la giornata si conclude così, tra battute e risate in un bar di montagna, con gente di montagna... alla prossima!
 

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#2
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....e brava Linda!! Anche il Camarda lo ha annusato a dovere. Finalmente sta bene e correva felice sui prati di montagna,giocava con le mucche e ammirava i panorami. Bellissima la cresta del Camarda sopra i laghetti:un po' di adrenalina mista a pace interiore,era quello che ci voleva. Come disse qualcuno: sopra i duemila metri la probabilità di incontrare degli imbecilli si riduce drasticamente ahahah. Ogni tanto ci vuole un 2000,con i suoi colori,odori ,e forse ,anche lo spazio/tempo diversi. Ci siamo fatti propio una piacevole escursione. Aggiungo foto.
 

Allegati

#8
La zona centrale del Gran Sasso, con l'ingombrante presenza di sua Maestà, gode d'indiscusso fascino. Eppure, a mio parere, sono proprio i suoi estremi, a est e a ovest, i territori più piacevoli, dove godere di quell'afflato di wilderness e di viste incontrastate a noi tanto cari. Complimenti per la scelta e per Linda di nuovo giocosa e felice.
 
#9
Bellissima escursione, corredata da un foto-racconto piacevolissimo da leggere e da vedere: complimenti a entrambi!
L'area è molto selvaggia e manca nel mio curriculum: nel passato ho privilegiato erroneamente le vette più alte del circondario del Gran Sasso, ma questo report mi ha fatto venire voglia di andarci quanto prima.
Sono contento che la Lupa Linda si sia ripresa alla grande.
Grazie di aver condiviso
 
#10
Bravi, ragazzi!
Avete fatto una gran bella passeggiata toccando due vette di tutto rispetto in un contesto paesaggistico poco calpestato dagli escursionisti ma che anch'io trovo molto interessante.
Incredibile quanta neve sia ancora presente nell'alta val Chiarino.
La foto dell'auto lasciata lì, in prossimità di quella lingua di neve ... molto singolare ed introspettiva.
Mi fa piacere vedere che la vostra fidata lupacchiotta compagna di avventure sia tornata in splendida forma.
Il foto racconto è, come al solito, poesia pura!
 
#12
Ottimo bjorn! Ti vedo ben "attrezzato" nell'avatar e quindi non credo ti servano particolari spiegazioni, ma vedo anche che non sei in Abruzzo e quindi se decidi di fare quel pezzo di catena occidentale del GS ti consiglierei di farla salendo anche Monte San Franco che è il primo del gruppo e secondo me va visto almeno una volta il panorama sul resto della catena da lì... Si allunga un po', ma considera che quando la stagione è inoltrata e la carrareccia è off limits come dovrebbe, si parte da 1400 e non da 1600 come abbiam fatto noi ed a quel punto inserire un'altra vetta non è una opzione da trascurare.
Diversamente, si può anche pensare di andare oltre il Camarda come dicevo nel racconto, verso le Malecoste e qui la cosa diventa ancor più selvaggia, ma a quel punto vanno visti i tempi a disposizione e la propria andatura e non è da escludere una salita dalla valle del Chiarino evitando lo Ienca (sentiero che dal rifugio Fioretti parte ed arriva ai laghetti, poco meno 500m di dislivello serrato ma molto bello e soprattutto ti porta in quota "velocemente")
Comunque quando e se ti serve, chiedi pure!
 
