I 7 oggetti più importanti secondo voi da portarvi nelle uscite che vi salverebbero se dovreste passare più tempo del previsto in natura?

si però è praticamente impossibile che ci si porti dietro una coperta di lana, gavetta e cibo extra per una semplice escursione giornaliera nella quale, per un X motivo sconosciuto, non riesco a rientrare per tempo e devo improvvisare una notte o del tempo extra in ambiente... in quel caso non ci sono opzioni facili e comode, bisogna solo trovare il modo resistere.. concentrarsi sul trovare un riparo, magari accendere un fuoco per il freddo, se va grassa trovare dell'acqua...poi fine
Quello che sto sostenendo dai post precedenti Marci....
Se sei prevenuto nel bivaccare fuori è un conto se pensavi di essere a casa nel pomeriggio e non hai niente con te la cosa cambia...
Premetto che non sono un esperto e non ho mai fatto un corso di Survivol o Bushcraft, non so fare nodi come non so fare 1000 altre cose.

Con il tempo ho imparato a mie spese che girare per funghi anche se in zone conosciute(quindi senza GPS) la possibilità di perdere l'orientamento causa mal tempo è una cosa che ti può capitare e neanche a farlo apposta ti capita proprio quando pensi che sia impossibile.
Per mia fortuna sono sempre riuscito a rientrare alla macchina prima del buio, ma la paura di essermi disorientato anche se per poche ore e dovere rischiare di passare una notte da solo nel bosco l'ho provata in più occasioni.
Smetti di ragionare, ti prende il panico, l'angoscia sicuro non aiuta, il cuore inizia a battere più velocemente, ti si annebbia la vista, le ginocchia ti tremano, ecc...
Considerate che se vai a funghi non hai uno zaino con le coperte, le lenzuola e il cuscino, ma hai una gerla di vimini dove al massimo tieni una bottiglietta d'acqua, un frutto, e un poncho per ripararti dall'acqua, il cambio vestiti e la salvietta, ecc.. restano in macchina.
Dopo queste piccole divagazioni, una volta a casa e a mente fredda mi sono domandato: e se invece di ritrovare la via mi fosse toccato rimanere nel bosco tutta la notte? Cosa avrebbe potuto addolcire un po' la scomoda permanenza forzata? Ecco che il fuoco e un mini riparo magari sfruttando una coperta alluminata e un poncho(certo che il Tarp è meglio, ma fa parte delle cose che prendi quando pensi di bivaccare), potessero fare al caso mio.
Da qui una semplice pouch che tengo sempre in cintura che possa contenere quello che ho ritenuto utile per gestire la mia notte di paura....:help:
 
Quello che sto sostenendo dai post precedenti Marci....
Se sei prevenuto nel bivaccare fuori è un conto se pensavi di essere a casa nel pomeriggio e non hai niente con te la cosa cambia...
Premetto che non sono un esperto e non ho mai fatto un corso di Survivol o Bushcraft, non so fare nodi come non so fare 1000 altre cose.
Una volta con la mia compagna eravamo in Sardegna, estate di un paio di anni fa, abbiamo raggiunto una caletta al pomeriggio raggiungibile solo tramite un trekking. Al rientro avevamo deciso di prendere un sentiero diverso perché all'andata ne avevamo fatto uno abbastanza impervio. Ovviamente il nuovo sentiero era pure peggio, segnalato malissimo solo da ometti di sassi impilati, quindi ci abbiamo messo molto più del previsto a rientrare all'auto, che era parcheggiata nel bosco a inizio sentiero. Cala la notte e il sentiero non lo vediamo più, i cellulari e le torce si stanno scaricando. Intanto la mia testa lavorava e stavo pensando come sfruttare il corso di survival che avevo fatto: avrei improvvisato un bivacco usando come copertura i teli da mare e i cordini che avevo nello zaino :rofl:

Alla fine per fortuna siamo riusciti a ritrovare la macchina e abbiamo piantato la tenda nel parcheggio in mezzo al bosco, però non abbiamo passato momenti sereni ecco
 
Fermo restando che @mikymilano sarà sicuramente più esaustivo, a mio modesto avviso, dal titolo del thread interpreto il senso della domanda considerando la parte in grassetto "I 7 oggetti più importanti secondo voi da portarvi nelle uscite che vi salverebbero se dovreste passare più tempo del previsto in natura ?"

