Il prezzo delle fotocamere digitali nel 2000

Mestando ancora nei miei archivi ho rinvenuto un Almanacco Fotografare del dicembre 2000: un quarto di secolo or sono. Emanazione di listini e schede tecniche del mensile Fotografare, diretto dal mitico (ma anche originale e bizzarro) Cesco Ciapanna.
E accanto a un mondo fotografico ancora pienamente analogico, mi è cascato l'occhio sul listino prezzi delle prime fotocamere digitali professionali, che trovate in parte allegato. Per i meno agè di noi (che non hanno dimestichezza con la lira), diciamo che 39 milioni e 500 mila lire della Kodak/Canon DCS 560 equivalgono a oltre 20.000 euro... per la bellezza di 6 megapixel. Come passa il tempo.
Vedi l'allegato 267734 Vedi l'allegato 267735
L'inizio della:( fine !!
 
Sai come si dice... quello che il bruco chiama "fine del mondo" tutti gli altri lo chiamano "farfalla".

Nei primi anni '90 fantasticavo di portare sempre con me una Minox (fortunatamente mai acquistata) illudendomi di potermi esprimere come istantaneista, oggi pur avendo sempre in tasca il telefonino faccio pochissime foto, di queste nessuna "istantanea" in senso stretto (ho realizzato di non avere né i riflessi pronti né lo "sguardo fotografico" dell' istantaneista), mentre faccio un sacco di "non foto" semplicemente per ricordare cose viste in giro, da un manifesto che annuncia un concerto al cartellino del prezzo di qualcosa che potrei acquistare...
 
Complimenti...
... in pratica era costruita "intorno" al rullino da 35mm...
shopping
shopping


... aveva fama di essere camera di qualità, e credo lo fosse anche se non l'ho mai provata di persona...

... obiettivo 35mm mirino (ovviamente) galileiano, misure : 100 mm × 61 mm × 31 mm peso 200 grammi...

Sarà un caso che una ventina di anni dopo ho acquistato la Lumix TZ8, stesse misure (103 x 60 x 32mm), identico peso, ma ovviamente con zoom e buona parte delle diavolerie tecniche già disponibili all' epoca (una decina di anni fa)?

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già da tempo... è una cosa che anni fa sospettavo ma un giorno ben preciso ne ho avuto la conferma.
Un paio di anni fa feci una foto ad una montagna che si specchiava nel lago, con la mia reflex il riflesso risulava "tutto spezzettato" a causa delle increspature dell'acqua.
Di fianco a me un amico scattò con l'I-phone. Riflesso perfetto.
Il processore della Apple aveva palesemente inventato metà foto.

La tecnologia offre pregi e difetti. Da un lato c'è la tristezza del sapere che gli artifici (che ci sono sempre stati) non sono più scelte consapevoli del fotografo ma introdotti d'ufficio dalla tecnologia.
Di contro, in molti casi, per ottenere il risultato che vuoi puoi scegliere se scattare un RAW con la reflex e poi spendere una montagna di tempo in editing oppure far fare tutto al cellulare in meno di 1 secondo.
 
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Il processore della Apple aveva palesemente inventato metà foto.

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Il servizio perfetto per persone che vivono nel virtuale, in un mondo senza puzza né freddo né caldo né vento, fatto solo di immagini artefatte, suoni digitali, storie raccontate su di sé esagerate al punto giusto per risultare dei perfetti vincitori (come si vedono loro) o dei perfetti imbecilli (come li vedono gli altri).
 
premesso che per me le caratteristiche descritte nell'almanacco sono aramaico antico, una fotocamera del genere quanto costa attualmente?
Come è stato giustamente osservato non è possibile fare paragoni con modelli analoghi odierni a parità di caratteristiche. Se però quello era lo stato dell'arte all'anno 2000, possiamo paragonare con lo stato dell'arte all'anno 2025.

Canon EOS R3 24 megapixel, solo corpo 6.000 euro
Nikon Z9 45,7 megapixel, solo corpo 5.799 euro

Considera che non sono neanche più reflex nel senso stretto della parola (sono mirrorless) e che i megapixel non sono tutto.
 