#13
Bellissima escursione, corredata da un foto-racconto piacevolissimo da leggere e da vedere: complimenti a entrambi!
L'area è molto selvaggia e manca nel mio curriculum: nel passato ho privilegiato erroneamente le vette più alte del circondario del Gran Sasso, ma questo report mi ha fatto venire voglia di andarci quanto prima.
Sono contento che la Lupa Linda si sia ripresa alla grande.
Grazie di aver condiviso
Ti ringrazio di cuore, Sandro... in effetti capita di ruotare spesso al centro della catena, come diceva anche Marco. Per carità, bellissima, ma le zone periferiche non son da meno, hanno un fascino anche differente - quindi possono essere non ripiego ma alternativa vera e propria - e non sono meno impegnative... inoltre molto spesso consentono quell'isolamento che molti di noi cercano e che su alcuni sentieri molto gettonati del GS è difficile trovare.
La valle del Chiarino è un posto che mi ha stregato da subito, per una serie di circostanze (persone che mi hanno iniziato alla montagna non troppo tempo fa) la prima via vetta è stata il San Franco che apre appunto la catena e la zona del Chiarino, quindi la curiosità è nata da subito. L'accesso dalla diga di Provvidenza poi garantiva sia un percorso rapido se lo si vuole, sia una via abbastanza regolare per prendere dimestichezza con l'ambiente montano ed anche sperimentare da Solagne in poi quando è stato il momento... Insomma si sarà capito che è una delle mie zone del cuore del Gran Sasso
 
#14
La zona centrale del Gran Sasso, con l'ingombrante presenza di sua Maestà, gode d'indiscusso fascino. Eppure, a mio parere, sono proprio i suoi estremi, a est e a ovest, i territori più piacevoli, dove godere di quell'afflato di wilderness e di viste incontrastate a noi tanto cari. Complimenti per la scelta e per Linda di nuovo giocosa e felice.
Grazie di cuore, Marco... So che conosci ed ami quella zona e sai che io ho un debole per quel versante... Linda sembrava tornata cucciola, uno spettacolo.
 
#15
Bravi, ragazzi!
Avete fatto una gran bella passeggiata toccando due vette di tutto rispetto in un contesto paesaggistico poco calpestato dagli escursionisti ma che anch'io trovo molto interessante.
Incredibile quanta neve sia ancora presente nell'alta val Chiarino.
La foto dell'auto lasciata lì, in prossimità di quella lingua di neve ... molto singolare ed introspettiva.
Mi fa piacere vedere che la vostra fidata lupacchiotta compagna di avventure sia tornata in splendida forma.
Il foto racconto è, come al solito, poesia pura!
Ti ringrazio Sandro... Mi pare che la foto del tuo avatar...? E se non ricordo male tu hai fatto dalla vetta del San Franco a quella delle Malecoste?
Ricordavo che anche tu sei un'estimatore della zona... Devo dirti che anche in altri anni con meno precipitazioni, da Solagne in avanti la neve si ammucchia e rimane un bel po', solo che diventa un'impresa con il caldo perché si sfonda parecchio e parliamo di sfondare anche fino all'inguine come mi successe ad aprile dell'anno scorso nella zona denominata "le Pozze"... mi piace, ma come scrivevo sopra inizio a desiderare l'erba ed i sassi sotto i piedi per rifare qualche bel giretto fuori dalle rotte.
Linda era tornata cucciola come dicevo, uno spettacolo saltellante
 
#16
Ottimo bjorn! Ti vedo ben "attrezzato" nell'avatar e quindi non credo ti servano particolari spiegazioni, ma vedo anche che non sei in Abruzzo e quindi se decidi di fare quel pezzo di catena occidentale del GS ti consiglierei di farla salendo anche Monte San Franco che è il primo del gruppo e secondo me va visto almeno una volta il panorama sul resto della catena da lì... Si allunga un po', ma considera che quando la stagione è inoltrata e la carrareccia è off limits come dovrebbe, si parte da 1400 e non da 1600 come abbiam fatto noi ed a quel punto inserire un'altra vetta non è una opzione da trascurare.
Diversamente, si può anche pensare di andare oltre il Camarda come dicevo nel racconto, verso le Malecoste e qui la cosa diventa ancor più selvaggia, ma a quel punto vanno visti i tempi a disposizione e la propria andatura e non è da escludere una salita dalla valle del Chiarino evitando lo Ienca (sentiero che dal rifugio Fioretti parte ed arriva ai laghetti, poco meno 500m di dislivello serrato ma molto bello e soprattutto ti porta in quota "velocemente")
Comunque quando e se ti serve, chiedi pure!
Grandissimo, grazie delle dritte ne terrò conto quando organizzo qualcosa da quelle parti! :si:
 