Ovvero, mia interpretazione, nulla di più, ipotizziamo una escursione qualsiasi, che sia d'estate o d'inverno, che sia a 1000mt o a 2000mt, dovete rientrare domenica alle ore "x" e, per qualsiasi motivo, vi trovate a dover stare "fuori" di più, che sia per una emergenza, imprevisto o semplicemente perchè vi và di allungare l'escursione, quali oggetti, massimo n. 7, più importanti etc etc.

In base a questa interpretazione ipotizzo che una certa dotazione ci sia, ovvero, sicuramente delle scarpe adeguate come anche un vestiario idoneo, però se l'escursione si allunga sino alla notte, e non era prevista nell'escursione "originale", dubito che si possa immaginare di avere con sè tenda e sacco a pelo ed affini.

AMMP / IMHO

Ciao :si:, Gianluca
 
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Secondo me fino a che non svisceriamo questo punto, tutti hanno ragione e torto.
Ma per farlo occorrerebbe un intervento dell’OP…
Oppure basta esporsi in base a quello che si fà personalmente, la parte maggioritaria delle proprie uscite. Il che non impone che sia solo un tipo di contesto. D'altra parte il bello é proprio condividere le proprie esperienze, attività, passioni, in prima persona, personali. In automatico esponendo i propri contesti, stagioni, ecc Oppure esporre quello che indifferentemente da tutto " a se stessi si sà aiuterebbe, faciliterebbe".

Quindi semplice, condividi come fai "tu" in base ai contesti che frequenti, non esiste quasi un giusto o sbagliato, ragione o torto, se ci si espone per esperienza e consapevolezza personale, viene semplicemente fuori quello che si sà andare bene e funzionare per sé.
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Tra l'altro ho sempre pensato che una delle cose peggiori nel doversi fermare una notte in natura per sicurezza, é giustificarsi e far capire la cosa ad eventuali datori di lavoro ;) Che potrebbero incazzarsi se qualcuno non si presentasse,...
 
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Questa è una domanda a cui nessuno per il momento ha risposto...

Il programmare 5/7/10 cose da avere vuol dire che sai già cosa vai a fare e sei preparato.

Avere attrezzatura elettronica, mappe, ecc..., automaticamente ti garantisce che non puoi perderti, magari l'allunghi un po' però non ti perdi.
Quindi se vogliamo si riduce tutto ad avere un e-trek e sei apposto...

Io ho chiesto se avete sempre con voi un kit(il mio è più piccolo di un marsupio) che a prescindere di quale sia il programma vi riesca a supportare a fronte di un inconveniente improvviso.
Tanto per fare un esempio, una coperta di lama o un piumino lo portate sempre con voi? Anche in estate?

Ora, per fortuna a me non è mai capitato di doverlo utilizzare, se non per il fuoco e spero di non averne mai bisogno, però in cintura mi dà una tranquillità maggiore che non averlo.
Dal mio punto di vista il kit fuoco ha la priorità su tutto il resto, avere due esche e una piccola lama che ti aiutino ad accenderlo quando la legna è tutta fradicia, sono un plus da non sottovalutare.
Non pensiate che con un Bic e basta si riesca così facilmente quando il tempo è bastardo, ho visto persone che non riuscivano neanche ad accendersi una "paglia" tra le labbra....
Nello zaino ci sono sempre guscio, piumino, kit pronto soccorso e barrette/gel/acqua in quantità sovradimensionate.

