Recensione Henri Tikkanen maasepän puukko

#1
Henri Tikkanen maasepän puukko (120 €)

Henri Tikkanen
tikkanen.jpg

è un giovane fabbro che lavora a Pieksämäki, città 60 km a nord di Mikkeli, nella Finlandia sud-orientale.

Figlio del proprietario di un’azienda di stagionatura ed inscatolamento di carne, ha studiato forgiatura presso la scuola d’artigianato di Mikkeli ed è stato uno dei pupilli del maestro forgiatore Mikko Inkeroinen.


lama
lunghezza - 86 mm
larghezza - 20,5 mm
spessore - 3,5 mm al dorso; 6 mm all’attaccatura dei biselli
acciaio - 1085
biselli - piani
tagliente - 23°, minimo microbisello
durezza - ~ 59 HRC

manico
lunghezza - 100 mm
larghezza - 25 mm max.
spessore - 19 mm max.

peso
coltello - 80 g
con fodero - 120 g


La lama è stata forgiata a martello riciclando l’acciaio di un aratro a cavalli, probabilmente un 1085. Ha sezione rombica, leggermente rastremata in altezza e appena in spessore. Dopo ricottura e normalizzazione, è stata scaldata nella forgia a gas, temprata in olio e rinvenuta in un forno elettrico. Durante l’immersione in olio è stata sollevata al di sopra della superficie in modo da avere il dorso più morbido. I biselli sono portati a 23°, con un accenno di microbisello.

Il manico è in radica di nodo di betulla. Il codolo è incollato con epossidica e, ai lati della lama, sono presenti due piccoli cunei, usati tradizionalmente per fissare il tutto il più strettamente possibile. È carteggiato a grana fine, leggermente rastremato in altezza e spessore in entrambi i lati. Ha una marcata sezione a goccia e, a dispetto delle minute proporzioni, riempie bene la mano.

Il fodero, in cuoio spesso 2,5 mm, è cucito a mano. All’interno ha un salvafilo in ontano, intagliato e carteggiato. Il passante è una semplice striscia di cuoio annodata. La ritenzione è ottima, senza diventare eccessiva.

01.jpg

02.jpg

03.jpg

04.jpg

05.jpg



In uso

Puukko dalle caratteristiche contrastanti: abbastanza minuto nelle proporzioni, ma con lama spessa, leggero sulla bilancia e alla cintura, ma in mano pare più pesante di quanto in effetti sia e dà l’impressione di essere quasi bilanciato verso la lama.

Prima di lavorare l’ho stroppato con pasta Bark River nera (#3000) e verde (#6000); come sempre iniziamo con due spikketroll in platano stagionato sei mesi.
07.jpg

08.jpg

09.jpg

10.jpg

11.jpg

Il puukko ha dimostrato un ottimo mordente sia seguendo la direzione delle fibre, sia in senso opposto. I 6 mm di spessore si sono sentiti solo quando ho effettuato i primi tagli per scavare la faccia dei troll e i primi per spianare il piede. La totale assenza di pomo permette di sfruttare al massimo il manico, non ostante le sue dimensioni relativamente piccole. In linea generale il puukko è stato agile e abbastanza veloce, guadagnando in precisione quello che perde in rapidità.
Durante la sgrossatura di entrambi i cappelli ho piallato due nodi. A fine lavoro ho riscontrato, vicino al manico, una schiacciatura del filo lunga 3-4 mm, percepibile con l’unghia ma che non rifletteva luce. Il mordente a rasoio era andato solo nella parte più vicina al manico, il resto del filo era intonso e radeva ancora senza problemi. Sei passate per lato con strop nero prima e verde poi hanno ripristinato tutto.
12.jpg


Proseguendo con il mago, in pioppo stagionato tre mesi
13.jpg

14.jpg

15.jpg

16.jpg

non ho riscontrato problemi. Il puukko è sempre stato efficace e rapido.
Non ho mai sentito resistenza particolare da parte del legno durante la lavorazione di cappello e faccia e, a dispetto dello spessore, la punta, pur non essendo rastremata, non ha dato problemi nell’intagliare il profilo dei lati del naso e a marcare il labbro: decisamente meglio di quanto mi aspettassi.
Ho sentito un po’ di resistenza solo al momento di liberare il mago dal ramo, durante i primi due giri di tagli, in senso opposto alle fibre.
Il manico è sempre stato comodo e permesso un’ottima maneggevolezza. A fine lavoro il filo era intonso e il mordente era immutato.
17.jpg


Chiudiamo con la spatola in abete bianco.
18.jpg

19.jpg

20.jpg

21.jpg

22.jpg

Io vi sono abituato, ma, in questo frangente, la differenza di mordente fra una lama a sezione piatta e una a sezione rombica è assolutamente percepibile: la maggior propensione della sezione rombica a fluire letteralmente fra le fibre è inconfondibile. Ho percepito i 6 mm di spessore solo all’inizio, al momento di asportare materiale dalla parte frontale della spatola, tagliando in modo tangenziale rispetto alle fibre. Inoltre, qui e durante i primi attimi di sgrossatura della parte inferiore, la presa a martello ha evidenziato l’effettivo angolo acuto formato dalla sezione a goccia del manico. Adottando la presa a forbice entrambe le sensazioni sono sparite immediatamente.
La parte più difficile di tutta la sessione è stato oltrepassare il nodo. L’ho spianato prima ai lati, poi al centro, fino a farlo saltare via, alternando senza problemi la presa a martello e quella a forbice. Dopo aver eliminato il nodo, non avendo notato perdita di mordente, ho controllato il filo, percependo sull’unghia una microschiacciatura, ma non riuscendo a vederla riflettere la luce. Il puukko si è mantenuto comodo, agile e molto pulito nei movimenti, per tutto il resto della sgrossatura della spatola, del manico e della loro giunzione. Nessun problema durante le rifiniture e non vi sono neanche più stati problemi con la presa a martello, intagliando sia in favore sia in senso contrario alle fibre. Lo spessore non si è più sentito, anche al momento di piallare o asportare materiale dai lati con presa a forbice, al contrario, una volta penetrate le fibre, ha facilitato, agendo da cuneo.
A fine lavoro ho constatato solo la minima microschiacciatura già nominata, il puukko radeva ancora senza pressione per tutta la lunghezza del filo.
23.jpg



Conclusioni
Un elogio doveroso va al trattamento termico e alla sua perfetta combinazione con le geometrie: non ero, onestamente, sicuro che uscisse così bene dalla lavorazione attorno al nodo nella spatola. Il manico, sebbene più piccolo rispetto a quelli a cui sono abituato, non risulta effettivamente piccolo in mano. Per certi versi le dimensioni ridotte lo avvantaggiano addirittura in rapidità. Chi ha mani grandi potrebbe, comunque, trovarlo troppo piccolo.
Come detto all’inizio, è un puukko “ingannevole”. Minuto, ma molto più potente di quanto le sue dimensioni farebbero credere. Comodo, rapido, preciso e leggero.
06.jpg
 

Contenuti correlati

Alto