#17
Data: 24 aprile 2017
Regione e provincia: Abruzzo, L'Aquila
Località di partenza: SP86 del Vasto, bivio per acqua di San Franco (sterrata, segnalato)
Località di arrivo: Pizzo di Camarda
Tempo di percorrenza: ...
Chilometri: 16 a/r
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: chiazze di neve residua su svuotatoi da "interpretare", in assenza di neve l'escursione è da considerarsi E anche se un po' di allenamento serve visto i saliscendi
Periodo consigliato: la provinciale viene chiusa se innevata
Segnaletica: tendente all'inesistente
Dislivello in salita: 1000
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 2332m
Accesso stradale: SP86 del Vasto

Descrizione

Con l'amico e socio del club Cialtroni della Montagna @Leo da solo è da un po' di tempo che non facciamo un'uscita degna di questo nome... qualche escursione di rimedio, un'avventura notturna intensa ma fugace, però una bella e sana giornata di montagna manca.
Il problema è che sul Gran Sasso in questo periodo le cose da fare di dividono tra molto le semplici e le estremamente difficili perché la neve insiste (anche abbondante) a certe quote e/o su certe esposizioni cardinali, spesso a chiazze, ma siamo quasi a maggio, le precipitazioni questo anno sono state record e quindi la situazione è da decifrare costantemente ad ogni passo, come già si fa d'inverno ed ancor di più.

Ci sono in ballo un paio cosette sulla Laga o il pizzo di Camarda che Leo non ha mai visitato, io ci sono stato e sono certo che gli piacerà quindi spingo in questa direzione anche perchè un paio di possibilità di fare qualcosa di alpinistico ci sfugge per impegni all'amico competente e capace che doveva accompagnarci. Tra l'altro sono fiducioso di salire un bel pezzo di sterrata con la mia macchina 4x4 per accorciare un po' i tempi ed evitare camminare troppo su strada bianca, in teoria non si può e la strada è ad uso degli allevatori, ma l'attività di allevamento ancora non è partita e penso di non dare fastidio a nessuno... comunque partiamo non troppo presto io, Leo e la felicissima lupa Linda, il meteo è stabile e sappiamo che patiremo freddo e caldo a fasi alterne, ma siamo contenti perchè la luce della giornata è di quelle che si fa voler bene... dalla SS80 imbocchiamo la provinciale del Vasto, inforco la sterrata ma ad un certo punto un nevaio residuo ci sbarra la strada... comunque abbiamo guadagnato un 150m di dislivello, diciamo una mezz'oretta di cammino su strada sterrata, soprattutto al ritorno sarà niente male perchè i saliscendi che ci aspettano non sono pochi... la neve è bella croccante, lo strapiombo a valle si fa notare, montiamo i ramponi per 10m di traverso? Non se ne parla, lo aggiriamo in un punto dove la neve è interrotta salendo a mezzacosta su quello che è un fianco del Monte San Franco... mi volto e scatto la foto alla macchina, ci vediamo più tardi, si parte!

Vedi l'allegato 150548

Poichè da qui dobbiamo salire e basta, inutile riprendere il sentiero, ci teniamo a mezzacosta fino ad intercettarlo alla quota che avevamo guadagnato, ovvero a circa 10 minuti dal passo Belvedere (1789)... anche qui la neve spesso insiste ancora sulla strada, Linda apprezza. Le gobbe a destra nella foto che segue sono la nostra destinazione dopo il passo, l'ultima potrebbe sembrare lo Ienca ma non lo è ed infatti lo abbiamo battezzato "colle della fregatura" perchè ti illude ogni volta che sia l'ultimo saliscendi ma in realtà è quello successivo.

Vedi l'allegato 150549

Comunque il passo è frizzante nonostante la vena cialtrona ci porti a chiacchierare, contemplare, ridere e scherzare, fare pause quando ci pare oltre a quelle per prender fiato... in pratica ci ritroviamo sullo Ienca che questa volta non ci accoglie con la neve come ad aprile scorso e quindi la foto ci vuole anche perchè il maestoso Corvo a sinistra si impone, proseguendo si ammirano il Pizzo Cefalone ed il Corno Grande, mentre proprio di fronte a noi la vetta del Camarda è visibile e "sincera" come dice Leo e non come lo Ienca che ti illude con le sue gobbe.

