Idea: Tesserino Escursionismo

federico ha scritto:
e se al guardiaboschi non gli dai i documenti? :poke: :poke:
Non saprei. Diciamo che sei stato "democraticamente" eletto per fare da cavia in una situazione del genere!
Mi raccomando, facci sapere come va a finire... :poke:
:lol:
 
Secondo me è un'ottima idea, ma è alquanto impraticabile...

- il subordinare l'attività escursionistica (parlo delle attività a piedi) al conseguimento di un patentino può essere considerato una limitazione della libertà di circolazione del cittadino... libertà che è uno dei pilastri fondamentali sui quali è stata costruita l'Unione Europea... quindi ritengo che non basterebbe una normativa nazionale, bensì comunitaria...

- chi rilascerebbe i patentini? Lo Stato, il CAI, associazioni o società private?

- chi stabilirebbe quali sono le abilità necessarie per ottenere il patentino? gli alti papaveri di Roma?

- chi effettuerebbe i controlli? i forestali? In tutte le mie escursioni non ne ho mai incrociato uno... si potrebbe pensare di assumerne altri, ma ne servirebbero a migliaia... e le priorità adesso sarebbero altre, piuttosto sarebbero da assumere altri vigili del fuoco o poliziotti... e con quali soldi?

Io piuttosto unificherei la normativa nazionale in un unico regolamento (invece adesso, da quanto ho capito, le norme variano da regione a regione), punterei ad una campagna informativa via TV, giornali e internet, in modo che tutti sappiano che esiste un regolamento, e, per far rispettare le regole, proporrei delle sanzioni amministrative, sempre che le violazioni non costituiscano reato. Addetti al controllo sarebbero le forze dell'ordine, i forestali, polizia municipale e magari dei volontari (tipo i guardiapesca).
 
Per guidare un auto devi avere una patente, perché incorri in responsabilità civili e penali se non ne fai l'uso dovuto, l'auto è un arma impropria e chi la usa in maniera sconveniente è un criminale..
su questo penso che concordiamo tutti.
Andare per monti è una attività pericolosa, per te stesso, per la natura e per gli altri, chi sporca un bosco, chi genera un incendio (accidentale o di proposito) è o no un criminale? mette a rischio le vide di altri? deturpa l'ambiente? non sono forse reati questi?

siamo tutti concordi nel dire che per guidare l'auto ci sia bisogno di un attestato che affermi che sei in grado!
ma se trasliamo la cosa la vediamo nel contesto "natura" ci sembra una limitazione della nostra sacrosanta libertà!

secondo me basterebbe che in un gruppo di persone ci sia almeno qualche d'uno con una licenza o tesserino, in fondo quando prendiamo l’autobus non dobbiamo avere mica tutti la patente, basta l'autista che è il responsabile delle infrazioni al codice stradale.

I tesserini potrebbero essere rilasciati da un ente autonomo come il CAI.

Per le abilità necessarie si dividono in comune, tra chi propone l'idea (in questo caso noi), chi mette la struttura (per esempio il CAI), chi effettua i controlli sul campo (per esempio la Forestale)

Io di forestali ne ho sempre incontrati molti.. forse è un caso comunque fra le varie "regole di comportamento" di chi ha il patentino dovrebbe esservi l'obbligo di comunicare preventivamente il luogo del bivacco, la strada che si farà e tutte le tappe e ciò avrebbe 2 valenze: anzitutto il controllo potrebbe essere capillare perché sanno dove mi trovo (e se mi trovano per caso, perché non ho fatto la comunicazione, mi multano).
Secondo, in caso mi perdessi i soccorsi sarebbero molto più tempestivi perché potrebbero restringere la zona delle ricerche.

Inoltre si dovrebbe unificare la normativa e renderla chiare al livello almeno nazionale, meglio se comunitario.
Spero di aver chiarito altri dubbi :D
 
Giacomo123 ha scritto:
Per guidare un auto devi avere una patente, perché incorri in responsabilità civili e penali se non ne fai l'uso dovuto, l'auto è un arma impropria e chi la usa in maniera sconveniente è un criminale..
su questo penso che concordiamo tutti.
Andare per monti è una attività pericolosa, per te stesso, per la natura e per gli altri, chi sporca un bosco, chi genera un incendio (accidentale o di proposito) è o no un criminale? mette a rischio le vide di altri? deturpa l'ambiente? non sono forse reati questi?
Il tuo discorso mi sembra eccessivo... ad esempio una persona maleducata continuerà a inquinare l'ambiente anche si in possesso del patentino... non si può insegnare l'educazione alla gente con un corso! E poi pensa che anche agli esperti possono succedere gli imprevisti...
Secondo me, più che un patentino, ci vuole un po' di buon senso.
Con un corso, al massimo, puoi aumentare leggermente il livello di sicurezza, ma i problemi restano finchè la gente continua a fare cazzate nei boschi!

