- Parchi della Toscana
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- Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Per quest'estate avevo altri piani, ma i piani a volte saltano quindi mi sono ritrovato a passare le vacanze d'agosto a casa, tra una gara e qualche escursione in giornata, poi dopo ferragosto, la proposta inattesa.
È lunedì, un'amica mi scrive "che fai questa settimana?" e io butto lì un "stavo pensando di fare la Translagorai!". "Bene, vengo anche io".
Studiamo il meteo, mette pioggia 2 giorni su 4. Decidiamo di cercare un'alternativa per non stare a casa. Meno di 24 ore dopo sbarchiamo a Cavo pronti per la nostra Grande Traversata Elbana improvvisata!
Attacchiamo il sentiero che sono le 12.30, il caldo è atroce. Passiamo la prima ora a stupirci di quanto un corpo umano possa sudare. Con 1,5l di acqua a testa siamo consapevolidi essere dei co... di aver preso con troppa leggerezza questo trekking. Ora rido (non troppo) a leggere a posteriori le discussioni sulla GTE in cui si sconsigliano le ore più calde e almeno 6 litri di acqua. Anche prendere quota non aiuta più di tanto perché si esce dalla linea degli alberi, non tira un filo di vento e il sole è a picco. I panorami, d'altro canto, sono incantevoli e camminare in montagna vista mare è sempre affascinante.
Arriviamo all'Aia di Cacio e iniziamo la via crucis di antenne e ripetitori con mezzo litro d'acqua (rimasto a me) che inizio a centellinare per entrambi, fino a cederlo tutto a lei affinché non salti per aria negli ultimi km. Arriviamo finalmente all'Agriturismo Terra e Cuore dove avevamo concordato cena e pernotto e beviamo per mezz'ora ininterrottamente: acqua, birre, lemonsoda, di tutto. Qui il "posto tenda" è nel parcheggio sterrato dell'agriturismo, non è il massimo ma tant'è, non c'è stato tempo per studiare un posto migliore e appartato. Ci facciamo una doccia, consumiamo una buona cena-degustazione con vista spettacolare sul tramonto e andiamo a dormire.
GTE Stage 1: 4:30:03 16,33 km 1.056 m
Il giorno dopo è ancora torrido, nonostante la partenza ad orario più intelligente. Stavolta però siamo carichi di acqua e siamo tranquilli; riforniamo a Fonte Schiumoli giusto per poter dire di aver sfruttato l'unica fonte della GTE. La traccia, inizialmente nel fitto della vegetazione, si apre poi ad una discesa su sentiero molto eroso dalle piogge. A pochi km dal fine tappa decidiamo che ci siamo guadagnati un pomeriggio in spiaggia quindi scendiamo a Procchio per un po' di relax, grazie anche ad un ombrellone gentilmente estorto alla signora che controlla i bagni pubblici (ottimi anche per farsi una doccia). Per le 18 ripartiamo, recuperiamo la traccia e ci dirigiamo alla Fattoria Pimpinella per il secondo pernotto. Qui scopriamo che i gestori, Walter e Irene se non sbaglio, simpaticissimi, hanno deciso di sospendere l'attività di accoglienza a causa dei numerosi atti vandalici nel tempo, riservandosi di valutare caso per caso. Fortunatamente la mia amica era risultata simpatica al telefono e ci avevano accordato la sosta. Sfortunatamente non era prevista alcuna forma di ristoro (rimedio solo 2 birre della riserva persona di Irene). Per emergenza avevo portato 2 delle mie buste di cibo disidratato e la cena l'abbiamo risolta. Doccia calda nel bagno per la mia amica, doccia all'aperto vista cavalli per me: bellissimo.
GTE Stage 2: 5:13:18 21,39 km 678 m
Terzo giorno, tappa sulla carta facile che si rivela invece insidiosa per il tanto dislivello negativo su traccia non sempre chiarissima. Belli i tratti nei boschi di pini marittimi con nuvole basse che apparivano improvvise sul sentiero, ma è a partire da qualche km prima del bivio per la GTE Sud (la nostra opzione) che il percorso si fa sempre più bello: decisamente la parte migliore della GTE a mio avviso. Le indicazioni per il Monte Capanne, che vediamo in lontananza, ci tentano per svariati km fino al Passo Le Filicaie. È "proprio lì", ma tecnicamente la salita in vetta non è parte della GTE, con un po' di rammarico ci diciamo che siamo in vacanza e che l'ulteriore sforzo non è necessario, puntiamo quindi a Pomonte che raggiungeremo dopo un'interminabile discesa ma comunque in tempo per regalarci una mezza giornata di mare.