Giro quasi sempre in quota e sinceramente non mi sono mai posto il problema di accendere un fuoco, non riesco a trovare un posto nei miei giri a più di 2/3 ore dal fondovalle
 
Io ripartirei ragionando sui motivi che farebbero restare più del previsto in natura,
smarrimento?
mah .. in Italia come è già stato detto ci vuol poco comunque per ritrovare la cosiddetta civiltà
a meno che non si vada in panico .... ma in tal caso qualunque cosa potrebbe essere inutile,
incidente?
ecco questo potrebbe essere significativo, una brutta storta o peggio una gamba rotta
in un punto dove il cell. non prende, quello si che sarebbe un imprevisto da survivaista.
Da qui il primo oggetto da avere è un kit per medicazioni, ma è ovvio che non potrebbe esserci anche una stecca o un tutore, quello va realizzato sul posto e per quello occorrono
cordini e .... e si il famigerato coltello tuttofare.... oppure anche un seghetto pieghevole ... almeno fin qui.
Anche steccato e medicato resta difficile muoversi quindi occorre passare la notte,
il fuoco lo ritengo indispensabile, come farlo lasciamo ad ognuno le sue preferenze.
Un telo, tarp, qualcosa che possa riparare direi che ci vuole, poi però
da ferito nel dubbio che potrei essere visto come un buon boccone dal lupo,
io vorrei avere anche un buon coltello.
 
...
il fuoco lo ritengo indispensabile, come farlo lasciamo ad ognuno le sue preferenze.
Come dice Tiwo ci sono vari tipi di contesti. La maggior parte dei miei vagabondaggi è spesso al di sopra della linea degli alberi, per cui il fuoco non sarebbe una soluzione fattibile, quindi abbigliamento e termica o bivy diventano prioritari.
Un telo, tarp, qualcosa che possa riparare direi che ci vuole, poi però
da ferito nel dubbio che potrei essere visto come un buon boccone dal lupo,
io vorrei avere anche un buon coltello.
anche lì siamo in due ambienti diversi: a 2500m o più se sei perso o bloccato cerchi magari un riparo fra i massi e ti avvolgi in quello che hai. Un tarp non saprei come utilizzarlo...

Per il lupo auguri... se decide di attaccarti e da ferito (ma anche da sano) pensi di fermarlo con un coltello, contando anche il fatto che spesso si muovono in gruppo, sei parecchio ottimista. o_O:roll:
 
Al rientro avevamo deciso di prendere un sentiero diverso perché all'andata ne avevamo fatto uno abbastanza impervio. Ovviamente il nuovo sentiero era pure peggio
Immagino chi sia stato il promotore... :azz:
Alla fine per fortuna siamo riusciti a ritrovare la macchina e abbiamo piantato la tenda nel parcheggio in mezzo al bosco, però non abbiamo passato momenti sereni ecco
Mi è capitato anche in due.
Eravamo per funghi sotto la Nuda, nel versante sud ovest a circa 1400m., ai margini di una lunga lingua di rocce giganti che interrompe una vasta faggeta(probabilmente formatasi dopo lo scioglimento del perito a monte), quando un nebbione ci è calato addosso improvvisamente.
La faccio breve, per ritrovare la jeep(con il GPS chiuso nel mobiletto;)) ferma ai bordi di due baite bianche in mezzo al bosco ci abbiamo messo tre ore.
Le baite le avevo usate altre volte come riferimento visivo a distanza perché essendo bianche e più basse le riuscivo a vedere dalla parete quasi di fronte(forse 1000/1200 metri in linea d'aria) che avevamo deciso di risalire seguendo il Torrente Rosario(furbo VERO? :poke:).
Fatto sta che per ritrovarla ci siamo messi a girare ad anello senza rendercene conto.
Quando per la terza volta mi si è ripresentato di fronte lo stesso traliccio dell' Enel ho capito che era meglio fermarsi a riflettere...:no:
Forse è stata la volta che ci ho impiegato più tempo a ritrovare la macchina, peró il fatto di essere stati in due non mi ha fatto avvertire ansia o panico come se da solo.
 
Immagino chi sia stato il promotore... :azz:
chissà :rofl:
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Forse è stata la volta che ci ho impiegato più tempo a ritrovare la macchina, peró il fatto di essere stati in due non mi ha fatto avvertire ansia o panico come se da solo.
si anche noi eravamo in due e sicuramente aiuta in questi casi, anche a ragionare meglio... comunque è andata bene eri in un luogo che conoscevi, a contrario di me, anche quello fa la differenza
 
Il segreto é pensare a queste cose già prima, prima di tutto ricordarsi che nel bosco, la natura, anche a doverci stare di notte, non c'é nessun mostro famelico. Inoltre meglio fermarsi una notte in natura che fare tutto di corsa, agitati, nervosi, spaventati, e magari farsi male. Un buon modo é vederci sempre il positivo, a noi era capitato in Lapponia e penso di averne parlato anche quà sul forum, ed aiuta dirsi "Vabbé, figata, metto in pratica tante cose di cui parlo, che faccio, ecc. Ci si fà una bella nottata "vera" in natura".