Giacomo123" ha scritto:
fra le varie "regole di comportamento" di chi ha il patentino dovrebbe esservi l'obbligo di comunicare preventivamente il luogo del bivacco, la strada che si farà e tutte le tappe
Anche quì sei troppo eccessivo... Le montagne sono di tutti! Se dovessimo comunicare all'Autorità tutti i nostri spostamenti, che fine farebbe la nostra libertà? Ci troveremmo in una specie di regime comunista... Poi magari ci lamentiamo delle violazioni della privacy perchè mettono le telecamere di sorveglianza in città....

Io punterei di più sulla sorveglianza e sul sanzionamento delle violazioni.
 
ok, forse è eccessivo, comunque la cosa si può mediare..

spagnuz ha scritto:
Io punterei di più sulla sorveglianza e sul sanzionamento delle violazioni.
questo è chiaro, però il discorso è sempre quello, ci multerebbero pure a noi..
 
Potrebbero introdurre dei patentini per attività di un certo livello, ad esempio, per l'arrampicata, per le ferrate o per le escursioni impegnative... resta sempre il problema che non ci sarà nessuno a controllare!
 
Giacomo123 ha scritto:
ok, forse è eccessivo, comunque la cosa si può mediare..


Certo che si può mediare, SI DEVE, se vogliamo che anche in futuro si possa godere , tutti, di certe esperienze. Oltre al possibile rilascio di patentino dopo un corso come tu lo proponi ma che può lasciare dubbioso alcuni, perchè non viene "scolarizzato" l'amore per la natura? Perchè nel programma scolastico ci si limita a ridicole gite annuali in qualche parco? Perchè i futuri cittadini non cominciano da bambini ad essere educati in un certo modo, rispettoso della natura e dei suoi cicli? Non sarebbe possibile organizzare programmi scolastici che contemplino un approccio corretto verse certe tematiche? Perchè non viene insegnato che una cicca richiede anni prima di essere assorbita dal terreno, che fare la popò vicino ad un corso d'acqua può inquinarlo, che una lattina di alluminio vuota va riportata a casa poichè l'alluminio richiede molta energia per la sua lavorazione e quindi è necessario riciclarlo? Io ritengo che vadano OBBLIGATORIAMENTE plasmati i più giovani: solo così forse sarà infine possibile in futuro, per tornare alla discussione principale, il campeggio libero, un campeggio senza tracce che non venga punito come fanno in Emilia Romagna. E nessuna pietà per chi ha comportamenti scorretti, a partire ovviamente dall'accensione di fuochi. Anni fa sulla cima del monte Sumbra, alpi Apuane, una cinquantina di persone si godevano il bellissimo panorama. I soliti due idioti (ci sono sempre due o più idioti) dopo aver fatto la fumatina d'obbligo( per loro, certo) gettarono entrambi le cicche a terra con noncuranza. Il secco paleo che vegeta sulle Apuane si infiammò e nonostante gli sforzi di tutti non fù possibile bloccare l'incendio. Nel giro di 10 minuti la caratteristica cima del Sumbra diventò nera, mentre una cinquantina di persone furono costrette a scendere mugugnando imprecazioni all' indirizzo dei due coglioni. Ecco, quando in Italia una cinquantina di cittadini che prima non si erano mai visti invece di limitarsi mugugnare si riuniranno, in circostanze simili, per una bella denuncia , beh, quello sarà un bel giorno.
 
A me il discorso tesserino (o qualcosa di analogo) non dispiacerebbe affatto; sempre se rilasciato dopo un bel corso ecologico-comportamentale.

Comunque credo che la cosa migliore sarebbe se le varie amministrazioni individuassero determinate aree in cui permettere il campeggio libero. Il campeggio libero potrebbe essere sottoposto alla richiesta di un permesso nominativo da parte dell'escursionista il quale diventerebbe "responsabile" dell'area occupata.
Oltre a creare una rete di aree facilmente controllabili da parte delle autorità, questa forma di accesso ai boschi permetterebbe di responsabilizzare gli escursionisti e di ottenere un maggior controllo del territorio tramite una sorta di "vigilanza indiretta" attuata dal campeggiatore stesso (controllo contro piromani, bracconieri e campeggiatori maleducati).

