Il lupo: può diventare un pericolo per gli escursionisti?

Letto su varie testate, manca solo l'ufficialità degli organi preposti ed eventualmente, se confermata, il "mea culpa" dei giornalisti sensazionalistici (che penso non arriverà mai).
 
ovvio che non arrivera'mai, un titolone " cane eroico salva bambino di due anni dall'attacco di un ferocissimo lupo" fa vendere di piu' che " lupo azzanna cagnolino che resta ucciso."
 
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ovvio che non arrivera'mai, un titolone " cane eroico salva bambino di due anni dall'attacco di un ferocissimo lupo" fa vendere di piu' che " lupo azzanna cagniolino che resta ucciso."
Questo è un problema molto diffuso nel giornalismo, ne avevo piacevolmente discusso con @Rikpal che conosce molto bene la categoria.
Siamo, da anni, in una situazione in cui tanti (troppi?) parlano il che equivale a "nessuno dice alcunchè".
 

Letto su varie testate, manca solo l'ufficialità degli organi preposti ed eventualmente, se confermata, il "mea culpa" dei giornalisti sensazionalistici (che penso non arriverà mai).
ovvio che non arrivera'mai, un titolone " cane eroico salva bambino di due anni dall'attacco di un ferocissimo lupo" fa vendere di piu' che " lupo azzanna cagniolino che resta ucciso."
Questo è un problema molto diffuso nel giornalismo, ne avevo piacevolmente discusso con @Rikpal che conosce molto bene la categoria.
Siamo, da anni, in una situazione in cui tanti (troppi?) parlano il che equivale a "nessuno dice alcunchè".
Riguardo l'ultimo intervento, ritengo che la catagoria dei giornalisti attualmente sia scaduta ad un livello tale che, come dice qualcuno, andrebbero chiamati giornalai...
 
In effetti la considerazione sociale del giornalista è negli ultimi anni in caduta libera... e per colpa nostra. Io preferisco dire che faccio lo scrittore, che il giornalista.
Qui un paio di miei aforismi che fotografano bene la situazione

Un giornalista è colui che sa molte cose; e quelle che non sa… se le inventa.
Il giornalismo è come il maiale: non si butta via niente.

Questo invece lo scriveva Tiziano Terzani
Ma presto mi sono reso conto che era un mestiere di merda, una papparaquaggine. Lo facevano i raccomandati dei preti, dei comunisti, i falliti delle professioni. Chi non riusciva a laurearsi faceva il giornalista. Chi aveva uno zio prete si faceva raccomandare a un giornale democristiano, entrava dentro e ci passava una vita. E io li avevo conosciuti, questi qui, perché quando lavoravo al Mattino di Firenze erano i miei caporedattori.
 
Salve a tutti, sono nuovo del forum.

Sono un neo-appassionato di trekking. Mi trovo qui perché mi sono interrogato se sia o meno sicuro fare escursioni in zone ad alta densità di lupi.
Ho chiesto consigli a un amico esperto e cercato molto in rete, e un'idea me la sono fatta.

Premetto anzitutto che le informazioni trovate sono poche e non particolarmente affidabili, per un semplice motivo: ci sono dietro interessi.
Da un lato quelli dei cacciatori e degli allevatori, dall'altro quelli degli animalisti.
Entrambe le parti portano acqua al loro mulino.

La battaglia la stanno vincendo gli animalisti, di gran lunga più numerosi e più spalleggiati politicamente e mediaticamente, quindi troverete scritto quasi ovunque che il lupo è tanto caro e buono, ma penso questa sia una mistificazione.

I cacciatori non sono una categoria che mi fa particolare simpatia, perché molti lo fanno per sport, e uccidere per divertimento è una pratica assai discutibile che non dovrebbe essere chiamata "sport".