Insomma, secondo me é sempre importante pensare e simulare prima le varie dinamiche. Poi ovviamente studiare le zone, il territorio, ecc

L'importante é non farsi male, poi... Meglio però "prepararsi al peggio, aspettandosi il meglio".
 
Mi sono fermato a leggere i commenti della prima pagina...
Parete personale, non è assolutamente vero che, in un paese antropizzato come l'Italia, non si rischia nulla... Se, siamo in grado di camminare non rischieremo forse di passare giorni senza trovare civiltà, ma il più comune dei casi è sbagliare sentiero, o perdersi, e ritrovarsi a ridosso della sera lontano dall'auto, quindi col rischio di trascorrere una notte all'addiaccio...
Non sono d'accordo con nessuno degli oggetti che ho letto.. :biggrin:
Se l'utilità è salvarsi da questa situazione, non opterei mai per un coltello, un poncho, un filtro, o tutte le altre cose che vi aiuterebbero semmai a prolungare la vostra permanenza, oggetti che vi aiutano a resistere e persistere la fuori...
Un oggetto che ti salva è innanzi tutto, un oggetto che ti aiuta a tornare a casa...
Lasciamo stare il sirvivalismo a lunga permanenza o i kit che si vedono su YouTube...
Ogni settimana diverse persone devono salvarsi da queste situazioni ipotetiche, e ci riescono, senza il coltello o acciarino...
Uno smartphone ragazzi, oggi l'oggetto che vi salva è lo smartphone. Punto.

Se poi si vuole giocare a restare in natura per tot tempo parliamone, ma se devi salvarmi non ho bisogno di 5 oggetti, mi basta uno smartphone ed un fischietto per segnalare la mia posizione quando arrivano i soccorsi..
 
... Uno smartphone ragazzi, oggi l'oggetto che vi salva è lo smartphone. Punto...
Dal numero di stelline che hai vicino al nome e dai messaggi che hai postato in precedenza (organizzi pure corsi!) pensavo che conoscessi meglio gli ambienti che si discutono in questo forum, ma vedo che sei molto lontano dalla realtà...
O forse il tuo concetto di avventurosamente si limita al raggiungere il rifugio a 5 minuti a piedi dalla macchina...
Veramente! Una risposta così non si può sentire da uno che ha 2200 messaggi all'attivo.

Partiamo dal fatto che lo smartphone è sì uno strumento comodo ed utile che più o meno tutti si portano dietro, ma da lì a considerarlo lo strumento principe in caso di difficoltà ce ne corre.

Vediamo perchè:
  1. Nel 95% delle zone dove uno potrebbe andare a fare un escursione seria (cioè una dove c'è il rischio di perdersi o farsi male) NON c'è copertura telefonica, per cui il tuo cellulare ti può servire solo come cartina (ammesso che tu abbia già caricato le mappe offline) o come GPS. E a volte, ti garantisco, non basta sapere dove sei per capire come tornare alla macchina.
    E già questo primo punto sarebbe sufficiente per chiudere il discorso, ma andiamo pure avanti...

  2. Lo smartphone è delicato: in caso di incidente (caduta, ecc.) lo puoi perdere, rompere il vetro, ecc.. quindi ciao ciao smartphone.

  3. Le batterie hanno una durata limitata, per cui se ti perdi per più di circa 24h devi comunque avere un powerbank associato (anche meno se lo usi come GPS o registratore traccia).

  4. Le batterie (e pure il powerbank) durano drasticamente meno se fa freddo.. ed in montagna è una cosa che capita molto di frequente.

  5. Lo smartphone può avere inconvenienti. A me è capitato per esempio che:
    - si stava scaricando quindi attacco il powerbank e il telefono rifiuta di caricarsi perché la connessione era umida (ovvio visto che pioveva).
    - il cavetto si è deteriorato nel tempo e quando lo collego si rifiuta di caricare.