Vedi l'allegato 150550

Ora dobbiamo perdere circa 200 metri di quota fino ai laghetti del Camarda prima di ricominciare la salita per il Pizzo. La discesa dallo Ienca da questo versante ha una pendenza che si fa rispettare, più che altro ci pensiamo in prospettiva del ritorno, ma non è il momento perchè ancora manca un po' alla nostra meta, i laghetti però sono sempre affascinanti e senza le mucche risaputamente moleste che di solito ci sono in questa zona, ancor di più (le mucche c'erano quel giorno, ma sparute e solo fino al Belvedere)

Vedi l'allegato 150551

Una foto alla pendenza ci sta anche se qui già iniziava a smussare... Linda si rinfresca

Vedi l'allegato 150552

E siamo ai Laghetti... Linda apprezza

Vedi l'allegato 150553

Da questo momento in poi so che l'escursione piacerà ancora di più al socio, sia perchè la parte che segue e nuova e sia perchè i panorami tondeggianti che ci hanno accompagnati sino ad ora assumeranno un carattere diverso nell'affaccio sulla Valle del Chiarino che risulta strapiombante e maestoso, impreziosito dal Corvo che si impone alla vista... come si fa a non fermarsi e contemplare , si vede anche il bel rifugio Fioretti, e la Laga e Campotosto

Vedi l'allegato 150554

E quando a valle vediamo lo stazzo di Solagne i panorami si fanno ancor più maestosi e selvaggi, la alta valle del Chiarino e sotto di noi ancora molto innevata in molte sue zone, camminare su questa dorsale è un piacere

Vedi l'allegato 150555

Lo è talmente tanto che scatta la pausa per il tè con vista privilegiata poco sotto la vetta, anche perchè il vento non è fortissimo ma invadente e temiamo che il nostro rituale in vetta possa non essere piacevole, quindi accendiamo il fornello per la pausa seria!

Vedi l'allegato 150556

Dal punto prescelto, circa 15 minuti e siamo in vetta... come immaginavo incontra i gusti del socio ed anche della lupa direi

Vedi l'allegato 150557

Indico a Leonardo un paio di giri che ho in mente di fare insieme quando la neve sarà andata via, in pratica si tratta di proseguire in direzione delle Malecoste, lo esorto a dare un'occhiata in giro di persona, so che il panorama gli piacerà

Vedi l'allegato 150558

Soprattutto lo invito a tastare le roccette da superare quando sarà il momento, io le ho già sondate e resto nei dintorni della croce, quelle rocce da superare appaiono decisamente meno ostiche una volta che ci stai sopra ma più che altro mi interessa che non siano un problema per Linda anche se Linda ha parecchie marce in più di noi, in effetti

Vedi l'allegato 150559

Indugio ancora sull'alta valle del Chiarino che è un posto che sento molto vicino, conosco quella neve che sfonda col caldo per chi non ha gli sci e per la prima volta desidero che torni il verde per poter nuovamente girare con maggiore libertà determinati punti fuori dai sentieri ufficiali

Vedi l'allegato 150560

Anche se non c'è vento come temevamo, la sosta in vetta è stata bella e non brevissima, ripartiamo sempre in cresta e con diverso ma non meno affascinante panorama

Vedi l'allegato 150561

Non ci dispiacerebbe evitare lo Ienca, ma il sentiero che lo aggira dai laghetti del Camarda è invaso di neve ed a strapiombo, saliremo quanto meno possibile tenendoci a mezzacosta...

Vedi l'allegato 150562

anche se in realtà alla fine io per non montare i ramponi ed aggirare i nevai anche nella parte più tranquilla mi troverò a non più di 20m sotto la quota della croce nel mio "aggiramento", il "ramponato per l'occasione" (non nella foto che segue) Leo a circa una cinquantina...