Gli animalisti, però, di simpatia me ne fanno forse ancora meno.
L'animalismo in sé sarebbe una cosa bella, ma gli animalisti la rendono brutta, perché sono dei fanatici.
Gente che scrive immani stronz... come "Molto meglio l'animale che l'essere umano" e che li considera cari e puri mentre noi siamo cattivi e corrotti. Nel regno animale ci sono orrori inenarrabili, anche in natura vale la legge del più forte, ma secondo questi soggetti gli animali sono creature divine e moralmente a noi superiori.
Gente che ha fatto battaglie per riportare il lupo in Italia come se fosse la cosa più importante al mondo (???), infischiandosene altamente di coloro a cui eventualmente il lupo può creare problemi.
Gente che se qualcuno viene ammazzato da un animale quasi esulta al grido di Così impara a invaderne il territorio (???) e fa battaglie per proteggere esemplari pericolosi che potrebbero uccidere altri esseri umani.
Tanto mica sono loro a lasciarci le penne, visto che, ne sono convintissimo, in gran parte non hanno mai messo il naso fuori città. Mica sono loro a dover affrontare problematiche varie e danni economici.
Molto facile dire "Viva l'animale" quando per te non c'è alcuna conseguenza negativa.
Sarebbe bello e anche coerente, visto che odiano così tanto gli esseri umani e amano così tanto gli animali, che questi soggetti andassero loro stessi a sacrificarsi come cibo, ma purtroppo non succede.

La conclusione sul lupo a cui sono giunti questi personaggi (per i motivi di cui sopra profondamente inaffidabili), che divulgano tramite media e politici dalla loro parte, è che il lupo è innocuo per gli esseri umani e si può stare sereni.

Allora, secondo me probabilmente (non ci metterei la mano sul fuoco) c'è del vero in questo, ma aggiungerei un importante aggettivo: il lupo è generalmente innocuo per gli esseri umani. Non totalmente, come ci vogliono far credere.
A motivazione della loro conclusione, gli animalisti adducono i dati: le aggressioni sono eventi rarissimi. Ma questi dati in sé non significano niente, e vi spiego perché con un esempio.
Mettiamo che io affermo che il santo patrono della mia città, Ragusa (Sicilia), tiene lontani i leoni, adducendo a motivazione il fatto che non si è mai visto un leone da queste parti. Grazie al ca... direte voi lettori, visto che leoni in Sicilia non ce ne sono.
Allo stesso modo, cosa sta a significare in sé che le aggressioni dei lupi agli umani sono rarissime? Nulla. Non sono (volutamente secondo me) minimamente considerati fattori quali numero e tipo di interazioni uomo-lupo, variabilità di territori e popolazioni, comportamento dell'uomo e probabilmente molti altri che ora non mi vengono in mente.

La realtà? La pericolosità del lupo dipende dalle circostanze.
Se tre uomini grandi e grossi camminano da soli in un bosco e incontrano un lupo solitario ben nutrito e non abituato all'uomo, e loro non fanno cavolate tipo mettersi a scappare correndo, ho pochi dubbi sul fatto che il lupo si dilegui, a meno che non sia malato di rabbia.
Facciamo però l'ipotesi di una donna minuta da sola che si imbatte in un numeroso branco di lupi affamati e abituati a trovare cibo nei dintorni di esseri umani (stimolo positivo). Non la attaccano? Io non ci metterei assolutamente la mano sul fuoco.
I bambini poi sono ancora più a rischio.

Viene anche sapientemente omesso che se l'umano scappa, perché non si sa comportare o si fa prendere dal panico, il lupo lo insegue e sbrana nella totalità dei casi.

Il lupo è generalmente innocuo, non totalmente, questa è, secondo me, la realtà. È un grande predatore, ha sempre occasionalmente mangiato uomini e sempre, a determinate condizioni, lo farà. E in futuro il pericolo sarà maggiore, per due motivi:
1) Probabilmente parte della paura del lupo nei confronti dell'uomo è dovuta alla persecuzione che ha subito in passato. L'ambiente moderno, al contrario, offre al lupo uno stimolo positivo (cibo). Col tempo, i lupi diventeranno sempre più confidenti.
2) Al momento i lupi sono in aumento, perché le prede sono numerose rispetto a loro. Una volta che la popolazione di lupi e prede sarà in equilibrio, cominceranno ad essere affamati.

Sono assolutamente certo che un giorno ci scapperà il morto. Ma tanto gli animalisti diranno cose tipo Poveri lupetti, avevano fame e non ci sarà alcun problema.

Come dovrebbero comportarsi gli escursionisti? È altamente soggettivo. Chi se la sente può camminare da solo in zona di lupi e sfidare il pericolo, che credo probabilmente sia, nonostante tutto, molto limitato, a patto di conoscere bene il territorio in questione. Chi non se la sente può andare con un altro, penso che se si è anche soltanto in due il rischio si riduce moltissimo.
 