  6. hai mai provato ad usare uno smartphone con i guanti (o anche senza) sotto la neve e la pioggia? Evidentemente no.

  7. Supponiamo che ti sei fatto male scivolando, cammini a fatica (ma proprio a fatica); il tuo smartphone ti dice che devi fare 15km e 1500m di dislivello su ghiaione per tornare alla macchina: mi spieghi come ti aiuta lo smartphone?

  8. Supponiamo che lo smartphone funziona benissimo, tu sei in piena forma ma è calato il buio e non hai la frontale (perché secondo te l'unica cosa utile è lo smartphone): come ci torni a casa? Naturalmente non hai nemmeno una coperta termica per la notte, perchè anche quella è inutile, visto che hai lo smartphone.

  9. e potrei continuare fino al punto 25 o più...

Scusa se sono stato brutale, ma uno che dopo tre pagine di discussione arriva dicendo che tutti quelli prima hanno scritto fregnacce e per andare in giro nella wilderness ti basta uno smartphone e punto, ha bisogno di rinfrescarsi le idee.

ciao.
 
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Prendo i pop corn :biggrin::biggrin::biggrin:.

Le competenze di una persona non si misurano in quantità di messaggi pubblicati o dalle stelline accanto al nome. Personalmente ho visto @GreenGabri accendere un fuoco sotto la pioggia con l'archetto (costruito con legni raccolti la sera prima), non sto scherzando;)

Credo che Gabriele volesse sottolineare quello che avevo scritto anche io qualche messaggio fa: Fare la lista degli "n." oggetti per sopravvivere in natura fa tanto figo nei programmi televisivi o nei social ma nella situazione reale un aggeggio elettronico che ci faccia tornare a casa (oggi esistono per fortuna) è l'opzione n.1
Dopodichè lascio a Gabriele spiegare meglio cosa intendesse
 
Prendo i pop corn :biggrin::biggrin::biggrin:.
Metti via i popcorn perchè non ho intenzione di flammare. :p

Non conosco a differenza tua Gabriele, per cui mi baso su quello che ho visto nel forum in termini di anzianità, messaggi e contenuti postati e per questo la sua risposta mi lascia basito.

Da quanto dici posso solo pensare che o il post non sia scritto chiaramente o io lo abbia frainteso, ma quando vedi scritto: "Uno smartphone ragazzi, oggi l'oggetto che vi salva è lo smartphone. Punto." non è che c'è molto da fraintendere.

Quello che capisco io è che "l'oggetto che devi avere con te prima di tutto per non trovarti in difficoltà in caso di problemi è uno smartphone"... e questo francamente lo trovo ridicolo.

Lo smartphone semmai è quell'oggetto che ti può tornare utile se non avrai difficoltà, ma da lì in poi serve a poco o nulla.
 
Ovviamente si parla di eventualità diverse tra loro, se il cellulare viene perso, si rompe, ecc allora si torna che ancor più importante é quello che si ha tra le orecchie. Ovviamente.

Non bisogna mai, indifferentemente dai contesti, attività, pensare che a provvedere alle nostre dinamiche arrivi sempre qualcun altro. Sempre meglio prepararsi e conoscere tante cose differenti.

Ne conosco molta di gente che si é ritrovata a disagio, con problemi, perché convinta che avere X materiale le rendeva competenti e capaci. Che avere il cellulare avrebbe risolto tutti i problemi, ed invece no. Ho passato tanti anni nel soccorso alpino e di gente così ne ho raccolta. Come sono un grande appassionato della vita selvatica in natura, concreta, reale.

È molto più semplice interessarsi a tutto e di più, la conoscenza, più ampia é, meglio é. Compresa quella d'avere un cellulare, ma non é tutto. Quindi il "cellulare" ok, ma anche tutto il resto.

Non bisogna chiudersi a riccio su poche cose, fissandosi, che poi se quello su cui ci si affida non và... allora si che la gente và in crisi, perché non se lo aspettava.

Dimenticavo, ma importante: anche a richiedere soccorso non é garantito che possa arrivare in breve tempo. Quindi avere altre competenze e qualcosina di utile fà sempre comodo.