Questo thread mi ha portato a spulciare negli archivi di DPRewiev. In quegli anni ci sono fotocamere digitali che ancora non salvano in RAW, altre che salvano in TIFF…
 
non e' solo quanti pixel, ma anche altre cose.

più di tanta luce comunque non può passare dal buchetto e più di tanto i sensori non possono catturare...
assolutamente vero quel che dite entrambi
è stata aggiunta tanta capacità di elaborazione soprattutto negli smartphone e anche se la luce catturata è effettivamente poca il dispositivo riesce a dare risultati che pochi anni fa sarebbero stati incredibili. Io però li trovo "appiattiti, standardizzati"

Poi resta il fatto che la luce catturata è poca e concentrata in pochissimo spazio.

Io sarò un nostalgico ma nel mio piccolo ho potuto confrontare i risultati della ormai stravecchia 5D con 12Mpixel e FullFrame con una ben più recente 7D 18Mpixel ma formato ridotto anche se solo a poco meno della metà.
E' assolutamente certo che per le foto dinamiche, tipo sport o anche caccia fotografica
le prestazioni della 7D erano eccellenti e nettamente superiori alla 5D,
ma nei ritratti e anche in certi paesaggi il FullFrame dava un qualcosa in più,
qualcosa di impalpabile ma per me, nettamente migliore.
 
Se però quello era lo stato dell'arte all'anno 2000
Non sono così convinto, se parliamo del dorso kodak su nikon o canon, come "lo stato dell'arte", sarei più propenso di parlare di evoluzioni intermedie dai costi notevolmente alti poiché partivano da corpi analogici di fascia alta trasformati in digitali "simulando" il rullino e non di veri nuovi progetti digitali, tant'è che la prima reflex (completamente) digitale della Nikon, la D1, uscita nel 1999, costava, solo corpo, sui 10 milioni.

Ciao :si:, Gianluca
 
... aveva fama di essere camera di qualità, e credo lo fosse anche se non l'ho mai provata di persona...
spettacolare da usare in viaggio... poi vabbè stampavamo solo su formato standard/piccolo o magari proiettavi le diapositive, quindi era più che adeguata a qualunque esigenza...

queste per esempio sono foto di un viaggio in Scozia (stampate all'epoca del viaggio e poi rifotografate con la Fuji)

https://flic.kr/p/fHh5Q
https://flic.kr/p/fHh5J
https://flic.kr/p/fHiAf
 
Facendola breve e super semplice, i telefoni avevano come obiettivo cercare di simulare la qualità di una camera ha obiettivi intercambiali, il santo graal da imitare era il bokeh, parola giapponese che indica la qualità dello sfocato.

Neglli anni gli ingegneri cercarono un modo per applicare questo effetto a macchine fotografiche (i telefoni) che per limiti fisici non potevano oggettivamente raggiungere quel risultato.

Da li è venuta fuori la branca della foto computazionale.

Una volta raggiunto il bokeh sui telefoni, con effetti talora ridicoli in altri casi sorprendenti, la fotografia computazionale si è staccata dalla realtà seguendo piste proprie, oggi anche un telefono economico ha l'effetto bokeh, magari dimmerabile, ma inoltre si può applicare una distorsione concentrica allo sfondo, un effetto panning e cosi via, oggi la foto computazionale inventa appunto gli elementi, con effetti talvolta inquietanti, gli ultimi iphone arono gli occhi a chi li ha chiusi nello scatto, mettono sorrisi spalancati su bocche chiuse, un effetto che (in mia opinione) è già entrato nella uncanny valley.
 
... gli ultimi iphone aprono gli occhi a chi li ha chiusi nello scatto, mettono sorrisi spalancati su bocche chiuse,...
Le ricerche fatte in rete mi portano ad AI photo editor, quindi ad un processo successivo allo scatto, anche se non ho dubbi che si possa fare (o già si faccia) con l'unica operazione dello scatto.

In realtà questa funzione, se integrata nello scatto, più che "aggiungere" qualcosa ci fa perdere l' originale, che, invece, separando i due processi (scatto ed editing) posso conservare magari per un editing migliore.

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Nel film "The Fall Guy" si immagina (spoiler!) che in un girato si possa all' ultimo minuto cambiare attore senza girare di nuovo le scene. Cito la finzione perché credo che nei termini messi in scena nel film si possa fare veramente.

Immagino che le nuove generazioni daranno per scontato ciò che noi non riusciamo ad accettare: la foto è inganno ciò che vediamo in foto non prova nulla parlare di "prova fotografica" ha senso più come eccezione che non come regola.
 