Come dovrebbero comportarsi gli escursionisti? È altamente soggettivo. Chi se la sente può camminare da solo in zona di lupi e sfidare il pericolo, che credo probabilmente sia, nonostante tutto, molto limitato, a patto di conoscere bene il territorio in questione. Chi non se la sente può andare con un altro, penso che se si è anche soltanto in due il rischio si riduce moltissimo.
Concordo con quello che hai scritto, soprattutto nella parte che ho riportato e grassettato.

I lupi problematici sono quelli confidenti, e solitari, che per un motivo o per l'altro si avvicinano ai centri urbani.

In ambito boschivo sono convinto che noi escursionisti non rischiamo nulla, gli eventuali lupi presenti sono molto elusivi.
Non mi preoccuperei neanche del "branco": in Italia i branchi sono molto piccoli, spesso la coppia con i figli e non sono predisposti a battute di caccia nei confronti degli umani, neppure se scappano (che dovrebbe scatenargli l'istinto dell'inseguimento).
 
Salve a tutti, sono nuovo del forum.

Sono un neo-appassionato di trekking. Mi trovo qui perché mi sono interrogato se sia o meno sicuro fare escursioni in zone ad alta densità di lupi.
Ho chiesto consigli a un amico esperto e cercato molto in rete, e un'idea me la sono fatta.
non condivido una parola di quello che hai scritto, continuerò ad andare per boschi senza avere la ben che minima paura che a un lupo possa venirgli in mente di attaccarmi.
 
Ho specificato chiaramente, a fine discorso, che il rischio lo ritengo probabilmente molto basso. Io non contesto che il rischio dovuto ai lupi sia molto basso (me l'ha detto anche l'esperto consultato), contesto che siano innocui e che uno dovrebbe sentirsi in una botte di ferro. Questo non lo penso, assolutamente.

Sui cani condivido, un pericolo sottovalutato. Sia i randagi che i cani pastore.
 
Partiamo dal presupposto che il “rischio zero” non esiste, qualunque attività tu faccia.”, anche una lince non è innocua, ma non puoi dire che sia un reale pericolo. A me anni fa mi hanno preso per i capelli per un morso di ragno o una puntura di un qualcosa che neanche mi ero accorto. Ho un amico buttato in un dirupo da una mucca, un altro pizzicato da una vespa in bocca mentre mangiava un panino che a momenti resta asfissiato, un prete morto scivolando mentre attraversava un rigagnolo di acqua.
Detto questo, di tutti gli innumerevoli pericoli e rischi che possono esserci facendo escursioni, l’ultimo che mi preoccupa è essere attaccato da un lupo. Oh … sarò fatto strano io
 
I lupi problematici sono quelli confidenti,
motivo per cui io temo molto di più le vacche che altri animali nei miei trekking
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La battaglia la stanno vincendo gli animalisti, di gran lunga più numerosi e più spalleggiati politicamente
Non sembrerebbe visto l'ultimo DDL caccia in discussione alla Camera (quindi già approvato al Senato). Forse è cambiata l'aria? boh
 
Ciao
Concordo con quello che hai scritto, soprattutto nella parte che ho riportato e grassettato.

I lupi problematici sono quelli confidenti, e solitari, che per un motivo o per l'altro si avvicinano ai centri urbani.

In ambito boschivo sono convinto che noi escursionisti non rischiamo nulla, gli eventuali lupi presenti sono molto elusivi.
Non mi preoccuperei neanche del "branco": in Italia i branchi sono molto piccoli, spesso la coppia con i figli e non sono predisposti a battute di caccia nei confronti degli umani, neppure se scappano (che dovrebbe scatenargli l'istinto dell'inseguimento).
Pensavi di uscire da solo? Accompagnato? Con animali domestici? Bambini?
Chiedo perché in un ipotetico incontro la situazione potrebbe cambiare a seconda degli attori in gioco
 
I cacciatori non sono una categoria che mi fa particolare simpatia, perché molti lo fanno per sport, e uccidere per divertimento è una pratica assai discutibile che non dovrebbe essere chiamata "sport".