GTE Stage 3: 4:25:34 13,22 km 761 m
La GTE potenzialmente si potrebbe fare in giornata (mi sto dando alle ultra da 70km ultimamente e questo sta cambiato la mia prospettiva), ma certamente non ad Agosto. Le tappe brevi, con poco dislivello e la costante relativa vicinanza ai centri abitati ci ha letteralmente fregato, facendoci prendere con eccessiva leggerezza un trekking di per sé facile, reso molto più complicato dalle temperature. L'esperienza resta comunque memorabile, l'Elba non si smentisce.
È lunedì, un'amica mi scrive "che fai questa settimana?" e io butto lì un "stavo pensando di fare la Translagorai!". "Bene, vengo anche io".
Studiamo il meteo, mette pioggia 2 giorni su 4. Decidiamo di cercare un'alternativa per non stare a casa. Meno di 24 ore dopo sbarchiamo a Cavo pronti per la nostra Grande Traversata Elbana improvvisata!
Attacchiamo il sentiero che sono le 12.30, il caldo è atroce. Passiamo la prima ora a stupirci di quanto un corpo umano possa sudare. Con 1,5l di acqua a testa siamo consapevoli
Arriviamo all'Aia di Cacio e iniziamo la via crucis di antenne e ripetitori con mezzo litro d'acqua (rimasto a me) che inizio a centellinare per entrambi, fino a cederlo tutto a lei affinché non salti per aria negli ultimi km. Arriviamo finalmente all'Agriturismo Terra e Cuore dove avevamo concordato cena e pernotto e beviamo per mezz'ora ininterrottamente: acqua, birre, lemonsoda, di tutto. Qui il "posto tenda" è nel parcheggio sterrato dell'agriturismo, non è il massimo ma tant'è, non c'è stato tempo per studiare un posto migliore e appartato. Ci facciamo una doccia, consumiamo una buona cena-degustazione con vista spettacolare sul tramonto e andiamo a dormire.
GTE Stage 1: 4:30:03 16,33 km 1.056 m
Il giorno dopo è ancora torrido, nonostante la partenza ad orario più intelligente. Stavolta però siamo carichi di acqua e siamo tranquilli; riforniamo a Fonte Schiumoli giusto per poter dire di aver sfruttato l'unica fonte della GTE. La traccia, inizialmente nel fitto della vegetazione, si apre poi ad una discesa su sentiero molto eroso dalle piogge. A pochi km dal fine tappa decidiamo che ci siamo guadagnati un pomeriggio in spiaggia quindi scendiamo a Procchio per un po' di relax, grazie anche ad un ombrellone gentilmente estorto alla signora che controlla i bagni pubblici (ottimi anche per farsi una doccia). Per le 18 ripartiamo, recuperiamo la traccia e ci dirigiamo alla Fattoria Pimpinella per il secondo pernotto. Qui scopriamo che i gestori, Walter e Irene se non sbaglio, simpaticissimi, hanno deciso di sospendere l'attività di accoglienza a causa dei numerosi atti vandalici nel tempo, riservandosi di valutare caso per caso. Fortunatamente la mia amica era risultata simpatica al telefono e ci avevano accordato la sosta. Sfortunatamente non era prevista alcuna forma di ristoro (rimedio solo 2 birre della riserva persona di Irene). Per emergenza avevo portato 2 delle mie buste di cibo disidratato e la cena l'abbiamo risolta. Doccia calda nel bagno per la mia amica, doccia all'aperto vista cavalli per me: bellissimo.
GTE Stage 2: 5:13:18 21,39 km 678 m
Terzo giorno, tappa sulla carta facile che si rivela invece insidiosa per il tanto dislivello negativo su traccia non sempre chiarissima. Belli i tratti nei boschi di pini marittimi con nuvole basse che apparivano improvvise sul sentiero, ma è a partire da qualche km prima del bivio per la GTE Sud (la nostra opzione) che il percorso si fa sempre più bello: decisamente la parte migliore della GTE a mio avviso. Le indicazioni per il Monte Capanne, che vediamo in lontananza, ci tentano per svariati km fino al Passo Le Filicaie. È "proprio lì", ma tecnicamente la salita in vetta non è parte della GTE, con un po' di rammarico ci diciamo che siamo in vacanza e che l'ulteriore sforzo non è necessario, puntiamo quindi a Pomonte che raggiungeremo dopo un'interminabile discesa ma comunque in tempo per regalarci una mezza giornata di mare.
GTE Stage 3: 4:25:34 13,22 km 761 m
La GTE potenzialmente si potrebbe fare in giornata (mi sto dando alle ultra da 70km ultimamente e questo sta cambiato la mia prospettiva), ma certamente non ad Agosto. Le tappe brevi, con poco dislivello e la costante relativa vicinanza ai centri abitati ci ha letteralmente fregato, facendoci prendere con eccessiva leggerezza un trekking di per sé facile, reso molto più complicato dalle temperature. L'esperienza resta comunque memorabile, l'Elba non si smentisce.