Che poi se si é appassionati, interessati, dediti, ecc avviene tutto in automatico.

Inoltre credo che sia ovvio che discussioni del genere non riprendano la soluzione, la dinamica, ideale. Ma quando qualcosina non và.

Che poi, chì quando esce si porta solo il cellulare? Perché tutto il resto é solo "poetico", "esagerato", "gioco"? La maggior parte si porta un sacco di roba superflua.

NB: l'importanza, la serietà, ecc che viene data alle uscite é di competenza dei diretti interessati, giudicare in altre maniere le uscite altrui... anche no.

NB: conosco bene queste dinamiche, visto che supporto il minimalismo, essenzialismo e vengo spesso criticato, accusato di portare troppo poco.

Giusto per, per me le attività che svolgo in natura non sono mai un gioco, ma molto, ma molto serie. Anche perché ne conosco l'importanza a livello di indipendenza generale. Quindi sempre basate su serietà, importanza, utilità, ecc
 
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Le competenze di una persona non si misurano in quantità di messaggi pubblicati o dalle stelline accanto al nome. Personalmente ho visto @GreenGabri accendere un fuoco sotto la pioggia con l'archetto (costruito con legni raccolti la sera prima), non sto scherzando;)
Conosco bene anche io @GreenGabri e confermo :biggrin:

Credo che Gabriele volesse sottolineare quello che avevo scritto anche io qualche messaggio fa: Fare la lista degli "n." oggetti per sopravvivere in natura fa tanto figo nei programmi televisivi o nei social ma nella situazione reale un aggeggio elettronico che ci faccia tornare a casa (oggi esistono per fortuna) è l'opzione n.1
Dopodichè lascio a Gabriele spiegare meglio cosa intendesse
Relativamente a quello che ho grassettato, ritengo che l'unica funzione utile che possa svolgere uno smartphone sia quella di chiamare soccorsi (amici o quelli pubblici).
Ma ci sta anche tutto quello che dice @av250866...
Partiamo dal fatto che lo smartphone è sì uno strumento comodo ed utile che più o meno tutti si portano dietro, ma da lì a considerarlo lo strumento principe in caso di difficoltà ce ne corre.

Vediamo perchè:
  1. Nel 95% delle zone dove uno potrebbe andare a fare un escursione seria (cioè una dove c'è il rischio di perdersi o farsi male) NON c'è copertura telefonica, per cui il tuo cellulare ti può servire solo come cartina (ammesso che tu abbia già caricato le mappe offline) o come GPS. E a volte, ti garantisco, non basta sapere dove sei per capire come tornare alla macchina.
    E già questo primo punto sarebbe sufficiente per chiudere il discorso, ma andiamo pure avanti...

  2. Lo smartphone è delicato: in caso di incidente (caduta, ecc.) lo puoi perdere, rompere il vetro, ecc.. quindi ciao ciao smartphone.

  3. Le batterie hanno una durata limitata, per cui se ti perdi per più di circa 24h devi comunque avere un powerbank associato (anche meno se lo usi come GPS o registratore traccia).

  4. Le batterie (e pure il powerbank) durano drasticamente meno se fa freddo.. ed in montagna è una cosa che capita molto di frequente.

  5. Lo smartphone può avere inconvenienti. A me è capitato per esempio che:
    - si stava scaricando quindi attacco il powerbank e il telefono rifiuta di caricarsi perché la connessione era umida (ovvio visto che pioveva).
    - il cavetto si è deteriorato nel tempo e quando lo collego si rifiuta di caricare.

  6. hai mai provato ad usare uno smartphone con i guanti (o anche senza) sotto la neve e la pioggia? Evidentemente no.

  7. Supponiamo che ti sei fatto male scivolando, cammini a fatica (ma proprio a fatica); il tuo smartphone ti dice che devi fare 15km e 1500m di dislivello su ghiaione per tornare alla macchina: mi spieghi come ti aiuta lo smartphone?

  8. Supponiamo che lo smartphone funziona benissimo, tu sei in piena forma ma è calato il buio e non hai la frontale (perché secondo te l'unica cosa utile è lo smartphone): come ci torni a casa? Naturalmente non hai nemmeno una coperta termica per la notte, perchè anche quella è inutile, visto che hai lo smartphone.