Ultima modifica:
Per me la fotografia era artificio ,perchè poco importava il supporto su cui si fissava l'immagine; collodio umido, sali d'argento ecc. La foto riproduceva fedelmente la realtà senza passare per l'elaborazione del cervello. Questo spiega tutte le foto deludenti di panorami che dal vivo sembravano affascinanti mentre in foto risultavano scialbi. Era l'abilità del fotografo a rendere quello che sentiva e voleva comunicare. Cero qualcosa in fase di ripresa e stampa si è sempre fatto, usando mascherine o filtri per qualche "effettaccio" da usare con grandissima parsimonia. Ben vengano certo alcune innovazioni, non è che si possano rimpiangere le lastre o la pellicola piana, ma così non mi piace. IMHO
 
Senza voler offendere nessuno, l'idea che l foto riproduca fedelmente la realtà è una grossa ingenuità. E non parlo di adesso, anche nell'epoca analogica, quando gli interventi erano più artigianali.

E' proprio nell'atto di scattare una foto che avviene la prima manipolazione, la scelta del soggetto, l'angolo di ripresa, la focale scelta, il diaframma, sono tutti elementi che giocano nella creazione della foto, che seleziona alcuni elementi dal reale li inserisce in una composizione, e ci restituisce qualcosa che nella realtà non c'è. Un uomo piccolino in mezzo alla vastità del deserto diventa un altra cosa se lo inquadro con il tele e la scia di orme alle sue spalle, la foto acquisisce un altro significato, ha un altro peso, l'uomo diventa il protagonista, se scatto con un ultrawide, l'uomo e minuscolo dinnanzi a possenti dune, il deserto e la sua immobile forza sono il protagonista.


La magnum pubblicava sempre gli scatti analogici con il bordo pellicola visibile, perché fosse evidente che nn c'era stat un ulteriore ri composizione dello scatto in fase di stampa.

Altri tempi.
 
Ma certo, la madre di tutte le manipolazioni, quella intrinseca nel mezzo di per sé, è già l'inquadratura, la estrapolazione dalla realtà di un piccolo angolo di visione dopo aver scelto un punto di vista particolare, cioè la perdita di contesto, ed il contesto quasi sempre è ciò che dà un significato a ciò che stiamo guardando.

Va comunque detto che in determinate sedi (fotografia scientifica, foto prodotte in tribunale) ciò si da per scontato è la cosiddetta "prova fotografica" non è poi così risolutiva come alcuni credono.
 
Senza voler offendere nessuno, l'idea che l foto riproduca fedelmente la realtà è una grossa ingenuità. E non parlo di adesso, anche nell'epoca analogica, quando gli interventi erano più artigianali.

E' proprio nell'atto di scattare una foto che avviene la prima manipolazione, la scelta del soggetto, l'angolo di ripresa, la focale scelta, il diaframma, sono tutti elementi che giocano nella creazione della foto, che seleziona alcuni elementi dal reale li inserisce in una composizione, e ci restituisce qualcosa che nella realtà non c'è. Un uomo piccolino in mezzo alla vastità del deserto diventa un altra cosa se lo inquadro con il tele e la scia di orme alle sue spalle, la foto acquisisce un altro significato, ha un altro peso, l'uomo diventa il protagonista, se scatto con un ultrawide, l'uomo e minuscolo dinnanzi a possenti dune, il deserto e la sua immobile forza sono il protagonista.


La magnum pubblicava sempre gli scatti analogici con il bordo pellicola visibile, perché fosse evidente che nn c'era stat un ulteriore ri composizione dello scatto in fase di stampa.

Altri tempi.
Hai ragione però aprire gli occhi o tirare fuori il sorriso non è come sfocare lo sfondo per dare profondità...
Almeno secondo me eh
 
Nel film "The Fall Guy" si immagina (spoiler!) che in un girato si possa all' ultimo minuto cambiare attore senza girare di nuovo le scene. Cito la finzione perché credo che nei termini messi in scena nel film si possa fare veramente.
se non ricordo male qualcosa di simile è stato fatto davvero ma già tantissimi anni fa,
mi pare fosse nel film "il corvo" durante il quale il povero Brandon Lee morì prima di finire le riprese e il film fu finito comunque.
 
In rogue one, un dialogo con l'attore Vincent price e uno con la grandissima carrie Fisher, sono stati girati con attori virtuali ricostruiti, perché ormai deceduti, aprendo per altro anche alcune questioni legali, ed etiche.
 
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