Vedi l'allegato 150563

Comunque, cialtronamente superiamo la vetta dello Ienca... il fatto è che dopo la vetta ci sono i vari colli fregatura, ricordate? Ma la passeggiata è piacevolissima, per un buon tratto si alza il vento e Leo non gradisce, ma l'isolamento, gli spazi, il silenzio ci ripagano e siamo in vista del monte San Franco

Vedi l'allegato 150564

Al passo Belvedere prendiamo la sterrata carrabile, le mucche son salite di quota rispetto a stamattina, le nuvole disegnano chiaroscuri

Vedi l'allegato 150565

Un'altra sosta dai, un'altra sosta dice Leo per il piacere di fumare una sigaretta immersi in questa pace... io non fumo più, ma come faccio a dirti di no?

Vedi l'allegato 150566

E rientriamo alla macchina che siamo stanchi ma contenti e rilassati, assaporiamo già la birra fresca che prenderemo al bar Arno sulla SS80, dove inaspettatamente ma con piacere condivideremo i sali minerali della bionda bevanda con un po' di gestori dei rifugi in zona che sembravano essersi dati appuntamento e la giornata si conclude così, tra battute e risate in un bar di montagna, con gente di montagna... alla prossima!
Vedi l'allegato 150568 ....e brava Linda!! Anche il Camarda lo ha annusato a dovere. Finalmente sta bene e correva felice sui prati di montagna,giocava con le mucche e ammirava i panorami. Bellissima la cresta del Camarda sopra i laghetti:un po' di adrenalina mista a pace interiore,era quello che ci voleva. Come disse qualcuno: sopra i duemila metri la probabilità di incontrare degli imbecilli si riduce drasticamente ahahah. Ogni tanto ci vuole un 2000,con i suoi colori,odori ,e forse ,anche lo spazio/tempo diversi. Ci siamo fatti propio una piacevole escursione. Aggiungo foto.
Bello bello... complimenti ad entrambi. Che voglia di andarci....
 
#18
E se non ricordo male tu hai fatto dalla vetta del San Franco a quella delle Malecoste?
Non proprio ... io feci un concatenamento tra Ienca, Morrone, Camarda e Malecoste dalla località Camporanero. Quello fu un giro memorabile.
All'isolata montagna del San Franco dedicai un'altra giornata; mettere tutte queste vette tutte in fila è un'impresa da camminatori provetti, che forse và fatta come traversata organizzandosi con due auto.
Si, sono un estimatore della zona e di recente ho anche apprezzato il versante Nord del M. Corvo che non conoscevo e mi ha favorevolmente impressionato. Più o meno siamo nella stessa zona, all'estremo ovest della catena, lontano dalle mete più gettonate del turismo di massa.
Comunque un giretto nelle ''tue'' Pozze mi piacerebbe farlo nella bella stagione, con la neve che ha lasciato spazio ai crochi.
 
#20
Non proprio ... io feci un concatenamento tra Ienca, Morrone, Camarda e Malecoste dalla località Camporanero. Quello fu un giro memorabile.
All'isolata montagna del San Franco dedicai un'altra giornata; mettere tutte queste vette tutte in fila è un'impresa da camminatori provetti, che forse và fatta come traversata organizzandosi con due auto.
Si, sono un estimatore della zona e di recente ho anche apprezzato il versante Nord del M. Corvo che non conoscevo e mi ha favorevolmente impressionato. Più o meno siamo nella stessa zona, all'estremo ovest della catena, lontano dalle mete più gettonate del turismo di massa.
Comunque un giretto nelle ''tue'' Pozze mi piacerebbe farlo nella bella stagione, con la neve che ha lasciato spazio ai crochi.
Anche quella che hai fatto tu è una bella impresa, altro che ;)

Sicuramente la traversata è una bella e pratica soluzione, è un territorio che sembra metterti tutto a portata di mano, ma le distanze si fanno rispettare.

Per Nord del Corvo intendi il fosso del Monte? Zona che adoro, come il Crivellaro che mi manca e la conca Capovelle che devo rivedere con più calma.

Le pozze in primavera sono sicuramente da vedere, meglio prima che arrivino le pecore (ed i cani) che in quella zona il pastore ogni tanto si allontana ed i cani diventano meno affabili... Volevo scenderci con il socio quando facemmo cima Venacquaro e Falasca, ma alla fine optammo per tenerci sul sentiero ufficiale per non allungare troppo i tempi... Questa foto invece la feci mi pare in ottobre

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