  9. e potrei continuare fino al punto 25 o più...

Scusa se sono stato brutale, ma uno che dopo tre pagine di discussione arriva dicendo che tutti quelli prima hanno scritto fregnacce e per andare in giro nella wilderness ti basta uno smartphone e punto, ha bisogno di rinfrescarsi le idee.

ciao.
 
Metti via i popcorn perchè non ho intenzione di flammare. :p

Non conosco a differenza tua Gabriele, per cui mi baso su quello che ho visto nel forum in termini di anzianità, messaggi e contenuti postati e per questo la sua risposta mi lascia basito.

Da quanto dici posso solo pensare che o il post non sia scritto chiaramente o io lo abbia frainteso, ma quando vedi scritto: "Uno smartphone ragazzi, oggi l'oggetto che vi salva è lo smartphone. Punto." non è che c'è molto da fraintendere.

Quello che capisco io è che "l'oggetto che devi avere con te prima di tutto per non trovarti in difficoltà in caso di problemi è uno smartphone"... e questo francamente lo trovo ridicolo.

Lo smartphone semmai è quell'oggetto che ti può tornare utile se non avrai difficoltà, ma da lì in poi serve a poco o nulla.
Secondo me l'equivoco nasce dall'oggetto della discussione.
Uno sta parlando di zona sconosciuta e davanti N giorni da gestire e l'altro sta dicendo che è da due ore che gira intorno e non trova la macchina o si è fatto male e non può muoversi
 
Infatti la cosa migliore non sarebbe giudicare il fare altrui, ma esporre le proprie attività, approcci, esperienze, ecc Perché poi ognuno sà cosa fà, perché lo fà, cosa preferisce, ecc

Non serve giudicare e parlare del fare altrui, sminuendo, screditando, ecc Ma é più interessante portare le proprie esperienze, il proprio modo di affrontare le proprie uscite. È anche più costruttivo, utile.

Si evitano pure presunzione, vanità, ecc
Le cose sono sempre più semplici se non ci fosse quel desidero di passare per migliori, screditando, criticando il fare altrui. Quel polemizzare su cosa fanno gli altri, ma pensando a quel che si fà in prima persona,...

Per esempio il problema del tipo di attività, dei contesti, ecc non é un problema, se ci si limiterebbe ad esporre le proprie esperienze verrebbe fuori in automatico quel che riguarda se stessi. Uno o più contesti, una o l'altra attività, esponendo i vari tipi di approccio.

D'altra parte il titolo dice già "...se dovreste passare più tempo del previsto...", ovvero se altro non ha funzionato, tipo un cellulare.

Per quanto mi riguarda, proprio perché per me la passione per la natura e la vita in essa non é mai un gioco, ma seria, ri-confermo tutto quello che ho scritto. Poi ovvio che le cose possono risolversi con molto meno, o con molto di più. Quello ad ognuno il suo. Posso dire che grazie alla serietà con cui prendo questa passione, non mi faccio mai problemi se devo passarci una, 4 o 10 notti in natura. Estate, inverno. Pianura o in quota. Cellulare o meno.

Ma conosco per via diretta, operazioni di soccorso, quello che ho scritto. Casi dove senza cellulare le persone sarebbero morte sicuramente. Ma altri casi dove senza semplici accessori, il cellulare non sarebbe bastato. Situazioni dove il cellulare era rotto, scarico, senza connessioni. Dove altro materiale ha fatto la differenza. Ovviamente partendo tutto dalla competenza, dal saper usare il materiale e dalla preparazione per mantenere la lucidità. Conosco casi in cui lo stato di panico rendeva impossibile l'uso del proprio cellulare a certe persone.

In ogni caso resta l'equivoco del trattare tutto come se si dovesse per forza, di principio, giudicare il fare altrui, quando spesso é ben chiaro che si chiede il modo di fare personale. Questo secondo me é uno dei grossi problemi. Chiedere "cosa e come fai tu?" e rispondere giudicando, criticando, definendo il fare altrui. Invece di esporre il proprio modo di fare, le proprie esperienze.
 
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