Qualcosa di analogo è già fatto dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga il quale ha individuato innumerevoli aree dove è permesso il campeggio libero previa richiesta dell'autorizzazione agli uffici del parco. E vi assicuro che permettono di campeggiare in posti veramente incantevoli e selvaggi!


@Ziotebo: per l'episodio del ragazzo in amaca non bisogna dimenticare che il Parco dei Cento Laghi è appunto un Parco e quindi un'area con una regolamentazione particolare - se nel regolamento del Parco c'è scritto che è vietato danneggiare gli alberi... purtroppo l'amaca non si può mettere!
E' una cosa stupida multare in maniera così pesante una persona che in fondo non ha fatto nulla... ma se c'è un regolamento bisogna rispettarlo altrimenti si passa nella schiera di quelle persone che tanto critichiamo.
Piuttosto, non è che sto ragazzo ha "piantato" l'amaca nel cuore della Riserva Integrale di Guadine-Pradaccio???
 
stanley ha scritto:
A me il discorso tesserino (o qualcosa di analogo) non dispiacerebbe affatto; sempre se rilasciato dopo un bel corso ecologico-comportamentale.

Comunque credo che la cosa migliore sarebbe se le varie amministrazioni individuassero determinate aree in cui permettere il campeggio libero. Il campeggio libero potrebbe essere sottoposto alla richiesta di un permesso nominativo da parte dell'escursionista il quale diventerebbe "responsabile" dell'area occupata.
Oltre a creare una rete di aree facilmente controllabili da parte delle autorità, questa forma di accesso ai boschi permetterebbe di responsabilizzare gli escursionisti e di ottenere un maggior controllo del territorio tramite una sorta di "vigilanza indiretta" attuata dal campeggiatore stesso (controllo contro piromani, bracconieri e campeggiatori maleducati).

Qualcosa di analogo è già fatto dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga il quale ha individuato innumerevoli aree dove è permesso il campeggio libero previa richiesta dell'autorizzazione agli uffici del parco. E vi assicuro che permettono di campeggiare in posti veramente incantevoli e selvaggi!


@Ziotebo: per l'episodio del ragazzo in amaca non bisogna dimenticare che il Parco dei Cento Laghi è appunto un Parco e quindi un'area con una regolamentazione particolare - se nel regolamento del Parco c'è scritto che è vietato danneggiare gli alberi... purtroppo l'amaca non si può mettere!
E' una cosa stupida multare in maniera così pesante una persona che in fondo non ha fatto nulla... ma se c'è un regolamento bisogna rispettarlo altrimenti si passa nella schiera di quelle persone che tanto critichiamo.
Piuttosto, non è che sto ragazzo ha "piantato" l'amaca nel cuore della Riserva Integrale di Guadine-Pradaccio???
Allora, procediamo con ordine:
l'episodio dell'amaca mi è stato raccontato dal gestore del rifugio Lagoni, che non mi ha specificato la zona precisa dov'è accaduto il misfatto. Per come la vedo io gli unici posti in cui anche una sola amaca è da evitare e quindi si va e si torna in giornata( e al limite si stabiliscono quote ben definite di escursionisti) sono appunto le riserve naturali integrali, dove è giustissimo non raccogliere anche un solo ramo secco. Per i "parchi generici" a parer mio non dovrebbe essere proibito il campeggio libero, rispettando ovviamente alcune norme basilari, cui ho già accennato( niente fuoco tranne che in zone ben limitate, niente fossette di drenaggio intorno alla tenda, feci sepolte etc. Onestamente parlare di "zone determinate" e di "campeggio libero" a me pare pura contraddizione in termini. Il bivacco senza tracce ( ed anche il campeggio senza tracce ) la considero quasi una mia "specialità" e non vorrei limitazioni di sorta, fermo restando zone particolari come quella da te citata e fermo restando che mi prendo la responsabilità di quello che faccio: sarei felice di bivaccare o campeggiare con personale della Forestale presente per poter dimostrar loro che una presenza senza lasciar tracce è, con un pò di buon senso, possibile. Comunque la notizia da te riportata su come organizzano le cose nel Gran Sasso lascia ben sperare: auguriamoci che in tutta Italia seguano l'esempio e che si inizi a "tartassare" un pò di più quelli che io, con un pizzico di snobismo, definisco "domenicali". I danni ritengo che siano fatti più che altro da quelli, facilmente riconoscibili: scarpette da ginnastica, ministereo sempre a portata di mano, una scia di rifiuti al termine della passeggiata che in confronto il filo d'Arianna è una bazzecola. Ciao!
 
ho trovato Questo

Tra i vari posti c'è anche la mitica "Rocca Calascio" che fa appunto parte dei monti della Laga che (scusate la divagazione) sono davvero favolosi.
Come si potrebbe spingere ad attuare un regolamento del genere agli altri parchi?
 