IO SINCERAMENTE SONO STUFO CHE LA CACCIA VENGA DEFINITA SPORT, PERCHÉ LA FEDERAZIONE DELLA CACCIA È O ERA AFFILIATA AL CONI.


Per me rimane l'argomento tanto caro agli anticaccia, argomento MOLTO IPOCRATICAMENTE MORALISTA, per dengrare la caccia.
Quasi nessuno dei critici infatti è vegano.
 
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facendone parte non posso che darti ragione... (io non scrivo, impagino, ma fa lo stesso)
Voglio infierire un pochettino sulla categoria dei giornalisti e sulle loro ignoranze, parliamo delle categorie dell'età umana,
BIMBO/I, a parer mio la categoria va dal neonato ai 4 anni, non oltre.
BAMBINO/I dai 5 ai 9 anni,
RAGAZZINO/I dai 9 ai 12/13 anni,
RAGAZZO/I ADOLESCENTE/I dai 14 ai 18 anni,
GIOVANE/I dai 18 anni ai 39/35 anni
STOP non si può sentire parlare di un giovane di 45 anni o di un bimbo di 12 anni.

Parliamo delle valutazioni sui fatti di sangue/disgrazie: 2 o 3 morti, una STRAGE, oltre una ECATOMBE, vorrei sapere come si possano definire fatti più gravi.

Mica ho finito ovviamente, penso che aggiungerò altro nel prossimo futuro.

Se qualcun ha qualche cosa da aggiungere, prego si accomodi.
 
motivo per cui io temo molto di più le vacche che altri animali nei miei trekking
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Non sembrerebbe visto l'ultimo DDL caccia in discussione alla Camera (quindi già approvato al Senato). Forse è cambiata l'aria? boh
Effettivamente... a quello proprio non ci pensavo

Posso farvi una domanda? Come detto sono un neo-escursionista, chiedo per imparare, e mi fido duecento volte più della vostra esperienza diretta che di quello che dicono le due parti di cui parlavo sopra.

Im linea di massima io ho paura di fare trekking in solitaria per via degli animali selvatici (cani randagi o da pastore, lupi e orsi). Secondo voi non rappresentano un pericolo neanche se si è da soli? Qualcuno di voi fa regolarmente escursioni da solo in territorio di lupi e/o orsi? Sono in tanti che le fanno? Incontrate altre persone durante tali escursioni o rimanete soli per tutto o gran parte del tragitto?
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Ciao

Pensavi di uscire da solo? Accompagnato? Con animali domestici? Bambini?
Chiedo perché in un ipotetico incontro la situazione potrebbe cambiare a seconda degli attori in gioco
Approfondisci se ti va, mi interessa.
 
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Voglio infierire un pochettino sulla categoria dei giornalisti e sulle loro ignoranze, parliamo delle categorie dell'età umana,
BIMBO/I, a parer mio la categoria va dal neonato ai 4 anni, non oltre.
BAMBINO/I dai 5 ai 9 anni,
RAGAZZINO/I dai 9 ai 12/13 anni,
RAGAZZO/I ADOLESCENTE/I dai 14 ai 18 anni,
GIOVANE/I dai 18 anni ai 39/35 anni
STOP non si può sentire parlare di un giovane di 45 anni o di un bimbo di 12 anni.

Parliamo delle valutazioni sui fatti di sangue/disgrazie: 2 o 3 morti, una STRAGE, oltre una ECATOMBE, vorrei sapere come si possano definire fatti più gravi.

Mica ho finito ovviamente, penso che aggiungerò altro nel prossimo futuro.

Se qualcun ha qualche cosa da aggiungere, prego si accomodi.
Aggiungo: per i giornalisti il "caldo torrido" non è il caldo secco ma "moltissimo caldo" :roll: anche quando, per la stragarande maggioranza dei casi, si tratta di caldo umido che tra l'altro è quello più fastidioso perchè aumenta il caldo percepito.

"Esplode appartamento saturo di gas": impossibile, serve anche una buona percentuale di ossigeno e se l'appartamento è "saturo" non esplode.
Mancano le basi scientifiche :azz:, il noto diagramma del triangolo del fuoco...

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Poi "bomba d'acqua" che piace tantissimo ma è un termine inventato di recente da un sedicente metereologo, il termine corretto è nubifragio.



 
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