Ohhh, vedi?
C'è una regolamentazione, magari che a qualcuno potrebbe non piacere, ma c'è ed è precisa e comunque permette di effettuare del campeggio rimande nel lecito.. :si:
 
Considerando che si parla di un PARCO NAZIONALE non mi sembra affatto male.

Certo, non concede il massimo delle libertà ma è comunque un buon punto di partenza.
 
stanley ha scritto:
Considerando che si parla di un PARCO NAZIONALE non mi sembra affatto male.

Certo, non concede il massimo delle libertà ma è comunque un buon punto di partenza.
Secondo me è un compromesso giustissimo.. lo spazio concesso è legato alla capacità di carico della zona (in termini di inquinamento credo). e la cosa dovrebbe funzionare...

Comunque in dieci a Rocca calascio possiamo andare :D
 
Giacomo123 ha scritto:
stanley ha scritto:
Considerando che si parla di un PARCO NAZIONALE non mi sembra affatto male.

Certo, non concede il massimo delle libertà ma è comunque un buon punto di partenza.
Secondo me è un compromesso giustissimo.. lo spazio concesso è legato alla capacità di carico della zona (in termini di inquinamento credo). e la cosa dovrebbe funzionare...

Comunque in dieci a Rocca calascio possiamo andare :D
Leggere il regolamento da te postato mi ha quasi "commosso": è per me stupefacente scoprire che nello stivale sono rimaste persone dotate di buon senso, che ben sanno valutare sia la ricerca di emozioni da parte dei fruitori dei parchi sia la necessaria prudenza con il giustissimo fine di preservare l'integrità del territorio per le generazioni future. In particolare mi ha colpito la "finezza" di impedire lo scavo di fossi di drenaggio, intorno alle tende, uno dei punti di forza della mia(ehm ...) filosofia di campeggio libero. Ce ne fossero di più di dirigenti così! Ora si tratta di organizzare una richiesta a livello nazionale: tutti i parchi dovrebbero organizzarsi così! Cosa facciamo? Organizziamo una petizione tra i 3000 passa soci del forum? Contattiamo il sito di Grillo che viene visionato da più di 200000 persone al giorno?
 
curlybill ha scritto:
io sono appena rientrato da tre giorni nel parco del monviso,
li anche se parco il bivacco e' ammesso e tutti quelli che attaccavano il monte si montavano la loro tendina la sera prima senza che nessuno abbia mai detto niente.
A me risulta che sopra i 2000 metri o su di lì (ovviamente nel rispetto della proprietà privata..) il campeggio sia libero....

date un'occhiata QUì invece...
 
Art. 4:

E’ obbligatorio far uso di servizi igienici pubblici o privati, anche portatili.
??? Che ci si deve portare, un WC nautico ???? E io che pensavo che la cacca fosse un concime utile alle piante. Che ingenuo che sono stato !!
 
:lol:

Lo sai che in America per chi arrampica nella Yosemite Valley (el capitan per capirci) e fa le vie di più giorni si deve fornire di appositi contenitori stagni dove oltre all'immondizia si deve raccogliere tutto ciò che sono i bisognini (anche la pipì!!!) e portare tutto a valle...
dimenticavo: ovviamente raccolta differenziata!

Qui in Yosemite è sempre stato vietato buttare la propria spazzatura e i propri rifiuti organici giù dalle pareti mentre si scala una via. Da qualche anno tutto questo è diventato illegale e perseguibile a norma di legge. Bisogna quindi aggiungere all'attrezzatura l'oramai famoso Poop Tube, che altro non è che un tubo di plastica di circa 20 centimetri di diametro per 50-60 di lunghezza, con tappo a vite e fettucce per essere attaccato al saccone. Al suo interno si raccolgono rifiuti di ogni genere prodotti dalla cordata (alcune vie richiedono anche 10-12 giorni per essere scalate),che non andranno così ad ammassarsi in fondo alla parete e che devono essere riportati a valle e scaricati nei bidoni appositi e nei wc.
http://www.intraisass.it/WindsChange.htm alla voce "progresso"...

sarebbe così impossibile anche in Italia?
 
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